Il triangolo no

Mia moglie via Whatsapp

Allego spese di cancelleria per la scuola inoltre i ragazzi sono stati invitati a due compleanni quindi devono sostenere la spesa di 10 euro per regalo ed inoltre attendono ancora le cartucce della stampante di cui hanno estremo bisogno dato che devono stampare dei lavori per la scuola e aspettano anche la paghetta settimanale per la loro vita sociale

Grazie

Nonché hanno bisogno dei vestiti per la primavera perché ti ricordo che crescono e non li va proprio nulla

Grazie

Scusa ancora ma mi sono ricordata che a tuo figlio più grande si è rotta la batteria del telefono

Grazie

Dopo averle risposto che intendevo sentire direttamente mio figlio e non lei:

Mio figlio

La batteria del mio cellulare si è gonfiata e non funziona più bene mi devi comperare una batteria nuova originale e mi servono anche le cartucce della stampante

Grazie

Rintuzzo anche lui:

IO: Tu riattacca i contatti telefonici, riprendi a rispondere al telefono prima di tutto. Poi parliamo del resto.

Lui: Sai solo ricattare, come sempre.

Questo è davvero tanto. Quando mai l’ho ricattato, e quando mai mi ha risposto così. Un filo di disperazione fa capolino. Ma perché mi dice queste cose? Serro gli occhi come se volessi contenere la testa e non farla scoppiare.

Riprendo il bastone:

IO: Continua a fare il maleducato tu. Complimenti.

LUI: Che faccia tosta a dire così non ti vergogni e non capisco che vieni fuori casa in questi giorni è meglio che non vieni più che mi fai andare a scuola arrabbiato.

Continuo ad attaccare :

IO: Maleducato che non sei altro, faccia tosta lo vai a dire a qualcun altro. Fai il bullo da quattro soldi, impara l’educazione. Riattiva i contatti telefonici e riprendi a rispondere al telefono. Dillo anche a tuo fratello.

Ci metto più di un’ora a riprendermi da questa mazzata. Mio figlio è uno da tutti nove e dieci a scuola. Non è mai stato maleducato e irriverente nei confronti di nessuno, tanto meno di suo padre. Ma che succede? Che mostruosità è questa? L’unica cosa che riesco a fare è sedermi per prendere la testa tra le mani. Voglio non pensare per qualche attimo, se ci fosse un interruttore spegnerei la giornata.

Devo parlarne con qualcuno. Faccio vedere i messaggi a qualche amico fidato. Ho bisogno di qualcuno che mi dica che non è vero.

E’ lei che scrive dal cellulare dei ragazzi o sono loro, ormai imbevuti della sua fiele?

In tutti e due i casi la cosa mi pare mostruosa.

Forse tra le due preferirei che fosse lei a scrivere. Mi fa paura. Probabilmente ho a che fare con qualcosa di patologico. Chi legge, mi fa notare che lo stile dei messaggi è simile, potrebbe essere sempre lei a scrivere o comunque a dettare.

Provo a risponderle:

IO: Prima di parlare di vita sociale, dobbiamo risolvere il problema familiare. I miei figli devono riprendere un dialogo con me. Sono a loro disposizione, mi chiamano, stiamo insieme un fine settimana e andiamo a fare le spese. Parliamo dei compiti come era prima. Se continuano a non rispondermi e a tenermi bloccato tra i contatti, non va bene. Prima te ne fai una ragione come unica loro educatrice in questo momento , prima potremo affrontare gli altri importanti problemi. Sappi che questo, per me, ha la priorità su tutto. Non ho intenzione di parlare di altro. Se li convinci a scrivermi dei soldi, puoi convincerli per altro. Inoltre ti ribadisco che senza i miei effetti personali mi arrechi danno economico. Ti prego di rendermeli, altrimenti sarò costretto a intraprendere azioni che mai vorrei.

A questo punto, accade qualcosa di strano. Il tono e lo stile dello scritto di mia moglie cambia. Compare la punteggiatura, inesistente per lei. Il periodo è di gran lunga più articolato, i termini più appropriati.

