Il gorgo

 

Mi hanno spostato l’udienza. Una bella posta certificata mi annuncia che l’udienza è stata rimandata dal 14 luglio al 18 luglio. Non potrò simulare la presa della Bastiglia la cui ricorrenza è il 14, speriamo di conquistare altro. Al 18 non mi pare si ricordi qualcosa di importante. E’ il mio personale gioco con la paura e con la scaramanzia. Mi piace cercare dei riferimenti importanti nelle date. In genere gli slittamenti di udienze avvengono di settimane, se non mesi. Quattro giorni sono davvero pochi. Mi sono ripromesso di verificare se lo spostamento riguarda tutte le cause del giorno o solo la mia.

Rifletto su ogni commento che ricevo, respiro le sensazioni di chi mi scrive. Per me è molto importante conoscere un punto di vista neutro. Alcuni mi chiedono il permesso di esprimere una opinione. Mi verrebbe da dire:

  • Ma come! Hai perso del tempo a leggere le cavolate che scrivo! Fai di me quello che vuoi!

A volte ho la sensazione di annegare nel gorgo della situazione. Mi dà sicurezza il parere di qualcuno che legge ed esprime una opinione. Mi sembra una mano amica che mi aiuta a uscire fuori dal risucchio.

Con il blog ne ho sto avendo tante di mani tese. Qualcuno ha la foto sul profilo, riesco a farmi una idea del tipo di persona che mi scrive. Mi incuriosiscono tutti. Do una sbirciata ai siti di ognuno, cerco di ricostruire una identità. Mi piacerebbe conoscere persona per persona.

Trovo blog neutri, qualcuno molto intimo e personale. Alcuni strani, c’è della gente davvero particolare in giro!

Alcuni dichiarati con nome e cognome, sempre che siano veri, alcuni con nomi di fantasia, come me. Anche se per me Paperino è come dire fuocherello.

Scrivere mi sta aiutando molto, è un impegno che mi allontana il bisogno.

A volte quando mi capita qualcosa di cattivo, penso a come poterlo raccontare e mi distraggo.

E’ molto intimo il momento in cui uno sta con i propri pensieri. C’è disponibilità a raccontare. Anche se sono in ufficio, mi sento come se fossi tornato a casa, mi fossi messo in abiti più comodi e finalmente scalzo. Togliere le scarpe e le calze è una liberazione dall’oppressore. Ogni giorno una festa per l’indipendenza per me.

Sto usando questo blog per raccontare la mia storia. Man mano che la data della prima udienza sia avvicina sale anche la tensione e aumentano i vortici del gorgo.

Di buono c’è che è il periodo dell’anno che prediligo questo. Adoro il caldo e la luce. Non chiudo mai le tende di notte e al mattino, mi piace svegliarmi con la luce che mi acceca. Sono uno dei pochi che lascia l’auto al sole, per godere del volante che scotta quando ci entro.

Se non ho ospiti in auto che ne morirebbero, lascio anche i finestrini chiusi per una trentina di secondi. Mi prendo tutto l’effetto sauna.

In questo periodo, i vignaioli lo sanno, si tolgono le foglie più giovani delle viti, quelle alte. Si fa la cimatura. Si ottengono due risultati:

  • si assicura maggior nutrimento al frutto che le foglie giovani ruberebbero. Il vino prenderà più zucchero.
  • l’acino per proteggersi dal sole fa più strati di buccia. Come facciamo noi che ci abbronziamo. Nella buccia ci sono gli strati nobili che rendono il vino buono.

Farò la cimatura anche io per il diciotto di luglio, taglierò i capelli più corti e nell’attesa mi lascio nutrire dal sole e dalla luce.

Per la battaglia è il mio terreno ideale. Mi auguro che il 18 luglio ci siano 40 gradi così muoiono tutti i nemici. Dalle nostre parti non è così difficile, il sole spacca davvero le pietre.

La tensione non mi fa dormire bene di notte. Anche in questo il blog mi sta aiutando. Mi sveglio e rimango a leggere per un’oretta, spesso i commenti ai post. Leggo e penso.

Molti che hanno commentato i miei post si sono espressi con termini di condanna per mia moglie e per la sua famiglia. Si sono schierati al mio fianco. Sono stato piuttosto pesante nel descriverli, mi sono sfogato.

