Maga Lorenza

Sabato, 8 giorni fa, ho fatto shopping con mio figlio AAAAA.
Siamo andati in moto in un centro commerciale. Gli ho chiesto se dovesse comprare qualcosa visto che sarebbe iniziata la scuola dopo poco. Farà il secondo liceo scientifico, al primo anno ha chiuso con una media del 9,2. E’ bravo il mio piccolo uomo. Da me ha ereditato la rapidità nei conti e la dedizione allo studio, dalla madre l’ordine. E’ venuto fuori un bel soldatino, forse troppo. Se acquistasse un po’ di elasticità col tempo, mantenendo queste propensioni, verrebbe fuori una roba da scintille. Lo spero per lui.
Da un po’ che andiamo insieme in giro, in moto. Lui è serissimo con il suo casco con la bandiera inglese. Si impegna in tutto ciò che fa, fortunatamente.
Non mi sembra vero di portarlo con me. Per fortuna ci parliamo come se nulla fosse accaduto. C’è sempre la stessa confidenza ed ho ritrovato le stesse lunghezze d’onda. Purtroppo accade che quando si accorge di essere troppo rilassato, riprenda un po’ le distanze.
Abbiamo lasciato la moto vicino alla rastrelliera nel parcheggio. Finalmente a passeggio con i caschi in mano, spalla a spalla come non succedeva da un anno e come un padre e un figlio.
Ho cercato di non far trasparire la mia emozione, volevo che tutto apparisse naturale e che sembrasse una cosa normale, nonostante il tempo passato.
Mi sono perso i suoi quattordici anni, l’età in cui si cambia. Cambiano i gusti nel vestire soprattutto. Gli ho chiesto cosa volesse vedere. Fino ad un anno prima era tutto scarpe sportive, tute e pantaloncini. Adesso lo vedo un po’ più fashion. A quell’età è importante sentirsi come gli altri. Mi porta in un negozio che non avevo mai preso in considerazione. Effettivamente dentro c’è una marea di ragazzi della sua età e anche un po’ più grandi che provano e affollano i camerini.
AAAAA: Vorrei prendere un pantalone
Paperino: quale ti piace? Scegli?
Vedo che adocchia un paio di modelli
Paperino: Prendili, tranquillo, se ti piacciono tutti e due prendili entrambi, provali magari.
Andiamo insieme a fare la fila ai camerini. Io faccio il porta caschi. Si chiude la tenda alle spalle. Dopo un po’ sbircio. E’ a terra, sta litigando per togliere il pantalone. E’ un déjà vu. Vederlo accartocciato che tenta di sfilarsi il pantalone dal piedone mi fa ridere. Fa il 43 ormai. Mi ricorda quando era piccolo piccolo e tentava di svestirsi da solo. Un po’ di quello è rimasto per fortuna. Rimango a guardarlo un po’ con la testa che fa capolino dalla tenda del camerino.
Mi ricordo di quello che mi ripeteva mio padre. Per far le cose non serve la forza. Usiamo la forza quando rinunciamo ad usare il cervello.
Paperino: Piano! Con intelligenza, non con la forza!
Si spaventa, era a terra di spalle, non si era accorto che stessi appollaiato lì.
Ridiamo.
Finalmente prova il pantalone. E’ troppo grande.
Non mi pare vero di fare il personal shopper. Vado a prendergli le altre taglie e mi faccio dare le robe che ha già provato. Così, su e giù per qualche minuto.
In breve mi riempio di grucce e vestiario. Mai ero stato così bene a fare l’attaccapanni.
Uscito dai camerini passiamo alle maglie e alle felpe. Ci sono ancora i saldi . Ne prende un po’ per lui e gli chiedo di scegliere qualcosa anche per il fratello. In questi negozi, la roba con i saldi costa davvero poco. Non avrà una durata infinita, ma tanto i ragazzi lo bruciano in breve tempo il vestiario.
Abbiamo trascorso un’ora così ed è stata un’ora bellissima. Purtroppo si fa tardi, vedo che è agitato. Credo debba uscire con gli amici, non lo trattengo.
Paperino: Devi tornare a casa?
AAAAA: Si
Paperino: ok, ti accompagno.
Al giorno successivo gli ho chiesto se volesse pranzare con me, mi ha risposto che ancora non se la sentiva.
Al Giovedì successivo, primo giorno di scuola.
Mi sono proposto di accompagnarli al mattino. Mia moglie mi ha detto che BBBBB non voleva venire con me e che comunque lei non avrebbe rinunciato ad accompagnarli.
Il primo giorno non se lo sarebbe perso.
Moglie: Se ci tieni fatti trovare a scuola
Paperino: sotto casa no?
Moglie: Già sta agitato BBBBB , non è il caso che ti faccia vedere.

