L’uomo del terrore

Sto andando per gradi. L’altro ieri, venerdì, sono andato a prendere BBBBB da scuola. Dovevo portarlo a fare una panoramica per i denti alle 13 e 30.

L’ho fatto uscire un po’ prima, alle 12.

BBBBB: Dove andiamo a pranzo?

Paperino: In campagna, a Monteamaro.

BBBBB: Nooooooo…

Paperino: Perché no?

BBBBB: Perché No!

Paperino: Ma ho fatto la spesa, mica possiamo andare sempre in giro a pranzare.

BBBBB: No ma io là non ci vengo!

Paperino: Ma siamo solo io e te, insieme appassionatamente. Perchè non ci vuoi venire?

BBBBB: No non voglio, è l’ultimo posto al mondo dove vorrei andare.

Paperino: O mamma… ma se non c’è posto migliore al mondo!

BBBBB: No.

Paperino: Dai, non possiamo mangiare sempre al ristorante, ti ho preso la carne dal tuo macellaio preferito, l’insalata e l’aceto balsamico come piace a te. Mangiamo leggero che poi alle 3 giochi. Così non ti appesantisci.

Ho approfittato di avere il mio piccolo da solo per rompere il ghiaccio e farlo venire a Monteamaro.

Ho la sensazione che quando i ragazzi sono insieme sia molto più difficile convincerli a far delle cose. E’ come se si inibiscano a vicenda, quasi debbano dimostrare l’uno all’altro di non cedere alle mie richieste.

Se sono da soli è più semplice, mi risulta agevole anche il dialogo.

Non è stato un problema, BBBBB è uno che si fa trascinare. Borbotta, sbuffa ma alla fine si adegua.

Sono bloccati i ragazzi. Sicuramente si sentono in imbarazzo per non aver nemmeno salutato il nonno da oltre un anno. E’ inutile ritornare sul perché, ma sti ragazzi hanno un nonno di quasi novanta anni e non lo hanno chiamato nemmeno al telefono per dargli gli auguri del compleanno. Oggi hanno imbarazzo ad incontrarlo.

E’ una ferita per lui e per loro. Va curata.

Ho pensato di reintrodurli per gradi. Quasi una riabilitazione. E’ una botta anche per me farli incontrare.

Prima li reintroduco in casa, poi al nonno. Sarà la volta del resto dei miei familiari, dopo.

Con BBBBB è andata bene, mi ha persino aiutato ad apparecchiare. Ha fatto la solita scarpetta al piatto e mentre io rassettavo si è messo sul divano a vedere la TV.

Mentre lavavo i piatti ogni tanto mi affacciavo con la testa nel soggiorno e sbirciavo.

Il sorriso mi partiva da dentro. Tornavo al lavello, facevo un paio di cose e poi ritornavo a sbirciare. Lui non poteva vedermi.

BBBBB si è persino rilassato.

Al giorno dopo li ho presi entrambi da scuola e li ho portati di nuovo a Monteamaro.

Erano contrari tutti e due. AAAAA molto impettito. Lui è uno tutto di un pezzo e probabilmente avrà giurato che non sarebbe mai tornato a Monteamaro.

Li ho trascinati anche in questo secondo giorno. Stavolta insieme.

Paperino: Dai che non c’è nessuno!

AAAAA: Nooooo. Andiamo al ristorante, io ho la partita presto oggi.

Paperino: Saremo un lampo.

Arriviamo e stavolta non eravamo proprio soli. Al sabato c’è Anna, una donna che da trenta anni, da quando non c’è più mia madre, due volte a settimana fa le pulizie a casa di mio padre.

I ragazzi avvertono che c’è qualcuno in casa e si fermano fuori.

Come gli asini quando si impuntano.

BBBBB: Non è vero che non c’è nessuno!

Paperino: Ma ci sarà Anna che fa le pulizie!

Loro rimangono fuori. AAAAA che era dietro di me ritorna persino in auto. Come fosse terrorizzato.

Che brutto che è stato. Un ragazzo può avere il terrore di incontrare un nonno?

Oramai vedo la fine però. Questi schiaffi non mi fanno un grande effetto. Come quando prendi le botte ma hai i muscoli tesi. Non senti il dolore, pensi solo a menare.

E’ così per me, vedo delle cose che mi farebbero un gran male se non avessi ben chiaro dove voglio arrivare e la vicinanza dell’obiettivo. La vista del traguardo ti dona energie che non immagini. E allora meno, mi do da fare a testa bassa e senza stare a pensare quello che vedo.

Anna quando ha visto i ragazzi è quasi svenuta. Mi ha guardato e

Anna: I bambini!!!

Li ha salutati.