LEI: Non sono l’unica responsabile della educazione dei nostri figli. L’esempio di un padre è educativo…E diseducativo.. Dipende.. Anche quando sei distante influisce.. E come nel tuo caso invece che riportarli a se.. Li respinge.. Li turba.. Li spaventa.. Loro non hanno più fiducia in te.. Se vuoi cambiare le cose.. E riavvicinarli, non usare me.. Od i ricatti o la presunzione. Io non dico di scrivere proprio nulla.. Sono loro che si rendono conto che hanno bisogno di soldi per vivere.. Per vestirsi, per uscire con gli amici e per progettare la loro vita. Chiediti perchè i tuoi figli non hanno piacere a stare con te!!! Le tue priorità al momento dovrebbero essere le loro!!! Non cercare sempre il colpevole o attribuire le colpe.. Guarda prima come ti comporti tu con loro e con me che sono la loro madre che li ha cresciuti e supportati da sempre. Vivo per loro e adesso ahimè, ammettilo, per colpa tua sono l’unico punto di riferimento.. al momento!! Da te dipenderà cambiare le cose.. Se ci riesci!! Per il bene dei tuoi figli!!

Per me è evidente che sia qualcun altro a scrivere. Penso che sia mia cognata a prendere la guida quando il discorso si fa un po’ più tecnico. Lei è l’intellettuale della famiglia. (Ho detto tutto!). In casa hanno paura che mia moglie si comprometta nello scrivere, conoscendo la sua propensione agli scatti di ira.  Nonna ‘Belarda’ avrà architettato che le figlie concordino le risposte con valenza legale. Sono in un triangolo, scaleno conoscendo i personaggi. Due dei tre vertici mischiano le carte. Mia cognata è bipolare conclamata. Mia moglie, di conclamato non ha nulla, ma la farebbero folle per acclamazione. Chi legge mi da ragione. Quanto vorrei che a darmi ragione non fossero gli altri , ma il tempo.

Rispondo:

IO: Si infatti, uscire da casa con la telecamera per riprendermi, con loro accanto, è stato un grande esempio. Complimenti. Vedo che non vuoi capire proprio. La mia disponibilità per i ragazzi è totale . Passiamo del tempo insieme e facciamo tutto ciò che possiamo. Saluti.

Rileggo il messaggio, le parole non rendono la umiliazione e il male provato. Le parole non rendono quasi mai se parlano del dolore, è come se gettassero acqua sul bruciore di una ferita.

Ritorna lei in prima persona.

LEI: Appostarsi fuori casa e creare disagi senza fiatare e non fare nulla non è buon esempio arrivano a scuola agitati e non vogliono uscire da casa più da soli si chiama molestia psicologica questa e come vedo solo scuse per non dare soldi per crescere i tuoi figli comunque ora capisco perché ti hanno bloccato buona giornata.

La provoco per vedere come reagisce

IO: La tua consulente scrive meglio di te, usa la punteggiatura. Nel complesso non è un granché neanche lei, ma usa le virgole, almeno.

LEI: Non so a cosa ti riferisci.

Dopo un po’ aggiunge qualcosa, si deve essere consultata con l’anima nera. Ci ha tenuto a precisare, se non avesse avuto la coda di paglia il ‘non so a cosa ti riferisci’ poteva considerarsi conclusivo. Invece:

LEI: Ho ritrovato la punteggiatura, come sempre vuoi provocare.. Ma ormai sei scontato! Sono da sola.. Io! Me la vedo da me.. Io non ho consulenti… Come te!! Che vai persino fuori città a trovare professioniste della punteggiatura!!! Pensa alle cose serie!! Come sempre ti fermi ai formalismi. Pensa a fare il padre non il professore.. Vado che non ho tempo da perdere!! Io!

