L’abitudine al vuoto

Oggi ho portato AAAAA alla partita, giocavano un derby con l’altra squadra della città. Hanno vinto 5 a 1. Hanno strapazzato gli avversari.

AAAAA aveva fatto una piccola sbavatura in difesa, non era costata nulla alla squadra ma continuava a rimuginare sull’errore fatto, in auto. Voleva essere rassicurato.

Paperino:- Stai tranquillo, era solo una sbavatura, non un errore. Poi hai recuperato.

AAAAA:- Si, lo potevo evitare, solo che mi hanno passato la palla male e non son riuscito a controllarla.

Mi è venuto da ridere, in questo siamo piuttosto simili. Ci piace far bene le cose e se non vanno come avevamo pensato stiamo lì a rimuginare per un bel po’.

In settimana erano venute per la visita a casa Antonella e Lorenza.

L’appuntamento era alle 12, mi ero fatto trovare in un punto facile da raggiungere per poi scortarle a Monteamaro. Da sole non avrebbero trovato la mia casa.

Avevo fatto tardi e non ero riuscito a passare prima da casa per controllare che tutto fosse a posto. Mio padre in mattinata aveva fatto delle briciole sul tavolo e non me ne ero accorto. Non vuoi che sediamo in cucina per il caffè e Lorenza si siede proprio lì, con le braccia sulle briciole appiccicose?

Che figura. Dopo la visita sono stato a rimproverarmi un bel po’.

Nel vedere mio figlio avere quella reazione, è sembrato di rivedermi.

L’ho consolato ed ho riso.

Paperino:- Succede, dai. Mica si può essere sempre perfetti!

AAAAA:- Ma poi ho giocato bene?

Paperino:- Benissimo. Hai fatto quella chiusura sull’ala che è stata una meraviglia!

AAAAA:- Hai visto?

Paperino:- Certo che ho visto!

Si è ringalluzzito. Anche a lui come a me basta poco per rianimarci. Abbiamo la ripresa veloce.

Ho portato in giro per casa di Monteamaro Lorenza ed Antonella. Ho presentato loro mio padre che ha attaccato coi suoi ricordi. Sono state poco tutto sommato. Il tempo di un caffè. Credo che la visita fosse di cortesia e di prassi. Avendola fatta a casa della mia ex moglie e dei ragazzi, per pareggiare, hanno fatto visita anche da me.

Lorenza nel congedarsi mi ha detto che è tempo di parlare con i ragazzi. Bisogna cominciare a tirare fuori il rospo. Loro lo faranno probabilmente ma deve partire da me l’esplorazione.

Finora ho buttato la polvere sotto il tappeto. E’ giunto il momento di cominciare a far pulizia sul serio.

AAAAA dopo la partita ha voluto che lo accompagnassi ad un ristorante. Era stato inviato da un amico. Lasciare mio figlio a pranzo con altri, alla domenica, mi ha scombussolato un po’. Non me lo aveva detto prima, né me lo aveva riferito la mia ex moglie, figuriamoci.

Pretende che io la informi di qualsiasi movimento faccia con i ragazzi da scuola calcio a casa. Delle cose a cui lei dà il consenso, se ne guarda bene dall’informarmi.

Avrei detto di si anche io, ma lasciarlo da altri quando con me ci sta così poco, è dura.

Mi sono messo in auto dopo pranzo, pieno di pensieri e con un po’ di malinconia. Solo, una magnifica giornata. Ho pensato di fare una passeggiata. Un po’ di musica, il sole, la campagna. Fuori c’erano 20 gradi, ho abbassato un po’ il finestrino per prendere un po’ d’aria. Chissà perchè quando dentro ti prende la malinconia fuori c’è sempre qualcosa di bello!

La malinconia ti prende il petto, ti prende come la fame prende lo stomaco. Quando è forte ti causa anche dei crampi, delle fitte forti alternate ad uno stato di bisogno da riempire con qualcosa. Mi sono messo sulla complanare della superstrada e diretto ad un centro commerciale. Comprare qualcosa mi avrebbe distratto.

