Il peccato originale

Ieri mi chiama il mio amico fraterno Francesco. Non è il mio avvocato nella separazione, mi dà comunque consigli da amico e da avvocato.

  • Te ne posso raccontare una?
  • Si dimmi.
  • Ero in centro, vicino ad una farmacia. Avevo la piccola in braccio. Sono arrivati i tuoi suoceri.
  • Ah che culo! Giornata fortunata allora.
  • Ahahaha… aspetta, che è bella questa. E’ uscito dall’auto tuo suocero. L’ho salutato e mi ha risposto a denti stretti. Poi, mi sono accorto che c’era tua suocera in auto. Era proprio lì, davanti a me.

I miei suoceri Francesco lo conoscono benissimo. Anzi, mia moglie la conobbi tramite lui. Adesso che ci penso mi ha rifilato diverse sole nel tempo. E’ una delle cose che devo rinfacciargli.

Amicizia è quando puoi dare a qualcuno colpe delle tue disgrazie senza che se la prenda a male. Ti scarichi un po’ e poi ci ridi su con lui. Chi ha molti amici ha pochi sensi di colpa.

  • Che è successo?
  • Nulla, l’ho salutata e non mi rispondeva. Faceva finta di essere intenta a gestire il telefono. Io mi sono sbracciato, ma nulla.
  • Che pretendevi? Non sai com’è?
  • Aspetta, ti dico, non è finita.
  • Ah!
  • Dopo un po’ è arrivata mia moglie con il piccolo.

Roberta, la moglie di Francesco è stata alunna di mia suocera che insegnava in un liceo.

  • Finalmente ha abbassato il finestrino. Pensavo mi salutasse. Invece ha detto ‘’ saluto solo lei!’’ Riferito a mia moglie.
  • Ahahahaha … fantastica. E tu?
  • E io rivolto a mia moglie ho detto: ‘’Roberta, saluta solo te! Hai capito?’’
  • Ahahahaha… che imbecille. Ma si può? E perché poi?
  • Che ne so. E’ tua suocera, se non lo sai tu! Odia te e per la proprietà transitiva dell’odio, odia anche me.

Francesco è colpevole di essere mio amico fraterno. A casa di mia moglie la colpa è tutto.

Mia suocera non si smentisce. Questo episodio mi ha fatto toccare con mano tutto il suo livore. Ho avuto netta la sensazione di vedere la punta di un iceberg.

Lei è un iceberg, non che sia di ghiaccio. Anzi, parla talmente tanto che lo scioglierebbe col fiato un iceberg. E’ un iceberg perché i nove decimi di ciò che pensa sono sommersi e pericolosi. Chissà che discorsi avranno sentito i miei ragazzi in tutti questi mesi. E’ una donna subdola e infelice.

Subdola perché non agisce mai frontalmente ed è attenta alla convenienza, mai spontanea.

Non avrà mai detto ai ragazzi frasi del tipo:

  • Ragazzi, non parlate con quel pezzo di merda di vostro padre.

No, così mai. Mia suocera non dice parolacce, a colmare il gap provvede la figlia ahimè. Mia suocera lavora di fino, cesella.

Avrà detto:

  • Ragazzi, state vicino alla mamma. Lei è buona, brava e corretta. La stanno facendo soffrire (impersonale). Mi raccomando, fatelo per la nonna che vi vuole tanto bene.

Il tutto, mettendo fuori un musetto a cuoricino e voce da poverella.

Quando ero in casa e assistevo a queste scene mi sembrava di essere al cabaret. Adesso che ne pago le conseguenze, rido un po’ meno.

La felicità di un uomo è molto legata alle sue capacità relazionali. Più capacità si hanno, più possibilità ci sono di essere felici in mezzo agli altri. Lei non ha amiche, nemmeno una.

La sua vita sociale pare sia terminata quando ha scoperto che mio suocero scopasse le sue amiche. Per lo meno sedicenti amiche. Non è proprio amicizia così. Con una, sembra lo abbia proprio colto in flagrante.

