Il limbo

Da giovane quando studiai la Divina Commedia fui attratto dalla condizione delle anime del limbo. Se non ricordo male, all’epoca non sapevo cosa significasse la parola. Trovai la spiegazione tra le note del Sapegno.

Era il luogo in cui dimorava Virgilio e con lui, per la religione Cristiana, tutte le anime buone non battezzate, morte senza la liberazione dal peccato originale.

Gente senza colpe, neonati, illuminati di vario genere, tutti non degni di vivere in Paradiso per non aver timbrato il cartellino.

Mi sembrava una cosa davvero triste. Un’aberrazione burocratica della religione quasi che la bontà, la rettitudine, il valore, fossero nulla senza l’iscrizione al registro.

Un po’ come fare la fila alle poste per due ore e poi capire di non aver diritto di parlare allo sportello perché non si è ritirato il numerino alla macchinetta.

Non riuscivo nemmeno a capire come potessero vivere delle anime nell’attesa infinita.

L’impazienza è tipica della giovinezza. Consumare è una necessità, gusti poco e in fretta. Quando sei ragazzo la scadenza è una parola sconosciuta, al massimo è un numerino sulla confezione degli alimenti.

Sei adulto quando incominciano le scadenze, man mano aumentano e diventano pressanti. Col tempo i crediti con la vita diminuiscono. Aumentano i debiti, non solo quelli economici.

Vai anche in debito di ossigeno, fai una rampa di scale e ti manca il fiato.

Allora il limbo diventa prezioso. E’ quel momento che vivi, tra una scadenza e l’altra e prima dell’ultima scadenza. Hai la vita e tutte le possibilità, magari una proroga. L’attesa non si colora più di impazienza, si riempie di tempo vitale.

Il cinque dicembre c’è stata la prima udienza per la separazione.

Su consiglio del mio avvocato non sono andato in tribunale e così ha fatto anche la mia ex moglie.

C’è andato il mio amico Francesco, avvocato anche lui.

  • Se c’è bisogno ti avviso e vieni, non ti preoccupare. Ci sono io con Mario.

Così mi ha detto alla sera prima.

Il mio ufficio non dista molto dal Tribunale, in cinque minuti sarei potuto essere lì. Ho ascoltato il consiglio.

In sostanza gli avvocati hanno confermato quanto scritto nelle memorie, le richieste di modifica del provvedimento emesso a luglio, in maniera provvisoria nell’udienza presidenziale.

Il mio caso è un po’ anomalo. L’udienza presidenziale in genere è tenuta dal Presidente del Tribunale. Per noi è stata tenuta dallo stesso giudice del merito, il dott. Citto. Con l’inizio della causa il giudice del merito si esprime sul provvedimento presidenziale emesso per urgenza provvisoriamente e nell’immediato.

Oggi il Dott. Citto dovrà esprimersi su un provvedimento emesso da lui stesso.

Di nuovo, rispetto a luglio, c’è la relazione delle mediatrici. Dovrà accogliere o meno anche la richiesta delle prove testimoniali proposte dai legali.

Si attende quindi. Si attende che il Giudice ci dica come vede le cose. La mia ex moglie attende per il lato economico, vorrebbe di più. Io attendo per il diritto di visita, sul quale al momento non si è trovato alcun accordo. Solo una apertura alla collaborazione, forzata dall’intervento di Lorenza e Antonella.

Con i ragazzi ho riconquistato un bel po’ di cose nel frattempo.

Grazie al centro di mediazione e al lavoro tambureggiante delle due mediatrici oggi vedo i ragazzi quasi quotidianamente.

Li accompagno agli allenamenti, alle partite. Pranzo almeno due volte a settimana con loro.

AAAAA mi risponde al telefono quasi sempre, BBBBB quando ritiene di farlo.

Abbiamo ripreso dialogo e anche spirito, insieme.

Rimane tabù dormire a casa mia, fare i compiti con me e consultarmi per qualsiasi sciocchezza della vita quotidiana. Non è poco, ma non mi basta. E’ la differenza che c’è tra due amici e due amanti. Ad un amica presti te stesso, ad un amante ti dai. Sono genitore oggi, non sono padre.

Mi piacerebbe molto per esempio decidere quale maglia mettere o preparare un borsone.

Perché no, decidere se prendere o meno una tachipirina è una roba che mi manca molto. Una opinione sugli amici e sugli insegnanti.