Con questo atteggiamento di mia moglie non ne verrò mai fuori. Spero che al centro di mediazione riescano a fare qualcosa. Ci ho pensato a lungo poi ho deciso che al mattino avrei preso dei cornetti, sarei andato a casa e fatto in bocca al lupo ai ragazzi. Quello che è importante, mi hanno sempre detto, è che sentano che io ci sia. Andare a scuola potrebbe creare tensione, specie con la presenza di mia moglie. Con le piazzate si esalta.
Così ho fatto. Ho preso il cornetto alla nutella per AAAAA che è pazzo per il cioccolato e la brioche con la palla per BBBBB . Lui è un buongustaio ma di roba salata prevalentemente. Disdegna un po’ crema e cremine.
Alle 7,05 scrivo a mia moglie su whatsapp.
Paperino: Prendo dei cornetti ai ragazzi.
Non mi risponde, lo fa verso le 7,20. Non so se volutamente.
Sono appena uscito dal bar pasticceria vicino alla mia ex casa. Ho preso il caffè macchiato come ai vecchi tempi ed un bicchiere di acqua gassata.
Ho la busta con i due cornetti in mano, arriva la risposa di mia moglie.
Moglie: No. Hanno finito di fare colazione ora.
Immaginavo, penso.
Paperino: Entro dal cortile, te li lascio, li mangeranno dopo magari. Gli do il mio in bocca al lupo e vado.
La mia ex casa é al piano rialzato. C’è un piccolo giardino condominiale. Mi avvicino, mia moglie mi vede dalla finestra , mi apre la porta. Non mi fa entrare, si ferma lei sulla porta.
Moglie: Quello ora si è nascosto in bagno! Perché sei venuto?
Paperino: Volevo dargli un in bocca al lupo. I cornetti se hanno fatto già colazione, li mangeranno dopo.
Moglie: AAAAA! Vieni!
Chiama mio figlio più grande ad alta voce, esce anche lui sul ballatoio.
Non c’è miglior modo di far sentire qualcuno inopportuno se non lasciarlo sul pianerottolo.
Paperino: Ehi! Buongiorno.
Faccio per dargli un cinque e ricambia.
Paperino: In bocca al lupo. Ti ho portato i cornetti. Dai in bocca al lupo da parte mia a tuo fratello.
AAAAA: Ok grazie.
Vado via.
Mi chiedevo se fosse la cosa giusta. Andato via da casa, penso che fosse il giusto.
Ho fatto il mio e non penso di averli turbati. Un po’, sono io turbato. Ho scorza per sopportare. Mi dispiace per la stupidità di mia moglie che mi avrebbe potuto far entrare in casa. Sarebbe stato un bel gesto distensivo, ma pazienza.
Al pomeriggio, al centro di mediazione, si gioca la partita di ritorno.
All’andata, Lorenza e Antonella avevano costretto mia moglie al catenaccio difensivo. Poi Lorenza con un gran colpo di testa aveva fatto gol. Mia moglie si era impegnata a consegnarmi le mie cose.
Così è stato. Anche se a consuntivo, quando ho potuto aprire per bene i pacchi mi sono accorto che ha trattenuto un cronografo, la fede nunziale ed un altro mio anello di valore. Probabilmente ha trattenuto le cose che le piacevano. Non potevo aspettarmi un atteggiamento ”british” da lei. Nemmeno ad un incontro con la bandiera bianca alzata.
Lorenza e Antonella mi avevano stupito durante il primo match. La fanno sfogare e , quando meno se l’aspetta, le piazzano il colpo. Formidabile.
Una volta ho avuto la fotuna di veder giocare il più grande calciatore di tutti i tempi, secondo il mio modesto parere, almeno. Parlo di Diego Armando Maradona ovviamente. Lo vidi in uno Juventus Napoli . Ero studente a Milano, tifoso della Juventus. Ogni tanto riuscivo ad andare al comunale di Torino per vedere una partita.
Quella volta ero eccitatissimo. Maradona lo avevo visto in tv e mi piaceva da matti. Ero curioso di vederlo dal vivo. Il calcio in tv sta al calcio dal vivo in uno stadio come la pornografia sta ad una scopata vera.
Allo stadio respiri l’aria frizzante, la tensione e la partecipazione degli spettatori gonfia l’ambiente.
Quel giorno Maradona era marcato da Dario Bonetti. Un marcantonio di uno e novanta con una faccia non proprio da Carmelitano Scalzo. Certamente in campo non professava la misericordia.
Bonetti menò per tutta la partita quel poveretto di Maradona con dei calci pazzeschi. Sono sempre stato un gran tifoso della Juve ma quel giorno ero lì per vedere il più grande.
Ogni volta che Maradona si avvicinava alla palla, Bonetti era dietro, sicuro e puntuale come la morte. Con una randellata da paura buttava giù il funambolo.
Quello, senza una smorfia, rotolava giù e si rialzava più guizzante di prima.
Fu così per quasi tutta la partita. Poi l’incredibile. Penso di aver capito in quel momento cosa potesse essere il genio. Il genio presenta sempre tre caratteri. La perfezione, la rapidità  e l’imprevedibilità.
Ti rendi conto che sei davanti a qualcosa di geniale quando vedi fare ciò che nessuno mai penserebbe. Avviene in un attimo , poi realizzi che quanto hai visto è perfetto.
