La vita al giro di boa

 

I primi passi sono sempre i più pesanti.

Cominci la corsa, muscoli freddi, spingi, i polmoni reclamano aria.

Devi superare la malavoglia.

Quanto è passato, sarà mezz’ora?

Solo cinque minuti.

Hai fretta che passino tempo e chilometri.

Il primo sudore ed il pensiero fisso alla metà corsa, da lì si torna indietro.

L’andata è come correre in salita, ti pesa.

Incontri un cagnetto, abbaia e ti infastidisce .

Arrivi a metà corsa finalmente, giri i tacchi e torni .

Il tratto è in piano ma è come se imboccassi una discesa.

La corsa ti viene da sola, non devi spingere, non soffri .

Il percorso è lo stesso, hai meno forza nei muscoli ma si è trasferita nella testa.

Il respiro migliora, la corsa è più leggera.

Forse potevi allungarti di più, aumentare i chilometri, la gamba c’è, c’è il fiato ed improvvisamente anche la voglia.

C’è di nuovo il cagnetto incazzato, ma sai che non morde.

Lo guardi e sorridi.

Quando arriverai al traguardo probabilmente non avrai più forza né nelle gambe né nella testa e vorrai che finisca.

Per ora ti godi la strada che conosci e scopri  cose che all’andata non avevi visto. Ti meravigli.

Passo dopo passo pieno di te con gli occhi  ai fiori su un balcone, al cancello di una casa in cerca dei dettagli che ti eri perso.

La fatica di vivere  nel sudore della maglia che  senti solo se ti fermi. Mentre vai tu non avverti nulla , la vede solo chi ti guarda. Le macchie di sudore non le cancelli.

La vita è un po’ così, te ne accorgi bene al giro di boa.

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