Si muove qualcosa…

Leggo da internet:

Svolta epocale della Corte di Cassazione in tema di Alienazione Genitoriale con la sentenza della prima sezione civile n. 6919 dell’8 aprile 2016.

Con la sentenza n. 6919 /2016 la Cassazione statuisce che non compete alla Corte dare giudizi sulla validità o invalidità delle teorie scientifiche sulla PAS ( Sindrome di alienazione parentale ), ma spetta ai giudici invece capire e adeguatamente motivare sulle ragioni dell’ostinato rifiuto del padre da parte della figlia, utilizzando i comuni mezzi di prova tipici e specifici della materia incluso lascolto del minore e anche le presunzioni , qualora un genitore denunci comportamenti ostativi dell’altro genitore affidatario o collocatario , che provocano l’allontanamento morale e materiale della prole da sé, condotte indicate come significative della presenza di una PAS .

È essenziale infatti secondo la Suprema Corte tenere conto che tra i requisiti di idoneità genitoriale ricopre una grande importanza la capacità di garantire la continuità delle relazioni parentali con l’altro genitore , onde tutelare in maniera effettiva e concreta il diritto del minore alla bigenitorialità e ad una sana crescita equilibrata; infatti è fondamentale per la prole poter intrattenere rapporti costanti e significativi con entrambe le figure genitoriali , che sono importanti per un sereno e idoneo sviluppo della personalità in itinere .

E’ giorno di festa. Oggi piove e mi sono messo al computer. La giro per e-mail al mio avvocato con una domanda

  • Può servire?

Domani la leggerà.

Dopo qualche minuto mi arriva la sua risposta:

– Vedremo. Dobbiamo fornire prove o quanto meno fatti in concreto che possano far presumere quantomeno che la madre sia di ostacolo o non agevoli il rapporto con te. Per ciò potrebbe essere bene insistere per l’ascolto dei minori, nella speranza che essi o si aprano con il presidente fornendo elementi atti a far comprendere che per fare un favore alla madre (che mostra odio od ostilità al padre) hanno eliminato i rapporti con te, ovvero anche dimostrando che sono essi che non vogliono avere rapporti, così da sostenere che sia un diritto del padre la cura della bigenitorialità da coltivare anche contro la momentanea evidenza dei figli che non mostrano la volontà di intrattenere il rapporto.

Che tipo il mio avvocato. Un uomo paradosso. Se lo cerchi nei giorni buoni, assume le fattezze di un ago in un pagliaio. Quando è festa, è inutile che lo cerchi, sta lavorando. E’ un uomo arguto e pratico però, mi piace. Purtroppo incasinato come pochi, di quelli che tenti di afferrare e sfuggono.

Leggo la risposta alla mia domanda. Né si, né no, mi pare. Non sarebbe un avvocato, altrimenti. In certi momenti vorrei essere come il farmacista. Uno dei miracoli dell’era moderna, per me. Ogni volta mi sbalordisce come il farmacista riesca a decifrare la calligrafìa del medico. Non mi stupisco di quanto barbinamente scrivano i medici. La cosa che mi lascia di stucco è come facciano i farmacisti ad interpretare. Un miracolo.

Rileggo la risposta, facendo il farmacista. Qualcosa la dice però.

Secondo Vincenzo, è meglio per me che i ragazzi siano sentiti in tribunale.

Quando ho letto il ricorso di mia moglie, mi ha turbato il fatto che lei chiedesse l’ascolto dei minori.

Che stronza, ho pensato. E’ certa che i ragazzi confermeranno di non volermi vedere. E’ certa che remeranno dalla sua. E’ certa e non esita ad usarli per i suoi scopi.

Adesso, secondo Vincenzo, alla luce di questa sentenza, il fatto che i ragazzi vengano ascoltati è un punto a mio favore. Confermano di essere loro a non volermi vedere e il giudice andrà a fondo alla questione.

La Cassazione dice proprio questo. Il giudice deve appurare. Sento che qualcosa si muove nel verso giusto. Finalmente una lucina.

Cerco di immaginarmi il momento in cui sarò lì e ascolterò i ragazzi dire al giudice che non vogliono vedermi. Chissà come mi sentirò.

Un giorno di festa come questo era bello a casa. Aspettavo che si svegliassero. Se loro tardavano a svegliarsi, andavo al bar a prendere i cornetti. Al più grande cornetto con nutella, è pazzo per il cioccolato. Al più piccolo la brioche con la palla, come la chiama lui. Io mi concedevo una frolla con crema al pistacchio. La mangiavo lì, caffè, una sbirciata al quotidiano ed una chiacchiera con un amico. Fabio fa una crema di pistacchio divina.

Tornavo a casa e mi sedevo sul divano in attesa. Si svegliava per primo il più grande. Al mattino aveva i capelli arruffati più del solito. Abbiamo i capelli lisci in famiglia. Sulla parte posteriore, sul colmo del capo, tendono a fare dei vortici con una cresta tipo gallo. Il più grande ne ha ben due di vortici. Uno a destra, l’altro a sinistra. Li aveva mia madre così. Le mie zie vecchie dicono sia una roba eccezionale e sintomo di forza. Mi piacciono da matti questi miti popolari tramandati. A volte penso che i miti siano frutto dei racconti di qualche zia vecchia dell’antichità. Sarà stata una zia vecchia di Sansone a legare la sua forza ai capelli.