Da quel giorno ha cessato di vivere Lei, ha cessato di vivere Lui.

Da allora Lui non fa un passo senza di Lei. Li chiamavo ‘’prendi due paghi uno’’ o ‘’kikì e kokò’’. Forse nemmeno al cesso va più da solo. Se penso a mio suocero mi sento stretto nei vestiti.

Non è un uomo perspicace né affascinante. Piuttosto rozzo nei modi, aveva dalla sua buone fattezze fisiche. Era quel che si dice un bell’uomo. Lo è tutt’ora per la sua età. Insegnava in un istituto tecnico ed i suoi studenti mi raccontavano che si è dato parecchio da fare con le colleghe. Alcuni favoleggiano di storie con studentesse. Ma si sa, i ragazzi, specie gli adolescenti, fantasticano.

Dopo l’episodio della flagranza di reato si è accucciato buono buono alla moglie. Credo che sia stata la condizione per non essere sbattuto fuori da casa. L’oro in famiglia lo aveva portato lei con una eredità. Certo, con mia suocera alle calcagna ventiquattrore al giorno, se fosse riuscito a farla nuovamente fessa, sarebbe stato da premio della giurìa o almeno da menzione speciale.

Mia suocera è alle sue costole tutto il giorno e tutti i santi giorni dell’anno. I giorni sono santi perché lei si sente una santa donna. Cristo è morto in croce, lei ha tollerato il tradimento. Siamo lì come levatura.

Effettivamente sono rimasti insieme, ma ogni giorno lei gli ricorda il suo sacrificio come se dicesse messa. Ogni giorno non è un modo di dire, è proprio ogni giorno, se non più volte al giorno. Lui prende questa bella comunione come una pillola della pressione.

Ogni occasione è buona per la liturgia. Se a lui scappa una risata per esempio, lei lo redarguisce immediatamente dicendogli:

Ridi ridi tu, che lo sai fare bene. Lo sanno tutti che sai ridere, vero?

Ogni frase, ogni battuta finisce con un richiamo al tradimento subìto, diretto o indiretto.

Le allusioni sono costanti e mi ricordano molto quelle di Marlon Brando nel padrino.

Tra noi della ‘’famigghia’’, non c’è bisogno di parlare… ci capiamo.

Eppure mi sarebbe piaciuto che lei un giorno gli avesse detto davanti a tutti: ‘’tu, brutto stronzo, ti sei scopato la vicina di casa!’’ Invece no, lo chiamava uccel di bosco, canterino, ballerino, pisellino accompagnato da risata isterica e amara. Lo ha fatto almeno per i quindici anni che li ho frequentati.

Non ho mai capito come si possa vivere in una simile situazione. Anche ad essere credenti, per l’inferno si può aspettare dopo esser passati a miglior vita. Cercarselo in terra è una perversione. Il volto dell’uomo infatti, è deturpato dal supplizio. Le sue rughe sono afflosciate verso il basso, come tutte le altre parti del corpo visibili. Quelle non visibili, immagino anche. Mia suocera lo sta uccidendo lentamente facendogli pagare la colpa ogni giorno con interessi elevatissimi. E’ una usuraia della colpa, roba da film dell’orrore.

Il tradimento ha segnato tutta la famiglia.

Mia moglie era convinta che avessi un’ amante già al secondo giorno di matrimonio.

In realtà non l’ho mai tradita fin tanto che abbiamo avuto rapporti. Non l’ho tradita per anni dopo anche. Mi saziavo di figli e lavoro. Non era vita però, non quella che volevo per lo meno. Mi stavo snaturando e altrettanto penso succedesse a lei.

Traditori poi si nasce, secondo me. Per un traditore seriale il piacere è istantaneo. Il godimento è un picco di piacere breve e intenso. Per me il vero godimento è la somma infinita di tanti piccoli bei momenti. E’ una condizione di benessere prolungata. Il picco ti soddisfa al momento ma ti lascia la sete, come un bicchiere di coca cola.

