L’incontro

P: Allora

M: Allora

P: Parliamo dei ragazzi, che proposta hai.

M: Non è che ho una proposta

Sai come funziona un centro di mediazione?

Mandare i ragazzi ad un centro di mediazione è una vera cattiveria.

P: Ma quella è una seconda ipotesi che ha previsto il giudice

M:No quello è un parere che avete espresso voi in prima analisi

P: Quello viene tirato in ballo se non troviamo un accordo, quindi cerchiamo di trovare un accordo tra di noi.

M: Trovare un accordo tra di noi che significa, perché mandare i tuoi figli al centro di mediazione…a parte che non verrebbero mai. Che padre sei che vuole il centro di mediazione per i figli?

P: Ascolta quella è una cosa che ha stabilito il giudice ma solo se non troviamo un accordo noi.

M: Ma tu sai che cos’è un centro di mediazione? Ti sei informato? Ti sembra un posto dove mandare i tuoi figli?

P: Ascolta io devo vedere i ragazzi?

M: Chi te lo impedisce?

P: Tu devi collaborare fattivamente, che proposte concrete hai?

M: Devi essere più costante, non è che puoi chiamare una volta e poi sparisci!

P: Costante? Sparisco? Ma se sono mesi che provo a chiamarli e mando messaggi e non mi rispondono mai!

M: hanno una età di 14 e 13 anni non mi fanno nemmeno avvicinare al telefono. Più che dire avete risposto? Ma Papi vi ha chiamato?

P: Non mi basta. Io ho il diritto di visita e un weekend ogni due. Se non riusciamo a trovare un accordo ci dobbiamo avvalere dell’aiuto di terzi.

Il Giudice ha detto:

– I ragazzi devono vedere il padre.

M: Certo che devono vedere il padre. Ma se non vogliono?

P: Se non vogliono evidentemente c’è qualche problema! E bisogna indagare su questo problema.

M: Sarà sofferenza, sarà dolore.

P: Quello che è!

M: Tu perché quando ha fatto l’esame non gli hai chiesto al bambino se aveva bisogno e se aveva bisogno che lo accompagnassi?

P: Come non gliel’ho chiesto, ma che dici?

M: A me ha detto che gli hai detto solo in bocca al lupo.

P: No no, gli ho mandato tre messaggi per chiedergli se volesse che lo accompagnassi, se avesse bisogno, non mi ha mai risposto.

Evidentemente stanno incominciando a dire bugie anche.

M: No non bugie. Io gli ho chiesto se tu gli avessi chiesto, lui mi ha detto che poi dopo l’esame gli hai scritto.

P: No no no, ci mancherebbe, ti dico subito.

E’ preoccupamente che cominci a dire bugie, conoscendo AAAAA è preoccupante.

Allora:

Il due agosto: hai bisogno che ti porti? Fammi sapere se vuoi che ti venga a prendere.

Nessuna risposta.

Il tre agosto:Buongiorno AAAAA hai bisogno che ti venga a prendere per l’esame?

Il quattro agosto: Buongiorno figlio mio, in bocca al lupo.

Non mi ha mai risposto.

M: e perché non sei andato alla motorizzazione!

P: ma se non sapevo l’orario, non mi ha mai risposto!

E poi cosa dovevo fare? Trovarmi lì con qualcuno di voi? E lui che non mi guardava come tutte le altre volte?

Ti sei dimenticata che mi hai ripreso con la telecamera quando sono venuto sotto casa che non mi rispondevano al telefono?

M: Io non ti ho ripreso, ti ho fatto solo una foto perché tu eri immobile.

P: Quindi mi hai ripreso perché ero immobile?

M: Eri immobile, eri immobile. Gli hai chiesto a tuo figlio BBBBB della tesina ?

P: BBBBB non mi risponde da quando gli hai detto che non voglio mandarlo in vacanza.

M: Ma che dici, da molto prima che non ti risponde.

P: Mi ha scritto, perché non vuoi mandarmi in vacanza? Chi glielo ha detto? L’uccellino?

M: Non lo so, io gli ho detto che saremmo andati e aspettavamo la tua autorizzazione.

Comunque è una vita nuova per loro.

P: Ma perché dire queste cose ai ragazzi?

M: Ma tu li leggi i messaggi tuoi? Io ho solo detto non so se possiamo andare….

P: Va bene ci sono stati degli errori, lasciamo perdere chi li ha commessi. Mi dici quando posso venire a prendere i ragazzi?

M: Non è che vieni e te li prendi e loro non vogliono.

P: Ho capito, il giudice ha stabilito dello cose. Mi spieghi come intendi rispettarle?

M: Ci vuole pazienza, devi lavorarci dietro.

P: Io ci lavoro da un anno, non rispondono al telefono e non è una cosa normale.

M: Devi essere più costante.

P: Ma se li cerco in continuazione!

M: Tu chiami una volta e non ti fai sentire più!