Un tempo, al posto della superstrada a doppia corsia con spartitraffico c’era una statale con tanto di pietre miliari o meglio detti cippi chilometrici. Erano quelle pietre bordo strada con inciso un numero. La statale è rimasta come complanare alla moderna superstrada, le pietre miliari sono state sostituite dalle Nigeriane. Anche di loro ce n’è una ogni chilometro. Le pietre misuravano la distanza da Roma, le Nigeriane danno la misura delle distanze nel mondo. Globalizzazione anche questa.

Questa settimana ho incontrato Gianni. E’ un amico, avvocato penalista. Un vecchio amico. Siamo cresciuti insieme, stesse scuole ed amicizie. Eravamo compagni di merende e di goliardie. Chissà quante volte ci siamo parati il culo a vicenda ed essere compagni nella trasgressione ti lega in maniera particolare per il resto della vita. La trasgressione è una colla incredibile tra gli amici oltre che tra gli amanti.

Il mio avvocato nella separazione, Mario, è tipo molto corretto deontologicamente. Dall’altra parte però non lo sono tanto. Ho pensato che, se voglio raggiungere la pace, mi tocca affilare un po’ le armi e tenerle pronte. Gianni, facendo il penalista, ravana parecchio nel torbido. Era sempre con un piede nel torbido anche da ragazzo. Continua a farlo.

Questa settimana mi sono accorto che mi sono sparite le ultime   buste paga. Da gennaio in poi. Le avevo conservate in cassetto in ufficio, insieme a tutte le altre cumulate da quindici anni a questa parte. Delle due l’una. Dopo quindici anni le ultime buste paga ho deciso di metterle in qualche altro cassetto. Se è accaduto, oggi, per una amnesia improvvisa, non lo ricordo. Oppure, le ha prese qualcuno. La sospettata numero uno, anzi l’unica, è mia cognata. la sorella di mia moglie che lavora in azienda con me. Non avrebbe difficoltà ad accedere alla mia stanza. Io sono sempre in giro e non uso chiavi per i cassetti. Non ho alcuna prova e farò una denuncia contro ignoti ai carabinieri. Vedremo. Mi hanno detto inoltre che sono stato pedinato da un investigatore privato. Mentre mediamo, stanno lavorando come un sottomarino per fottermi, sembra. Mi danno la carota coi figli e mi aspettano per le mazzate in tribunale. Speriamo di non andare con la bandiera bianca e tornare con la testa mozzata.

Tempo fa avevo chiesto a Gianni di prendere informazioni su una indagine che aveva coinvolto consumatori e trafficanti di cocaina. Ne era rimasto invischiato mio cognato di cui ignoravo queste abitudini. Rimasi sconvolto alla notizia. E’ il proprietario del negozio in cui lavora mia moglie. Il fratellino viziato.

Gianni mi ha chiamato e ci siamo visti ad un bar, doveva riferirmi.

Mio cognato sembra sia solo un forte consumatore e non c’entra con i traffici. Per il momento i dati della indagine non possono essere resi pubblici, ma se la sua posizione venisse archiviata come pare che succeda, verrà informata la prefettura. In quel momento la sua dipendenza potrebbe diventare un dato da poter attingere ed usare all’occorrenza nella causa.

Mio cognato vive in una dependance nella casa dei miei suoceri e potrei arrivare a chiedere che i ragazzi non frequentino la casa in sua presenza.

E pensare che la mia ex moglie gli faceva portare in auto i ragazzi alle partite pur di non farli andare con me. Non è un pensiero che fa bene alla mediazione, ma ci vorrà tempo per dimenticare. Mi si attorciglia ancora lo stomaco al pensiero.

Per quanto riguarda il pedinamento invece, Gianni ha telefonato ad alcuni investigatori privati in città, chiedendo se avessero problemi a prendere un incarico per seguire la mia ex moglie. Un trucco. Se avessero sollevato problemi, avrebbe avuto la certezza che mia moglie si fosse rivolta alla persona contattata per seguire me.

Così è accaduto. Tra l’altro, il soggetto in questione è un suo caro amico e collaboratore occasionale. Gli ha confermato di aver lavorato per mia moglie per scoprire mie relazioni extra coniugali. Non aveva rilevato nulla. Quell’imbecille di mio suocero invece che pedinare me, avrebbe speso meglio i suoi soldi per pedinare il figlio che si strafaceva di cocaina.

