Vietato parlare al conducente, ma fatelo

 

– BASTA ASPETTARE. Devi agire, fai sentire la tua presenza.

– Se non ti rispondono al telefono e ti hanno bloccato i contatti, al mattino vai sotto casa.

– Devono sapere che tu ci sei comunque.

– Non lasciarle prendere il sopravvento.

– Non farti escludere

– Intervieni con qualcuno che possa aiutarti, carabinieri.

– Possibile che lei non capisca che fa male ai suoi figli?

– Ma possibile che non si possa fare nulla? L’avvocato non può intervenire?

– Non considerarli per un po’. Non farti vedere né sentire.

Quando sei stanco, perdi un po’ della tua volontà. C’è anche un modo di dire , prendere per sfinimento. E’ così, la stanchezza ti fa accondiscendente. Ti fai trasportare perché non hai la forza di guidare. Chiedi un cambio guidatore, magari riesci a farti un sonnellino.

Guidate voi per favore, io vorrei riposare!

Purtroppo alla guida di te stesso non si mette nessuno, c’è solo tanta gente che parla al conducente. Vogliono capire la strada e aiutarlo a trovare una scorciatoia. Lo fanno perché gli vogliono bene. Lo farei anche io. E’ un ronzìo fastidioso per le orecchie , ma irradia calore in tutto il corpo e il conducente lo vuole. Ne ha bisogno.

In questo periodo alla sera è bello, non fa freddo e hai qualche ora di luce per svuotarti e ricaricare le pile. Riposa il cervello, la stanchezza si concentra sulle spalle. Quelle non riesco a decontrarle. E’ bello anche al mattino, fa caldo ma non troppo, in genere c’è un gran sole. Un getto violento di acqua calda sotto la doccia scioglie i muscoli, la rasatura della barba aiuta a sentirsi luminosi e freschi.

Stamattina mi sono svegliato di buzzo buono.

E’ da qualche giorno che vado sotto casa dei miei ragazzi.

Saluto ma non sono ricambiato. Il primo giorno è stata dura. Anche il secondo ed il terzo, un po’. Poi mi sono abituato a non essere ricambiato. Il dolore dopo un po’ lascia la forma e ti ci adagi comodo.

In genere escono da casa alle 7,40. Oggi sono in ritardo.

7,45 ancora nulla.

Ma andranno a scuola?

Faccio mente locale sulle feste comandate o le possibili vacanze. Non mi risulta nulla, saranno solo in ritardo.

7,47, eccoli. Sento sempre un filo di agitazione quando escono. Mi batte il cuore più forte.

Per un attimo mi ricordo che 47 è u’muort.

Uhm…. Non si mette bene.

Esco dall’auto.

  • Buongiorno!

Alzo un po’ il tono della voce, gli altri giorni era stato troppo basso e non mi avevano sentito, forse.

Mia moglie ha il braccio alzato.

Che strano, penso.

Sono senza occhiali e socchiudo gli occhi per mettere a fuoco. Ha qualcosa in mano.

  • Che fa?

I ragazzi lato marciapiede testa bassa si avvicinano alla sua auto. Lei lato strada col braccio ancora alzato, procedono in parallelo.

Finalmente si avvicinano e metto a fuoco. Ha il telefono in mano. Sta filmando.

  • Mi filma!

Mi blocco un attimo. La telecamera mi inibisce. Non sono un attore in fin dei conti.

I ragazzi, sempre con la testa bassa, entrano in auto. Lei ancora fuori che filma. Il più grande siede al sedile davanti, il piccolo dietro.

Che belli che sono i miei figli, però. In questo anno son diventati due giovanotti.

Adesso portano tutti e due gli occhiali. Non ero molto favorevole a che li mettessero, hanno un disturbo di astigmatismo molto lieve. Mio cognato, ottico, metterebbe gli occhiali anche ai cani. Lui è uno che viene ascoltato e nella famiglia di mia moglie, ‘’lo ha detto mio cognato’’ conta più di un ‘’lo ha detto la televisione’’. E’ nella parte più alta del tabellone. Credo che anche il parroco sia sotto di lui.

  • Perché mi riprende con la videocamera?

Mi distraggo un attimo dai ragazzi. Anche mia moglie entra in auto. Controluce, dal vetro anteriore dell’auto, non riesco a vedere i corpi dentro. Fa un po’ effetto specchio.

Distintamente vedo la telelecamera del telefono che mia moglie tiene ben piazzata davanti al cruscotto, con la mano destra. C’è il flash acceso.

Accende l’auto, cambia mano per reggere il telefono ed inserire la marcia, poi lo riprende con la destra.