P: Ma che dici!!!!

M: Oggi hai chiamato?

P: ma che significa? Sono mesi che non mi rispondono! Oggi ho mandato due messaggi! Non mi hanno risposto!

M: E’ chiaro tu li ricatti!

P: ma non dire così, sono le parole che poi mi ripetono loro.

M: Ma che dici , non lo ho mai detto a loro.

P: me lo scrivono!

M: Guarda sono loro che lo dicono a me, non io a loro. Quando BBBBB ti ha chiesto le cartucce della stampante, perché gli hai detto che le compravi se veniva con te.

P: ma perché non lo vedevo da mesi!

M: Ci vuole amore, falle le cose senza chiedere nulla in cambio.

P: Secondo me non va così ma ognuno gestisce le cose a suo modo.

M: la moto allora. Hai fatto la moto. Perché non l’hai lasciata?

P: Primo, mio figlio deve ancora fare l’esame. Secondo, non posso lasciare la moto in mano ad un ragazzo che non risponde al telefono, non dice dove sta, non so con chi è. Ma stai scherzando? E devo avere tripla preoccupazione.

M: Tripla preoccupazione, e allora io?

P: Tu cosa? Quando risponderà al telefono, mi dirà con chi e dove sta, allora possiamo pensare di fargli guidare la moto!

M: E allora non la compravi.

P: la moto è mia infatti.

M: Si tua, gli hai fatto prendere il patentino e tutto il resto. Io ho accettato solo perché si avvicinasse. Però non voglio.

P: Non è un problema, non vedrà la moto. Avrà il patentino che potrà servirgli.Gli ho chiesto delle guide ma ancora non mi risponde.

M: Ma devi essere più umano devi dare amore.

P: Ok, devo dare amore. Io devo vedere i ragazzi. Che proposte hai?

M: Per quando vuoi figurati, che ti credi che per me è una fatica. E li ho tenuti al top come sempre, da sola.

P: Bene sei stata eccezionale.

M: Si si, me lo dicono tutti, guarda.

P: Mi fa piacere, detto questo?

M: detto questo non voglio andare al centro di mediazione.

P: Concretamente, il giorno di ferragosto che dovete fare?

M: non c’è in programma nulla

P: Posso venire a prendererli?

M: Non è che puoi venire e prenderli, mica sono un pacco.Che quando venivi a prenderli a me faceva piacere, cosa credi che a me piaccia fare avanti e dietro?

P: Vedi ci sono tanti episodi che mi hanno dato dimostrazione diversa.

M: Ma che dici.

P: Senti lasciamo perdere il passato. Guardiamo al futuro.

M: Allora non è che mo prendi dei ragazzi di quattordici anni e te li porti.

P: Non prendo niente, i ragazzi devono vedere il padre e i parenti del padre. Non lo dico solo io, lo dice anche il giudice. Partendo da questo presupposto dobbiamo trovare un accordo in tal senso.

M: Il giudice te lo ha detto tante volte, lei deve essere più presente. Sig. Paperino non è che può farsi vedere un giorno e poi sparire.

P: Guarda il giudice non sa, più costanti di me ce ne sono pochi.

M: Si e che hai fatto?

P: Sono andato a vedere gli allenamenti per mesi, senza che mi salutassero.

M: E perché te ne andavi e non ti fermavi?

P: Ma se entravo negli spogliatoi pure e non mi salutavano.

M: Tu ti devi avvicinare.

P: Senti, tu mi stai solo provocando forse.

M: Che sei venuto sotto casa quei giorni cosa hai concluso.

P: Senti lasciamo perdere il passato.

M: No cosa hai concluso.

P: Ho concluso che mi hai ripreso con la telecamera come uno stalker.

M: Non riprendevo, ti ho fatto una foto.

P: Riprendevi, ma lasciamo stare il passato, parliamo del futuro.

M: Non riprendevo, Ho fatto una foto perché volevo far vedere che tu stavi immobile.

P: Con una foto? Senti lasciamo perdere il passato.

M: Si volevo far vedere che stavi immobile.

P: Bene facevi una foto e questo è educativo? Davanti ai ragazzi mi fotografavi come dici tu, non mi riprendevi con la telecamera, per dimostrare che stessi immobile? Senti lasciamo stare, parliamo del futuro, scordiamoci il passato.

M: Bene non puoi venire e pretendere di prenderli.

P: Senti lo ha stabilito anche il giudice che devono vedere il padre. Il giudice ha stabilito il diritto di visita 3 volte a settimana e poi un weekend a testa. Se non troviamo un accordo noi dobbiamo farci aiutare da terzi.

M: I giudice non ha stabilito questo, ha detto a discrezione dei genitori.

P: bene non lo ha stabilito il giudice, è la mia richiesta, lo troviamo un accordo?

M: Non puoi pretendere, devi avere la pazienza…

P: Bene, non troviamo un accordo. Ci rivolgiamo a terzi.