Il fatto è che questi stanno con le armi ben affilate e io ed il mio avvocato mi pare che stiamo andando alla causa tipo cappuccetto rosso nel bosco. Mi manca il cestino e i fiorellini.

Gianni mi ha proposto anche di fare una denuncia all’ispettorato del lavoro per smascherare il fatto che mia moglie lavori in nero da mio cognato e che non sia disoccupata come dichiari.

Potrei anche rivolgermi ad un investigatore privato per farlo, chiamerebbe lui per me. Registrerebbero per un po’ tutte le mattine in cui è lei a sollevare la saracinesca.

Un arsenale di cose da usare in guerra praticamente.

Gli ho chiesto di pensarci un attimo.

Gianni:- Paperino, senti a me. Ne ho viste tante di separazioni. Non c’è esclusione di colpi. Armati, non andare al patibolo disarmato. Pensa che ciò che fai è per difenderti ed ho la sensazione che dalla parte della tua ex moglie ti stiano preparando la forca.

Paperino:- Si lo so. Ma dammi un po’ di tempo. Se inasprisco le cose ora che grazie alla mediazione si stanno sistemando, posso far danno ai ragazzi.

Ci penso. Tu ci sei sempre?

Gianni:- Quando vuoi, fai un fischio e partiamo.

Paperino:- Ti devo qualcosa?

Gianni:- Ma che dici? Non mi devi nulla né ora, né mi dovrai nulla nel caso ti dia una mano.

Paperino:- Grazie amico mio.

Ho comprato qualcosa all’ipermercato ed un po’ di vuoto l’ho colmato. Il sole, finita l’ora legale, alle 16 è già basso. Ho fatto un salto nell’orto. Ho preso un zucca bella grande, dei peperoni da friggere e dei carciofi. Sono i primi ad uscire. E’ piena la busta degli ortaggi ma a me manca sempre qualcosa. Torno in casa e scrivo, magari scrivendo la stretta al petto se ne va.

Ma non è così, il post è finito ma ho ancora dei pensieri ed il vuoto da riempire.

Chissà quante volte questo vuoto lo hanno avuto i miei ragazzi quando a sera non mi avevano sul divano con loro.

Chissà questo dolore cosa provoca in un ragazzo. Sto male io che un po’ di vita l’ho fatta, figuriamoci cosa hanno subito loro e cosa continuano a subire.

In questo anno e più, non hanno capito ed io non ho spiegato.

Ha spiegato qualcun altro al mio posto e io sono responsabile perché ho permesso di sostituirmi. Si sono alternati in tanti e tutti con nobile scopo.

Tutti si sono sentiti autorizzati a sostituirsi a me. Così come mi sostituivano nell’accompagnarli a destra e manca.

Penso alla mia paura nell’affrontare con loro l’argomento. Ho paura di causar loro dolore, più di quanto hanno vissuto finora. Ho paura di soffrire nel vederli soffrire.

La mia incertezza ha creato un muro sempre più alto che la mia ex moglie e il suo clan non hanno fatto altro che cementare. Più passa il tempo, più questo muro si alza. Subentrano altre abitudini che si consolidano. Me lo hanno detto anche Lorenza ed Antonella.

”E’ passato troppo tempo dalla separazione reale. Certe abitudini si consolidano”.

Purtroppo anche a vivere senza padre ci si abitua.

Una volta provai a parlare con AAAAA. Era poco dopo l’essere andato via da casa, quando ancora mi parlava. Scoppiò a piangere ed io non andai oltre.

Non so se cerco un tempo che non avrò, ma vorrei averne un po’ di più. Questo ho detto a Lorenza. Aiutatemi ad avere una giornata per me e per loro. Se li ferisco ho bisogno di poter essere io a ricucirli. Poi, vorrei non affrontare il problema con tutti e due contemporaneamente. Uno alla volta. Quando sono insieme sono sempre più chiusi del solito, come se non volessero farsi vedere deboli dall’altro nel cedere nei miei confronti.

