Dream on

L’altra sera sono andato a prendere i ragazzi da due feste. Prima mio figlio AAAAA che era a casa di un compagno della scuola calcio con gli altri della squadra.
Sono giorni di vacanza e fanno un po’ più tardi del solito. Mi son fatto trovare alle 23,30 sotto casa del suo amico.
Ho parcheggiato l’auto spalle all’ingresso della palazzina, messo un po’ di musica e ho cominciato a navigare con il telefono per ammazzare l’attesa.
Sono un po’ scaramantico, metto sempre una scelta casuale sulla mia playlist e sento cosa mi vuol dire la musica. Come fosse un oracolo.
Dream on. Vecchi  tempi
MI piace ascoltare i testi delle canzoni, mi distrae molto.
Everytime that I look in the mirror
All these lines on my face gettin’ clearer
Ogni volta che mi guardo allo specchio
Tutte le linee sulla mia faccia si fanno più chiare
Eccolo là… l’oracolo mi dice di guardarmi allo specchio, e ce l’ho proprio qua d’avanti lo specchietto retrovisore.
Mi guardo. Certo alle 23,30, in pieno inverno, non sono al mio massimo. Il tempo passa per tutti.
Le feste mi hanno distrutto come al solito. Sono gonfio.
Il gonfiore del viso mi fa sentire lo zucchero di tutti i dolci che mi sono tracannato. Mi dà un po’ di nausea.
I miei capelli neri hanno resistito per un bel po’, all’alba dei 47 anni cedono anche loro. Mi dò ancora un paio d’anni, poi divento completamente brizzolato e l’età sarà sempre più evidente. MI do un tono con un po’ di ginnastica facciale, cerco di stirare le rughe intorno agli occhi.
Non cambia granché.
The past is gone
It went by like dust to dawn
Isn’t that the way
Everybody’s got their dues in life to pay
Il passato è svanito
Se n’è andato come polvere all’alba
Non è così che si fa
Tutti hanno dei doveri per cui pagare
Già… si paga. E’ l’unica cosa certa, penso. La faccia è lo scontrino del tempo alla cassa della vita.
Il vociare dei ragazzi alle spalle mi interrompe in questo patetico de profundis personale. Meno male.
Metto in pausa la musica per sentire cosa dicono i ragazzi.
Mio figlio AAAAA è in compagnia, escono dal cancello del condominio.
Apre lo sportello dell’auto. In genere quando lo vado a prendere accompagniamo qualche amico anche. Ci si dà una mano tra genitori. Io tendo ad essere sempre presente, per sfruttare le occasioni di stare un po’ con i ragazzi.
Forse anche se fossi a casa non lascerei che lo accompagnassero altri.
Vedo AAAAA con una faccia furba.
AAAAA: Abbiamo un problema.
Paperino: Che è successo?
Ho capito che dovevamo accompagnare più di qualcuno. AAAAA mi guarda in silenzio con un ghigno.
Sono tanti, ma sono alle mie spalle e non riesco a quantificare il problema.
Paperino: Lo risolviamo il problema! Non ti preoccupare.
AAAAA: dobbiamo dare qualche passaggio.
Paperino: Certo. Ci mancherebbe.
Sul sedile d’avanti si infila Matteo, figlio di Pina e Leo. Un ragazzo molto spigliato e con la battuta pronta.
Oddio se guardo la comitiva sono talmente vispi che sarebbe da mettere guinzaglio e museruola a tutti.
Incomincia una battaglia tra lui e mio figlio che tenta di farlo scendere dal sedile d’avanti.
Interviene anche Gabriele, un loro ex compagno di squadra che non vedevo da un po’. E’ molto bravo ed è passato nel vivaio di una squadra di serie B, non gioca più con loro. Credo farà il professionista con un po’ di testa sulle spalle.
Lo saluto.
Paperino: Ciao Gabriele, da quanto tempo!
Gabriele: Ciao Paperino.
Gabriele da man forte ad AAAAA, tirano per la giacca Matteo che nel frattempo si aggrappa al sedile.
Ridono…. e rido anche io. Ragazzi… penso, divertirsi con le stronzate rimane la cartina di tornasole di mascolinità.
Matteo è un giocherellone e urla:- no! Non voglio stringermi dietro!
Gabriele: AAAAA, non mollare, non lo fare sedere avanti!
Mi distraggono e non mi accorgo di quanta gente ho in macchina già.
Finalmente Matteo cede, si sistemano tutti.
Dallo specchietto retrovisore, nel buio dell’auto, vedo un po’ di facce dietro.
Cerco di contarli… 1,2,3,4,5….
Paperino: Ou! Ma quanti cazzo siete????
Ridono fragorosamente.
Matteo: Paperino, sei tu che vedi doppio, non ti preoccupare!
Paperino: Mi farete arrestare!
A vedere le facce nere nel buio, per un attimo mi sento uno scafista.
Matteo: Tranquillo se ci fermano parlo io con la polizia!
AAAAA: dai papà, il primo lo lasciamo tra meno di un chilometro.
Dopo quel dai papà, avrei fatto qualsiasi cosa mi avesse chiesto.
‘’Silenzi e no’’ mi hanno scorticato la pelle in un anno, una risposta diversa mi fa ancora l’effetto di un unguento.