M: Fai una cattiveria nei confronti dei ragazzi.

P: Non è una cattiveria, è un tentativo di aiutarli.

M: No guarda, è una cattiveria.

P: Ma se tu non riesci a metterli in queste condizioni…

M: Mica ci devo riuscire io.

P: ma sei tu che hai un rapporto con loro!

M: Guarda, se leggiamo la sentenza non parla proprio del diritto di visita.

P: Senti diciamo agli avvocati che non troviamo un accordo, è meglio.

M: no, sei tu che non hai la elasticità necessaria. Bisogna arrivarci per gradi.

P: Non c’è più nulla da graduare.

M: Parleranno col giudice e diranno loro perché non ti vogliono vedere, a quindici anni c’è il consulto.

P: Il giudice si è espresso già! Entro agosto se non troviamo un accordo interviene il centro per la famiglia.

M: E tu questo vuoi?

P: No, se possiamo evitarlo.

M: E no perché tu minacci.

P: Ma che minaccia, non lo dico io, lo ha stabilito il giudice! Leggi.

Rilegge la sentenza che si è portata dietro. Non trova il punto.

Glielo trovo io.

P: In caso di mancato accordo, i minori dovranno seguire le indicazioni del centro per la famiglia!

Dovranno…..

Quindi troviamo noi l’accordo, dico io.

M: Non dice entro agosto, tu non hai l’elasticità e la pazienza di aspettare.

Ci sono casi in cui passano anni.

P: non devono passare!

M: Devi avere pazienza, hai sbagliato tu.

P: va bene ho sbagliato io, pazienza.

M: Sei hai aspettato un anno, puoi aspettare anche altri due o tre mesi.

P: Non c’è da aspettare più, basta. Oggi hanno bisogno del padre, non domani né dopodomani. Oggi.

M: A me lo stai dicendo?

P: Bene. E perché vuoi rimandare di due o tre mesi.

M: Io non voglio rimandare, bisogna avere pazienza, può essere una settimana, può essere un mese. Si può anche parlare in quattro. Cosa che era stata detta, anche per far vedere che i rapporti sono distesi.

P: Perfetto, io sono aperto a tutto. Ho una sola perplessità. Non riusciamo ad avere un dialogo a due e ci riusciamo in quattro? Ma comunque proviamo, perché no.

M: Ci vuole tempo, loro hanno subito tanta pressione. Dovevamo parlare in quattro e non lo abbiamo mai fatto.

P: Bene, facciamolo.

M: Ma devi aspettare.

P: Senti aspetto da troppo. Se non ce la facciamo noi, andiamo da chi ci aiuta.

M: Non al centro della famiglia, là li rovinano i ragazzi.

P: Non lo ho stabilito io!

M: Tu sbagli l’approccio.

P: Sei tu che devi essere più incisiva, quando vuoi gli fai fare le cose. Tu puoi. Se tu vuoi, loro lo fanno.

M: Io glielo dico ogni giorno.

P: No, non è questione di dirglielo, è questione di farglielo fare. Tu puoi. Ripetere una cosa solo per sciacquarsi la bocca non va bene. A quattordici anni i ragazzi devono fare quello che dicono i genitori. Devono….

M: In una condizione normale, non in questa.

P: Ancor di più in questa. Anzi, ancor di più.

M: Secondo me bisogna arrivare con la gradualità

P: Con la gradualità stiamo andando sempre peggio.

M: Ma che dici peggio.

P: Ma ti rendi conto che non mi rispondono da mesi o no? Io non so che fanno. Dove sono, non so nulla.

M: Quante volte hai chiamato?

P: Vuoi un couter delle telefonate? Non lo so…. E’ inutile che ci pigliamo in giro.

M: Tu pensi che a me rispondono facilmente? Ci ho messo un bel po’ per farmi rispondere.

P: Allora se ci sei riuscita per te, puoi riuscirci per me.

M: Io lo faccio.

P: Non lo fai.

M: Lo faccio ma non mi ascoltano.

P: I ragazzi devono fare quello che dice il genitore. Ma lasciamo perdere il passato, pensiamo a cosa fare nel futuro.

M: Perché in questi mesi non mi hai chiesto mai come stanno i ragazzi?

P: Senti, lasciamo stare il passato, pensiamo al futuro, abbiamo ricordi differenti. Allora per ferragosto?

M: Io rimango qui non mi posso permettere nulla.

P: Certo, tuo fratello a Porto Cervo e tu non ti puoi permettere, ma lasciamo stare anche questo.

M: Tu ti sei portato via tutti i risparmi.

P: Ahahahaha…. Va bene….Lasciamo stare questo argomento dai…

M: Si lasciamo perdere. Caso strano il 19 hai preso tre stipendi.

P: Tre stipendi? Ma che dici. Guarda, lasciamo stare.

Detto questo? Che intenzioni hai?