Paperino: Eh Anna, sono un po’ cresciuti, visto?

Mi ha fatto un sorriso enorme, era commossa, si è girata per non mostrarsi. E’ una donna discreta, sa cosa ho passato. Era felice per me, ha raccolto le sue cose in fretta ed è andata. Mi ha lasciato da solo.

Ho cucinato, abbiamo pranzato e visto un po’ di TV . Esattamente come era successo al giorno precedente per il solo BBBBB. Tutto tranquillo.

Si sono stravaccati un po’ sul divano dopo pranzo. Gli sono andato vicino e gli ho sistemato il tavolino perché lo potessero utilizzare come poggiapiedi.

Mi hanno guardato entrambe con uno sguardo tenero. Hanno capito che il mio gesto era una carezza. Nel loro sguardo c’era la rassegnazione ad un padre che gli vuole bene.

Ho sorriso, non ho detto nulla e mi sono messo a sistemare la cucina.

Al pomeriggio, domenica, ho avuto una brutta sorpresa. Sono tornato a casa e ho trovato la pianta di bougainville spezzata.

E’ una pianta rampicante che avvolge il patio della casa. Sta lì da quando sono nato. L’ho vista per terra, ricopriva tutto il piazzale davanti al patio. Mi è sembrato di vedere un gigante abbattuto al suolo.

Mi sono precipitato per cercare di capire cosa fosse successo. Si è spezzata la fune che la teneva ancorata al tetto ed è caduta giù tutta la pianta. Il tronco, benché piuttosto robusto, ha ceduto sotto il peso.

E’ stato un colpo per me. Ho fatto su e giù dal tetto per capire come possa essere accaduto.

La corda era logora. Oggi è una giornata piuttosto ventosa .

A terra prende davvero una grande superficie, sembra persino più grande di quanto lo fosse appesa alla abitazione. Mi sono rincuorato quando mi sono accorto che il tronco si è spezzato dopo una prima diramazione della pianta. Si può recuperare qualcosa, forse.

Ho preso una sega ed ho tagliato la parte di pianta che spezzata è destinata a seccare. E’ uscito mio padre da casa e pretendeva di aiutarmi a tirarla su.

Mi sono fermato, più che altro per fermare lui. Con la sega in mano a novanta anni mi ha fatto tenerezza e ho avuto paura per lui.

Gli ho detto che al mattino dopo mi sarei fatto aiutare da qualcuno a tirarla su.

Paperino: Occorrono almeno tre persone, papà.

Padre: Ti aiuto io!

Paperino: Non ce la facciamo, siamo solo due! Fidati, è pesante, ho provato a tirarla su. Almeno tre persone ti dico!

Non sapevo come altro fermarlo.

Quella pianta era il fiore all’occhiello della casa. La aveva piantata mia madre che amava le bougainville. Enorme e piena di fiori. Grazie a lei la casa sembrava vivere, nonostante non ci sia più un gran traffico di persone come una volta. Il rosa dei fiori sul bianco latte della casa sembrava come fragole sulla panna.

Mi sono fermato a guardarla per terra. Ero scosso come se fosse crollato un pezzo di casa.

Mio padre: Eh, povera pianta. Le cose belle vanno curate. Quando pensi che stiano sempre lì a donarti la propria bellezza, le perdi.

Paperino: Non ce la fai a star dietro a tutto purtroppo, chi se lo immaginava.

Mio padre: Non ti preoccupare. E’ una occasione per rinnovare. Domani proviamo a salvare qualcosa e se non ce la facciamo ne metteremo un’altra. La morte per la vita non esiste perché la vita si rinnova.

Paperino: Rinnoveremo papà, rinnoveremo, te lo prometto.

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49 pensieri riguardo “L’uomo del terrore

  1. Poveri piccoli quanto terrore hanno subito per aver rotto i ponti. Ma per fortuna tutto puó ricomporsi , non stai perdendo tempo, non hai lasciato correre. Questo è importante. Anche a me a fine estate è stata decimata la siepe che copriva il muro del mio cortile, una siepe rampicante di gelsomini bianchi. Ero così desolata, ma abbiamo ripiantato nuove piante e già il muro si sta ricolorando di verde. Tornerà splendente come prima. Anche la tua vedrai!