Ho cercato di rendere le cose per quello che sono però. Rimane una mia visione. Non ce ne sarebbe bisogno ricordarlo forse, ma lo faccio lo stesso. Mi fa stare in pace. Andrebbe ascoltato il punto di vista dei miei bersagli per avere un quadro completo.

Questo blog non è proprio anonimo. Per cinque, sei persone, Paperino sono proprio io. Mi dicono che ciò che scrivo corrisponde a ciò che avviene. Mi fa pensare che nonostante la rabbia non abbia perso la lucidità. Un giorno se i miei ragazzi leggessero quanto ho scritto forse non avranno sdegno. Non ho inventato nulla.

I miei amici mi rimproverano per essere troppo poco reattivo nei confronti delle cose che subisco. Non riesco ad attaccare se di mezzo ci sono i miei figli. Ogni volta che faccio qualcosa penso sempre a loro. A cosa potrebbero pensare, ai danni che potrebbero ricevere. Di questo passo li ho allontanati.

Lorenza del centro di mediazione me lo ha detto:

– Come vuoi che cambino le cose se non cerchi un diversivo? Ad avere un atteggiamento costante non ricavi nulla.

Ultimamente mia moglie si era un po’ tranquillizzata con le invettive nei miei confronti. Sembrava quasi calma. Tanto è che avevo nutrito la speranza che avesse trovato qualcuno, un fidanzato o amico. Anche mia cognata che lavora con me, sono quindici giorni che al mattino mi saluta, si rivolge quasi con antica familiarità.

In un primo momento ho pensato che l’avvicinarsi della udienza in tribunale le stia riconducendo a miti consigli.

E’ stata sicuramente una sua concessione quella di accompagnare mio figlio alla scuola guida. Dopo mesi di spalle girate, silenzi e mancate risposte ha accettato di farsi accompagnare da me in auto. Piano piano si sta aprendo. Dai monosillabi del primo giorno è passato a dirmi qualche parola.

Al telefono continua a non rispondere.

Gli avevo promesso di non affrontare i nostri problemi durante il viaggio da casa alla scuola guida. Zitti Zitti gli avevo scritto. Sto tenendo fede alla parola data. C’è anche paura: paura di perdere quel che ho riconquistato con tanta fatica, paura di fargli del male e paura della paura. Se non vuole parlare con me della situazione è perché non vuole soffrire suppongo. Io glielo sto concedendo. Per ora mi basta tenerlo quei cinque minuti sul sedile accanto. Gli offro ogni giorno la colazione ma mi dice sempre che l’ha già fatta.

Stamattina era assonnato, si è svegliato tardi mi ha detto. Aveva i due vortici di capelli in testa più ritti del solito. Me lo guardo bene dalla testa ai piedi in quei cinque minuti. Penserà che sono diventato uno scanner. Ci sono molti silenzi, provo con tanti argomenti ma dopo un po’ è dura se hai di fronte un monosillabo. Oggi sono riuscito a interessarlo. Siamo passati davanti ad un edificio e:

  • Vedi questo edificio?
  • Si
  • Tanto tempo fa era una pesa pubblica. Qui intorno c’erano gli stabilimenti vinicoli. Arrivavano i camion, misuravano il peso dell’uva. Il camion passava pieno e poi vuoto sulla pesa, una bilancia gigante. Dalla differenza tra peso a vuoto e peso a pieno carico ricavavano il peso del frutto. Il dato era ufficiale per il pagamento.

Non ha detto una parola ma ho visto i suoi occhi attenti. Si è anche girato a guardare fisso l’edificio. E’ stato bello, mi sono sentito di nuovo padre per un attimo.

Lorenza, al centro di mediazione mi ha detto che devo cercare di impostare un nuovo rapporto. Devo assolutamente trovare il modo di parlare con mio figlio, non lasciare che tutto filtri attraverso le parole di sua madre. Ci sto provando, forse prendendola un po’ troppo alla larga ma c’è la situazione, c’è la rabbia, c’è l’adolescenza.

Annaspo in realtà, è vero che ottieni risultati quando termini le scuse. Le mie sono solo scuse.

Venerdì un messaggio di mia moglie che mi ha chiarito molte cose e dato una risposta ai comportamenti positivi e sue concessioni.