Tra me e mia moglie il rapporto, senza la minima complicità, si inaspriva sempre più. Aumentavano le sue parolacce di pari passo con i miei silenzi.

Se un giorno leggerà questo blog si metterà un po’ l’anima in pace, forse.

Anzi, le lancio un messaggio nella bottiglia:

‘’Tutte quelle che pensavi fossero state mie amanti, non lo sono state’’.

Sempre che prenda per buono ciò che scrivo.

La convinzione che avessi altre donne e non glielo confessassi l’aveva persuasa che fossi un bugiardo. Mi dava del bugiardo ormai per tutto, anche se le avessi detto di non aver trovato un detersivo al supermercato . E’ una roba tremenda non essere creduto per ogni cosa che dici. Più era futile il motivo della presunta bugia, più ci rimanevo male.

Ha trasferito questo anche ai miei ragazzi. Tra le cose che mi hanno ferito di più in questi mesi è sentirmi dare del bugiardo da mio figlio. Ancora mi brucia.

Non ho mai avuto bisogno di raccontare bugie per fortuna ed è una cosa che non mi piace affatto.

La gelosia ha segnato anche mia cognata. Lei, nonostante questa cicatrice familiare, si è andata a trovare il più grande seduttore della città. Lo ha scoperto una volta con un’altra donna in casa. Il chiavistello della porta ha fatto sì che i fedifraghi potessero rivestirsi.

Mio cognato Bernardo, oltre ad essere un grande seduttore, è un uomo molto ricco. Come fai a non perdonarlo. Concedevano i papi le indulgenze, non vuoi che lo si faccia nel nostro piccolo? La simonia è una pratica sempre di moda, non mi piace, ma non mi sento di biasimarla. Il moralismo lo considero peggio.

La ricerca della colpa è uno dei pilastri della famiglia di mia moglie. Ho sempre pensato che il senso di colpa sia un modo per darsi addosso e vivere infelici. Per loro trovare il colpevole è un modo di scaricare un po’ della loro infelicità.

Segnali che tutto non fosse a posto li ho ricevuti un giorno in maniera inequivocabile.

Avevo preso un cane per i ragazzi. Un labrador. Era servito a sbloccare la paura per gli animali dei miei piccoli.

Sono cresciuto in mezzo agli animali, mia moglie ne aveva un sacro terrore invece. I miei figli avevano ereditato da lei questa fobia. Ho una foto con la mia testa nella bocca di un pastore tedesco con cui giocavo da bambino e con cui mi spartivo il sonno. Non potevo vedere che i miei ragazzi mi saltassero in braccio alla vista di un cagnolino. Mi venne in mente di prendere un cane. Dovevo sparigliare in qualche modo.

Dopo un paio d’anni di vita da balcone, decidemmo di trasferirlo nel giardino di mia suocera. Mia moglie non voleva che entrasse in casa. Lì si sarebbe fatto compagnia con una cocker e sarebbe stato più libero.

I primi tempi, dopo il trasferimento, continuavo a portarlo in giro per una passeggiata. Una volta anche in campagna da mio padre. Avevo anche dimenticato il fatto.

Purtroppo, dopo un po’ di tempo, il cane si è ammalato di leishmaniosi.

Tornai a casa e mia suocera mi annunciò il problema. Ovviamente, come in uso nella famiglia, non era importante discutere della malattia e della eventuale cura per la povera bestia. L’importante era definire la colpa.  Come aveva potuto il cane ammalarsi in una casa così perfetta e con lei che non ha eguali nella gestione di tutto? I pappataci sono banditi da quella casa così come i peccati. Come se la leishmaniosi si prendesse solo in ambienti sconsacrati.

Fu facile per mia suocera. Sentenziò infatti:

  • Il veterinario mi ha detto che il cane la leishmaniosi l’ha presa quel giorno, due anni fa, in campagna da te.

A quel punto avevo diverse strade:

  • chiamare la neuro;
  • dare un nobel al veterinario che probabilmente sarebbe stato pronto a qualsiasi dichiarazione pur di togliersela dai coglioni;
  • fare finta di nulla e coglionarla sulla falsa riga del veterinario.

