Il Dispiacere

Ho dato corso a tutti i consigli, cercando di prendere il meglio, rielaborare e fare il meglio.

Almeno quello che io ho ritenuto essere il meglio.

Avevo detto a mia moglie che all’ora di pranzo avrei portato i ragazzi al dentista.

Il piccolo non lo vedo dal giorno della sua cresima. Sta facendo gli esami di terza media. Gli mando gli in bocca al lupo via SMS. Non risponde mai.

Il più grande da una settimana lo porto al mattino alla scuola guida. Si sta aprendo lentamente. Va sempre un po’ meglio. Qualche giorno fa gli avevo detto che avrei portato entrambi a pranzo fuori dopo il dentista, o se avessero voluto, a comprare qualche cosa di vestiario.

Sembrava dovesse essere una bella giornata. Ero un po’ agitato. Sono 10 mesi e due giorni che non sto con loro a pranzo.

Nelle giornate così faccio sempre la barba con più precisione del solito e metto una camicia bianca. Il bianco mi fa sentire più luminoso.

Volevo stare messo bene per i miei ragazzi.

Prendo il grande e in auto mi dà due brutte notizie.

  • Il torneo in Calabria non si fa più.

Avrebbe dovuto fare un torneo nel Weekend e sarei andato a vederlo giocare.

  • Ah, coma mai?
  • Non so, ieri ce lo ha detto il Mister, all’allenamento.
  • Devo farmi ridare i soldi?
  • No, aspetta. Sta vedendo se ne facciamo un altro.
  • Ah, e quando sarebbe?
  • La settimana successiva.
  • Mi piacerebbe vederti. Ma oggi pranziamo insieme?
  • No, non possiamo dobbiamo mangiare prima del dentista.
  • Ah, peccato. Ma possiamo andare a comprare qualcosa.
  • No ci vado con i miei amici domani se mi dai i soldi.
  • Aspettiamo i saldi allora.

Devo aver fatto una smorfia.

Il dispiacere, quando arriva, è sempre sotto forma di smorfia.

Lascio il più grande alla scuola guida e, mentre sono in auto, mi arriva un messaggio del piccolo.

A volte penso che siamo noi a tirarci dietro le brutte cose. Mi succedeva ogni tanto quando studiavo in Università. Se fossi stato ben disposto accadeva che il professore mi chiedesse proprio l’argomento che avrei voluto dire. Se fossi stato impaurito, accadeva l’esatto contrario. Come se la mente dell’interlocutore captasse il mio pensiero.

Stamattina ero agitato effettivamente, ma avevo messo su la camicia bianca. Non pensavo andasse male. Mi porta bene in genere. Sentirmi luminoso mi aiuta molto. Nonostante il bianco esterno, forse il mio stato d’animo era di colore opposto. Non saprei proprio. Ci avevo messo tutto me stesso stamattina per incoraggiarmi. Avevo richiamato tutte le energie in soccorso.

Il messaggio del piccolo:

  • Al dentista vado con la mamma.

E poi voglio andare in Grecia. Perché non posso?

 

Non si è fatta attendere. Mia moglie aveva provveduto immediatamente a informare i ragazzi che ”quello stronzo del padre non volesse che loro andassero in Grecia”.

Mi fermo lato strada. Leggo, rileggo. Guardo fuori, c’è molta luce, ho difficoltà a tenere gli occhi aperti. Forse è il dispiacere che mi chiude gli occhi. Dopo la smorfia, il dispiacere ti fa abbassare le palpebre.

  • E’ una emergenza questa? Ho bisogno di aiuto, ma non so se è una emergenza.

Mi dico.

Lorenza, la dottoressa del Centro di mediazione stava per partire in ferie. Mi aveva dato la sua disponibilità a contattarla in caso di emergenza.

La lingua italiana è troppo sfumata. Quello che è emergenza per me può essere una cazzata per un altro. Mi da fastidio disturbare la gente. Fatico a tenere aperti gli occhi però, il dispiacere in arrivo deve essere proprio tanto. Forse è una emergenza, meglio chiamare.

Le racconto quanto accaduto. Mi sgrida.