Quando il diavolo ti accarezza, vuole la tua anima. Così è il proverbio ed il diavolo si è palesato su whatsapp:

  • Colgo l’occasione per dirti che Alberta (sua sorella) e Bernardo (mio cognato) hanno invitato in Grecia i ragazzi come regalo per la cresima e la promozione. Siccome loro ci tengono molto e per non cambiare le abitudini visto che sono abituati a fare le vacanze insieme ogni anno e visto che non avrei altre alternative economiche quest’anno credo sia giusto che andiamo pertanto ti farò sapere l’eventuale data.
  • Mi dispiace ma non sono d’accordo. I ragazzi non vedono il padre da mesi, non rispondono al telefono né al padre né al nonno e tu pensi alle vacanze con loro?

La improvvisa distensione era per rabbonirmi e strappare il mio consenso. Dovevo immaginarlo che nulla era per nulla. Io il consenso l’ho negato, è stata una risposta di istinto.

Lorenza dice che ho sbagliato . Avrei dovuto trovare una alternativa. Il no senza alternative rinnova il muro contro muro che schiaccia i ragazzi. Le ho promesso che ci avrei riflettuto su.

Mi sono stancato di non contare nulla però. Sono mesi che non esisto. Dovrei accettare anche che facciano le vacanze dove e come dicono loro? E’ questo il loro bene?

Mi sono stancato anche di provare a pensare che il loro bene coincide con il mio. Una volta tanto posso pensare a stare bene anche io e vedere che succede.

Tra le altre cose finiranno il viaggio in Grecia e poi toccherà ai nonni materni portarli in vacanza. Ogni anno li portano in vacanza in un villaggio in multiproprietà dove i ragazzi si divertono molto effettivamente, è pieno di loro coetanei. Va bene anche quello, figuriamoci , potrei mai dire di no al divertimento dei miei figli?

Papà magari lo vedranno l’anno prossimo, se si comporta bene. Il nonno, se campa.

Vorrei tanto trovare il bandolo della matassa e uscire dal gorgo.

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62 thoughts on “Il gorgo

  1. Ahhh caro Paperino, tu stai lanciando un richiamo di aiuto e di un po’ di comprensione, chi non l’ha capito non vuol proprio capire nulla… ahhh se solo potessimo, qui, scavalcheremmo questo muro vetrato tipo ..banzhaii! e ti si verrebbe a dà na mano “come si deve lì LIVE”! capiasciammé 😉
    – AAHHH ci sono ci sono ora ci sono, Paperino sta per PAPARINO!! – (opss rigo per rigo vien da scrivere un pensiero, l’è vero.. c’è della gente stranissima in giro!) 😀
    – Per quanto riguarda lo slittamento odioso di ‘sti 4 giorni, penso: “Normale no? Hai visto che capita quando uno vive un paio di giorni con della gioia? Immancabilmente Dio o fantomatica magia.. non gli torna la cosa.. quindi deve compensà con un annetto di brutte notizie –
    – Psss io zitta, zitta l’ho pensato però: chissà quante volte gli avrà risposto male lui, davanti a chi non doveva subire, ma so le dinamiche, uno reagisce un po’ alle offese, è boomm tumm! Cmq, si sente si sente.. anche da un muro vetrato.. da chi parte stare…
    – Per quanto riguarda il suo messaggio delle vacanze in Grecia, ho notato, credo di non aver scoperto l’acqua calda.. che lei non ha iniziato col porre una DOMANDA ma direttamente un’informazione, di cui tu, succube secondo lei (loro) dovresti prenderne atto e zitto e mosca. Beh, fai presente anche questo il 18.. che non si fa! capiaciammè 😉

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  2. In un altro post ti avevo detto che il 14 è il compleanno di mia figlia e che la sua nascita è stata tanto desoderata e faticosa. Lei si chiama Federica e il suo onomastico cade il 18 luglio, proprio il giorno della tua udienza. San Federico è stato un vescovo olandese e il significato di Federico in tedesco è potente in pace. Io penso che tu possa affidarti a questa data perchè protetta da un grande uomo che è protettore di pace e delle famiglie. E tu che vacanza stai progettando con loro?
    Oggi in pronto soccorso ho conosciuto una donna separata, casalinga che assiste i suoi genitori , in particolare la mamma malata ,ha le due figlie di 17 e 12 anni che da 4 anni vivono con il padre perchè hanno loro voluto così, nonostante la donna mi parli del ex marito come un violento e bevitore. Lei vive presso la casa umile dei genitori me tre il suo ex vive in una casa grande con adsl e altre comodità che hanno spinto le ragazze a preferire il padre. Mi ha molto intristito questa storia e ho invitato la donna a farsi seguire da un centro antiviolenza anche per essere aiutata a mantenere vivo il legame con le figlie. Io penso che ci sia sempre una grande speranza di ripartire in tutto , veramente in tutto. Io poi mi chiamo Annamaria Pepe, mi trovi su fb o twitter con il nome completo di Annamaria Amina Pepe. Ciao e buona serata!