Sono alla porta, faccio da autista, di quelli simpatici con cui si scambia una chiacchiera. Ogni tanto faccio il cuoco e sgancio qualche dieci euro per uscire. Non so cosa studiano, non ho mai visto un loro libro da liceale. Provo a chiedere, mi dicono. Non è la stessa cosa. Mi piacerebbe proprio vedere cosa c’è da pagina 123 a pagina 132.

D’altro canto se penso a cosa è stato….Devo solo essere contento.

Il limbo mi serve anche a questo, tirare fiato e somme.

Non sono in paradiso ma neanche all’inferno. Cerco di stare tranquillo anche con la mia ex, non rispondo alle provocazioni. Non frequentiamo più la mediazione. Non deve dare conto più a nessuno ed ha ricominciato con i suoi ‘’ chiedi a loro, non chiedere a me’’. Un muro di gomma che per me è stato un muro del pianto per mesi. Per fortuna chiedo a loro e loro rispondono spesso ora.

Nel limbo stai bene perché non accade nulla. Anestetizzi il futuro, c’è ma non può farti del male. Stiri e dilati il tempo presente. Ripassi e lisci pieghe e cuciture del passato.

Il limite del limbo è che non fai proprio ciò che ami ma ti abitui anche all’importanza di amare ciò che fai. La differenza non è sottile.

I ragazzi mi sembra che stiano bene. Mi fa ben sperare che ciò che faccio è giusto. AAAAA è una bomba, miete successi scolastici e sportivi. Per fortuna in famiglia di mia moglie erano tutti somari a scuola. Non si possono appropriare di questa fetta di DNA. Mia suocera dirà che è stata la Provvidenza comunque. 

La scorsa settimana mi hanno raccontato che il suo allenatore nella riunione post partita ha detto alla squadra:

AAAAA è stato il migliore in campo. Se fate un corsa magari gli date trenta metri ognuno. Lui, ve ne da cento con la testa.

Al giorno dopo sono usciti i risultati delle olimpiadi di matematica, manco a dirlo, è arrivato primo in tutta la scuola. Farà le provinciali a febbraio.

BBBBB alti e bassi. Ha preso anche un 4 e mezzo ad un compito, ma non perché non studi.

Si danna, avrà bisogno di più tempo. Rispetto al fratello ha la simpatia e l’ironia che risolvono altrettante disequazioni nella vita.

Oggi li ho avuti a pranzo in campagna. Ho fatto carne alla brace. Ho preso dei panini, li ho girati sulla graticola, insaporiti strofinandoci aglio e basilico. Ci ho aggiunto succo di pomodoro e olio. Ho infilato della salsiccia arrostita preparata dal mio macellaio. Se li sono divorati. Per la gola li so prendere.

Sono andati via presto purtroppo. Avevano impegni con amici e non mi sono opposto.

Al mattino AAAAA aveva una partita. Mi è venuta l’idea di organizzare una partita genitori ragazzi durante le feste natalizie. Gli altri genitori sono stati contenti. Quando ho riaccompagnato i ragazzi a casa lo ho raccontato loro per vedere cosa ne pensassero.

Paperino: Facciamo una partita Genitori – ragazzi con grigliata finale.

AAAAA: Sul serio? Chi gioca?

Paperino: Noi papà contro voi figli. La vedo dura per voi. Devo vedere anche di convincere il Mister a giocare con noi.

AAAAA: Perdete.

Paperino: Ma va, ma tu hai visto il papà di Mezzo? Un metro e novantacinque. Lo mettiamo al centro della difesa, pensi di superarlo?

BBBBB: ahahaha, ma se non vi muovete!

Paperino: Stai tranquillo, pensa a muoverti tu, io non ti faccio fare brutta figura.

BBBBB: papà ti do un indizio.

Paperino: Dimmi.

BBBBB: la palla è sferica.

Paperino: ahahaha, vedremo!

Che disgraziato, con BBBBB se ti va bene finisci in pareggio.

Nell’ultima appuntamento con le mediatrici, Antonella mi ha chiesto come mi sentissi.

Le ho detto:

Mi sembra di stare alla finestra ed essere spettatore della vita dei miei ragazzi. Non posso intervenire in nulla per ora. L’unica cosa che mi rimane è creare un vortice fortissimo intorno, nella speranza che il risucchio li tiri fuori. E’ quello che ho fatto per un anno, anche venendo da voi in aprile quando ancora non lo aveva determinato il giudice.