Scelsi come mi capitava spesso la terza opzione:

  • Ah, però. In gamba questo veterinario. Ha individuato anche il nome e cognome del pappatacio infetto oltre l’indirizzo?
  • Scherza scherza, il problema è serio.

Lo so bene che il problema è serio, il tuo è serissimo, pensai.

Se pensassimo a riconoscere i desideri nostri e degli altri piuttosto che le colpe, saremmo tutti più felici.

 

 

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56 thoughts on “Il peccato originale

  1. Viviamo convinti di essere immortali, che il mondo sia nostro e di poterlo manovrare come diciamo noi, ci ergiamo giudici degli altri, dei nostri cari, senza realisticamente riconoscere che la nostra vita vale meno di un soffio, che è un miracolo vivere e avere qualcuno accanto nel quotidiano. Abbiamo una casa, un lavoro , una famiglia ma ci lamentiamo, viviamo le scappatelle come un diversivo, ci trattiamo malissimo e non ci accorgiamo di perdere il gusto del vivere, di perdere i desideri di felicità , di amore. Viviamo galleggiando rispetto un mare immenso di occasioni, risorse, possibilità di costruire un mondo migliore, di dare un contributo a questa società. Bisognerebbe azzerare tutto e ricominciare tutto daccapo e ricominciare a vivere come i poeti , i profeti, gli artisti , a caccia di gratuità.

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    1. Annamaria, non è che mi spicchi il volo? 🙂 c’è desiderio di leggerezza in quello che scrivi, desiderio appunto . Secondo me bisogna concentrarsi su quello . Il nostro e degli altri. Mi hai ricordato mia nonna Angela. Quando non voleva pensare alle cose cattive mi diceva, ahhhh… Tanto siamo di passaggio!

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  2. io dopo quello che ho letto non riesco a trovare parole positive da dirti …
    riesco solo ad essere contento per me …
    contento di non dover mai interagire con quel “ramo” della tua famiglia … fra tutti ….brrrr … che “bella” gente …
    ciao 😉

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  3. Sarai mica un santo…è nessuno se n’è accorto?!?
    A parte gli scherzi, non so davvero come hai fatto a vivere così..
    Io credo nel tradimento..terapeutico!!!
    Che non è detto che si consumi necessariamente in un atto fisico ma che può anche solo limitarsi in flirt fini a se stessi che in alcuni momenti della relazione di coppia possono essere vitali!!!
    A volte le difficoltà lavorative, i pensieri dei figli, la semplice routine appiattiscono così tanto da far dimenticare di essere prima di tutto degli ‘uno’ e far trascurare la cura di se stessi…
    Può capitare che l’attenzione di qualcuno o il semplice notare una persona che può piacere e fantasticare su di lei dia la carica per continuare e superare la noia della vita familiare…
    Chi è senza peccato scagli la prima pietra!!!
    Baci

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  4. Non ho contatti col mondo della ricerca psichiatrica, ma mi pare che qui abbiamo una prova inoppugnabile che la follia può essere ereditaria. Come si dice dalle mie parti: ti ga fato anca massa…

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  5. Ho sempre detestato chi s’attacca al senso di colpa giudaico-cristiano e perde completamente di vista il parlare di responsabilitá. Chi colpa la gente invece di darle il potere delle responsabilitá.

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  6. come canta qualcuno, “mi viene il vomito”.
    tuo suocero è uno senza palle. tradimenti o meno, ad un certo punto basta rinfacciare. io me ne sarei andata: è molestia, maltrattamento, è davvero terribile.
    la famiglia della madre dei tuoi figli è davvero al limite dell’incredibile e della follia.

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    1. Ciao Slog. Si i miei suoceri vivono una condizione che non è normale. Almeno per come la vedo io. E’ molestia, sono d’accordo con te. Io ho calcato la mano sugli aspetti negativi ovviamente. Ciò che ho descritto, accade. C’è tanto altro anche, come nella vita di tutti.

