Up and Up

 

Parto dal mio ufficio alla zona industriale.

Entro in auto come se fossi al primo appuntamento. Al mattino avevo fatto la barba per bene dedicando un po’ più di cura al contropelo. Nessun graffio . Come diceva mia madre, ho la pelle d’asino. Potrei fare la barba anche con la motozappa.

L’auto fa schifo. Da quando mi sono separato è peggio del solito, un po’ ufficio, un po’ spogliatoio, un po’ deposito. Meno male che ho smesso di fumare.

Faccio cinque sei metri in retromarcia. Mi fermo, torno indietro. Perdo qualche minuto a rassettare. Che deve pensare mio figlio? ‘’Papà è sciatto’’?

Il pensiero va ai festeggiamenti del giorno prima. Il fatto di passare a prendere mio figlio mi aveva riacceso e molti mi hanno detto:

  • Stai coi piedi per terra.

Ho fatto i conti senza l’oste, forse. E se oggi non mi vuol vedere più? Scaccio via il pensiero come si fa con una mosca.

Non ho avvisato Katia. Di questa piccola apertura ho avvisato tutti tranne che lei.

Le mando un messaggio, le farà piacere avere notizie. Ma anche se non le facesse piacere, fa piacere a me dargliele.

Ho vinto la timidezza anni fa, anche se la partita è ancora aperta tra me e lei.

La timidezza ti fa perdere due volte. La prima perché perdi una occasione o più di una. La seconda, perché non fare ciò che vorresti , ti crea frustrazione. Due a zero. Risultato secco.

  • Ciao Katia, oggi vado a prendere mio figlio da casa e facciamo delle commissioni. Grazie di tutto 🙂

Dopo qualche minuto:

– Caro, vorrei farti vedere il mio sorriso ora, dopo aver letto il tuo messaggio! Sono davvero contenta per te, grazie, se hai bisogno chiamami.

Ok, per ora tutto bene.

Vedi? Con un sms hai pareggiato una partita destinata alla sconfitta. Mi dico.

Avevo ricevuto un in bocca al lupo da molti, mancava lei all’appello. Mi aveva seguito nella prima fase. Avrò altri difetti, la riconoscenza so bene cosa è, la ho nel sangue.

Rimarrò povero. Se sei riconoscente tanto prendi tanto dai. La somma algebrica della riconoscenza è zero. Povero ma felice come si suol dire.

Si va al bagno di emozione, emozioni come se piovesse oggi. Alzo la musica in auto:

Per uno strano caso, up&up dei coldplay:

Fixing up a car to drive in it again

Searching for the water

Hoping for the rain

Up and up

Up and up

Sistemo la macchina per guidare ancora

Cercando l’acqua Sperando che piova

Su su, dai

Su su, dai

E’ incredibile come la musica si appiccichi agli stati d’animo e alle situazioni a volte.

Up & Up mi ricorda molto mio figlio.

Spesso gioca da centrale in difesa, detta i tempi al suo reparto. Quando c’è da ripartire urla sempre ai compagni:

  • Su, Su Dai.

Quanto mi piace sentire urlare il capitano!

Sono venti minuti dall’ufficio a casa. La strada non la faccio da un bel po’, mi sono disabituato. Mi viene un bel magone. Tanti ricordi.

C’è l’auto di mio suocero fuori da casa. Te pareva. Questi cani, una ciotola di cazzi loro, mai! E’ la tensione che mi provoca un rigurgito di rabbia. Magari è passato solo per fare una cortesia.

Telefono a mio figlio. Squilla, ma non risponde. Mando un sms: sono fuori, esci?

Scaccio ancora la mosca di prima. Risponderà.

Eccolo. Bermuda, maglia, scarpe da tennis. Un figo mio figlio.

Quando ero a casa scherzavo con entrambe. Facevano qualche porcheria o si comportavano da cretini, mi alzavo in piedi, mi battevo forte il petto con le mani e gridavo:

  • Si! Si! E’ mio figlio! Sono il padre! Simulavo orgoglio per le porcherie che facevano.

Ridevamo.

Lo facevo per scherzo ma sono stato sempre orgoglioso dei miei ragazzi. Mi piacciono.

Ogni volta che lo vedo mi pare sempre più grande.

Entra in auto e toglie le mani dalla tasche.

  • Ciao!

Non risponde. Cominciamo bene.

Metto in moto e mi dirigo verso la scuola guida. Prendo il fascicolo con la documentazione da preparare.

  • Vedi? Ci vogliono foto tessera, codice fiscale, visita medica, versamenti. Vediamo di fare il più possibile stamattina. Intanto direi di fare le foto tessera. Le hai a casa?
  • – No, non credo.