Un passaggio dalla difesa verso Diego che si stacca improvvisamente da Bonetti. Il difensore ne perde per un microsecondo il controllo e non riesce a beneficiarlo della sua attenzione misericordiosa. Maradona, libero per un attimo, blocca la palla in un modo contrario alle leggi della fisica e senza guadare, dipinge una parabola in avanti. La palla sale in cielo veloce. Ricadendo, finisce esattamente sui piedi di un suo compagno di squadra, trenta metri più avanti. L’epilogo è ovvio, palla in rete. La parte dello stadio Napoletano esplode, la restante parte, in silenzio, penso che faccia la stessa cosa che faccio io. Riguarda in testa il replay di un gesto atletico e stilistico che è una meraviglia. Per me che ero un imbianchino del calcio, corrispondeva ad aver visto Picasso dipingere.
Lorenza è la mia Maradona in questo momento. Fa parlare mia moglie, la stanca, la intenerisce fino alle lacrime e poi quando è morbida e malleabile al punto giusto piazza il colpo.
Lorenza: Allora BBBBB lo va a prendere il padre al calcio. Gli porta un regalino magari. Che ne dite?
Fino a quel momento mi ero esacerbato a sentire le minchiate di mia moglie. Oltre ad affermare che sono stato un padre assente è arrivata anche a negare che la sera in cui sono andato via da casa, mi avesse tirato un ceffone. Lo fa per la causa in corso. Ora ho da pensare ai ragazzi . A lei si penserà dopo.
Lorenza mi aveva fatto un lancio alla Maradona. Dovevo andare in porta.
Paperino: Certo che ci vado. (Rivolto a mia moglie) Tu però devi dirgli: “torni con papà, punto”. Non lo devi chiamare e se lui chiama per essere preso, devi dire che non puoi.
Moglie: Ma se non vuole tornare con te?
Lorenza: E’ il padre! Troverà lui il modo di convincere il ragazzo. Non è mica un estraneo!
Mia moglie è scettica e smarrita. Sembra il mio cane quando gli toglievo l’osso dalla bocca e fingevo di tirarlo lontano. Si guarda in giro non sapendo cosa fare.
L’osso dalla bocca gliel’ha tolto maga Lorenza sfruttando un attimo di distrazione.
É strano come le cose si concatenino bene quando abbiamo un’aura positiva intorno.
Al venerdì chiedo a mia moglie informazioni degli allenamenti. Per una speciale congiuntura collegata alla magia del giorno prima, i ragazzi hanno allenamento alla stessa ora. É la mia occasione. Propongo a mia moglie di poter accompagnare entrambi. Come al solito non mi dà conferma subito. Aspetta di chiedere al piccolo se è d’accordo . Finalmente arriva la risposta.
Moglie: Si, vengono con te. Poi fammi sapere se vogliono tornare tutti e due con te.
Vorrei mandarla a cagare. Ma non serve. Chi se ne frega. Al pomeriggio prendo tutti e due i ragazzi. Riporto in auto BBBBB dopo 9 mesi.
Arrivo sotto casa e mando un sms ad AAAAA. Sono fuori, vi aspetto.
Arriva prima AAAAA e dietro di lui vedo la testa nera del mio orsetto. Ha sempre l’aria di chi è lí per caso e un incedere faticoso. Un tempo mi faceva incazzare, oggi mi fa impazzire. MI manca molto.
Entrano in auto con la solita composizione, AAAAA seduto davanti e BBBBB sprofondato sul sedile di dietro.
Paperino: ehi!!!!! Abbiamo un grande ospite oggi! Abbiamo un ospite speciale! Che bello!!!! Il mitico BBBBB é con noi!
Faccio lo stupido come ai vecchi tempi. Lo guardo nello specchietto. Sorride, poi é come se si calasse una maschera. Ha una smorfia, come di pianto. Guardo AAAAA che mi siede accanto. Mi offre la nuca. Non vuole farmi vedere che sorride ed è felice. Gira la faccia verso il finestrino per non mostrarmi la sua gioia.
É una gioia incatenata la loro. Devo essere felice ugualmente e pensare a sciogliere queste catene. Provo anche un grande dispiacere però.
Cerco di essere normale durante il tragitto. Faccio battute, li provoco. Hanno rimesso entrambi l’armatura. Rimango per l’allenamento, poi BBBBB finisce e siede sulla panchina. Non fa doccia. C’è da aspettare almeno una mezz’ora il fratello. É una occasione troppo grossa. Mi ci appiccico come una cozza e lo crepo. Lui é un orsetto, non si arrabbia. Parto con mille domande.
Che fai? Come stai? Andiamo qui? Andiamo lì? Che fa adesso questo tuo amico? Che fa quell’altro?
Mi risponde sempre con non so, no … Ad un certo punto mi gira le spalle, ma parla e rimane lì con me. Continuo il mio pressing. Ho la sensazione che voglia che lo tempesti. L’unica domanda a cui non risponde é
Paperino: BBBBB, ma sei arrabbiato con me?
Silenzio. Ma è un silenzio assenso e si capisce bene.
La felicità e l’infelicità purtroppo, non sono cose che ti capitano. Le devi decidere. Quando hai dei figli piccoli, spesso, sei tu a decidere per loro . Ai miei ragazzi ora, penso sia imposto di essere infelici .
Paperino: sai cosa mi manca ?
BBBBB: no
Paperino: le tue briciole nell’auto.
Se ti compro un panino, me le fai due briciole in auto?
BBBBB: non ho fame.
Paperino: dai!
BBBBB: ho detto nooooo!
Paperino: e se ti prendo le patatine?
BBBBB: non le voglio.
Paperino: io voglio le tue briciole però .
Mi serve qualche altro assist, maga Lorenza.