M: Io sono venuta qua per darti dei consigli.

P: bene dobbiamo parlare di come fare per farmi riavere un rapporto coi ragazzi.

M: Il giudice ha stabilito che i ragazzi devono fare quello che concordano i genitori. Da niente a stare con te, non è possibile. Quindi se vuoi arrivare alla rottura è bene che lo dici subito.

P: Io non voglio la rottura, io voglio vedere i miei figli.

M: Tu vuoi arrivare a distruggere i tuoi figli, mandarli dagli assistenti sociali. A quel punto preferisco che li senta il giudice. Hanno l’età per farlo. I ragazzi devono essere liberi di non andare da nessuna parte.

P: Ma non è così, i ragazzi devono vedere il padre. Se non riusciamo noi, ci vuole un aiuto esterno.

M: Allora il giudice, o un privato, un consulente esterno, ai servizi sociali non li mando.

P: Bene, un aiuto, il giudice, zio Pietro, zio Filippo, zio Giovanni….non so chi sarà.

M: Contattiamo una persona privata esterna.

P: E dobbiamo pagare un esterno. Ma cosa cambia?

M: Tu sei già andato, dovresti sapere com’è.

P: Senti, detto questo, praticamente come intendi procedere? Come intendi collaborare? Io vengo a prenderli, poi?

M: Bisogna fare le cose con calma.

P: Bene, cosa intendi per fare le cose con calma?

M: Io glielo dico ogni giorno, ma non vi manca vostro padre? Da quando te ne sei andato fino a mo. E BBBBB sai che dice? Che non gli manchi proprio.

P: Bene e sei contenta.

M: non sono contenta.

P: Lo dici con contentezza.

M: Contentezza? Te lo sto dicendo con tranquillità. Con serenità.

P: Questa non è una cosa che desta preoccupazione?

M: Certo che desta preoccupazione.

P: E non ci vuole un aiuto per andare a fondo su questa cosa? Ti sembra una cosa normale?
M: Tu sei andato da specialisti?

P: Si.

M: Che ti hanno consigliato?

P: Mi hanno consigliato di far sentire in ogni modo la mia presenza.

M: Si come?

P: Mandando messaggi, telefonando, andando al campo, provare con ogni modo a contattarli.

M: Si ? e poi?

P: Ho evitato di andare a scuola, una volta che ci sono andato, tu hai avvisato AAAAA .

M: ma che dici.

P: Ah no? Dopo che mi hai visto mi è arrivato il suo messaggio di insulti, un caso? Un caso anche che mi hai aspettato fuori dal colloquio di matematica per dirmi faccia di merda?

M: ma che dici?

P: ahahahaha…. Bugia vero? Certo…

M: Non ti ho neanche guardato.

P: sei un’attrice… va bene…Lasciamo stare dai, pensiamo al futuro.

M: Si non parliamo di me e di te… lì usciranno le cose al momento opportuno.

P: va bene, usciranno.Pensiamo ai ragazzi. Non ho capito cosa proponi.

M: Non avendo tu mai avuto il ruolo di padre, rientrando alle sette alla sera, non sai che non è che stanno con me i ragazzi a quattordici anni.

P: male, è una età delicata invece, dovresti vigilare.

M: Li offendi se dici così, sono ragazzi eccezionali.

P: Non li offendo, sono ragazzi eccezionali ma l’età è delicata, bisogna sapere che fanno e con chi stanno.

M: Ah si? E perché non mi hai chiesto mai dove stanno di sabato?

P: L’ho fatto. Abbiamo ricordi diversi ti dico.

M: io lascio tutto, li seguo. Qualsiasi cosa sto facendo lascio e li seguo. Tu che hai fatto?

P: io l’ho fatto…Tutte le volte che sono venuto a casa e sei uscita con lui facendomelo sfilare davanti,Tutte le volte che al campo di calcio è sfilato davanti a me e lo ha portato via tuo fratello,Tutte le volte che al campo di calcio è sfilato davanti a me e lo ha portato via tuo padre e tua madre senza salutarmi.

M: E’ logico, se non voglio stare con te con qualcuno devono stare.

P: Devono stare col padre.

M: Se vogliono, se non vogliono?

P: Devono stare col padre.

M: Se non vogliono io devo trovare una soluzione

P: Devono stare col padre.

M: Certo, quando vogliono.

P: Non quando vogliono, devono stare col padre.

M: Ma se non vogliono? Che fai li prendi e li violenti?

P:No, gli adulti devono fare in modo che stiano col padre. Senti, se mi fai delle proposte concrete, altrimenti diciamo agli avvocati che non troviamo un accordo. Io sto per esaurire la pazienza. Io la settimana prossima li vengo a prendere.

M: e fino alla settimana prossima?

P: Oggi siamo a mercoledì, hai detto che a ferragosto vogliono stare con gli amici. Con me non vorranno stare certamente. Vorranno stare con gli amici.