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      1. No, erano cresciuti tanto ma profondamente erano secchi, mio marito li ha tagliati un giorno senza prepararmi ed io sono rimasta scioccata…sono i finti gelsomini bianchi bellissimi…ora la parete è di nuovo con foglie colorate ma devo aspettare un po’ la chioma lunga e folta…

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    1. Credo che la sua forza sia stata e sia quella di guardare sempre avanti, nonostante la sua età . Ha costruito e organizzato per una vita. Sarà stata deformazione professionale…:-) si sembra siano stati bene. La mia ex oggi in mediazione ha detto che a casa hanno
      Manifestato
      Nervosismo. Mah…

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      1. Anche con te l’hanno manifestato, ma poi si sono rilassati.
        Con una madre come quella manifesterei nervosismo pure io, a dirla tutta.
        Tuo padre mi sembra concreto, pratico. Per questo dovresti chiedere consiglio a lui. Lo so che sembra un atto di egoismo, in quanto anziano lo si dovrebbe lasciare in pace. Però gli anziani a volte hanno una serenità sulle cose, che non li ferisci, anzi.
        Non volevo dire a mio nonno che mi ero separata. Quando è arrivato al suo centesimo compleanno, sono stata costretta. Mi ha chiesto se ci fosse l’eventualità che il mio ex-marito mi facesse del male (intendeva fisico). Una volta convinto che non era possibile, mi ha detto:”se si sta male è inutile tirare avanti. Meglio finirla e andare avanti per la propria strada più serenamente. Con rispetto, naturalmente”.
        Mi fu di grande conforto.

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      2. Direbbe una cosa del genere anche mio padre penso. Lui dice sempre che per far stare bene chi ci sta intorno dobbiamo star bene noi per primi. Siamo lì. È vero che loro sollevano problemi più pratici e sono pratiche anche le soluzioni . Credo sia dovuto al fatto che hanno pensato più a sopravvivere che a vivere rispetto a noi. Si diventa più essenziali per forza.

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      3. Io sono essenziale! Sopravvivo da sempre, dal mio primo respiro ho dovuto decidere se sopravvivere.
        Pensavo che mio nonno mi avrebbe disapprovato (che è uno dei miei timori fondamentali, e con i quali lotto da sempre), perchè ha passato quasi ottanta anni con mia nonna, ma la pensavo come lui, tanto che avevo già scelto di finire il mio matrimonio. Ho ereditato molto di mio nonno, attraverso mia madre, anche i caratteri non proprio belli. Tipo la determinazione, che talvolta diventa testardaggine.
        La concretezza è dovuta solo in parte al dover sopravvivere. Non sono l’unica che deve affrontare parecchi problemi per andare avanti, ma non sono tutti concreti.
        Anche tu devi stringere i denti e lavorare sodo, nella tua situazione. Però non sei essenziale, dai troppo spazio alle sovrastrutture. Riporta le cose alla base, al punto, al cuore. Coi ragazzi funzionerà, loro sono ancora così.

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      4. Essenziale è giusto … dovrei esserlo un po’ di più. Su questo hai ragione. Mi frega la paura forse. Però lasciami dire che se essenziale è bianco e nero, in mezzo ci sono i colori. Un po’ di colore va bene …:-)

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      5. ma certo!
        Essenziale, non spartano

        Essere essenziali è guardare al cuore delle cose, cercando di spogliarle da tutte le sovrastrutture e i significati che aggiungiamo per abitudine, paura, bisogno…
        Come i bambini: loro riescono a condurre tutto alla base. “Chi è Gesù? E’ Dio con la pelle sopra”. Solo un bambino riesce a cogliere una cosa così. Essenziale.
        Ed i bambini amano i colori.

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      6. Oggi sono stato a pranzo con AAAAA. Gli ho chiesto delle difficoltà che avesse a venire a pranzo a casa con me. Gli ho chiesto anche di vedere il nonno una delle prossime volte. Chiuso a riccio. No e non ne vuole parlare. Hanno un blocco i miei figli. Un muro. Ho solo cominciato. Sarà tosta.

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      7. no e non ne vuole parlare.
        Decide lui su una questione così importante?
        No e non ne voglio parlare è una risposta da sciocco e vigliacco. Faglielo notare.
        Non lo lasciare crescere nelle menzogne, nella paura, nella vigliaccheria: è giusto che i tuoi figli diventino uomini e tu sei la persona più importante in questa crescita.
        E mi pare che di Uomini in giro ce ne siano troppo pochi per rinunciare noi a far diventare Uomini i nostri figli.
        Sarà tosta. Non mollare. Sarà anche piuttosto lunga. Ma finirà, come ogni adolescenza. Te ne accorgerai all’improvviso tra un certo numero di anni, mi hanno detto.
        In bocca al lupo

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      8. E’ senso di colpa, niente di più che paura da senso di colpa. Più dicono no e più sperano che in qualche modo la situazione si sblocchi.
        Te lo dico per esperienza: una caterva inenarrabile di anni fa ho vissuto anch’io, in una situazione completamente diversa, una interruzione dei rapporti con una nonna. Non importa entrare nei dettagli, quello che conta è che anche io e i miei fratelli per molti mesi non l’abbiamo né vista né sentita. Se non fosse stata mia mamma quel giorno a impormi di chiamarla, senza discussioni né possibilità di scelta, la cosa sarebbe andata avanti chissà per quanto tempo ancora. Era chiaro a tutti che io non avevo colpe nello psicodramma generale ma ero comunque terrorizzato, perché era chiaro per me che IO l’avevo abbandonata. Mia mamma non mi fece nessuno sconto, e per fortuna perché è bastato un minuto, tutto si è risolto ed è tornato come prima.