Faccio un saluto con la manina. Un ciao e sorrido.

Credo di avere un sorriso da ebete stampato. Devo chiederle di passarmi il video, per verificare!

Si avvicinano, e si ferma vicino a me. Con la manovra mi piazza mio figlio grande a pochi centimetri.

Lei continua a filmare. Riprende me fuori dall’auto, chinato con la testa vicino al finestrino e mio figlio che è seduto davanti. Ci separa il vetro. I ragazzi evitano di incrociare il mio sguardo e guardano avanti. Pensavo aprissero il finestrino per dirmi qualcosa. Mio figlio,  invece, chiude quei due centimetri che erano rimasti aperti.

Mi sembra irreale la scena.

La telecamera continua a videostranirmi.

Busso al vetro e dico a mio figlio:

Ciao! Non mi saluti?

Ho lo stesso imbarazzo di quando ti riprendono ai matrimoni e devi per forza dire qualcosa. In quel momento non ti viene mai nulla da dire. In genere ti senti in obbligo  e dici una stronzata di cui ti pentirai per almeno qualche ora.

Mio figlio più grande fa un gesto con la mano per dire a mia moglie di procedere, mio figlio più piccolo è impietrito, dietro, con il corpo tra i due sedili davanti.

Vanno via.

Guardo l’auto che si allontana. Risalgo sulla mia.

Mi metto di nuovo alla guida. Cerco di realizzare quanto accaduto.

Sono passate delle ore, ma ancora mi sento strano. Mi sento come un orologio molle in un quadro di  Salvador Dalì. Cerco un qualcosa per appendermi.

Qualcuno ha qualcosa da dire al conducente?

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58 thoughts on “Vietato parlare al conducente, ma fatelo

  1. Completamente folle. E a cosa dovrebbe servirle poi questo video? A dimostrare che molesti i tuoi figli, che entri in contatto con loro abusivamente? Non ti è mica stato vietato di vederli, sei sulla pubblica strada e li stai semplicemente salutando.
    O forse pensa col suo filmino di dimostrare che sono loro a non voler parlare con te? Come se un giudice si accontentasse di “prove” di questo tipo e non avesse altri strumenti per cercare di capire la realtà dei fatti.
    Sai cosa penso? che delle mille cose di cui questa donna non si rende conto, la più tremenda per lei è questa: che quei due ragazzi non staranno per sempre sotto la cappa del suo condizionamento e che appena acquisteranno una visione autonoma di come stanno le cose quella che rischierà veramente di essere estromessa dalla loro vita sarà lei.

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    1. Credo che voglia dimostrare che è una molestia. Nella sua testa, loro non vogliono parlarmi e quindi non mi devo avvicinare. Oggi mi ha fatto paura quello che ho visto. Più del solito. Per i ragazzi sarà stato uno stress comunque. Quello che non so è cosa fare adesso. Non andarci e quindi far vedere che indietreggio o andarci comunque.

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      1. L’unico che ti può dare consigli pertinenti su cosa fare è il tuo avvocato. Al di là delle questioni specifiche di convenienza, però, quello che io farei sarebbe di continuare ad andare, senza far scene e magari senza neppure salutare, ma semplicemente facendomi vedere lì in piedi dall’altra parte della strada. Non tanto per non darla vinta a le, ma soprattutto perché i ragazzi vedano che comunque, nonostante tutto, tu ci sei.

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  2. Non so, penso che lei voglia che tu sia il suo zerbino. So che è dura ma tanto non puoi fare nulla e comunque non sottovalutare i ragazzi , queste cose le ricorderanno devi solo attendere pazientemente…..torneranno da te. Io andrei una volta alla settimana regolarmente come farebbe qualsiasi padre amorevolmente, hai diritto di vederli! Se vai tutti i giorni ti prendono per pazzo!

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      1. Ma lei deve dare la possibilità ai bambini di parlarti apertamente, proprio davanti a lei, perché è un problema della famiglia ed lì che si deve combattere lo scontro. In ogni caso senza la presenza di estranei , loro devono avvertire calore, anche se fuoco.