M: Non so , chiediglielo.

P: Ma come chiediglielo, non mi rispondono!

M: Secondo me sarebbe il caso di incontrarsi, perché una volta che vieni a prenderli che fanno ?vengono?

P: Va bene, incontriamoci.

M: Perché voglio fare una domanda, tu vieni a prenderli, loro vengono?
P: Dovrebbero venire, sono loro padre. Se tu insisti, loro vengono.

M:Io insisto, perché non vi fate una vacanza con papi? Gli ho detto?
P: No… si dice… dovete fare una vacanza con papà, punto.

M: Gliel’ho detto.

P: Quando vuoi fanno le cose che dici. Significa che su certe cose insisti su altre meno.

M: No, le cose con te non le vogliono fare.

P: va bene, allora bisogna trovare il modo …

M: Non ti vogliono neanche vedere!

P: Bisogna trovare il modo allora….

M: Sai che mi ha detto BBBBB?

P: Che ti ha detto?

M : io ogni giorno gli dicevo, ma papi non vi manca… mi hanno detto che li angosciavo per quanto ho insistito, tanto che ho dovuto smettere. Sai che mi ha detto BBBBB?
P: Che ti ha detto?
M: Che non è cambiato nulla per lui, tanto con te non aveva un rapporto. Per me non è cambiato nulla, con papi non avevo un rapporto.

P: Ottimo, e ti sembra una cosa normale?

M: A te sembra bello?

P: No, bisogna trovare il modo per cambiare tuto ciò. Non è una cosa normale.

M:Sai AAAAA che mi ha detto?

P: Che ti ha detto?

M: Che sta meglio.

P: benissimo. Ci siamo separati, è giusto che stia meglio. Era un inferno.

M: Ma che inferno, mi ha detto io sto meglio così, senza papi.

P: bene, concretamente che vuoi fare, incontrarsi?
M: Non è che vieni a casa e li obblighi, anche perché ho parlato con tanti specialisti nessuno vede le cose come dici tu.

P: Benissimo, ascolto tutti io.

M: Certo quando mi dicevi, informati. Mi sono informata.

P: Concretamente cosa vuoi fare non ho capito. Laciamo stare il passato, concretamente cosa vuoi fare?

M:Parliamo con loro in quanto almeno dimostri un minimo di rispetto nei miei confronti che non hai avuto.

P: questa è una tua opinione.

M: Perché non è vero? La gettata di merda che mi hai fatto addosso? Gettare merda sulla madre dei tuoi figli.

P: Bene qualcuno deve aver riferito ai ragazzi queste cose, o sempre l’uccellino? Ma lasciamolo perdere il passato.

M:No no.

P : Lasciamolo perdere il passato, pensiamo al futuro

M: Dobbiamo parlare, invece di dare schiaffi a tuo figlio chiama me e chiedi a me dove stanno i ragazzi.

P: Ma che schiaffo…. Ma lascia stare…

M: Tu gli hai tirato uno schiaffo.

P: ma lascia stare… pensiamo al futuro… cosa vuoi fare.

M: Gli hai tirato uno schiaffo e mi ha chiamato, mi sono pure spaventata.

P: ma lascia stare, pensiamo al futuro. Poi dici che non ho pazienza. Ti sto dicendo, cosa vuoi fare per il futuro?

M: Intanto devi essere più costante.

P: Cosa intendi per più costante?

M: Costante.

P: Costante cosa vuol dire? è una parola vuota se non la riempi di contenuti.

M: non stare a fare il filosofo. Te lo dico in dialetto se vuoi. Hai sentito degli specialisti, che ti hanno detto?

P: Devo cercare di mantenere viva la mia presenza per quello che posso. Questo mi hanno detto. E questo cerco di fare.

M: Voglio sapere in questi mesi come hai fatto a tenere viva la tua presenza.

P: Lascia perdere il passato, ho fatto. Tu ritieni di no, io di si.

M: No, voglio sapere come.

P: Lascia perdere il passato, guardiamo avanti.

M: Tu cosa ritienti?

P: Io devo vederli, sentirli e stare con loro. Ma a telefono non mi rispondono, se mi avvicino mi evitano, sms nulla. Li devo vedere. Come posso fare a vedere i miei figli? Questa è la domanda.

M: Vai al campo di calcio e aspetti.

P: l’ho fatto per mesi.

M: Ti avvicini.

P: L’ho fatto per mesi, sono entrato negli spogliatoi e facevano finta di non vedermi.

M: Davanti agli altri non lo farebbero.

P: AAAAA lo ha fatto, come no, per mesi ti dico. Mi sono avvicinato per abbracciarlo, si è divincolato e se ne è andato, davanti ai suoi amici.

M: Non lo hai fatto.

P : Ti prego, lascia stare il passato, parliamo del futuro. Io ho tanta pazienza, ma si sta esaurendo. Allora, cosa vuoi fare? Io devo poter vedere i miei ragazzi. Come intendi intervenire?