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50 thoughts on “Maga Lorenza

    1. un breccia si è aperta. E’ poco ancora ma se penso a qualche mese fa, ho fatto passi da gigante. Adesso conviene non guardare i progressi. Vado avanti giorno per giorno senza chiedermi a che punto sono.

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  1. Penso che veramente il punto del rapporto con i figli sia il non mollare il continuo dialogo, interpellanza e confronto. Perché , a parte i casi come il tuo, dove il disagio nasce dalla separazione , c’è un disagio che è culturale, morale e fa si che i nostri figli si perdano lo stesso ….ciao

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  2. Quando ti capita spiega a tuo figlio che a stare arrabbiati senza dire perchè non si ottiene niente, se non la fatica di essere arrabbiati.
    Invece a dire quale sia il problema, l’imputato, può tentare di risolvere o fare ammenda
    😉

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  3. qui dicono “te ridi anche el cul”, ed io sto ridendo come una matta di gioia! qualcosa si sta muovendo. cos’ha preso AAAAA anche per il fratello? è piaciuto? dai che piano piano… il tempo di cui parlavamo l’anno scorso, sta arrivando…
    dai dai dai. marò, questa è una notiziona. sono troppo felice per voi, hai saputo cogliere il momento giusto per far pressing. lasciagli ancora un po’ di tempo.
    (sto facendo balletti imbarazzanti compulsivi)