So che quando parlerò farò loro del male e non posso pensare di ferirli e poi lasciarli a chi sulla ferita mette dell’anticoagulante.

Intanto la mia ex si è rifiutata di consegnare la tabella con una ipotesi di suddivisione dei giorni di affido. Dice che secondo lei non serve se non si tiene conto delle esigenza dei ragazzi.

Il solito ritornello che sono loro che decidono.

Quando intervenire allora? Nei dieci minuti in cui li vedo?

Il fatto che non stiano con me si radicherà e sarà sempre più dura sradicare l’abitudine del vuoto.

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42 pensieri riguardo “L’abitudine al vuoto

  1. È difficile dire ora cosa sarebbe stato meglio fare quando hai pensato di andare via da casa. Forse parlando con i tuoi figli ci avresti ripensato, avresti scelto altre strategie con la tua ex moglie. Talvolta si molla per mancanza di Stima per se stessi, nel senso che se l’altro si comporta male si combatte contro il gesto che compie ma non viene messa in crisi la propria dignità . Non so se mi sono spiegata. Ma poiché è già successo , ora devi avere la pazienza di spiegare le tue scelte e le tue difficoltà ai ragazzi e devi avere pazienza a che loro capisconano nel tempo. Io penso che si possa ricostruire tutto.

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    1. Ma quando? Posso farlo in breve tempo? Non posso farlo in 10 minuti. Come faccio se non stanno un po’ di tempo con me? Almeno una giornata dico. In modo da spiegarsi e poi poter anche sorridere di nuovo . Uffa. Mi viene l’ansia. Passa il tempo ed il tempo con me diventa sempre meno una abitudine per loro .

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  2. Hai diritto a stare con i tuoi figli secondo un calendario concordato. Ho un collega diviso che ha i week end e i alcuni giorni della settimana i figli con lui e tra l’altro se noi abbiamo bisogno sul lavoro, non possiamo chiedere a lui in quei giorni , è intoccabile secondo la legge. Devi insistere.

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  3. No, solo se molli torni indietro. Hai mollato una volta , ora non lo fare più. Sarà sempre così con i figli, una dura lotta a che loro non rinuncino ai loro desideri veri , bisogna farli emergere attraverso la vita che noi facciamo, non solo con le parole. Il loro modo di essere è un’ interpellanza alla nostra vita, a che sia più vera e responsabile.

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  4. ciao

    io terrei molto da conto i consigli delle due ragazze (Antonella e Lorenza) che mi sembra sappiano il fatto loro;
    ma anche il consiglio di non andare in tribunale come “agnello sacrificale”,
    meglio avere qualche freccia nella faretra … si può poi decidere fino all’ultimo momento se scoccarla o meno, avresti a disposizione una opzione mentre se non ce l’hai sei proprio disarmato;
    ormai non penso che ti stupisca più il comportamento poco corretto della tua ex, quindi non ti fare il sangue amaro inutilmente;
    e ricorca che con calma e piano piano …

    http://image.slidesharecdn.com/inspirationallatinmottos-12675592913018-phpapp01/95/inspirational-latin-mottos-12-728.jpg?cb=1267538015

    Ciao 🙂

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  5. Coraggio, e’ chiaro che sei in guerra. Non andare disarmato, ma usa le tue armi solo se attaccato. I figli sanno capire piu’ di quanto tu non possa immaginare, nonostante il plagio, ma hanno bisogno di tempo per elaborare tutto quello che gli sta accadendo.

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    1. Il messaggio di Lorenza è che il momento di affrontare il problema coi ragazzi . Cominciare a parlarne . Mi chiedono di tirare fuori la ciambella dal forno e a me sembra ancora cruda! Non so se è realmente così o sono solo le mie paure .

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      1. non e’ che ti devi sedere davanti a loro e dire “beh ragazzi adesso parliamo di …”, devi fare capitare il discorso come fosse cosi’ per caso e parlarne con naturalezza, confrontandoti anche con loro come fossero amici o complici. I ragazxi comprendono, vogliono far parte della questione ma sono molto arrabbiati perche’ volevano godersi l’adolescenza serenamente ed invece sono stati coinvolti in qualcosa che non desideravano affatto e sono consapevoli di essere usati per la vostre questioni personali.