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    1. Spero non vi smascherate tutti che poi non c’è più gusto!!!! Grazie Annamaria. È triste per davvero la tua storia. La mia sembra una passeggiata . Comunque nelle dovute proporzioni a me accade lo stesso. I miei ragazzi sono piuttosto viziati dalla famiglia di mia moglie. Dalla mia parte c’è una cultura più spartana. Ci sarà anche questa componente.

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    2. Mi piace il significato di Federico. Potente in pace. Io ricordo più Federico II che da noi ha lasciato tanta roba .Non è stato un santo ma un uomo che ha fatto del bene ai suoi tempi, certamente.

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  3. “Io il consenso l’ho negato, è stata una risposta di istinto.[…] potrei mai dire di no al divertimento dei miei figli?”

    A quanto pare (dire di no) l’hai appena fatto 🙂 Non sono d’accordo con il rifiuto per la vacanza in Grecia. Capisco le tue ragioni, pero nella mente dei figli rimarrà solo il rifiuto, il consenso negato. Per non dire che, ho la vaga sensazione che andranno comunque, con o senza il tuo permesso.

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    1. Provo a seguirti, ma più ci penso, più mi sembra “autogol” il tuo “no”. Da me le cose si vedono cosi: la tua moglie ha (per ora, se ho capito bene, fino all’udienza) la custodia dei figli. Loro sanno che ogni cosa la decide, in primis, la loro madre. Loro sanno che se la loro madre vorrà mandarli in Grecia, gli manderà. Il tuo “no” non farà altro che allontanarli un altro cm da te. Perché tu pensi che dicendo prima si, poi no, sei tu buono e hai fatto un “compromesso” per loro. Ma non bontà ne risulta da questo…

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      1. Mia moglie ha l’esclusiva perchè loro non vogliono parlarmi, più che la custodia. A cosa dire ci sto pensando… ci sto pensando…MAgari partono e io ancora ci sto pensando…:-) L’istinto mi dice no. Ma voglio pensarci ancora.

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  4. E’ sempre difficile dare consigli in questi contesti, però credo che i ragazzi se la prenderanno davvero per il tuo no…. però sono decisioni che devi prendere tu, fai ciò che ritieni sia meglio 🙂

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  5. Sono capitata per caso sul tuo blog, e ho letto solo questo intervento, per cui, non conosco la tua storia. Mi arrischio però a dire una cosa. Non capisco. Non capisco come da madre, anche se l’amore con il padre finisce, si possa decidere di rendere difficile il rapporto con il padre dei propri figli, o non fare nulla perché questo venga evitato. Sono separata da un uomo violento che mi ha obbligata a scappare, eppure non ho mai messo i bastoni tra le ruote nei rapporti tra lui e nostra figlia. Poi è stato lui ad autoescludersi, ma questa è una cosa differente. Probabilmente il mio commento capita a sproposito perché di fatto la tua storia non la conosco (la leggerò con calma), ma mi dispiace per il disagio che provi e per i problemi che hai in questo momento. Comunque per il viaggio un no è una risposta sbagliata, i tuoi figli non capiranno e tu sarai il tiranno.

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    1. Di tiranno ho molto poco ma comprendo cosa vuoi dire. Dal 21 agosto dello scorso anno è la prima volta che mi viene chiesta una cosa. Non ho ricevuto gli auguri per Natale, per la festa del papà, per Pasqua e per il compleanno. Li sto inseguendo. Per carità, se stanno così le cose devo aver sbagliato anche io. La voglia di dire no è tanta. Ma comunque grazie per la tua opinione. Mi dispiace per la violenza di cui hai parlato. È una brutta cosa. Si perde la ragione a volte. Ciao