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  7. Come recita un Presadixit “Le allusioni sono le armi dialettiche di chi non ha coraggio”, ma in tal caso credo non si tratti di mancanza di coraggio quanto di linguaggio trasversale, utilizzato per sottolineare ruoli e giochi di potere. E in questo sistema non poteva mancare il senso di colpa. Eppure sai che penso? Che quella donna, figlia di un tale sistema, l’avevi sposata. Di sicuro ci avevi visto qualcosa di più. E a quello dovresti pensare per i tuoi figli. Altrimenti continuerà una guerra che mieterà solo loro come vittime. Perché i tuoi amici alla fine possono farsi giustamente una risata. I tuoi figli no. Scusa se mi sono permessa di commentare…😘

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    1. Hai perfettamente ragione. Uno dei motivi per cui sono rimasto tanto tempo è proprio la paura di lasciare i miei ragazzi in questo sistema da soli. Ad un certo punto mi sono reso conto che diventava producente anche rimanere. Non è per nulla semplice, ma ciò che dici è giusto. Ci penso e ci ripenso.

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      1. Lo so. Si capisce da tutto quello che scrivi che la tua priorità sono sempre i tuoi figli. Nonostante tutto…non deve essere semplice no, ma penso tu possa farcela.

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  8. ‘’kikì e kokò’’! Ahahahahahahah!!
    Non è per infierire su chi crede, sulla religione, sulla fede, ma hai descritto perfettamente tipi che mi pare di conoscere : più hanno fede più son fetenti **** Buona settimana và 😀

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  9. …mai sul tuo dolore, ma sul tipo di rapporto con ‘sti Kikì e Kokò, ehm ahahahah! Tu devi esser un dritto! Lo vedi ancora tuo figlio la mattina per la scuolaguida? spero vivamente che sia diventato più di chiacchiera bona..

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    1. Ridere fa bene, non ti preoccupare. Bisogna sdrammatizzare ogni tanto, se ci prendiamo troppo sul serio finisce male. Mio figlio lo prendo ogni mattina alle 8,40. Lo accompagno, parliamo un pochino. Ci metto circa 12 minuti per arrivare alla scuola guida. E’ sempre sulle sue. Risponde agli sms di servizio poi. Risponde alle domande che gli faccio in auto. Se lo chiamo al telefono invece o gli mando altri sms, tipo un commento sulla vittoria dell’Italia, non risponde. Adesso va in Calabria ad un torneo di calcio. Parte domani alle 13 e rientra domenica. Lo raggiungo venerdì sera, se riesco. Rimango con la squadra fino a domenica. Mi faccio due giorni di mare. Questa estate le vacanze me le farò così 2 giorni qua, 2 giorni là, all’inseguimento. Chiederò al piccolo se vuole venire con me, ma dubito.

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    1. Mia suocera ha creato problemi ai figli. Ne sono convinto. Non è un modo sano di affrontare le cose il suo. All’inizio pensavo solo che fosse un modo diverso. In casa mia c’erano abitudini e modi di altro tipo. Non ho dato peso alla faccenda perché ho pensato che ognuno vive secondo i propri criteri. Oggi sono più portato a dire che i suoi modi sono nocivi e non semplicemente diversi.

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      1. Devi guardare le cose anche da un altra prospettiva. E’ vero che lei è così, ma il tuo ex-scuocero ha scelto di rimanere lì e di subire. E’ stata una sua scelta. Perciò si è creata quella situazione.

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      2. No, non vedo mio suocero come una vittima. Però mia suocera tende a manipolare tutto ciò che c’è intorno. Non solo mio suocero. Per questo la vedo nociva. Non è tossica solo la situazione tra loro due, mi sembra molto tossica lei anche.

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  10. Nell’ ultima frase dici una gran cosa…
    comunque piacere di leggerti tutto il racconto è magicamente sviluppato veramente bravo e le battute tra te e il tuo amico sono rese al meglio, quella a tua moglie davanti alla suocera mi ha fatto morire!
    Ciao. Luna.