Cercare di intavolare discorsi ragionevoli con una svitata, è tanto. Cercare di far ragionare un esercito di fuori di senno diventa un atto eroico. Ho sempre sospettato che ci fosse un’anima nera dietro le scritture di mia moglie. In questo momento ne ho la certezza. Troppo diversi i messaggi per stile.

Non servirà a nulla capirlo, sarebbe come se in una rissa, aggredito da tante persone, pensassi di capire chi è che tira i pugni più forti tra quelli che ti riempiono di botte.

Ho paura sul serio adesso. I miei figli si stanno allontanando sempre di più e temo che dovrò abituarmi a prendere delle sberle sempre più pesanti.

Tramite un amico ho chiesto un appuntamento ai servizi sociali. Prendo accordi con una donna dai modi garbati e rassicuranti, per telefono. Mi reco di buon ora nei loro uffici. Citofono, dico il mio nome e salgo. IV piano.

Porta aperta, entro. Vengo immediatamente accolto dalla ragazza con cui avevo preso appuntamento telefonico. MI stringe la mano, mi dice il suo nome e mi fa cenno di seguirla. Ci sono altre persone nell’ufficio. Tutte donne.

Percorriamo un corridoio ed entriamo in una stanza, Lorenza, così si chiama la mia interlocutrice, si chiude la porta alle spalle e mi fa accomodare.

Ci sono solo delle sedie. Non c’è altro nella stanza.

Mi siedo su una sedia, lo fa anche lei, di fronte a me. Ci presentiamo, compila una scheda con i miei dati anagrafici. E’ costretta a farlo con un blocco appoggiato sulle gambe. Mi chiede di parlarle dei miei problemi.

Dopo qualche minuto, mi rendo conto che sono un fiume in piena. Questo è indice di esaurimento. Devo cercare di controllarmi, altrimenti la gente comincerà ad evitarmi. Appena mi danno in là, parto a raccontare dei miei guai e le mie angosce. Che brutta fine che ho fatto.

Devo fare l’effetto di un povero disgraziato, non mi piace. Cerco di darmi un tono.

Lorenza mi fa delle domande precise, vuol sapere nomi, cognomi, tutto in dettaglio. Non è come da Katia che si parla di emozioni, qui si parla di fatti. La nostra non è una grande città, le do qualche riferimento di mia moglie e dei suoi parenti. Credo che li conosca anche. Mio cognato ha un negozio di ottica piuttosto noto e probabilmente qualcuno della sua famiglia avrà fatto gli occhiali da lui.

Mi spiega le funzioni di quella struttura. E’ una cooperativa sociale, del Comune. Loro in genere si muovono per mandato di un giudice, ma sono a disposizione delle famiglie per i problemi come quelli che sto attraversando.

Mi dice che possono sentire me e mia moglie, per affrontare con noi i problemi dei ragazzi.

Lorenza è una persona pulita, di quelle che ascoltano con gli occhi. Mi da grande agio.

Mi dice che devo essere io ad invitare mia moglie e lei ad accettare. Loro non possono chiamarla, per una questione di privacy. Mi aiuta lei stessa a scrivere il messaggio su whatsapp a mia moglie. Mi fa prima fotografare la loro brochure:

– Così si rende conto di cosa stiamo parlando, mi dice.

Poi scriviamo:

– Stamattina sono stato al centro per la famiglia, servizio di mediazione del Comune. Ho parlato con la dottoressa Lorenza…. La quale avrebbe interesse a conoscerti e parlare con te relativamente al benessere dei nostri figli. Le ho spiegato delle mie difficoltà con i ragazzi e mi ha proposto un percorso che coinvolge noi due. Ti mando la brochure del centro ed il numero della dottoressa nel caso volessi sentirla.

La risposta di mia moglie non si fa attendere:

–          Ti allego scontrino bermuda che ha acquistato tuo figlio grande. Inoltre ti ricordo che i soldi sono finiti e i ragazzi devono uscire e li serve la paghetta e che forse te ne sei dimenticato ma tuo figlio piccolo essendo l’ultimo anno di catechismo deve effettuare la cresima e dato che hai detto che le spese vanno concordate ti dico già da ora che la data è il 2 giugno e per questo bisogna fare la spesa di 30 euro per la chiesa e poi le altre spese quali vestito ecc.Quelle della chiesa devono essere data già questa settimana grazie.