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  6. Ciao Paperino, seguo la tua storia da qualche mese. No, non tifo per te e neanche per tua moglie perché la vostra storia è unica e solo vostra.
    Tifo per i tuoi figli, perché voi due, come coppia avete perso entrambi. Ma un consiglio te lo do, se ti va: non fregartene della data, ma se il giudice è maschietto o femminuccia. Se il suo avvocato è maschietto o femminuccia. Che c’ entra? Lo vedrai in udienza. Comunque al Giudice di voi due, della vostra storia, non frega niente. Siete lavoro, da far bene, ma sempre e solo lavoro.
    Un fascicolo in mezzo agli altri. Poi, usciti dal Palazzo di giustizia (?) restate voi due, i vostri figli e una famiglia strappata come un foglio. Io ci sono passato in questa circostanza grottesca (uno che nemmeno vi conosce, vi giudica) dove al posto dei sentimenti ci sono bolli, al posto di “io” e “tu” c’è “mio” e “tuo”, e per questo, vi faccio gli auguri a tutte e due.

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      1. Il dramma sta tutto che non sei tu a decidere, e nemmeno tua moglie o i tuoi figli. Questo è il dramma, o se vogliamo usare il suo nome proprio: Legge.

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  7. Non so Paperino, non so. Una volta si affidavano i figli alla moglie, oggi ci siamo “evoluti” e c’ é l’ affidamento condiviso. Un padre a contratto, e anche la madre. Manca in tutto questo qualcosa, qualcosa che non so. Ma è solo un punto di vista.

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  8. Ti seguo da un po’ ma credo sia la prima volta che commento. In realtà non voglio commentare questo post in particolare. Oggi mentre lavoravo mi è capitato di pensare alla tua storia. Qualche volta dimentico che si tratta di una vita vera. Leggo quasi come se si trattasse di un blog di racconti, con una storia a puntate. E’ dovuto forse al tuo modo di raccontare, e questo è un complimento. Tutto qui, volevo solo dirtelo. per tutto il resto, in bocca al lupo.

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    1. Grazie per il complimento . Mi fate una gran compagnia. La cosa molto particolare è che la stessa tua considerazione stanno facendo i pochissimi miei amici che sanno del blog. Sarà che sono destinato a diventare Paperino. 🙂 sei molto gentile . Lavoro per il lieto fine comunque. Ciao

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  9. Non so se la scelta del tuo pseudonimo derivi semplicemente da una simpatia nei confronti del personaggio oppure da un essere solidale alle sue vicende. In ogni caso…hai mai provato a comportarti da Gastone?!? Non dico sentirti, il che potrebbe essere davvero difficile in questo momento, ma almeno comportarti come il cugino fortunello di Paperino e trarre vantaggio anche dalle situazioni apparentemente più sfavorevoli!
    Premesso che aderisco al movimento ‘no al no’ perché credo che un tuo rifiuto alla vacanza in Grecia, prima di tutto, ti allontanerebbe ulteriormente dai tuoi figli che, se già in tempi di pace mal lo digerirebbero, a maggior ragione in questo momento lo interpreterebbero solo come un capotico impedimento ad un qualcosa che certamente a loro va di fare. In secondo luogo, andrebbe ad alimentare ancor di più la rabbia di tua moglie e della sua gang e potrebbe essere strumentalizzato per giustificare le loro ragioni agli occhi dei ragazzi.
    Dunque, secondo me, sarebbe più opportuno un si condizionato! E cioè ok alla vacanza in Grecia purché prima di partire i tuoi figli trascorrano con te un periodo continuativo. A me parrebbe la soluzione migliore e ti consentirebbe tra l’altro di continuare a beneficiare del pur falso atteggiamento distensivo che hai riscontrato da parte di tua moglie e dei suoi parenti e, soprattutto, di avere certamente con te i tuoi figli per più di cinque minuti senza interruzioni ed interferenze negative.
    Per il resto…mia nonna dice sempre ‘ogni impedimento è giovamento’! Questo già da tempo è diventato il mio motto. Me lo ripeto ogniqualvolta le cose non vanno come mi aspettavo oppure c’è un cambiamento rispetto ai programmi. Vedrai che sarà così per la tua udienza!!! Forza!