  • Cosa ti aspettavi da tua moglie? Te lo avevo detto! Non sai che il mondo funziona così (alzando la voce)?
  • Lo so Lorenza, nutrivo una piccola speranza…
  • Ahhhh ….Mi verrebbe di gridare! Cerca di usare la cosa a tuo favore. Invita il piccolo a parlarne e poi gli dici che troverai un accordo con la madre. Hanno bisogno di essere rassicurati.

La ringrazio per i consigli, è stata molto gentile.

Anche se ti danno una mano, col dispiacere ti senti anche un po’ solo e scoperto. Ti viene una sensazione di freddo in genere. Col dispiacere è come se avessi una febbriciattola.

Scrivo al piccolo:

  • Perché non ci vediamo e mi dici? Con la mamma troviamo senz’altro un punto d’accordo.

Silenzio.

 

Mi guardo la camicia bianca. E’ strano come a seconda dello stato d’animo il bianco che riflette la luce possa essere scintillante o accecante, creare senso di piacevolezza o fastidio. Dipende da quanta ombra fa l’anima, forse.

 

Scrivo un messaggio alla madre.

  • I ragazzi mi dicono che li accompagni tu al dentista? Confermi?
  • Devono mangiare prima perché dopo non possono e poi il piccolo vuole che venga io, ci vediamo alle 13,15.
  • Se non c’è bisogno non vengo proprio allora.

Sono risentito perchè per l’ennesima volta si mette in mezzo.

  • Intanto è un modo per riavvicinarti al piccolo, poi non ho i soldi altrimenti disdico. Mi versi i soldi altrimenti.
  • Riavvicinarmi a lui? e lo accompagni tu? Non puoi dirgli che lo raggiungi dopo? Non capisco perché lo debba accompagnare tu. Veramente non capisco.
  • Ma vuole così, è già agitato per gli esami, ma abbi pazienza. Allora devi venire oppure devo disdire? Fammi sapere.
  • Agitato per un controllo ai denti? Ma quando mai? Anche il grande lo accompagni tu? Pure lui agitato? Se il piccolo è agitato, rimanda il dentista. Lo accompagnerò dopo gli esami. Oggi passo e prendo il grande.
  • Ma che dici ?! Devono controllarlo.
  • Se è agitato lo controllano dopo gli esami. Non cambia nulla.
  • Comunque se il tuo problema sono io, peggio per te. I miei figli vogliono che venga al dentista e io verrò. Se tu non vuoi venire, fai come credi.Per il resto parla con tuo figlio che lo vedi tutte le mattine. Ti faccio arrivare la fattura del dentista.
  • Io pago il 50%. Le spese mediche si dividono. Dovresti agevolare il rapporto con me, potresti evitare di venire.
  • Sei tu che non sei in grado, altrimenti verresti oggi.
  • Ma io vengo, dovresti essere tu a lasciarmi un po’ col piccolo.
  • Guarda che non ho problemi io, è il ragazzo che non vuole per ora, ma se non ti fai vedere e sentire da tempo, che vuoi da me.
  • Ma scusa ma che dici. Ma se non mi rispondono mai. Anche dire ai ragazzi che non voglio che vadano in Grecia è testimonianza di un modo di fare infantile. Che motivo c’è? Cerca di maturare, stai facendo del male ai ragazzi. Li uccidi così.
  • Hai detto di no ad una vacanza che per loro è importante dopo un anno duro e faticoso e a cui loro tengono e lo sai. Se lo fai per ripicca, fai male, placa la tua rabbia nei miei confronti e pensa al loro bene.
  • Sono gli adulti a discutere e prendere delle decisioni. Coinvolgere i ragazzi per metterli contro di me è una bassezza. Nessuna ripicca. I ragazzi, per mandarli fuori, ho bisogno di sentirli a telefono e sapere che fanno. In queste condizioni non sto per nulla tranquillo. Con queste cose non si scherza.
  • Nessuno fa bassezze. Fa comodo a te crederlo per non ammettere le tue colpe. Ma vedremo cosa dirà il giudice. Buon Lavoro. Io sono reperibile comunque, caro. Se hai problemi a venire al dentista figurati, ma è peggio per te. Impara il rispetto per la madre dei tuoi figli e placa il tuo rancore e fatti un esame di coscienza. Forse vedrai qualche risultato invece di ricattare e dire bugie.
  • Non ho alcun problema. Mi sarebbe piaciuto stare un po’ solo con mio figlio. Ma temo sia utopia. Non capisco a che ricatti ti riferisci, smettila con questa parola che me la ripetono anche i ragazzi.
  • Ma che dici?! Loro la dicono a me e poi è evidente in tutto quello che fai e che dici forse se qualcuno esterno te lo spiegasse sarebbe meglio. Ciao, Buona giornata. Non ho tempo da perdere io.