M: io non so.

P: Allora io ci provo, se poi non ci riesco ci facciamo aiutare.

M: devi avere pazienza.

P: io ci provo da un anno.

M: In maniera sbagliata secondo me. Se ti avvicini e stai immobile non otterrai nulla.

P: Ma che immobile, sono entrato pure negli spogliatoi da AAAAA, non mi salutava più.

M: Dovevi insistere.

P: ma come? Ho insistito fino alla fine, ogni santa volta.

E’ continuata per altri 10 minuti circa….

 

Ho mandato un messaggio ai ragazzi per chiedere di passare il ferragosto con me.

Lei si è impegnata a darmi una risposta, se loro non replicano.

Le ho detto che tutta la settimana successiva avrei provato ogni giorno.

Poi avrei chiesto aiuto a terzi, dopo averle ribadito:

Se vuoi, puoi.

 

 

 

 

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49 pensieri riguardo “L’incontro

  1. Mmmm… Gran verità il detto Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire… Buona giornata Paperino! Ps ti invio una scorta extra di pazienza, ho il sentore che potrebbe servirti…

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      1. Tutto il mondo è un teatro e tutti gli uomini e le donne non sono che attori: essi hanno le loro uscite e le loro entrate; e una stessa persona, nella sua vita, rappresenta diverse parti.
        (William Shakespeare)
        Paperino, indossa sempre con orgoglio il tuo vestito migliore…😉

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  2. Primo lasciare stare i soldi, non nominarli proprio. Secondo conviene accettare di vedersi a quattro: è una concessione da far valere poi e comunque potrebbe andare bene. Terzo non transigere sul tempo: quando si cresce non si deve aspettare tempo neppure se serve, bisogna sbrigarsi, se no arriva un altro che prende il posto del vero padre… Quarto se c’è anche solo un modo, anche recitando davanti a loro, di rimettersi insieme e se, AMATE I VOSTRI PREZIOSI FIGLI, tentate prima quello, prima di mettere in mezzo chiunque altro: siete intelligenti e geniali e sicuramente vi volete tutti bene. auguri

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    1. Uhm… un tetrafarmakon mica da poco! Riesco meglio con Epicuro, ma terrò a mente ciò che dici, tutte sono possibilità da vagliare. A volte la soluzione è dove non ti aspetti. Non tornerei mai indietro però. Basta fingere, non è per me e non credo che faccia bene ai ragazzi

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  3. Ti è mai capitato di salvare una schermata in formato pdf per stamparla e, una volta aperto il file, scoprire che è stato convertito in caratteri che sembrano in cirillico?
    A me sì. Da quel file ricavi una idea del format, con contenuto inservibile. Forse dipende dal codice ASCII o da altre diavolerie del genere. Allora provi a cambiare browser o programma applicativo. È un problema di conversione di linguaggi in due formati diversi.
    Avete bisogno di un mediatore che vi aiuti nella comunicazione, una terapia di coppia con un terzo neutro e possibilmente illuminato, perché – nella separazione – è quello il passaggio che vi è mancato e che può servire a smussare gli angoli, attenuare le asperità, trovare un codice di traslitterazione della rabbia, dell’orgoglio e dell’amarezza che consenta di gestire il seguito in maniera più adulta e consapevole. È un dovere sociale, perché le conseguenze dell’incomunicabilità sono devastanti, e un modo per vivere sereni senza procrastrinare oltre, cosa – anche questa – che ha riflessi molto più ampi della mera soddisfazione personale.
    Dopo di che potrete essere in due vs e con due (i figli). Altrimenti c’è il rischio che continuino a usare i vostri attriti come piede di porco: a quell’età le difficoltà dei genitori sono pesanti da sopportare, ma c’è anche sufficiente (e fisiologica, inconsapevole malizia) per approfittarne. Però è un gioco senza utili, per nessuna delle parti.

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    1. accidenti che bella analisi… colpito. Si, non so che esperienza tu abbia. Quello che posso dirti della mia è che in una separazione tutto è sbagliato. Più che mancanza di comunicazione parlerei di saturazione di comunicazione negativa. Il codice non lo puoi trovare perchè hai l’hard disk pieno. Un mediatore illuminato è quello che riesce ad essere equidistante. Non esiste. Qualsiasi sia la sua posizione risulterà non abbastanza per nessuno dei due. Lo sforzo vero dovrebbe essere quello di non far ricadere la propria rabbia sui figli. Ed è un dovere etico. Inteso come dovere di uomo. I risvolti sono senz’altro sociali, come dici tu. Mi piace molto quello che hai scritto. L’ho riletto più volte. Bello sul serio, mi piacciono molto le cose che filano. Sui blog ho notato che lo spessore è notevole. 🙂 Grazie.