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    1. Ciao Pollo. 🙂 direi cara nonna è un po’ che ogni giovamento è un impedimento. … Non c’è il tempo di godere, ti fanno pagare cara ogni cosa! È una bel modo di consolarsi però , buon senso antico . Poi hanno inventato la Nutella! Il tuo punto di vista è chiarissimo. Molto femminile in quanto usi strategia. Più che Gastone dovrei pensare da Paperina . Gli uomini nella strategia sono un disastro! Purtroppo la condizione la potrei porre sul dopo perché la loro partenza credo sia a breve. La tua analisi è lucida e mi piace il partito del no al no. Il grande ha un torneo in Calabria questo fine settimana . Ho chiesto al piccolo se viene con me sabato e domenica e lo raggiungiamo . Ancora nessuna risposta. Questa Potrebbe essere una buona condizione. Vediamo che succede. Grazie .

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  10. Si si, di siHuro lei ti dirà – ma io te l’avevo detto – come se fosse normale, tu stringi i denti, self control, e la risposta badalì eccola bella e pronta, te l’ha servita su un piatto d’argento. ( Per le vacanze va sempre chiesto il permesso, segui sempre quello che ti dice di fare/risponder/il tuo avvocato. Ahh l’ultima cosa : i tuoi amici che ti conoscono hanno super ragione, non devi mai, mai, mai, far vedere a lei che ti può dire qualunque cosa e ti va bene. Finché i figli son minorenni le cose si decidono in DUE. IL PADRE è SUPER IMPORTANTISSIMO. Non far “capire” alla famiglia di lei, né a lei, che possono giocar sporco tanto tu zitto.. o che possono dirti cose solo a titolo d’informazione anziché chiedere il tuo parere.. che la cosa più ragionevole è prendere consapevolezza dell’attuale situazione e per qualsiasi cambiamento, chiedere e trovare insieme un punto d’accordo.. 😀

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    1. Ho parlato stamattina con il mio avvocato. Anche lui dice che useranno i miei modi per dire che ricatto la signora. Insomma come la fai la sbagli. Lui è sostenitore del no, ma un no motivato da ansia per la lontananza, che comunque c’è. Potessi almeno sentirli a telefono. Mi sto facendo l’idea che qualsiasi cosa faccia è un errore.

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      1. UHm, un ricatto no non mi sembra, stai tranquillo, è semplice: se lei ti chiede, se lei ti Domanda, è anche lecito in modo civile rispondere, e iniziare un dialogo, compromessi etc. etc. ( Scusa poi non ti rompo più ) : non c’è verso che tu puoi fissar un appuntamento da solo a tu X tu con lei? tipo “ciao scusa ti devo parlare”? magari ci vai un secondo sul postodilavoro, e batti chiodo su ‘sto punto : che non vuoi che ricapiti più che lei non ti chieda il permesso su ste cose importanti, che in una vacanza lontana può succeder qualcosa, che preoccupa, che la responsabilità se la devono assumere entrambi i genitori, ma che li mandi in vacanza, perché non vuoi altro che si distendano e si divertano. (?) solo da far capire che lei non ti deve mancare di rispetto e di non approfittarsene più in futuro.. di bloccare questa cosa subito sul nascere, se no in futuro è peggio.. e loro invece non mancheranno a sta vacanza, così da accontentare tutti. Ecco.. basta..

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      2. Perché non prendi in mano tu invece la situazione? Magari parlandone coi ragazzi ed esponendogli le tue paure sull’averli lontani senza avere la possibilità di parlare con loro…

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      3. Appena avrò l’occasione lo faccio. Se riesco a breve ad averli tutti e due. Per ora vedo il più grande per 5 minuti al mattino. Il tempo di fare in auto 3 km. Voglio stare un po’ di tempo con loro per parlare. Voglio avere il tempo di discutere, sentire ciò che pensano. Sparare una bomba e lasciarlo non mi va. È’ accaduto mesi fa ed è stato un disastro.

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    1. Ah guarda… Sono 10 mesi che non stanno un giorno con me.proprio ieri l’anniversario. Sarebbe bello anche un fine settimana per ora. Ad agosto mi auguro che li possa tenere. Dipende da loro e dalla spinta che riceveranno