Eppure avevo la camicia bianca oggi.

Ripenso a tutti i consigli che mi hanno dato in questi giorni. Mi dicono tutti di pensare solo ai ragazzi. Non dovrei negare il viaggio.

Il dispiacere lentamente ti vuota la testa anche.

In questo momento la mia testa è vuota di miei pensieri. Mi fanno male anche le gambe.

Il dispiacere agisce anche sui quadricipiti femorali.

Dopo un po’:

  • Se ritieni di partire in Grecia coi ragazzi fallo pure. Sappi che il non sentirli e saperli lontano accrescerà il mio stato d’ansia. Cercherò di sopportarlo, se loro è questo che desiderano . Se mi facessi scrivere e rispondere da loro forse sarebbe meglio. Siete in sei e c’è un solo uomo. Se tu ti senti di assumerti la responsabilità, fai pure. Ricordati che i ragazzi non vedono il nonno da mesi e non gli rispondono  al telefono . È una vera barbarie che stai avallando . Ti prego di non usare la parola ricatto coi ragazzi perché spesso la hanno ripetuta a me. Non ho mai ricattato nessuno. Ci vediamo al dentista, così faccio il mio in bocca al lupo al piccolo per gli esami. Domani sarò fuori per lavoro. Ciao

 

  • Cerca si smetterla di parlare di accuse e barbarie sappi che hai stancato di offendere e accusare te l’ho già detto. Sappi che tutto sarà messo agli atti e verificato per il resto fatti tu un esame di coscienza te l’ho gia detto e ti prego di limitarti a dare solo una risposta ai messaggi e non considerazioni personali che saranno giudicate da chi di competenza per il resto ci vediamo dal dentista.

 

  • Perché dirmi che ricatto e sono un bugiardo non è una offesa? È un tuo complimento?

 

Vado al dentista. Lascio perdere le liti con mia moglie. Oggi penso di aver chiuso. Non otterrò nulla. Mi faccio trascinare sul suo terreno e non serve a nessuno se non a lei e al suo livore.

Non ci sarà un seguito.

Il dispiacere serve anche a questo. Ti mette il peso giusto per toccare il fondo.

Arrivo al dentista. Non ci sono ancora, li aspetto in sala di attesa. Dopo un po’ arrivano. Metto fuori il mio miglior sorriso. Mia moglie è avanti, il resto della truppa è dietro. Saluto mia moglie, non risponde. Saluto il piccolo che è secondo, testa bassa e dice un ciao. E’ come me in questo, non ce la fa a non ricambiare un saluto. Saluto il grande. Al mattino mi sta salutando sempre. Stavolta non risponde, si uniforma alla madre.

Deglutisco.

La sala d’attesa è piena. I posti a sedere sono occupati. Vorrei parlare col piccolo ma ha la testa nel telefono e una donna seduta accanto. Aspetto un po’. Viene chiamata proprio la donna che è accanto a lui, si libera il posto. Con uno scatto anticipo tutti e mi siedo.

  • Ciao, come stai? Sei teso?
  • Non risponde.

Gli accarezzo la guancia con l’indice.

  • Ehi!

Purtroppo si alza e se ne va.

A volte il dispiacere dopo che ti porta sul fondo, ti fa anche scavare.

I presenti che hanno guardato la scena, mi guardano. Mia moglie raggiunge il piccolo e gli dice di stare calmo e tranquillo. Il più grande anche lui è seduto ed ha la testa nel telefono.