Peccato. Mia moglie non accetterà mai di venire al centro di assistenza familiare. Mi erano sembrate delle persone competenti e ben disposte.

Lorenza prima di congedarci mi aveva anche tirato su.

Stai tranquillo, ti vedo preoccupato. Queste cose si risolvono nella maggior parte dei casi.

Facendo le scale a scendere, ero davvero contento. Quando lo sono, non prendo mai l’ascensore.  Non avevo risolto nulla, ma c’era un’altra opportunità. Sono una che si galvanizza con poco, in effetti. Avevo trovato delle persone preparate ad hoc, su cui contare e si trattava di una struttura pubblica. Offriva garanzia e trasparenza anche per quella paranoica di mia moglie.

Finisco da Lorenza, mi dirigo da Katia, la mia counselor. E’ la giornata della psiche. Katia mi informa che siamo arrivati quasi alla fine del nostro percorso. Lei pensa che sia riuscita a darmi delle indicazioni, ritiene che ha iniziato a ‘sbloccarmi’ e che io sia stato ricettivo. Per andare oltre dovrei fare delle vere e proprie sedute di psicoterapia e non con lei. Lei non ha gli strumenti per smontarmi e rimontarmi, dice.

Mi ha chiesto che cosa ne pensassi del percorso che abbiamo fatto fin qui.

Le ho detto che ho capito una cosa fondamentale:

– Il primo giorno sono arrivato da te, ti ho detto di non tollerare che i miei figli crescessero senza un padre. Oggi, mi rendo conto che sono io ad aver bisogno di loro. Loro, senza di me, possono anche vivere.

Si è commossa. Ero imbarazzato ed ho girato un la testa, lasciandole un po’ di riservatezza.

 

Annunci

42 pensieri riguardo “Il triangolo no

  1. Non è vero anche loro hanno tanto bisogno di te ma ti rofiutano sulla base di un rancore. Deve passare questo tempo buio, deve passare questa onda anomala. Continuando a semtirli e a vederli cadrà il muro perchè poi all’improvviso crollano le menzogne. Un abbraccio

    Mi piace

      1. Questa è una forma di violenza psicologica . Mi è venuta una idea ,sicuramente azzardata , ma potrebbe essere utile consultare un centro antiviolenza . Generalmente sono le donne a essere le vittime , ma anche i bambini , vittime passive della violenza assistita e anche gli uomini.Si tratta di essere aiutati a trovare una piccola via che aiuti a sbrogliare la matassa , ora troppo confusa. Nella tua città ci saranno senz’altro dei centri antiviolenza.

        Mi piace

      2. E una idea. Settimana prossima se non ho risposte, mi rivedo comunque con Lorenza del centro di mediazione. Chiederò anche a lei se si può seguire questa strada. Mi sono fatto la convinzione e vale la pena ascoltare un po tutti. Se non altro non rimango ad aspettare. Ciao buona domenica.

        Mi piace

  2. Ti faccio una domanda probabilmente stupida: tu sei sicuro che i due ragazzi con gli amici etc. continuano a usare i soliti numeri di telefono? Non mi stupirei che questa combriccola di squilibrati avesse loro sequestrato le sim e se le stesse gestendo per comunicare con te in questa maniera. Magari è proprio per questo che i ragazzi non rispondono al telefono, semplicemente dall’altra parte non ci sono più loro.

    Mi piace

    1. La faccio questa verifica . Non ci avevo pensato . Mi pare difficile perché stanno attenti a non fare mosse attaccabili legalmente. Mia cognata è avvocato . Chiederò ai genitori degli amici comunque. Il fatto che siano proprio i ragazzi a respingermi è vero . Non me li so immaginare a rispondermi sgarbatamente. Qualche mese fa era impensabile per loro è per me.