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    1. Dicono che abbia la battuta pronta ed effettivamente ridere in compagnia mi piace molto. Purtroppo in questo blog spesso sono stato triste per via dei contenuti. Proverò ad insistere con il lato comico qualche volta in più. Aiuta anche me. Grazie per aver letto e per i complimenti che mi hai riservato. Ciao

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      1. ..trovare il lato ridicolo delle cose per esorcizzare quello drammatico..non è facile.
        buon weekend.

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  11. Ma il cane poi che fine ha fatto? Che tristezza disporre di una creatura così, la vita da balcone poi non credo se la meritasse, una volta appurato che era malato e imperfetto è stato soppresso o scaricato? Data la modalità dei suoceri che descrivi non immagino molti altri scenari. Scusa se mi permetto ma prendere un cane a dei bambini per avvicinarli al mondo animale poi scaricarlo in giardino dai suoceri non è certo un messaggio nè educativo nè costruttivo. Mi sembra tutto di una tristezza insondabile, spero che tu riesca a ricreare un rapporto coi tuoi ragazzi altrimenti a loro volta riformeranno famiglie infelici e colpevoli, perpetrando una tradizione di insoddisfazione e cattiveria.

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    1. Bella domanda. Mi sembra quella del giovane Holden su che fine fanno le anatre di Central Park quando il laghetto in inverno Ghiaccia. 🙂 …. Il cane è dai miei suoceri da 5 anni ormai, in giardino in compagnia della loro cocker. Lo curano e lo tengono bene che io sappia. Non ho notizie da quasi un anno, 21 agosto 2015 per esattezza. Mia moglie mi ha chiesto gli alimenti anche per lui. Molto non è stato educativo. Questo è alla base della nostra discordia. I ragazzi per me vanno cresciuti con senso di responsabilità. Cosa che per lei non esiste. Il cane quando ero a casa lo portavo al parco al mattino e a sera. Ho tentato di farlo fare ai ragazzi. Si intrometteva lei, sempre. Andava lei piuttosto che mandare loro. Andavano a scuola a 300 metri da casa, lei al mattino li accompagnava in auto. Ho cercato di contrastarla anche su questo. Erano liti furibonde. Su tutto era così. Sono due bravi ragazzi,buoni di cuore e d’animo, ma ragazzi appunto. Sta facendo loro dei danni, temo.

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      1. Hai perfettamente ragione, io i miei il sabato e la domenica li spedisco sempre a portare il cane al parco, hanno 7 e 12 anni, abitiamo in città e a parte andare a scuola da soli, il grande, non è che possano fare molte cose. Invece trovo che occuparsi del cane, fare amicizia con altre persone, perlopiù adulti o ragazzi giovani, in area cani sia assolutamente salutare. Anche perchè quando poi la sera ci vado io, ovviamente, chi li ha visti mi racconta tutto quello che hanno detto/fatto e così riesco a capire come il lavoro di educazione/formazione che sto facendo dia i suoi frutti. Devi tenere durissimo e proseguire per la tua strada perchè davvero i semi che stai piantando primo o poi daranno fiori e frutti. Mi colpisce al cuore quando racconti di tuo papà perchè io ho avuto dei nonni molto presenti, ho perso mio padre da bambina, e mia nonna è mancata quando io avevo 33 anni. A distanza di 10 anni la penso sempre con nostalgia e mi si strugge il cuore quando ricordo di come, da adolescente, le davo delle rispostacce di merda e lei era sempre e comunque lì per me. Mi consola solo il fatto di averla resa partecipe della mia vita fino all’ultimo e di essere stata presente per lei quando lei non poteva più esserlo per me. Sono fiduciosa perchè penso che i tuoi ragazzi devono aver per forza qualcosa di tuo nel cuore, forse adesso è nascosto e sotterrato ma prima o poi verrà fuori.