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      1. Ti ringrazio per gli apprezzamenti positivi. Detto questo, mi par strano che tu scriva che ti piacciono “le cose che filano”, ma tutti gli argomenti in premessa sembrano sottendere che non ritieni la strada percorribile perché gli elementi esterni non lo consentono. La penso diversamente. Nel senso che.
        E’ il rapporto disfunzionale sbagliato, non la separazione.
        Gli hard disk si svuotano e si resettano. O se ne comprano di nuovi per ampliare la memoria.
        Siamo tutti ben dotati di limiti umani, l’equidastanza, come l’oggettività pura, non esiste, ma la professionalità e la competenza sì.
        Per compiere gli sforzi, ci sono strumenti più adatti di altri ed alcuni che non lo sono affatto: non tutti sono alla nostra portata (o conoscenza), spesso è necessario che qualcuno che ce li indichi e ci spieghi come usarli.
        Come sul palcoscenico a volte può essere necessario orientare diversamente le luci, per illuminare zone meno eplorate, rimaste al buio.

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      2. Hai colto perfettamente. Adoro i discorsi che filano soprattutto quando dicono l’opposto di ciò che penso. Mi fanno riflettere. Non ci vedo del male in questo. A te piacciono i discorsi simili al tuo modo di pensare? Non credo.La separazione è giusta ma quello che accade nella separazione ahimè è tutto un errore. STi accorgi di sbagliare a ripetizione. Questo pare a me. Non è una riflessione, è quasi una constatazione.
        Si giusto ti devi svuotare prima. Hai bisogno del tempo dello svuotamento. Poi chissà, sicuramente sei disposto in maniera diversa. Difficile che uno svuoti un hard disk per rimetterci le stesse cose però. In quel caso ce le lasci.
        E’ vero, era una provocazione quella sull’equidistanza. La ritengo una delle cose più difficili nonostante la professionalità e la competenza.
        Mi sto facendo aiutare da quando sono andato via da casa. Prima con mia moglie abbiamo fatto terapia di coppia e dopo qualche seduta siamo stati licenziati. Secondo la psicologa perdevamo tempo. Non c’era nulla da recuperare. Poi ho fatto del counseling da solo. Adesso, da qualche mese ho invitato mia moglie ad un centro di mediazione. Lei ci è andata due volte e poi ha ritenuto di non andarci più. Io continuo ad andarci da solo per avere aiuto. Ne ho bisogno. E me lo danno. Se sto bene oggi molto lo devo a loro. Non mi sono risparmiato. Certo, si può fare sempre di più. Anzi si deve fare di più quando le cose non vanno come vorresti. Evidentemente non ho fatto abbastanza ancora. Anche i tuoi commenti sono un modo per esplorare e lo è questa esperienza nel blog. E ribadisco i complimenti. Sei molto lucida nelle analisi.

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      3. Prova a leggere le favole di Rodari. Una al giorno, magari prima di addormentarti. Bastano pochi minuti e nella peggiore delle ipotesi dovrai solo constatare che ti è stato proposto un suggerimento idiota o quanto meno inutile.

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      4. Il semaforo blu. Molto bella. Il blu è il segnale per il cielo e nessuno lo aveva capito . Quasi zen. Nella semplicità c’è la soluzione dei problemi complessi . È talmente semplice che ci sfugge. Penso di aver compreso il tuo messaggio. . È una buona possibiltà saper pensare così .

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  4. Ok, so già che mi pentirò di avertelo chiesto… ma sei riuscito a ricordarti esattamente tutto il discorso? Te lo chiedo perché io non ne sarei stato capace. Le parole, le frasi, si rimescolano nella memoria, persino nella memoria breve di una giornata. Recentemente ho riascoltato una registrazione da me fatta di una discussione appena avuta (lavoro, non affetti). Mi sono sorpreso a riascoltare frasi che non ricordavo o che avevo inteso male. Non volermene a male, cerco di essere obiettivo. Pur parteggiando per te, non posso fare a meno di pensare che ascolto sempre e solo la tua versione. Un’ultima osservazione. Dai tuoi articoli credo di aver inquadrato abbastanza bene la personalità di tua moglie, mentre non riesco a focalizzare i ragazzi, ma per fortuna non è mio compito e forse non dovrei neanche provarci. Scusa ancora per il commento, forse fuori luogo. Ma stasera gira così… 😉