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  11. Dicono che quando ti esponi, in qualche modo, devi accettare ciò che ti viene commentato. No. Non sono d’accordo. Si può dire la propria opinione coi dovuti modi e magari a volte chiedendo il permesso, se si tratta di temi delicati. Soprattutto perché se è vero che sto entrando in casa tua, magari in soggiorno mi metto anche comoda sulla poltrona o mi servo da sola l’acqua che hai lasciato sul tavolino, ma se entriamo nel tuo studio privato, con ninnoli da collezione o regali preziosi, entro in punta di piedi.
    Anch’io vorrei conoscere tutti i miei amici blogger e molti li ho conosciuti di persona. Con qualcuno sono amica dall’inizio della mia avventura online (parliamo del lontano dicembre 2004 sulla fu-piattaforma Splinder) e non ci siamo mai visti dal vivo ma solo tramite social, telefono, lettere cartacee. E magari sono quelle amicizie per le quali metteresti la mano sul fuoco e presteresti anche dei soldi se in difficoltà (o te li presterebbero). Alcune amicizie sono vicine mentre la maggior parte è lontana. Qualche amicizia è diventata vera Amicizia, qualcuna è diventata amicizia del cuore. Donne, uomini, non importa, i contatti umani sono quanto di più prezioso ci sia.
    Insomma, sono facilmente contattabile e facilmente si riesce anche a risalire a me.

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    1. Conservo l’anonimato per i ragazzi. Non ho altri problemi. Mi piace molto stringere relazioni e amicizie. È una ricchezza. E carino anche scoprire a poco a poco le persone. Sugli altri social tutti si
      Brucia in poco

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  12. forse dovresti rilassarti di più. Tuo figlio ha 17 anni, ricordi i tuoi 17 anni? Le liti coi tuoi? la tua voglia di indipendenza?
    io a 17 anni ho fatto le vacanze da sola con le amiche.
    Prova a cambiare prospettiva.
    Ti dai la colpa di tutto, mamma mia respira!
    Non puoi controllare la vita, lasciala fluire. Cerca un po di serenità nella tua solitudine, creandoti spazi tuoi. Allenta la presa. E poi riuscirai a trovare metodi alternativi per far fronte alle situazioni, ma se sei sempre sulle spine è difficile che otterrai qualcosa di buono.
    Ovviamente questo è un mio pensiero che scaturisce solo leggendoti. Senza conoscere la persona che sei.
    Sai domenica mi sono accorta per caso che è passato un anno dalla firma in tribunale della separazione,
    Me ne sono accorta così, nemmeno ci pensavo più. Pensa un po’.
    Cerca di costruire qualcosa di tuo, indipendentemente da lei.
    Parti tu per ibiza coi figli!
    🙂

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  13. ” Mi sto facendo l’idea che qualsiasi cosa faccia è un errore. ”

    Forse si, perché ti concentri tutta l’energia e capacità sugli Effetti e non sulla Causa…

    Non so cosa tu abbia fatto che non vogliono assolutamente parlarti, pero io al tuo posto farei dei passi indietro, rifarei attentamente il percorso, andata e ritorno, cercando di raccogliere ogni cosa che magari prima era sfuggita, mettermi nei loro panni, vedere quanto di tutto ciò è la loro volontà, e quanto è la volontà altrui imposta, ecc.

    Se loro stanno male (dentro) per una cosa che hai fatto tu in precedenza, su quella cosa devo lavorare, su rimediare quanto accaduto.

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    1. Sono andato via da casa… Questa è la mia colpa. Il resto penso riguardi cosa è stato detto loro. Io non ho avuto la possibilità di spiegare nulla. Tornando indietro li avrei preparati prima. Ma non sapevo che sarei andato via.

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      1. ” Io non ho avuto la possibilità di spiegare nulla.”

        E’ questo il punto, e su questo devi lavorare, e questo devi fare. Tornare, tutti e tre a quel momento, spiegarli cosa è stato, perché è stato, dirli cosa sentivi, cosa volevi, il perche di tutto ciò, dirli che non era e non è la loro colpa, che l’andare di casa non significa che non gli vuoi bene, e quello che ritieni necessario dire. Si deve legare la catena lì dove è stata rotta, inutile sperare che gli anelli rimasti faranno qualcosa.

        Lo so, ci vuole coraggio, ma lo devi trovare e fare questo passo. Trattali con rispetto, e spiegali come ad un amico, tutto quel che è stato. Forse non vorano tornare indietro e ascoltare, ma tu spiegali lo stesso. Ti sentiranno, anche se guarderanno nel senso opposto. Sentiranno quello che da 10 mesi vogliono sentirsi dire. Non contare che capiranno pienamente tutto, ma stanne certo che apprezzeranno la tua forza di volontà nel dirli, la tua voglia di spiegarli, la tua necessita di dire loro che succedeva allora con te.