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      2. Già… e che mi stanno dando tutti una gran fretta … devo poter stare un po’ di tempo con loro per farlo? È proprio quello che dico io, Giuliana. Se continuo a stare 10 minuti a testa con entrambe che faccio?

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  6. Ti fanno tutti una gran fretta perchè hai aspettato troppo.
    Un anno senza passare una giornata con te è un’enormità!
    Tu la tabella a Lorenza l’hai proposta? Che lei è in gamba e visto che la madre non propone nulla, lei coglierebbe la palla al balzo e metterebbe in gioco la tua.
    Nelle separazioni, tipicamente si alternano i fine settimana e si sta coi figli almeno un giorno infrasettimanale.
    Aspettando lasci pensare ai tuoi figli che non ti importa. Anche se tenti di dimostrare il contrario. Dì loro che vuoi passare più tempo insieme, e quando si rabbuiano comincia a spiegare come stanno le cose: semplicemente devi fargli capire che loro non hanno nulla a che fare coi motivi per cui te ne sei andato, che quelli riguardano solo la loro madre e te. Che sarai sempre il papà amorevole e disponibile che hanno conosciuto, che il tuo bene nei loro confronti è immutato, qualsiasi cosa sia stata detta loro, qualsiasi cosa sia stata fatta.
    Coraggio! E’ il padre a dare sicurezza e regole, ovvero ti devi dimostrare coraggioso e tutto d’un pezzo.

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    1. La mia tabella l’ho proposta da 15 giorni. Un we alternato è un giorno a settimana fisso. Il mercoledì. Poi ho chiesto che d’estate il we parta dal venerdì. Oggi ne abbiamo discusso. Non molla sul giorno intero infrasettimanale, e comunque dice lei che decidono i ragazzi a prescindere quello che noi possiamo programmare. Il volere dei ragazzi rimane sovrano. Quello che dici lo faccio. Continuerò . Ovviamente per lei la premessa è che è contenta che passino il tempo col padre. Poi nella pratica non si capisce come si esplica cotale premessa!

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      1. Spiegare . Devo spiegare ai ragazzi. Lo hanno fatto tutti finora. Manco solo io. Ho solo fatto cenni e loro si sono ritirati nel guscio come una lumaca. Per farlo ho
        Bisogno di stare con loro per un tempo prolungato. Non riesco a parlarci nei 10 minuti al giorno in cui faccio il tassista. Poi ho notato che riesco a parlarci solo se non siamo tutti e tre. Se ci parlo con uno
        Per volta è molto
        Meglio. In due si inibiscono l’un l’altro. Se avessi un giorno intero potrei attaccare a fare qualche discorso un po’ più profondo e tosto, poi trovare il tempo anche per ridere senza lasciarli con la tristezza addosso.

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      2. Sono persone, smetti di trattarli come bambini. Non ci vuole tanto tempo. La verità ha un suo potere salvifico. Può fare un po’ male, ma in pochissimo tempo ti fa stare meglio. Come uno schiaffo durante una crisi di nervi.
        Ed hai aspettato troppo. Davvero troppo.
        Non aspettare ancora

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  7. È solo una giornata no
    Ripigliati, ce la fai
    Ps forse un po’ di riservatezza in più on line sulle tattiche giudiziarie ….è un po’ più prudente…

    Pps ce la fai

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  8. Sono stata fuori, non dalla mia città, ma coi pensieri, quindi non potevo esser molto concentrata. Quando vedo che Paperino ripubblica e io non posso star 10 minuti a dar vero interesse nella lettura, è come appendere un chiodo al muro ma non fino in fondo, lasciarlo lì a pelo, ci stai a pensare tutta la settimana a sto chiodo, fino a quando non trovi il tempo di prendere il martello e far Tòò Tòò!
    Allora che dire… parlavi delle briciole sul tavolo, e di rimuginare su piccole sbavature? Eh eh eh, mica non ti ho capito eh?! Uè! Per quanto riguarda ciò che succede nel tuo ufficio/posto di lavoro, beh brutta ssstoria essere pedinati, da investigatore professional o no, essere spiati, ciacciati, brutta, brutta cosa. (Speriamo di no dai, che mentre state lavorando per un buon comportamento per i figli post separazione “Lei” sta pensando a darti la mazzata finale dietro le spalle)…Per quanto riguarda l’uso di sostanze, è molto probabile che il consumo personale sfoci spesso in spaccio, per recuperare soldi, cose così… (No comment)
    Incrocio le dita per te, e per un buon recupero-rapporto coi tuoi ragazzi, che sei l’unico sano in questa storia, chi non si rende conto tra le righe, dell’umiltà che ci metti, del fatto che non ometti i tuoi errori e le tue sbavature da buffetto, non è una persona sensibile che sa leggere, tra le righe.