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  3. So come ci si sente quando sembra che qualunque cosa fai sbagli (anche se in un contesto completamente diverso, nel mio caso, ma le emozioni sono quelle). Penso anch’io che la cosa migliore sia sentire l’avvocato e comunque non fare eccessive pressioni perché potrebbero essere controproducenti, se i ragazzi si sentissero strattonati da una parte e dall’altra in una specie di gioco al massacro. Credo che sia un ottimo consiglio quello di farti vedere, magari non tutti i giorni ma abbastanza spesso, senza necessariamente fare nulla. E’ un modo per dire “quando volete, io ci sono”. Ascoltare il loro bisogno che sicuramente c’è, senza pretendere di voler forzare a tutti i costi. Senza aspettarti che le cose cambino nell’immediato, ma con la fiducia che presto o tardi il tuo “esserci” sia sentito e sia loro d’aiuto per crescere e sviluppare le loro ali e la loro autonomia. Forza…
    Alexandra

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  4. se posso aggiungere il mio parere: per quello che riesci cerca di ignorare tua moglie, nel senso di non cadere nelle sue trappole fatte di provocazioni o tentati litigi, per quello che puoi non rispondere ai suoi attacchi. Sicuramente ti costerà tanta fatica ma meno appigli le dai, meno carte in mano avrà per farti la guerra..
    Probabilmente i tuoi figli si comportano così per evitare di prendersi delle “lavate di capo” da lei..

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    1. Si è così, devo evitare in tutti i modi dei litigi. Per fortuna ultimamente ci sono sempre meno occasioni. Il comportamento dei miei figli è cambiato ed è la cosa che mi ha spiazzato di più. E’ una cosa di cui ancora non mi capacito. Adesso accade una cosa strana, ogni tanto mi arrivano dei sms dai loro numeri con richieste di spese. Sono arroganti e maleducati. Non lo avrebbero mai fatto prima. Usano i toni della madre, stessi modi di dire. A volte ho il dubbio che sia lei a scrivere o quanto meno a dettare. Ma forse è solo che in tanti mesi di mia assenza hanno assorbito i suoi modi senza filtro.

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      1. dubbio legittimo.. al tuo posto penserei anch’io che non siano loro a scrivere, la madre ha accesso ai telefoni e quale modo migliore per farti male che lasciarti credere che siano loro a pensare o dire certe cose…
        E purtroppo anche lì cosa puoi fare se non rispondere “ti voglio bene”? se leggono loro sapranno che il tuo amore è incondizionato, se legge lei capirà che non è riuscita nell’intento…
        Domanda: ma davanti al giudice ci siete già andati?

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      2. SICURAMENTE non è così… i ragazzi non pensano ai soldi e alla quota di partecipazione alle spese familiari, e se fossero di indole arrogante e maleducata lo sarebbero con tutti non solo con te… non li conosco ma ci metterei la mano sul fuoco.
        Davanti al giudice una parte dei tuoi diritti di padre potrà avere soddisfazione, avrai la certezza di poterli vedere, se non quando ti pare almeno in giorni prestabiliti e certi, e magari loro si sentiranno più tranquilli, non avranno il timore di essere rimproverati perchè ti parlano o sorridono, (temo che adesso si possano sentire “colpevoli” di averti dato corda)
        E forse sarebbe da far presente che la madre ti chiede i soldi attraverso di loro, non ci fa una bella figura davanti al giudice…

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      3. scusa, non voglio fare la maestrina… generalmente sono portata a guardare il lato pratico/operativo delle situazioni (deformazione professionale?), se esagero fermami!!

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      4. No no , hai un effetto camomilla. Mi tranquillizza quello che dici. Non sei la sola a dirmelo ma poi mi vengono dubbi e ansie. Sentirselo ripetere seda. Grazie.

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      1. Stamani, senza aver ancora letto il tuo post (wordpress e bloglovin non mi aggiornano mai né sul tuo né su quello di Romeo, nonostante l’iscrizione) e riflettevo proprio sul fatto di aver scritto (io) un post sull’intromissione per poi venire a commentare qui magari in maniera importuna.
        A leggere le prime righe del tuo post, è stato un po’ un pugno, prima di riafferrare il concetto completo. Se esageriamo, diccelo. Ma almeno sai che ci sentiamo partecipi e maledettamente impotenti di fronte ad una situazione che sembra una fiction di bassa lega ma che in realtà è una storia fin troppo vera e, ahimè, comune.
        Agghiacciata.
        Un abbraccio, Paperino caro.

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      2. Figurati, anzi. Mi date grande sostegno invece. Come voi blogger, tanti amici per fotuna. Mi aiuta ad evitare l’esaurimento di cui ogni tanto sento qualche segnale. Ho la pelle dura però. Ogni tanto riesco a navigare nelle pagine di tutti e sono tutte piene di cose interessanti. Grazie Slog, un abbraccio a te.