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  2. Nel racconto sembra quasi marginale la figura del nonno, appare solo quando non racconti più dei tuoi ragazzi, ma in realtà è la persona più importante, anche di fronte al ricordo della mamma legato alla pianta, è colui che confida ancora in un domani diverso, e perché no, migliore.

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  3. ” Il sorriso mi partiva da dentro. Tornavo al lavello, facevo un paio di cose e poi ritornavo a sbirciare. Lui non poteva vedermi.” Forse anche lui ti vedeva… Loro vedono da dentro .-)))
    Per quanto riguarda la pianta, prendila così : almeno son arrivati a vederla anche loro prima che…

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    1. Relaxing cooking… è proprio quello che mi succede quando cucino. Ha un non so che di terapeutico accendere i fornelli. C’è il fuoco, l’acqua, i prodotti della terra e i profumi nell’aria. C’è tutto, una sorta di alchimia!

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  4. IL bic* il bicch+ il bicchiere se lo bevo? no cioè… se lo lascio è perché ho maldipancia seMMai 😛 Mi bevo la bottiglia mezzapiena ahahahah 😛
    di solito, i figli, ci conoscono meglio di come ci conoscono i nostri genitori… e hanno gli occhi anche dietro… Ero un po’ commossa quando l’ho letto… Fagli sapere che il nonno ha sempre il sorriso e mai un’aria da ramanzina… 😉

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  5. ciao
    mi spiace per la pianta, mi spiace per il nonno ma son contento dei progressi,
    la vecchia ed abusata teoria che il tempo cicatrizza tutte le ferite è in questo caso veritiera,
    basta usarlo bene e le cose andranno come devono andare 😉

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    1. Ciao Claudio. Sono riuscito a salvare un ramo . Ricrescerà probabilmente . Ed è una bella cosa per davvero. Solo simbolicamente purtroppo perché rispetto a come era prima oggi pare bruttina . Ci vorrà più di qualche anno per vederla di nuovo bella . 🙂

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  6. C’è sempre una grande saggezza nelle tue parole…
    La vita ha un flusso circolare, io ci credo davvero. La tua pianta tornerà diversa ma uguale, con le stesse radici. Lo stesso avverrà nel tuo rapporto con i ragazzi.
    Un abbraccio 🙂

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    1. Ciao Poetessa, anche io penso che tutto ritorni. Adesso sono certo che potrò avere un rapporto con i miei figli. Sarà diverso da prima, e quello che è stato probabilmente avrà i suoi effetti. Spero più positivi per loro che negativi. Dovrò prepararmi ed adeguarmi. Studiare non mi è mai pesato per fortuna! 🙂 Un abbraccio grande a te e alle tue poesie.

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  7. primo – dal basso della mia ignoranza e con l’umiltà di cui non sono capace: bravo!
    secondo – mena. I giapponesi sono essenziali nelle arti sia marziali sia decorative sia comunicative…..hanno qualche problema concettuale con le sbavature….ma sbagliano pure loro, perciò…mena e vai sui fondamentali! Lorenza è il tuo anello in retroazione sui kids, non la tua ex, ogni tanto guarda lei nello specchietto retrovisore.
    terzo – hai delle colpe? sicuramente (io non sono migliore), paralizzarti sui dubbi non ti serve, hai una spinta interiore, è quella giusta, è quella che ti redimerà….vai e mena (vedi punto secondo 🙂 )
    quarto – è previsto un incontro con i ragazzi alla presenza di Lorenza? Potrebbe essere auspicabile? (più una domanda che un consiglio)

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    1. 🙂 quando ero più giovane ero più bravo a menare!!! Adesso qualche acciacco si fa sentire! L’altro ieri mi ha chiamato il mio avvocato. È stato avvicinato per vedere di riportare la causa a consensuale… di che sa questa minestra?

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      1. il lottatore compensa gli acciacchi dell’età con l’esperienza 😉 la tecnica non ti manca. La minestra la puoi assaggiare….non la devi mangiare per forza 🙂 cmq su tutto mi raccomando: rum agricolo 🙂

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