Mi alzo, vado alla reception e chiedo di pagare il conto. Almeno faccio qualcosa.

Dopo un po’ chiamano mio figlio più grande e il piccolo prende il suo posto sulla poltrona. Mia moglie è sempre nella stanza come se dovesse vigilare.

Mi avvicino a lui e mi piego, seduto sui talloni.

  • Ehi, non vuoi proprio salutarmi?

Fa di nuovo per alzarsi e andarsene.

  • No, stai tranquillo. Non ti disturbo. Rimani seduto.

Gli dico poggiandoli una mano sulla spalla.

Mi avvicino a mia moglie a bassa voce:

  • Ma scusa, non vedi che se ci sei tu diventa tutto più complicato? Neanche il grande mi parla ed al mattino quando siamo soli lo fa.

Lei prende il telefono dalla borsa, armeggia con quello. Sento un bip. Mi avvicina il telefono reggendolo in mano.

Ha cominciato a registrare.

Il piccolo la guarda. La guarda anche un’altra donna che è nella stanza.

  • Ripeti pure queste accuse che stai dicendo. Allora cosa dicevi? La mia presenza ti complica le cose? Ripeti dai!

Mi chino su mio figlio. Gli do un bacio sulla testa.

  • In bocca a lupo per gli esami. Papà domani è fuori per lavoro. Ti voglio bene.

Il dispiacere dopo che ti ha fatto scavare il fondo, ti strappa il cuore.

Domani però rimetterò una camicia bianca. In questi mesi ho imparato a farle veramente bianche. Prima a mollo, con il detersivo a mano per una notte. Bio presto dice mia zia, non altri. Al giorno dopo in lavatrice con un goccio di aceto.

Bianche e profumate.

 

 

 

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56 thoughts on “Il Dispiacere

  1. Mi dispiace davvero, ma era prevedibile, ci saranno alti e bassi….tu cerca di mantenere la calma e vai avanti, ma soprattutto non cadere nel gioco di tua moglie, non rinfacciarle niente, non la offendere ne altro, limitati a parlare dei ragazzi e basta, lo stretto indispensabile, è l’unico sistema….

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  2. Mi dispiace così tanto! Non ti conosco, ma ti leggo e davvero avverto un forte dispiacere per quello che ti sta accadendo. Sii forte e non mollare, i tuoi figli meritano di conoscere il lato migliore di te e un giorno forse capiranno che quello che sta facendo tua moglie è sbagliato e crudele. Ti abbraccio!

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  3. La serenità dei nostri figli dipende dalla serenità dei genitori. Per questo è veramente grave perpetuare il clima di freddezza e contesa che utilizza involontariamente i figli. Si rovinano i loro anni più belli. Paradossalmente i figli rappresentano il punto da cui ripartire per un dialogo, una riconciliazione anche rimanendo separati e se questo non avviene è proprio un disamore. Ma il diritto dei bambini nessuno li considera? Scusa è una osservazione generale sulle famiglie separate, su quelle che vengono create con bambini senza madri o padri. La nostra cultura edonistica fa fuori l’amore come dono e sacrificio. E queste sono le amare conseguenze. Io ho perso mia madre quando ero piccola e non la ricordo e ho pagato per tutta la vita per questa assenza . Lì dove c’è peró la nostra volontà e libertà non dovrebbe accadere ció. Dipende sempre da ció a cui diamo importanza nella vita. I tuoi figli sono accecati da un rancore , certe volte la verità non è sempre chiara all’inizio. Non demordere nell’amore. Ciao

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    1. A volte il diritto dei bambini si calpesta. Può essere che lo faccia anche io e non me ne accorgo. Ascolto i pareri di tutti perché ho questo timore. No, non mollo Cara Annamaria. Timone al centro e motori avanti tutta…