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  12. Quello che è successo e che succede fra i tuoi suoceri lo lascerei a loro soltanto, sono loro problemi e comunque la loro vita la hanno avuta. Guarda avanti, avanti, concentra le tue energie (ed anche tua moglie) a fare in modo che certe “pieghe” non si perpetuino nei vostri figli e nelle loro future famiglie: “dai difetti degli altri il saggio corregge i propri”.
    p.s. fidati, le mogli tradiscono almeno quanto i mariti (le sante donne anche di più), se no gli uomini con chi tradirebbero? ciao fede

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      1. bravo. Ma non è tutta colpa loro, una donna sposata non potrà mai farsi un vanto dei suoi tradimenti, questo lo capisci, se non per se’ almeno per non sminuire la mascolinità di suo marito (al quale non si smette di voler bene, anzi, semmai…), con i sensi di colpa si ama di più

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      1. Secondo me il fatto di esserti allontanato da quell ambiente che descrivi morboso in un certo senso, puo solo giovar loro nel senso che sul piatto della bilancia rappresenti la finestra aperta, dalla quale si puo respirare aria fresca, insomma uno stimolo e una sentinella allo stesso tempo.non credo che tua moglie cosi invischiata possa avere la lucidità di fare altrettanto.

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      2. Sono rimasto e ho cercato di dare un punto di vista diverso ai miei figli in questi anni. Non so se ho fatto bene o male. L’ho fatto. Non voglio neanche dire che il mio modo è migliore di quello di mia moglie e dei suoi. Sicuramente diverso. Adesso dall’esterno è più dura. Ci sto provando. Guardo avanti e cerco di fare il meglio.

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  13. Il fatto che mi abbiano chiuso le porte in faccia mi ha spiazzato è creato insicurezza. È stata molto dura all’inizio. Mi sono fatto aiutare. Sembra di nuotare controcorrente. Adesso va meglio. Ma è dura quando tuo figlio da un giorno all’altro ti volta le spalle .

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  14. non lo avevi previsto? Hai un GRAN senso di responsabilità!e immagino altre cose da portare avanti. E non hai niente da rimproverarti dal momento che come dici fai del tuo meglio…se ci credi avrai anche fortuna scommetto;-)

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    1. No non lo avevo previsto. In realtà è successo all’improvviso. Non avevo previsto nulla. Mi tocca tamponare e la falla che si è creata è enorme. Si oltre ai problemi di lavoro che in questo periodo non mancano. Credo che siano tempi difficili per tanti. Vediamo che succede…:-)

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  15. Terribili, gli aneddoti che riporti (la suocera, il cane…).
    Se non fossero pazzeschi in sé, e tu non li rendessi così spassosi, non potremmo dimenticare ciò che tu stesso hai rilevato: putroppo non sono storie da cabaret, sono episodi di vita vera. Nella fattispecie, la tua.

    La cosa che più mi colpisce è questa: che noi esseri umani, chi più chi meno, chi tendenzialmente in negativo e chi in positivo, ci aspettiamo dagli altri i medesimi comportamenti e pensieri che mettiamo in atto in prima persona.
    O che apprendiamo in famiglia essere lo standard.
    Così la tua ex moglie non ha neppure bisogno di scuse verosimili per giustificare il suo considerarti bugiardo: lo sei per definizione, per pregiudizio, ed ogni tentativo di raddrizzare il tiro o mostrarle qualcosa di differente viene storpiato di default in un ulteriore tentativo di fregarla.
    Che modo meschino di trascorrere l’esistenza.

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    1. Non so se è meschino . Più passa il tempo più non riesco ad emettere un giudizio. Di sicuro è un modo diverso dal mio. D’altra parte se mi sto separando alla base c’è un diverso modo di intendere l’esistenza. È vero che abbiamo aspettative. Ho visto che è molto importante trovare dei punti di incontro. Le aspettative di ognuno sono diverse. Si può andare d’accordo se c’è la disponibilità a venirsi incontro. Quando non c’è nemmeno quella è bene che ognuno prenda la propria strada. C’è la possibilità di salvare due esistenze.

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