Ha detto la prima parola dopo mesi! Non credevo che la burocrazia potesse sciogliere i sentimenti!

  • Ok, allora andiamo alla stazione, lì so che c’è una macchina per farle.

Ha risposto. Il No gli è uscito con una fatica boia, ma è uscito.

  • Ho visto che avete vinto il torneo domenica.

Ancora silenzio. Mi ricordo della promessa: Zitti Zitti. Non riesco a trattenermi e poi zitti zitti forse era riferito ai nostri problemi non ‘’ al più e al meno ‘’ !

  • Hai giocato a centrocampo o in difesa?
  • Un po’ e un po’.

Parla. La testa è verso il finestrino, dall’altra parte.

Non fa nulla che siano due parole, per me è come fare una fila di due ore per prendere un autografo da una star. Lui oggi è la mia star.

– Dove hai visto la partita ieri?

– Alla scuola calcio.

Penso e ripenso a cosa posso dire per coinvolgerlo. Alzo un po’ la musica, magari si rilassa.

Rimetto il cold play, up & up. Mi piace molto.

Trying to empty out the ocean with a spoon

Up and up

Cercando di prosciugare l’oceano con un cucchiaio,

Su Su, dai

Già… vuotare l’oceano con un cucchiaio. La vita è una impresa.

  • Forte la squadra che avete battuto in finale?

– Si

– Mi hanno detto che hai tirato il rigore in finale. Dopo che da piccolo ne sbagliasti uno non volevi tirarne più, ora ci hai preso gusto vero?

Silenzio.

Angels in the marble waiting to be freed

Just need love

Angeli nel marmo che aspettano di essere liberati

Hanno solo bisogno d’amore

Vorrei fargli una carezza e liberarlo. E’ impietrito dal suo orgoglio. Ne ho avuto tanto anche io alla sua età. La vita poi ti colpisce duro. Se non impari a essere plastico ti spezzi.

Arriviamo in stazione. Usciamo dall’auto e ci dirigiamo verso la macchina per le foto.

Io cammino avanti, lui mi sta due passi dietro. Non vuole starmi accanto.

Faccio finta di nulla e procedo.

Entra e si siede sullo sgabello rotante. Chiudo la tenda poi faccio capolino con la testa.

  • Ti serve una mano?
  • No

Sento che si sitema. Da fuori gli dico ridendo.

  • Ou! Cerca di fare una bella faccia che questa foto ti rimane a vita sulla patente!

L’altro giorno, al centro di mediazione Lorenza mi aveva detto:

  • Non ti parlano perché ti colpiscono dove sei forte.
  • Si effettivamente la dialettica non mi manca.
  • Esatto, loro inconsciamente lo sanno e sanno che se andate su quel campo te la danno vinta. Ora non vogliono.

Up and Up

Saying We’re gonna get it, get it together

Su Su, dai.

Dicendo, Riusciremo, riusciremo a riprenderci

Già, dicendo… forse riusciremo a riprenderci. Devo riuscire a sbloccarlo un pochino. Qualche parola, almeno qualche altra parola.

Lo porterò alla scuola guida e poi all’ufficio postale a pagare i bollettini dei versamenti. Ci sarà coda ed avremo un altro pochino di tempo.

Entriamo alla scuola guida, c’ero stato già il giorno prima.

Avevo fatto come i giocatori che scendono a testare il campo prima della partita. Volevo che tutto fosse perfetto per il mio principe.

C’è la moglie del titolare che ci riceve con calore. Mio figlio ha un muso lungo fino a terra. Guardiamo gli orari ed opta per frequentare al mattino. Cerco di fare il simpatico, per cortesia verso il calore ricevuto. Compenso l’atteggiamento di mio figlio. Facendo la media tra me e lui, la sensazione generale potrebbe essere quasi normale!

Ci mettiamo di nuovo in auto.

Vedo i suoi piedi che ormai sono piedoni.

  • Quanto fai di piede ora?
  • 43
  • Hai il mio piede ormai.
  • Anche se adesso sembra stia crescendo il mio, sai? Prendo il quarantaquattro anche. Pare che con l’età il piede perda la curvatura e quindi si distenda e si allunghi.

Silenzio.

Tra me e me:

  • Argomento del cacchio effettivamente. Mi metto a parlare di ortopedia! Non riesci proprio a trovare qualcosa di più divetente? E meno male che la dialettica è il tuo campo. A volte vorrei picchiarmi fortissimo.

All’ufficio postale mi lascia praticamente da solo a fare la fila, se ne sta in disparte a guardare il telefono. Quanto mi piacerebbe che mi parlasse, che mi dicesse del suo dolore. Ho fatto una promessa però. Zitti Zitti. Mi accontento di guardarlo.