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    1. carino! un culo che ride è una bella immagine! ahaha :-))) piacerebbe a BBBBB. Sicuramente sei a nord del Rubicone! Io molto più giù… grazie Slog… qualche passo è fatto! tu che sei la prima, conosci la fatica dall’inizio. Oggi sono alle prese col piccolo che ancora si rifiuta di venire con me. Siamo ancora in salita… ma rispetto a prima, è oro. AAAAA per il fratello ha preso due maglie piene di scarabocchi. BBBBB è un tipo estroso, non va molto sul classico.

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  4. Okay Mister Paperino, ormai sei un narratore nato!
    Per quanto riguarda ciò che ho percepito sulla “storia di vita vera”, mi sa d’aver capito che tua ex moglie sta facendo l’alienazione genitoriale soprattutto sul figlio minore… mmm… mi sa che su di lui, sta pigiando forte abbastanza, ed essendo sensibile e confuso, reagisce “scappando-volendosi nascondere” piuttosto che star lì a vedere “espressioni facciali”… insomma, col minore devi avere molta pazienza, dolcezza, costanza “nei modi di fargli capire : – ehiii guarda son sempre io, ricordi? Il tuo papi paperino! – lei mi sa che lo sta intortando ben bene.
    Fai esattamente come Maradona-Lorenza: se vuoi mandare palla a rete, falla addolcire, stancare, sfogare, dille a quasi tutto “Sìì o.k.”, e poi bOOm, colpisci, dritto. 😉

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    1. Se ci penso … I miei figli che mi respingono e si nascondono per non vedermi. Non sapere nemmeno perché . Per fortuna ho avuto la forza di non morirne. Sono diventato narratore, hai detto bene. Lo sono diventato per non morirne, raccontare mi ha aiutato a restare in piedi. Sta cambiando per fortuna. Sento che migliora e lo vedo. Questi anni non lo dà indietro nessuno né a me né ai ragazzi. Mi rimarrà una domanda: perché ? Non ci sono giustificazioni. A te come va miss Marianna?

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      1. Alti e bassi. Parecchi aaalti ma parecchi anche basssi. il fatto è che c’ho sempre un bel sorriso! Ti capisco, non morirne… scrivi, perché se le tue emozioni le sprigioni così e ce le fai sentire tutte… nel val la pena! ne vale sempre la pena dai. Sei più forte di quello che pensi di essere sai.
        -> quando ero abbastanza piccola (18 anni ahahah) mia madre non faceva altro che parlarmi male di mio padre, ricordo che con mia sorella (la maggiore e prediletta) pigiava meno, con me (la minore quindi “la seconda e chissene”) pigiava di più, tutte le sante volte che restavo a casa, non perdeva occasione per rinfacciare questo o quello sul mio papi. Non so perché ha sempre avuto l’insano pensiero di vedere che mia sorella la grande si sarebbe mortificata di più, quindi con lei chiudeva la bocca, con me davanti, invece no, come se io non capissi…. non provassi…. .. risultato? Odiavo che lei parlasse male di lui, la trovavo ridicola e nevrotica. Col risultato che quando vedevo Lui, mi venivano i goccioloni agli occhi, un nodo in gola, e non vedevo l’ora di andare al mio Pub preferito 😛
        forse il tuo piccolo BBBBB si vergogna di farsi vedere che sta per piangere…. e scappa in bagno. Lo so per te è dura, ma sii costante con lui e sii sempre dolce, soprattutto con lui : Tanta solidarietà per i figli minori 😉

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      2. Adesso li ho portati al dentista . Bbbbb non mi guardava e non mi parlava. Gli ho mandato un sms con un bacio. Siamo seduti di fronte , mi ha sorriso… Ahahahaha … Ma non molla… Sarà tosta

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  5. ciao

    tua moglie non si smentisce mai, anche nelle piccole cose dimostra di essere una piccola persona, rancorosa e vendicativa;
    ne ha fatti di danni ma per fortuna nessuno penso sia irreversibile;
    bella la battuta delle briciole, credo sia la strada giusta ma sull’argomento “arrabbiatura nei tuoi confronti” io insisterei ad ogni occasione a porre la domanda … non risponderà sempre con il silenzio, vedrai …

    ciao 🙂

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    1. Devo avere la possibilità di parlarci . In questi mesi non la ho avuta. Poi più di mia moglie temo la sua famiglia. Mia suocera è subdola. Avrà fatto un lavaggio del cervello ai ragazzi , come ha fatto coi figli. Insisterò sull’arrabbiatura. Senza esagerare , Ma dovrò cavargli il rospo ! Il più grande è un tipo molto quadrato, recupererà. Il piccolo mi preoccupa un po’.