Mi aspetto e spero che il giudice determini qualcosa. Inferno o paradiso che sia per me sarà solo un altro punto di partenza per continuare a vorticare fortissimo.

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20 thoughts on “Il limbo

  1. In una intervista a Papa Benedetto XVI, gli venne chiesto se era contento che ci fossero tanti cristiani nel mondo. Lui rispose che molti che erano nella Chiesa sarebbero stati fuori e molti che erano fuori sarebbero stati dentro, il cristianesimo non è una associazione dove basta iscriversi per salvarsi. Un autore molto amato , un poeta francese Pegùy, era un socialista sposato civilmente che poi si è convertito rimanendo fuori dalla Chiesa per la scelta della moglie atea. Ha scritto le più belle pagini poetiche del cristianesimo, e un grande teologo Von Balthasar lo considera un grande testimone cristiano. Perchè Dio è misericordia e il suo criterio di giudizio è altro. Detta questa premessa😉, hai ragione quando dici che vuoi essere padre e non genitori, è veramente diverso, come diverso è avere solo due padri o due madri. C’è una relazione che è quella d’amore ma che coincide con l’educazione e la condivisione , con la testimonianza. Ti consiglio di leggere il libro Ed io chi sono? Di Giancarlo Cesana che affronta il rapporto con la crisi dell’uomo moderno partendo proprio dal mondo giovanile. Però ti dico anche che talvolta basta una piccola testimonianza, anche invisibile per dare ai figli un legame inscindibile e una forza irriducibile. Il tuo limbo è già Paradiso.

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    1. La tua convinzione è disarmante, sai? E’ una cosa che ammiro molto. E’ tanto per me che al mattino non so se il caffè prenderlo macchiato o meno . Ho i dubbi anche su quello! Tu sei una che ci crede per davvero. Sapere che ci sei mi conforta. Non so se potrò mai avere le tue convinzioni, al momento sicuramente no. La misericordia ancora non mi ha investito evidentemente. Però leggere le tue parole mi fa stare bene, sei vera e genuina. Grazie.

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  2. Davvero una bellissima citazione si, come sempre del resto…
    Il limbo non è poi così male, in confronto all’inferno. Capisco quando dici che almeno si può respirare. Non è piena gioia ma non è la disperazione più nera. È come una sala d’aspetto infinita, in attesa che la porta si apra e si possa vedere il sole…o altro magari…la pagina 123, o la 132, ad esempio. Per me è altro, ma alla fine quello che cambia probabilmente è solo la copertina del libro. Un abbraccio.

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  3. Sai che penso? che deve essere paLLoso stare in casa con la madre…. quindi magari questa è l’età in cui escon di più con gli amici, se ne stanno fuori… di più… ….. anche perché deve essere fastidioso stare a sentire le sue solite lamentele, e pesantezze…. sarò franca : è l’età in cui si confidano di più con gli amici della loro età, magari trova il modo di far breccia anche su loro… così loro faranno “il tifo” per te ai tuoi AAAA e BBBB. Per il resto fai super bene a far battute, ad esser tutto sorrisi e simpatia, con i tuoi ragazzi, visto che dall’altra parte ne avranno pochino, e ne hanno bisogno un monte. Qui sulla terra tutto “RItorna” se fai 😛

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    1. La penso come te , ma i miei ragazzi non credo. Per come li conoscevo sono rimasto molto sorpreso dalla reazione che hanno avuto. Chissà se capirò mai veramente cosa hanno pensato. La mia ex moglie li ha circondati di amici per colmare il
      Vuoto. Nella mia ex casa so che bivaccano tutti i loro amici. Anche per questo non vogliono venire con me spesso.

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      1. Capisco. Cerca cmq di caPtare chi è veramente amico, a me per esempio ha aiutato parecchio il parere scanzonato e spassionato di un mio caroamico, colui che io sceglievo come essere “il più intelligente”, il quale mi ha sempre parlato molto bene di MIO Padre, e la sua opinione mi ha fatto capire che mi dovevo sciogliere, che forse, mia madre non aveva poi così ragione a sparare a zero sul mì babbo. (dai retta, più si va avanti, e più loro si avvicineranno a te perché noteranno, come lo notano i loro amiconi veri, che tu sei un pezzo di pane).
        P.S =Mangiati dalla burocrazia anche in cielo?!

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