Sentivo i passi nel corridoio e  compariva dalla porta del soggiorno. Occhi semichiusi, incedere incerto, doppia cresta in uscita dal bivortice. Una mano stropicciava gli occhi. Sembrava fosse uscito da un cartone animato dove avesse preso la scossa elettrica. Si sedeva sul divano con aria indifferente. Fingevo indifferenza anche io e improvvisamente mi gettavo su di lui, lo abbracciavo. Più di un effetto sorpresa era un rito di corteggiamento per me.

Mia moglie gli passava il cornetto ancora caldo e si sbrodolava di nutella. Restavo a guradarlo. Mi dava serenità vederlo mangiare con soddisfazione. In genere c’erano programmi sportivi in tv o qualche documentario di National Geographic. Ci piaceva uno in particolare. Protagonisti dei pescatori dell’Alaska a caccia di granchi nei mari del Nord.

Il più piccolo aveva una maggiore inerzia al sonno. Si svegliava sempre un po’ più tardi. Di vortici, lui, solo uno. Anche di cresta una. E’ quello che assomiglia di più a me, fisicamente. A guardare le mie foto da piccolo si fa fatica a distinguerci.

Quando riuscivo a stare con tutti e due sul divano era il momento di fare un po’ il pagliaccio. Al mattino erano più remissivi e accondiscendenti. Ne approfittavo e li sfottevo un po’. Mi piaceva spupazzarli, da morire. Pensavo che ne avrei avuto per pochi anni ancora. A diciotto anni mi avrebbero mandato a quel paese molto più facilmente.

Loro, dal divano, con un occhio seguivano lo schermo, con l’altro sbirciavano il cabaret che inscenavo. Ascoltavano di sbiego le mie stupidaggini. Ogni tanto facevano qualche sorriso assonnato. Lo facevano per accontentarmi. Era un ‘ va bene papà, rilassati, apprezziamo lo sforzo’!. Nonostante il pubblico pagante non fosse dei più partecipativi, non demordevo dal fare lo scemo.

I miei genitori erano di un’altra generazione. In casa c’era grande affetto e rispetto, poco contatto fisico. Io i miei figli me li sono divorati di abbracci e coccole.

Con il più grande fino ad un anno fa camminavamo mano nella mano ancora, qualche volta. Il più piccolo ha una fisionomia da orsetto acchiappacoccole ma, contrariamente alle sue fattezze, è un po’ più restìo agli abbracci. Lo spupazzavo ugualmente, forzando la sua resistenza.

Dopo un po’ uscivo per vedere gli amici al bar. Da un anno quasi, anche mio figlio più grande mi seguiva. A tredici anni e mezzo cominciava a divertirsi a sentire le cazzate degli adulti.

Stavo sempre attento a misurare e centellinare le cose da grandi. Era la mia ombra nei giorni di festa.

Il più piccolo preferiva divano e youtuber.

Verso le 11 si vedevano con i loro amici per andare in chiesa e poi al parco. Ci separavamo. Al pomeriggio, dopo il pranzo  da uno dei nonni, si vedevano le partite, si sonnecchiava e poi li aiutavo a fare i compiti.

Con le varianti sul tema il giorno di festa era così.

Io non so dove ho sbagliato. Sono mesi che me lo chiedo.

Qualcuno me lo dovrà dire.

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23 pensieri riguardo “Si muove qualcosa…

  1. Forse siamo solo molto ingrati di tutta bontà e bellezza che ci è fatta in dono nella vita, come se fosse tutta opera nostra, mentre anche l’altro è frutto di un incontro donato e così i figli, sono un dono, un miracolo nei loro specifici volti e carattere. Niente è scontato, tutto è gratuito.Ciao e buona serata

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    1. degli errori li devo aver fatti. Quando si sbaglia bisogna far tesoro e cercare di riparare. Si rende grazie alla vita restituendole il giusto equilibrio che con i propri errori si è alterato.

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  2. Tranquillo … da quanto si legge errori non se ne vedono anzi …
    la situazione che hai descritto tra te ed i tuoi genitori è simile alla mia ma la differenza è che io con i mie figli ho commesso esattamente gli stessi errori che ho subito … tu invece sei riuscito a non farlo : il contatto fisico è indispensabile (ma io l’ho capito solo dopo, quando era troppo tardi, e certe situazioni non si recuperano);
    hai fatto tutto perfettamente (forse tranne nella scelta della consorte 😉 eheheheheheheh);

    Vedrai che piano piano le cose si sistemeranno, il giudice dovrà gioco forza mettere sul tavolo tutte le carte e gli assi non li ha tutti tua moglie in mano, devi avere pazienza e fiducia …

    ciao 🙂

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  3. Sai cosa mi hai fatto pensare Claudio? Nel voler bene a qualcuno non esiste il giusto o Sbagliato. Con percorsi diversi ci troviamo distanti dai nostri figli. Hai ragione sul fatto che alcune cose non si recuperano . Questo mi spaventa. Si può provare a rinnovare più che cambiare forse . Di certo ci vuole forza. Quando sei colpito negli affetti più cari , ti tremano le gambe

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  4. posso farti una domanda? Ché non ho tempo di risalire su per tutti i post…
    ma…da quanto dura ‘sta storia?