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      3. Il paradosso è che sono uno che non ha problemi con nessuno. Anzi, ho stretto grandi amicizie e rapporti affettuosi con tanta gente. Una mia amica mi sfotte perchè ovunque stia, sconosciuti mi fermano e attaccano bottone. Di amici ne ho tanti, sinceri. Sono aperto e amo vivere. Tutto questo con mia moglie non è stato possibile condividerlo. Non eravamo fatti l’uno per l’altra evidentemente. Non comprendo perchè usare i ragazzi. Lo fa lei e la spalleggia tutta la sua famiglia. Questo mi logora.

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      4. Il problema, evidentemente, non sei tu. E’ o ce l’ha lei. Ma se non si mette in discussione e non ha la fortuna di avere anche solo una persona di fiducia che la faccia ragionare e la supporti in una presa di coscienza…

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  5. Quando ti leggo,e come se fossi li con te. Descrivi tutto nei minimi dettagli,perché tu i dettagli non li tralasci e anche quelli che possono sembrare inutili,nel tuo cuore solcano e fanno tanto male. Ma io ti dico di non mollare,é importante che i tuoi figli ti vedano. Fa male la loro indifferenza ma tu devi resistere. Chi la dura la vince,e credo proprio che tu sei un combattente. Un abbraccio!!!

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  6. cosa posso dire al conducente … per non distrarlo dalla guida 😉
    “che questa è proprio una grandissima stronza” può essere d’aiuto ???
    di commenti ne ho letti tanti ma mi sento di condividere quelli che ti consigliano di consultarti con il tuo avvocato prima di prendere qualsiasi iniziativa … per il resto sulla pubblica via non fai del male a nessuno e a te serve almeno vederli
    consentimi una battuta … io mi metterei sull’altro lato della strada senza parlare e senza avvicinarmi con un cartello al collo con scritto bello grande solo “ciao” …
    poi dopo un po’ di giorni cambierei il testo con un “vi voglio bene” …

    dai che il mese di luglio arriverà in fretta … ciao 🙂

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    1. È una idea, Claudio! 🙂 il mio avvocato è una persona pratica . Mi dice che non c’è nulla di male se mi faccio vedere e saluto . Nello stesso tempo mi consiglia di non andarci . Mi dice di adottare una linea dura del tipo se volete sapete dove trovarmi .

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      1. due consigli irrealizzabili entrambi contemporaneamente …
        spero non ti abbia detto di fare testa o croce …
        delle due cose te ne deve consigliare una sola … (altrimenti sai che consiglio …)
        sulla linea dura deve essere più chiaro :
        “se volete sapete dove trovarmi” chi glielo fa sapere e come ?

        a te servono indicazioni chiare e non vaghe, indicazioni del tipo “fai così” …

        inoltre io penso che occorra mettere in atto delle azioni (inappuntabili legalmente, altrimenti controproducenti) che li “obblighino” a riflettere …
        quella del cartello (del tipo mendicante o autostoppista, su cartone) la ritengo tale …
        certo non conoscendo i personaggi la mia è pura teoria …

        ciao e bg (buona giornata) 🙂

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      2. Sei sempre molto lucido nei tuoi commenti caro Claudio. Hai ragione. Credo che il solo vedermi al mattino dall’altra parte del marciapiede, che agito la mano per salutare, li faccia pensare. Mia moglie sta dando di matto. Scriverò presto in proposito. Credo che questa cosa la stia spiazzando.

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      1. Stai scherzando ….con la prima consensuale senza alimenti, ed alla secondaria li sto chiedendo io (dopo che mi ha fatto fuori una cifra innominabile mentre eravamo insieme)

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  7. sono senza parole… anch’io sono divorziata ed ho 2 figli, ma non mi è mai passato dalla mente di “metterli contro” al padre: è pur sempre il padre. saranno loro, un domani, a giudicare le nostre azioni e decisioni. io (credo nessuno) ne ha diritto se non loro.

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  8. e che dire?? boh…. hai detto al tuo avvocato di questo filmino? se puo in qualche modo girarlo a suo favore e far passare che tu li molesti??? magari invece col tuo avvocato trovate il modo di girarlo a tuo favore facendo vedere che ti interessi….
    se vai sotto casa cerca di rimanere sempre sempre discreto…. uffa…

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  9. Perdonami capito qui per ricam.biare la tua cortesia.
    Naturalmente mi sono soffermata a leggere i tuoi scritti e i molti commenti dai quali però non sono riuscita a farmi un’idea di come il tutto sia accaduto (e degenerato) in questi termini.
    Dunque solo un augurio.
    Sherazade

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      1. Rifuggo da situazioni tanto complesse dove ogni mio intervento Nn avrebbe senso.
        Ti auguro di risolvere e quantomeno di trovare un tuo equilibrio indispensabile x gestire al meglio tutto
        Shera

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