      Mi piace

  3. ogni volta un capitolo nuovo, una nuova nefandezza,
    ormai diventa difficile anche darti ulteriori consigli perché la situazione si ingarbuglia sempre più;
    forse ora hai bisogno di supporto morale ancor più che di consigli pratici …
    sei stato acuto nel notare gli stili di scrittura diversi e per me hai fatto bene a farlo notare;
    i tuoi figli ti incolpano di qualcosa … io, al tuo posto, gli chiederei espressamente di cosa e perché la tua presenza li infastidisca così tanto … dovranno pure rispondere qualcosa …
    vedi il tempo come tuo alleato e non come nemico … la data si avvicina e con essa una nuova speranza …

    buona notte 🙂

    Mi piace

    1. Si Claudio. Mi sento un po’ logoro. Forse anche il sapere la data mi ha fatto sentire la stanchezza un po’ di più. L’ho fatta tante volte la domanda ai ragazzi quando avevo whatsapp con loro. Non mi rispondevano mai. Quello che ho colto è un grande senso di vergogna del più grande. Il piccolo si adegua alla situazione, credo . Perché si vergogni va ricercato nei discorsi e nelle reazioni di mamma zia e nonna.

      Mi piace

      1. ah questo è certo …
        se vivessero lontano da entrambi non si comporterebbero in questo modo (ipotesi, per altri motivi, sconveniente per loro quindi non praticabile, purtroppo)
        vuoi che non subiscano l’influenza dell’ambiente in cui stanno (meglio sarebbe la famiglia Addams)
        Capisco che tu ti senta logoro e so cosa significa …
        io per combattere ansia (e crisi di panico) e stress è oltre un anno che assumo (blandi ma pur sempre) ansiolitici e li integro con Magnesio al mattino e Melatonina alla sera (il primo per combattere la stanchezza e la seconda per favorire il sonno); questi ultimi sono integratori alimentari che si trovano in tutti i supermercati e non hanno effetti collaterali; i farmaci me li prescritti il neurologo; poi settimanalmente (e mi costa una cifra) ho l’appuntamento con una psicologa per una terapia di supporto …
        la vita è difficile, per qualcuno lo è di più e tu sei uno di questi (ed il fatto di essere senza colpa non mitiga il tutto),
        però sia che la si consideri una dannazione sia che la si consideri un regalo occorre sempre ricordare che è un “regalo” (neppure tanto “lungo”) che si riceverà una sola volta …
        mi spiego ???
        quindi coraggio …
        un abbraccio e buona (per quanto possibile) domenica …
        ciao 🙂

        Mi piace

  4. Riconoscono solo i tuoi doveri (economici), e nn i diritti tuoi e dei tuoi figli (all’affetto).
    Quelle due donne nn capiscono che per far male a te, stan facendo male ai ragazzini. Non credo sia tu ad avere bisogno di sedute psicanalitiche. No, no, nn credo proprio.

    Mi piace

  5. so qualcosa di questa situazione e sembra davvero una strada che non porta a nulla. Pero’ ci vuole pazienza e tanta calma e ti sembrera’ strano ma non devi rintuzzare in continuazione con tua moglie, ad ogni battuta presti la faccia ad una risposta che non ti potra’ piacere mai. Sii paziente e sereno, i figli crescono e incominciano a ragionare con la loro testa e faranno le loro valutazioni su cio’ che vedono e sentono. Se vedranno un padre calmo e tollerante (so che sara’ difficile ma ti devi sforzare per amor loro) faranno due piu’ due. Le cose andranno da se, hai tutta la nostra comprensione. 😉

    Mi piace

  6. In tutti i consultori familiari ci sono degli psicologi che gratuitamente seguono e supportano le famiglie in situazioni di difficoltà. Spesso sono proprio i giudici a disporre che le coppie o il nucleo familiare provi a risolvere qualche conflitto con il loro aiuto.
    Potresti provare a chiedere al giudice una disposizione in tal senso (solo per il rapporto con i figli).. potresti avere così l’occasione di parlarci insieme a qualcuno che può aiutarli a capire meglio la situazione
    M