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  4. Prima: sentirai tanti opinioni e pareri, alcuni opposti tra loro, tu rifletti su tutti e decidi qual sia più giusto, e cerca di seguire loro non dimenticando Cosa e Quanto puoi Tu. Non ci si cambia dopo una notte.
    Secondo: tu, conoscendo tua moglie, non penso che non hai mai pensato che avrebbe detto ai tuoi figli del tuo no. non c’è sorpresa. E quel no è stato uno sbaglio, e prima lo ammetti meglio è.
    Terzo: riduci il dialogo con lei solo a cose strettamente necessarie da comunicare. Immagino che ne sei convinto che la pensate diversamente, quindi è inutile tornare e ritornare a rimproveri, e altro. non solo non risolverai niente, ma peggiora la situazione. Prova disponibilità per i tuoi figli, non per i litigi con lei.
    Quarto: qualunque passo per avvicinarti ai tuoi figli farai, non ti aspettare a brace aperte. non ora. quando provi a parlarli, assicurati che siete solo voi tre.
    Quinto: non ti abbattere. sono stati fatti dei sbagli, tanti, ognuno i suoi, ma tu ti devi concentrare solo come rimediare i tuoi.
    Sesto: ti stiamo vicino. questo forse conta meno

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    1. 2)Temevo lo dicesse, ma non ero certo. Sono stato ingenuo. Ed è un errore alla mia età e conoscendola. Effettivamente si.
      3) è in programma, sarò scrupoloso.
      4) mai accaduto che fossimo solo noi tre. Ma ci proverò
      5) mi abbatto invece. Sarei bugiardo a dire il contrario. Ma mi riprendo.
      6) grazie infinite

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  5. La mia sarà un’idea tutta campata per aria ma resto convinto che quelli che tu ritieni tentativi di dialogo via sms con i tuoi figli siano in realtà completamente filtrati da tua moglie. Con una controparte così aggressiva e priva di scrupoli, così stolidamente incurante del male che sta facendo ai ragazzi, c’è poco da ragionare e da illudersi su una possibilità di dialogo.
    Con persone del genere, te lo dico per esperienza personale anche se io ci ho avuto a che fare in tutt’altro ambito e per tutt’altre storie, l’unica cosa da fare è non fidarsi mai, non farsi mai illusioni di ragionevolezza e dialogare solo per le vie ufficiali e per iscritto. Sulla storia della Grecia, si fa presto a dire che hai sbagliato giudicando da casa, in ciabatte davanti al pc. Ben diverso è trovarsi all’improvviso a dover decidere fra si o no in una frazione di secondo. Comunque, nessun errore è definitivo: mandaglieli in Grecia, ma comunica il tuo assenso con una lettera dell’avvocato, nella quale la avverti anche che al ritorno i ragazzi passeranno qualche giorno di vacanza con te. Questo andrà agli atti, altro che la registrazione nella sala d’aspetto del dentista, così come ci andrà la sua risposta, qualunque essa sia.

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  6. Sarebbe interessante capire perché ce l’hanno tanto con te. Cosa racconta lei. Perché vi siete lasciati. Curiosità da femmina/lettrice e avvocato. Comunque, coraggio. Serve solo quello che stai già facendo.

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    1. Non sono riuscito a parlare mai con loro . Il mio dramma è questo . Sarò stato incapace anche io nei pochi momenti in cui avrei potuto . Nel poco tempo che son stato con loro non ho voluto angustiarli . C’è anche che sono maschi e poco inclini al dialogo .Lei ha detto le peggiori cose e senza filtri . Il resto della famiglia in maniera subdola, ha fatto sentire il disprezzo nei miei confronti . Non avevo rapporti con mia maglie da otto anni . Mi hanno detto che si chiama coppia genitoriale . I nostri rapporti erano pessimi in casa . Non litigavamo solo se offrivo silenzio ai suoi modi aggressivi . Oggi lei vuol scaricare tutto su una presunta mia relazione . Lo sta facendo legalmente e mettendo in giro la voce. In questo modo si riabilita . Trova una giustificazione ai suoi occhi, quelli della sua famiglia e della società . È molto più comodo per lei dirsi e dire è colpa sua perché è uno stronzo . Chi ci conosce sa che ho fatto molto per rimanere in casa nonostante lei . Anzi, mi fanno pesare il fatto che abbia tardato ad andare via. Oggi tutto questo per me è secondario . Vorrei ragionare sui ragazzi . Non ci sto riuscendo . Forse quando la sua sete di vendetta sarà saziata si potrà fare. Per questo aspetto il 18 luglio . Non credo che succedano grandi cose . Forse lei potrebbe sentirsi appagata in qualcosa .