How can people suffer how can people part

Yes I wanna know show me how to heal it up

Quanto le persone possono soffrire quanto le persone possono dividersi

Si voglio saperlo mostrami come guarire

  • Finito, visto? Manca solo il certificato medico ora e le copie dei tuoi documenti personali.

Ancora silenzio.

Riprendiamo l’auto. Siamo alle strette finali.

  • Hai bisogno di qualcosa? Vorresti andare a comprare qualcosa?
  • Mi devo comprare le scarpe.
  • Andiamo adesso?
  • No ora ho un impegno, se puoi, lasciami i soldi, le compro dopo.
  • Ah, va bene.
  • Poi dovrei fare un torneo di calcio, dovrei pagare l’iscrizione.
  • Ah che bello! Dove?
  • In Calabria, il 24, 25 e 26 di giugno.
  • Caspita una bella trasferta.
  • C’è il nuovo allenatore?
  • Si
  • Come sono gli allenamenti? E’ meglio del vecchio?
  • Si
  • Va bene, andrò alla scuola calcio e pagherò il torneo.

Magari vengo a vederti in Calabria.

Stiamo per arrivare a casa. Non sono state tante le parole, La fila è stata lunga ma alla fine l’ho preso l’autografo della mia star.

Esce dall’auto.

  • Ci sentiamo? Se hai bisogno di essere accompagnato o preso dalla scuola guida, ti ci porto volentieri!

Silenzio.

Se ne va.

Up & up & up

Fixing up a car to drive in it again

When you’re in pain

When you think you’ve had enough

Don’t ever give up

Su Su, dai.

Sistemo la macchina per guidare ancora

Quando stai soffrendo

Quando pensi di averne avuto abbastanza

Non ti arrendere mai

 

Su su, dai. Musica per le mie orecchie.

 

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41 pensieri riguardo “Up and Up

  1. È che non possiamo con i nostri figli allentare il tiro, voglio dire che appena allenti le briglie i figli tendono a perdersi nei loro pensieri, mentre confrontarsi su tutto è faticoso ma permette loro di acquisire un metodo per giudicare la vita. Nell’ adolescenza poi entra in gioco tutto il carico emotivo, le aspettative e il confronto si fa duro, critico, perchè pieno di domande che cercano risposte vere, non si può barare con loro. Io penso che sia andato up&up , perchè non sono le parole ma la tua presenza ad incidere sul loro bisogno. Nemo si è perso ma aspetta sempre di ritrovare il padre.

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      1. volevo farti gli auguri … per i prossimi passi che arriveranno. sei forte paperino, non te lo dimenticare mai

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      2. pure d’inverno … anche se in effetti è più “faticoso”.

        mi piace girare nelle strade silenziose ed assistere al risveglio del giorno … è un momento molto prezioso ed irripetibile. sempre

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  2. Per un attimo sono uscita dal mio corpo son troooppo feliceeee!!!
    7e6tdetusygwtt 83ygdsugdjshdrig79() twyqfd65re3wqetrsd!! Scusa ma mi è uscita una frase che non era in italiano!!! Tutta la cosa si racchiude in questo :
    “Non fa nulla che siano due parole, per me è come fare una fila di due ore per prendere un autografo da una star. Lui oggi è la mia star.”
    Genius 😛

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    1. durissima….mai sentito più precario. C’era una canzone da gita… un elefante che dondolava sul filo di una ragnatela… ecco così… Continua a non rispondermi al telefono ma lo vedo meno arcigno… schhhhh….zitto zitto…ahahahaha… un bel tormentone m’è uscito…Ciao un abbraccio a te…

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    1. Credo che farebbero lo stesso in tanti. A volte ci vuole solo un po di dialogo. Ed è quello che a me manca. Sono responsabile anche io se sono arrivato a questo punto. Non mi sento un esempio francamente, ma ti ringrazio.

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    1. Graze a te per aver dedicato il tuo tempo. Ho cercato di essere trasparente, offrendo il mio punto di vista. Se servisse a qualcun altro, ne sarei molto felice. A me serve moltissimo. Di cosa ti occupu in particolare?

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  3. Sono passata attraverso “le prove “, quelle dure della vita. Ho fatto parte di una comunità neocatecumenale per tre anni ma, la verità che chiude il cerchio, mi è arrivata attraverso un traduttore biblico: Mauro Biglino ediz. Mondadori : “La Bibbia non parla di Dio”. Estremamente confusa ma curiosa come sempre ho scandagliato i suoi argomenti, come avevo sviscerato la bibbia. Naturalmente gli accadimenti umani ci schiantano, naturalmente siamo frustrati ed impotenti di fronte alla “suprema” Morte. Se non fosse così? Oggi ho un’altra certezza, più sentita e vera e non mi fa paura. Basta documentarsi sempre e cercare…

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