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    1. Ahahaha nessun pentimento e non è mia abitudine nascondere le cose. Non so cosa hai seguito esattamente. Nei primi tempi dopo la separazione mia moglie dava di matto. Avevamo solo contatti telefonici e urlava contro di me davanti ai ragazzi che sentivo in sottofondo. La scongiuravo di smetterla ma non c’era verso. Presi a registrare le telefonate. Ad un certo punto per impedirle di continuare con quelle violenze le ho comunicato di aver registrato. E’ servito, perchè è cambiato il tenore delle telefonate. Lei si camuffa. La prima psicologa da cui andammo dopo aver ascoltato le telefonate mi ha detto che senza di quelle non avrebbe inquadrato per bene il personaggio. Da allora non ho più registrato. Lei me l’ha giurata. Le pesa che io abbia questo suo nudo nelle mie mani. I dialoghi che ho postato comunque sono colloqui via wazzap. Sono facili da ricopiare. Non sono telefonate. Però è vero che ho una grande memoria. Sono capace di ricomporre una piccola conversazione. Ricordo numeri, codici con grande facilità. In qualche post ho fatto lo sforzo di ricordare anche. Questa volta ci siamo visti in un bar. Prima di sedersi e senza nemmeno nascondersi mia moglie ha attivato la registrazione del telefono. L’ho fatto anche io. Questa volta ho sbobinato. Ed è stato un bene. Il registratore funge da mediatore. Ti posso garantire che mia moglie è capace di una violenza inaudita. Difficile rimanere calmi o non scioccarsi. E’ vero anche che tu leggi solo la mia versione. Questa è una cosa che fa sentire iniquo anche me. A questo non so come rimediare. Quando trascrivo cerco di non filtrare nemmeno se dico anche io qualcosa di pesante. In effetti non è la storia, ma la mia versione della storia. Quel senso di sbilanciamento che avverti tu che leggi lo avverto anche io che scrivo. Posso dirti che qualche amico comune che lei ha allontanato solo perchè ha l’ardire di salutarmi o di passare del tempo con me, dice che sono obiettivo.Anzi in molti mi rimproverano di essere troppo tenero e remissivo.
      I ragazzi mi hanno spiazzato. Faccio finta di non considerare per ora le loro reazioni ed i loro comportamenti. Se mi fermo a pensarci non avrei nemmeno la forza di uscire da casa. Il più grande mi assomiglia molto di carattere. Era la mia ombra. Vivevamo in simbiosi. Col piccolo avevo un rapporto meno forte. Molto diverso da me. Era il mio cruccio cercare la frequenza giusta delle sue onde. Ma non era naturale, dovevo sforzarmi. Ci provavo sempre. Spero di non averti fatto pentire. E chiedi ciò che vuoi, anzi, è un modo per sentirmi meno sbilanciato verso me stesso.

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      1. Grazie della sincera risposta. Mi ha fatto sentire un po’ meno inopportuno. E comunque ammiro il tuo coraggio nel metterti “a nudo” nel blog. Non mi resta che augurarti un buon Dopo Ferragosto, sperando che tu riesca a passarlo coi ragazzi. PS: ho due figlie femmine praticamente della stessa età dei tuoi. Posso immaginare come ti senti nei loro confronti.

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      2. Prova a pensare che ti avvicini a loro e fanno finta di non conoscerti. Sono costretto a non pensarci per non diventare matto. Scrivere mi aiuta anche perché mi sembra di descrivere qualcosa che accade ad un altro. Grazie

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  5. Mi è venuto il mal di mare a leggere. Ed io non soffro di mal di mare.
    Vi serve uno psichiatra, più che un mediatore.
    Perché i ragazzi sono così arrabbiati con te?
    Sono separata da 5 anni, ho un ragazzo di quasi diciassette, che mi fa vedere i sorci verdi ogni giorno. E’ l’adolescenza. Suo padre è tutto preso dalla sua donna e si dedica più ai figli di lei che al suo (ed ovviamente neanche se ne rende conto). Ciononostante il Principe tende a giustificarlo. E anche quando non vuole, io lo obbligo a passare il suo fine settimana col padre.
    E’ faticoso crescere un figlio, è faticoso dare delle regole. E le regole dovrebbe darle il padre. Parla con gli avvocati, spero siano avvocati capaci. Parla con il centro di mediazione, spiega bene. Fagli leggere questo dialogo. Siete in una situazione davvero brutta.

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    1. Lo so:-(. Oggi sono stato dagli assistenti nominati dal tribunale. Mi hanno detto
      Che faranno di tutto e sistemeranno . Adesso vanno tutti in ferie. Se ne parla tra 15 giorni. Mi hanno detto che se non si rabbonisce lei non otterrò mai nulla. Quindi lavoreranno con me per far rabbonire lei. Spero funzioni.

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      1. ma rabbonire su cosa?
        Ha la casa e fa quello che vuole, l’assegno glielo dai?
        Ma perché tanto astio? Che è… lo hai fatto con la sua migliore amica sulle sue lenzuola preferite?
        Porca pera!

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      2. No nessuna di queste cose . Le ho sempre dato tutto ed anche di più. Non avevamo rapporti da tempo, anni. Non so proprio. Io ritengo che abbia bisogno di aiuto. Lo dicevo anche ai suoi ma nessuno ascolta . Anzi mi danno addosso.

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  6. Sei stato bravo, molto bravo
    Adesso centro di mediazione
    ….se dice proprio culo, potremmo anche assistere in un futuro fantastico al miracolo della “traslitterazione” 🙂

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