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      1. E allora non succederà granché. Tutto questo rancore è tipico di chi resta insieme tanto tempo: per il bene dei figli. Vedrai che quando si accorgerà che rivolgersi al tribunale è mettere la propria vita in mano a terzi, senza decidere, si rabbonirà. Mi sembri un bravo padre, non prenderanno provvedimenti punitivi.

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  7. Mi vien solo di dire di fare come ti ha detto la mediatrice Lorenza, non perdere tempo in intoppi dettati dalle frustrazioni e nervosismi. Fai capire a lei che non deve più prendere decisioni e metterti sul fatto compiuto così, ma diglielo con estrema pacatezza, ma che li mandi per ora volentieri. ( Niente panico però , non la vedo così male che tu abbia dato un No, sfido chiunque a non prenderla così in quelle circostanze. Che poi vedi com’è la faccenda? Se ci fosse stata lei al tuo posto, lei moglie-donna, e tu l’avresti detto – me li porto con me in ferie in Grecia – ma vuoi vedere che ti beccavi pure una denuncia? E varie scleramenti e piagnistei? ‘sti poveri padri invece.. se non danno il “consenso loro” son stronzi… a me pare che a far subdoli ricatti sia il sistema… votato al femminile delle volte. )
    Per tutto il resto… son rimasta senza parole…

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  8. ciao
    consigli nuovi non ce ne possono essere, valgono quelli dell’ultima volta e poi già tanto è stato ribadito nei commenti precedenti;
    questo tuo scritto è la narrazione di una ennesima giornata sfortunata a cui, tuo malgrado, dovresti essere ormai abituato (anche se non è assolutamente giusto);
    un giudice che vede le cose così come le racconti e come stanno dovrebbe togliere alla madre dei tuoi figli sia la potestà che la possibilità di vederli in futuro (teoricamente, perché sarebbe comunque negativo per loro) : è di una bassezza umana sconcertante …
    che i giorni a venire saranno (come per il passato) portatori di “alti e bassi” ormai lo sai, cerca quindi di essere razionale e fai quello che più ti conviene e non quello che più vorresti (giustamente) fare … almeno fino al giudizio … per le “rivincite” ci sarà tempo poi …

    🙂

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    1. Ciao Claudio, mi eri finito tra gli spam. Mi sei mancato! Devo controllare più spesso, molti commenti finiscono lì. Perdonami. Si avvicina una tappa, il diciotto magari ci sarà un cambio di direzione. Saranno scritte delle regola, bisgonerà poi vedere se verranno mai rispettate.

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      1. non ti preoccupare … è una cosa che so perché mi capita su anche su altri blog;
        lo capisco perché scrivo il commento e dopo averlo inviato non lo leggo ma non ne conosco il motivo …
        io comunque continuo a commentare perché prima o poi mi “recuperano” eheheh 😉
        ho letto anche l’ultimo che hai scritto (ma a quello non ho commentato per mancanza proprio di tempo);
        dai ancora una decina di giorni e poi vedremo se esiste una giustizia …
        è inutile dirtelo (avrai chi ti darà 1000 consigli) ma te lo dico lo stesso: davanti al giudice un buon vestito elegante e tanta , ma tanta, calma … quel giorno la rabbia (seppur più che giustificata) lasciala tutta a casa … OK ?
        ciao … ci risentiamo 🙂

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      2. Si… Non sono tipo da cravatta… Ma una giacca la metterò e camicia rigorosamente bianca! Cerco di pensare ad altri problemi che non mancano e attendo . Il 15 ultima conversazione con Lorenza al centro di mediazione, poi vediamo che succede. Ciao