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    1. Grazie Marianna, ti dà una strana sensazione quella di sapere di essere spiati. Anche se non hai nulla da nascondere, ti guardi in giro e pensi di avere due occhi addosso. Un senso di fastidio enorme. Io ovviamente concordo con te, penso che la
      Mia ex abbia bisogno di un supporto. Qualcosa non va. Ma lo pensavo già da prima , negli ultimi anni il rapporto era bello e compromesso. Rimane la mia visione però è forse diventa la tua perché te la racconto io. Molti mi hanno fatto rilevare che non c’è l’interlocutore nella storia ed è vero . Cosa dire in proposito? Ho pubblicato per intero gli atti della causa e anche delle telefonate sbobinate. Altro modo per dare equilibrio alle versioni non lo conosco. Magari qualcuno dei miei conoscenti che conosce Paperino di persona potrebbe dire la sua. Sono miei amici quindi di parte anche loro, ma magari possono dare un taglio diverso al racconto. Tu come stai invece! Che ti succede? Sei rientrata dallo stare fuori? Stai meglio?

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  9. Io voto fortissimamente perchè tu segua i consigli del tuo amico avvocato penalista. Non puoi andare in una situazione che è chiaramente di guerra con un mazzo di rose, o meglio puoi, basta che poi usi le spine per combattere e non i petali per accarezzare. C’è troppo in ballo perchè tu continui ad arenarti su questioni di principio che, non fraintendermi, sono giustissime ma ti allontanano dall’obiettivo. Detto questo non dimenticare mai che una cosa buona ha l’adolescenza: ti permette, una volta passata, di guardare tutto quello che accade in quel periodo con occhi completamente diversi e rivalutare le situazioni con un occhio maturo. Tieni duro, sempre

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    1. Me lo dicono tutti. Forse lo avrei dovuto fare dall’inizio. Andare giù duro. Magari non mi troverei a questo punto. Ma se fai qualcosa contro la tua natura è così. Io voglio solo avere un rapporto con i miei figli, possibile che si debba arrivare a scannarsi per questo? Sei avvocato tu? Comincio a prepararmi nella speranza che non serva.

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      1. no non sono avvocato ma ti leggo con attenzione e i segnali di una guerra sposrca ci sono tutti. Non arrivare impreparato alla battaglia e lascia che si sporchi le mani chi sa farlo nel modo giusto.

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      2. Con gli ostaggi di mezzo è tutto più complicato . Ti vengono mille dubbi e mille ripensamenti ogni volta che devi sparare un colpo. Ho bisogno solo di salute. Mi vogliono fare la pelle e me la faranno forse. Di sicuro non sarà facile per loro. Mi difenderò . La differenza è che non cerco vendetta, cerco di poter fare il padre.