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  6. Dai dai dai! Un passo è stato fatto ed era il più lungo, ora a passettini riuscirai a riconquistare anche il piccolo. La mediazione mi sembra davvero un’ottima cosa, serve qualcuno che riporti ai suoi obblighi genitoriali una persona così meschina da passare sopra al benessere (anche futuro) dei figli per il proprio tornaconto. Ti seguo con un gran tifo, un abbraccio, Valeria

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  7. Ho voluto leggere tutto il tuo blog sin dal primi post dello scorso anno, anche io ho due figli maschi e ho preso subito a cuore la tua storia.

    Sei un grande uomo, con una grande forza, e ti auguro con tutto il cuore di riuscire a rimettere assieme lo splendido mosaico del tuo essere padre.

    Sinceramente.

    Daniele Marini

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    1. I complimenti di un collega papà fanno sempre più piacere! Grazie , veramente . Le tue parole mi danno una mano enorme. Non mi sento un grande uomo ma forse anche questo aiuta. La forza ti viene e speri che non ti abbandoni. Per ora c’è! Un abbraccio e grazie ancora.

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    1. Solo non ce la farei o per lo meno non avrei ottenuto questi risultati in poco tempo. È mia moglie che sta mollando la presa sotto pressione . Quello che ho sbagliato è stato proprio il pensare di poter fare da solo. Ho perso tempo e terreno coi ragazzi . Crepi sto lupo! Grazie Walter!

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  8. Che tenerezza, l’immagine di te che “mendichi” briciole da seminare in auto da parte del piccolo.
    Evocativa, spiazzante, struggente; tanto più perché non è un’ideazione narrativa ma un frammento di vita reale.
    Metto su la mia faccia di bronzo e ti chiedo: ti dispiacerebbe se la usassi, questa piccola perla di umanità, questa scossa d’amore paterna, in una storia che intendo scrivere?
    Senza alcun riferimento al blog se ritieni non sia il caso.

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  9. la tua pazienza cerca di riservarla tutta per i tuoi figli, non la sprecare per tua moglie, che non ne ha per te, quando devi sopportarla per loro, fa in modo di ignorarla e di non consumare troppe energie per lei, sii superiore, va bene così…

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      1. hai ragione, ed non a caso hai scelto lo pseudonimo di Paperino… ma ce la farai, (farete).
        Da noi l’ultima scossa è di ieri sera (3.8), ma come si dice: “quello che non mi uccide mi rende più forte”, grazie, a presto

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  10. hoyyyyy!!!!! perdonami ma sono stata molto assente in questi due mesi da wordpress… poi metti che da casa col cell non riesco a seguire perchè sono perennemente senza giga…
    torno, leggo subito il tuo ultimo post e mi si riempie la pancia di gioia…
    assolutamente è un piccolo passo… ma da come ti avevo lasciato… lei non si smentisce mai… ma almeno la porticina si è aperta… e ora al centro ti aiutano e ti indirizzano e ti piazzano gli assist…
    vedrai che le bricioline tornano! pian piano ce la fai! in bocca al lupo!

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      1. se si è aperta, continuerà pian piano ad aprirsi…
        il piccolo meglio che sia arrabbiato che indifferente…
        …che poi ho scoperto da poco che “in bocca al lupo” è il piu bell’augurio che possano farti, perchè a dispetto di quel che abbiamo sempre creduto, il lupo prende nella bocca i suoi cuccioli per proteggerli mentre li sposta da una tana all’altra, quindi augura che una persona possa essere protetto da malvagità, proprio come fa la lupa… e da sempre tutti noi invece volevamo far crepare sto povero lupo! da allora infatti ho saputo che bisognerebbe rispondere grazie!
        a presto!

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