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  9. Mah, dalla descrizione che hai fatto mi pare evidente che i ragazzi siano inibiti da lei, vedi il più grande che a differenza delle pur poche parole scambiate da quando lo accompagni a scuola guida ieri si è chiuso a riccio.
    Sarà una magra consolazione ma ti da la certezza che lo fanno per lei, per non contraddirla. Pazienza pazienza tanta pazienza e forza d’animo, i tuoi ragazzi hanno più di prima bisogno di te! Continua a mandare messaggi, a telefonare e proporre incontri. Anche se magari non avrai un immediato riscontro loro non si sentiranno abbandonati e presto ricominceranno a volerti accanto più di prima!! Ne sono certa…

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    1. L’ho appena lasciato alla scuola. Mi ha parlato . Mi ha chiesto anche se può andare sabato e domenica da un amico al mare. Gli ho detto si è che lo avrei accompagnato io se avesse voluto . Gli ho chiesto di sbloccarmi whatsapp perché ho bisogno di sapere come sta. Speriamo

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  10. In questo periodo non ho avuto modo di scrivere per me, ma ho sempre letto te, le tue vicende mi prendono. Non riesco a comprendere del perché la madre dei tuoi figli si comporti così da stronza continuamente nei tuoi confronti, ma sopratutto faccia del male hai suoi, vostri figli mettendoti contro. A te mio caro “amico” di penna auguro nuovamente di rimettere una camicia bianca, e forse un consiglio che posso darti è quello di far buon viso a cattivo gioco e provare a denti stretti di farti “amica” la tua moglie nemica. Un abbraccio Ary

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    1. fa quello che vuole da mesi veramente… e probabilmente continuerà a farlo. Dovrei avere una botta di culo tale da trovare un giudice che capisca la situazione. Non sono molto fiducioso. Magari stavolta vengo smentito, magari. Ci presenteremo lì, lei reciterà la parte della vittima, abbandonata dal marito. Magari le scende anche una lacrima. Ma vedremo. E’ una tappa questa. Credo sia molto lunga. I problemi i ragazzi se li porteranno dietro ahimè. Devo fare qualcosa.

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      1. già… mi piange il cuore, Paperino. per te, ovviamente, ma tanto anche per i ragazzi: lei non ha idea di ciò che sta facendo. deve sperare che non siano rancorosi, nel momento in cui avranno piena coscienza di ciò che lei ha fatto ai suoi figli e al loro padre.
        una carezza a voi.

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  11. E’un brano che ti strappa dentro, come pochi ne ho letti negli ultimi periodi. Probabilmente perchè è vita vissuta e sofferta; probabilmente perchè in te c’è una capacità di rielaborazione che non si traduce in freddezza ma che sa trasmettere intatte le sensazioni, le emozioni, anche mettendo in campo l’analogia, quella della camicia bianca.
    Non ti lascio considerazioni di tipo personale o sulla vita, perché rischierebbero di essere scontate o banali, ma mi riprometto di leggere con tranquillità altri punti del tuo blog.
    Coraggio!

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  12. ma tua moglie, cel’ha un altro uomo? se non cel’ha o è perché non la vuole proprio nessuno ( poco probabile) o perché lei vuole ancora TE. Io sono donna e ti dico che se ad una donna non importa più nulla di un uomo, questo diventa invisibile ovvero non spende nessuna energia neppure per fargli del male (a meno di non doversi difendere…)

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    1. Non so se abbia un altro. Spero che accada, si calmerebbe. Lo ho chiesto alla psicologa che ci seguiva i primi tempi se mi amasse. Mi ha detto che secondo lei non era innamorata. Mi disse che mia moglie impazzisce se qualcosa le sfugge dal controllo. Credo che l’ho fatta impazzire quindici anni. Ma non l’ho fatto di proposito. Io non tollero il controllo

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      1. Hai girato la mia affermazione dal tuo punto di vista, ma in fondo è vero anche così. Volevo dire che le mogli (o donne) devono spesso accettare di essere controllate (controvoglia) sfuggendo solo tramite sotterfugi , ma tant’è, “se soffia il vento fatti canna”.

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      2. Chissà da dove nasce questo fastidio. Alla fine ti abitui tanto al sotterfugio che sfuggi anche se non c’è un bisogno reale di fuggire. Sfuggì in maniera disattenta come se fosse il tuo default.

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