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  10. Ma tu piangi mai? Quando avverto quel senso di vuoto di cui tu parli lo riempio spesso con le lacrime…è liberatorio, tanto! Quasi quanto cantare a squarciagola in macchina con finestrini aperti e una meravigliosa giornata di sole fuori! Non so se è tempo di affrontare con i tuoi ragazzi tutti i ‘perché?’ rimasti sospesi ma sono sicura che in questo devi seguire solo il tuo profondo sentire, per me non servono consigli esperti e soprattutto estranei seppur professionali! Segui il tuo istinto aspetta se ritieni che ci sia da aspettare, parla ai tuoi figli col garbo e la tenerezza che hai sempre nei loro confronti se pensi che sia arrivato il momento per farlo! È vero che ci si abitua a tutto ma è anche vero che l’abitudine a volte può essere positiva e servire da unguento per guarire le ferite..i tuoi figli si stanno abituando ai nuovi equilibri, forse si stanno abituando a non averti più in casa con loro ma non di certo si stanno abituando a non averti più nella loro vita!! Stai sereno, forse ha ragione il tuo amico Tacitus..è solo una giornata no! E per le strategie difensive…i soldi che vorresti spendere per l’investigatore dedicali all’organizzazione di un bel viaggio con i tuoi figli che so per andare a vedere la partita in casa della squadra del cuore o il concerto di un gruppo che a loro piace…certamente così faresti qualcosa di davvero costruttivo!!! Ultima cosa: chi fa una brutta fine cappuccetto rosso o il lupo?!? Forza!!!

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    1. Certo che piango, scarico tensione quando accade. HO la fortuna di ricaricarmi con molto poco e spero che sia sempre così.
      Ho sentito il profumo della meta a tratti, in questi ultimi tempi. Quando pesi di essere vicino al traguardo e scopri che non lo sei affatto la fatica la senti al triplo.
      Cosa canti quando apri il finetrino tu?
      Tacitus mi conosce, ed uno che sbaglia poco! 🙂
      Sulle strategie difensive devo fare un po’ di ragionamenti, sentire il mio avvocato, i miei amici avvocati e prendere una decisione. Non è nella mia indole stare dietro a tutte queste macchinazioni, temo di fare un buco nell’acqua. Mi stanno facendo preoccupare però, più di qualcuno mi spinge a prendere delle contromisure. Quello che non capisco è da cosa mi devo difendere. Non mi sento colpevole di nulla. Per questo sono un po’ stranito.
      I ragazzi.
      Se venissero da qualche parte con me sarebbe bellissimo. Gli ho proposto di tutto, ma ancora nulla. Lo scorso natale avevo preso anche i biglietti di aereo e dello stadio per vedere la Juventus. Non sono voluti venire. Ci riprovo a breve però. Magari mi assicuro che vengano prima di comprare i biglietti questa volta!!! 🙂

      Chi fa una brutta fine tra cappuccetto rosso e il lupo???????
      Accidenti… spero tanto che la faccia la stronza della nonna una brutta fine…:-))))

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  11. Ahah…bene bene il buon umore è tornato!!! Da Natale ad oggi ne hai fatti di passi avanti…vedrai che andrà meglio e sono convinta che sarai capace di fare una proposta talmente allettante che i tuoi ragazzi non potranno proprio rifiutarla!! Cosa canto con finestrini aperti? tutte le canzoni che passano alla radio e che magari conosco…se penso ai miei cd un po di pezzi dei pearl jam che per me sono sempre liberatori ..anche se il must in determinati momenti è solo uno: stupendo di Vasco…

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    1. Bella ! Ogni tanto ascolto canzoni vecchissime anche. Cantare è liberatorio in effetti. A me piace spiluccare la musica , un po’ di una cosa un po’ di un altra. Ultimamente sto provando anche gli audiolibro nei tragitti un po’ lunghi.

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  12. La malinconia ti prende il petto, ti prende come la fame prende lo stomaco. Quando è forte ti causa anche dei crampi, delle fitte forti alternate ad uno stato di bisogno da riempire con qualcosa.: non sapevo come esprimerlo, mi hai dato finalmente una risposta alle mie domande.

    come scrivono anche altri amici del tuo blog, preparati la faretra e tienila da conto caaaaasomai servisse. purtroppo è arrivato il momento di prendere di petto, di fatto, i ragazzi. sarà dura ma dovranno cominciare a vedere la realtà.

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  13. Quando ci sono situazioni di crisi familiari le relazioni cambiano notevolmente e cambiano sempre, non si puó pensare che avvenga il contrario a prescindere dal tempo che si passi con i figli il rapporto cambia in ogni caso. Parla con loro, a volte é molto piú semplice di quello che si possa immaginare, devi imparare a tradurre in parole i sentimenti, un pó come fai qui con noi tirando fuori l’ondata di emozioni che ti assalgono.

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