        Hai un conto sospeso con loro, e solo tu puoi rimediare. E, sono convinta, solo cosi potrete costruire in futuro una relazione solida, vera e sincera. Hanno bisogno di fare parte della tua vita, ma non lo possono fare fino non parlerai con loro di questo.

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      2. Mi sembra più una scusa dietro di cui ti nascondi, per paura di provarci. Dai, non ti devono parlare tutti, devi parlare tu con i tuoi figli. Siete stati 12-13 anni insieme, impossibile non trovare una via di farlo.

        Forse non hai il coraggio di farlo perché pensi che una volta andato da casa, loro non ti vedono più come un’autorità, come un padre. Si sono sentiti abbandonati. E (anche per questo motivo, insieme agli altri) la devi fare. Scommetto che li piacerà di più avere un padre con “fegato”, con determinazione, con voglia di risolvere le cose, che uno che fa la gatta morta, che aspetta che il tempo ammorbidisca un il terreno.

        Quello che ti dico, lo dico sia dal punto di vista di una bambina, che avrebbe dato meta della sua vita per uno straccio di spiegazione, per un briciolo di considerazione, del perche ha vissuto 10 anni senza genitori, del perche il suo padre naturale e sparito, e di tanti altri “perché”, che da mamma, perché insieme ai miei figli ho capito che i bambini hanno il diritto di sapere le cose, di essere trattati come esseri umani, che sono piccoli, ma non stupidi, che è più importante renderli partecipi che tenerli o metterli da parte.

        Se sono stata dura, mi scuso. Non sono stata dura con te, e che, per filtrare le cose per bene, si deve scuotere forte il setaccio. 🙂

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      3. Si è paura anche. Ma vorrei avere più di 5 minuti. Attualmente ho appena 5 minuti con il più grande. Il piccolo è quasi un mese che non lo vedo . I telefono sono ancora bloccati. Ricevono solo sms e non rispondono . Appena ho almeno un’ora ne parlo. Deve arrivare il giorno.

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      4. La paura c’è . Non potrei dire il contrario. L’allontanamento dei ragazzi mi ha reso insicuro nei loro confronti. Mi ha spiazzato letteralmente. Ho passato mesi a rincorrerli. Mi vedevano e abbassavano la testa per non salutarmi i rivolgermi lo sguardo. Devo recuperare anche io prima di affrontare tutto.

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      5. ” Ho passato mesi a rincorrerli. Mi vedevano e abbassavano la testa per non salutarmi i rivolgermi lo sguardo. ”

        Capisco, ma era meglio prenderli la mano, guardarli negli occhi e dirli tutto che avevi dentro, che metterti da parte a bollire nel proprio suco, e a peggiorare che già non andava bene. Parlare di passato ora, non ha senso…

        Sai come si dice “la paura uccide la mente”. Affronta la paura, peggio di cosi non può andare. Riconquisterai la loro fiducia mostrandoli fiducia al tuo turno, riconquisterai la loro considerazione, se li consideri, riconquisterai il loro rispetto, se li mostri rispetto. I bambini sono sinceri. Certo, dopo 10 mesi avranno pensato tutto di te, del tuo silenzio, del tuo messo da parte e del messi da parte, non sarà facile, ma, secondo me, e la via più giusta (nei confronti di voi 3), più leale, più valida, più matura, più consapevole del sbaglio fatto e della voglia di ricominciare, sinceramente e onestamente.

        Cerca di farti coraggio, devi essere il primo a crederci 🙂

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      6. Quando ho detto parlare del passato non ha senso, intendevo dire che non ha senso dire Ora che era meglio fare Allora. 🙂

        Dovevi rincorrerli, li devi rincorrere. Non aspettare che ti tendono loro la mano 😉
        Hai mai corteggiato qualcuno? se ti ricordi come si fa, cosi devi fare. Conquistare, riconquistare, di questo parliamo.

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  14. ti abbraccio forte…anche io credo alle cose che accadono, le noto, ci faccio caso…. la tua storia mi commuove, mi spaventa è complicata. Quando ci sono i figli di mezzo è sempre un casino…..ti hanno dato buoni consigli però….

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  15. Il 18 di luglio è il mio onomastico: S. Federico (Di Utrecht) V. M., oltre ad altri santi del giorno. Sul mio calendario (di stampo religioso) è riportata la seguente massima: Il “perché” ha rovinato il mondo.

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