    Mi piace

    1. Sei del settore? Ho avuto una ottima impressione del centro che ho visitato qualche giorno fa. Magari ci fossi andato prima. Certe volte dubitiamo che le strutture pubbliche funzionino, per pregiudizio. Invece ti trovi gente capace e fattiva. Si chiederò al giudice un intervento. Volevo farlo da adesso ma l’avvocato mi ha detto che dobbiamo aspettare l’udienza. 14 luglio . Ciao M , grazie mille

      Mi piace

      1. è vero, è un peccato che quando lo si verifica si rimanga stupiti. Non ho usufruito dei servizi del centro ancora, ma devo dire che l’accoglienza è stata calorosa e professionale allo stesso tempo. In genere dalle premesse si capisce molto.

        Mi piace

  7. il fatto che lei si appelli al fatto che devi mandare i soldi, anche per legge…
    ma la legge tutela anche il fatto che tu DEVI vederli….. quando avrete in mano una sentanza, che aimè è lunga, ci sarà questo scambio… purtroppo contro il “volere” forzato dei ragazzi non puoi nulla, ma puoi provare a mettere un tarlo nella mente di lei…

    Mi piace

    1. Io le do di più di quanto mi ha detto il mio avvocato di darle. È viziata, pensa che il denaro cresca da terra. I suoi sono insegnanti in pensione ma hanno ereditato una fortuna. Se la sono sempre passata alla grande. Ma per grazia ricevuta

      Mi piace

  8. spero che tutto si risolva per il meglio ma, come hanno detto nei commenti, cerca di verificare se in effetti loro comunque tengono a continuare il rapporto con te. I figli anche se piccoli sentono certe cose…

    Mi piace

  9. che scrivano materialmente loro o sotto dettatura o meno, sono manipolati da chi li “accudisce”. per cui fai loro notare con determinazione che non è il modo di rispondere ma ricordati che loro sono vittime del tuo stesso carnefice.

    Mi piace

      1. Lo so. Cioè, non so immaginare il tuo dolore, posso solo immaginare quello che provi da quello che mamma mi dice. Io ho rifiutato e risposto male a mia madre (soprattutto) facendola soffrire molto. Solo che lei, pur non rinfacciandomelo più, me lo ricorda spesso. E così la vive male lei, peggio lei di me ed io non ho appelli o quasi.
        Tieni duro, sfogati con chi ti pare, riporta i tuoi figli all’educazione, ma non scaricare mai su di loro la colpa della loro genitrice.
        (So che non lo faresti, ma a volte il dolore rende ciechi)

        Mi piace

  10. Usare i figli come arma è la cosa più meschina che esista.
    I miei genitori si sono separati quando avevo 6 anni, e nonostante mio padre all’epoca non fosse il più distinto dei santi, mia madre non ce lo hai mai messo contro o viceversa.
    Mi spiace che tu stia passando tutto ciò, immagino non sia il massimo essere trattato da Bancomat e basta.
    Spero che un giorno i tuoi figli riusciranno a distinguere le due cose.

    Mi piace

      1. Inizialmente ero arrabbiata, volevo la mia famiglia unita. Per questo ho passato qualche mese a rifiutare mio padre, nonostante mia mamma facesse di tutto per convincermi a vederlo. Ma ero delusa, per averci lasciato, per aver scelto di andare via piuttosto che rimanere con noi. La rabbia poi ha lasciato il posto alla nostalgia, e ho iniziato ad andare quando veniva a prendere me e mia sorella nei weekend. Sono passati 19 anni, e io amo mio padre come nulla fosse mai successo.

        Mi piace

      2. Un abbraccio a te, con la speranza che tutto possa davvero sistemarsi per il meglio. Sono sicura che sei un bravissimo papà, per questo meriti che i tuoi figli ti trattino da tale.

        Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...