    Perché secondo me, (non sono un avvocato, bada bene, e non ho esperienze in proposito), dicevo secondo me… qualcosa di legale per neutralizzare ‘sta donna si dovrebbe poter fare!
    E poi… ma co’ ‘sti figli non ci puoi parlare di persona, prelevndoli a scuola, e portandoteli da qualche parte per tutto il giorno? e se quella si arrabbia, ciccia?
    Sei il padre, no? Mica li sequestri….

    Boh, non so… Mio marito dice (è un saggio) che le persone si comportano con noi come noi permettimo loro di comportarsi…

    meditate, gente…

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    1. La storia dura dal 21 di agosto. I primi tempi ho concesso troppo forse. Non volevo caricare di tensioni i ragazzi che erano già provati. In questo ho sbagliato. Molto. Mia moglie e i suoi lavoravano al lavaggio di cervello nel frattempo. Ora sono i ragazzi che non mi vogliono vedere. Se vado a prenderli scappano via, c’è la madre, i nonni, qualcuno che li infila in macchina e li porta via. Dovrei usare la forza secondo te?

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      1. Si.
        E la legge.
        Dici che, economicamente stai dando di più.
        Male.
        Un assegno o meglio un bonifico a inizio mese di quanto concordato dal giudice e stop.
        Niente messaggi. Moglie bloccata su wa…
        E aspetta che i figli crescano.
        Poi capiranno.
        Scusa l’invadenza ma ri ho preso a cuore…

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  5. Nessuna invadenza poetella. Ti ringrazio molto e mi fa piacere sapere come la pensano gli altri, altrimenti non ne scriverei. Ascolto tutti volentieri, e poi filtro. Devo fare i conti con il mio registro anche. :-). Il mio legale dice che non posso impormi in nessun modo. I ragazzi sono grandi per farlo.Ne avrei voglia, ma tanta. Ciò che dici ha molto senso però, e spesso è vero ciò che dice tuo marito. Grazie ancora.

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  6. pazienza… ci vuole tanta pazienza e forza di volontà…. avrai fatto degli sbagli ma quelli li facciamo tutti! non crucciartene oltremodo… vedrai che con il tempo e la perseveranza le cose piano piano andranno a posto e ritroverai una nuova serenità… anche con i tuoi figli… ne sono certa!

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  7. Fingevo indifferenza anche io e improvvisamente mi gettavo su di lui, lo abbracciavo. Più di un effetto sorpresa era un rito di corteggiamento per me.
    Che meraviglia, leggere questo.

    Per il resto, riesco a leggerti poco, a spot, ogni tanto.
    Ma ti seguo, e comprendo.
    Un abbraccio te lo prendi? Io lo lascio sul tavolo, toh.

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  8. Ti lascio un abbraccio virtuale, Paperino! I rapporti umani sono complicati. Non ho la certezza che i tuoi figli un giorno capiranno, ma credo che lo faranno. Credo anche che tu non debba stare a ricatti da parte di tua moglie… da questo punto di vista forse dovresti provare ad usare la legge a tuo favore. Le dai il pattuito, non di più. E se pretende, metti agli atti. Usare correttezza e cortesia, come stai facendo già mi pare. Ai ragazzi prova a far arrivare il tuo affetto in altri modi. Forse qualcosa di scritto, che parli solo di ciò che riguarda te e loro, padre e figli, al di là del rapporto con tua moglie. E se vorranno leggere qualcosa dentro cambierà. Nel silenzio non si può ribattere e si fanno cadere tante armature. Solo un’idea… senza la pretesa di dare soluzioni. Spero che presto le cose cambieranno in meglio. Coraggio!

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    1. Ti ringrazio per il tuo contributo. Prendo tutto volentieri. Quando non sai che fare, ogni idea può essere una prima pietra. Come da tuo consiglio cerco di stare calmo e di rispondere dopo 10 secondi, volta. Non saprei essere diverso, e di questo ti devo dire la verità, me ne dolgo. Mia moglie ad esempio è una violenta nella sue manifestazioni. Mi rendo conto che questo comportamento rende di più, almeno nel breve. La mia speranza è che nel lungo termine le cose cambino. Sono un po’ sfiduciato. Forse è il lunedì. Grazie ancora. Ciao

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  9. dai…. soffiamo nello spiraglio…
    che belli i tuoi ricordi…
    non c’è giusto o sbagliato… ognuno si pone come sa… con i figli si vede che non hai sbagliato nulla comunque…. è a monte che non è andata la cosa…. vai che gira la ruota…

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