MI fermo ancora qualche secondo. Quanto sono belli e allegri. Si ammazzano dal ridere e si vogliono bene.
Sono nell’età in cui si costruiscono le amicizie per la vita, perché disinteressate.
Ci si sceglie nel mucchio solo per affinità e si sta in mucchio.
Quello che adoro nei ragazzi è il potenziale. Il potenziale e tutto ciò che può accadere ed ancora non è avvenuto. Sono le possibilità. E’ da una certa età in poi che capisci che la vita è più bella a immaginarsela. Quando sei giovane hai il diritto di immaginarti ciò che vuoi e noi adulti dovremo garantirglielo.
Agli ingegneri insegnano che l’energia potenziale è uguale alla energia cinetica. L’energia di ciò che può essere, il potenziale appunto, corrisponde esattamente l’energia di ciò che poi accade.
Me la ricordo la lezione di fisica. Una pallina in cima ad una salita ha una sua energia. Non la vediamo, ma c’è. La percepiamo solo quando facciamo rotolare la pallina giù. Il potenziale diventa movimento ed in quel caso possiamo intuire meglio che ci sia energia. Tanto più alto sarà il potenziale, ovvero tanto più in alto sarà la pallina, tanto più sarà la velocità con cui verrà giù.
Sono stato sempre poco ingegnere nel DNA e quando vedevo la pallina lassù la prima cosa a cui pensavo è che da lì potesse mettere delle ali e volteggiare giù come un deltaplano.
L’idea che seguisse la sua strada segnata mi stava stretta.
I ragazzi sono un po’ così. E’ come se fossero su una cima, pronti per buttarsi giù per qualche versante.
Su in cima, si assomigliano tutti. Le differenze quasi si annullano nel potenziale che li accomuna e li tiene uniti.
Ripenso se è il caso o meno di caricare tanta gente in auto. Mi viene in mente che quando ero piccolo ci caricavano con lo stesso numero anche in una 126 Fiat. A vederne una oggi fa impressione, è poco più grande di una scatoletta di tonno. Eppure ci costipavamo anche in cinque sei all’epoca, tipo sardine.
Vado, con un po’ di strizza, ma contento.
Consegno i ragazzi ad uno ad uno alle loro case. Rientrando nel numero consentito tiro un sospiro di sollievo.
Schiaffi, risate, sfottò durante il tragitto…la mia auto come una pentola che bolle.
Ridevo anche io, non mi andava di richiamarli all’ordine, volevo sentire proprio il loro rumore, sentire la loro energia contagiosa.
E’ la volta di BBBBB, anche lui ad una festa.
Qualcuno mi ha detto di non ridurmi a fare il tassista. Non me ne frega molto. La possibilità di vivere un pezzo della loro vita oltre al calcio non ha prezzo.
Ne sono affamato.
BBBBB è ad una festa di compleanno ad un locale. AAAAA rimasto in auto con me, lo chiama e lo avvisa.
AAAAA: BBBBB, esci, stiamo arrivando.
Lo scenario cambia completamente.
BBBBB esce con camminata dinoccolata con il suo amico Francesco.
Occhialuti entrambi, me li vedo avvicinarsi all’auto con una flemma degna di un koala.
Ondeggiano, non camminano dritto. Anche loro hanno il sorriso stampato.
E’ una frizzantezza diversa. Prima c’era anidride carbonica, ora sembra effervescente naturale.
Comprendo di dover accompagnare anche Francesco a casa.
Abita vicino a casa della mia ex moglie. Non dovrò fare tanta strada.
I due si mettono dietro. Niente schiaffi e rumori.
Chiacchiericcio complice sottovoce. La faccia infilata negli smartphone. Ogni tanto uno infila la faccia nel telefono dell’altro.
A quanto capisco commentano un video.
Faccio loro qualche domanda sulla festa e mi rispondono distrattamente, della serie non rompere le palle abbiamo da fare.
Ho messo fuori un potenziale e ne ho tirato su uno completamente diverso. Ma sono in cima alla discesa anche loro. Magari non scenderanno giù dritti, credo faranno con calma con più di qualche pausa. Comodi certamente.
Li scarico tutti, il potenziale mi ha disteso anche le rughe.
Riaccendo il mio oracolo.

Sing with me, sing for the years
Sing for the laughter, sing for the tears
Sing with me, if it’s just for today
Maybe tomorrow the good Lord will take you away
Dream On, Dream On
Dream yourself a dream come true
Dream On, Dream On
Dream until your dream come true
Dream On, Dream On, Dream On..
Canta con me, canta per quegli anni
Canta per le risa, canta per le lacrime
Canta con me, anche se è solo per oggi
Forse domani il buon Dio ti porterà via
Continua a sognare, continua a sognare,
Sogna un sogno che si avveri
Continua a sognare, continua a sognare
Sogna finchè il tuo sogno non si avvera
Continua a sognare, continua a sognare…

Forse si può non smettere mai di essere una pallina in cima ad una salita. Non si dovrebbe mai rinunciare al proprio potenziale.
Dream on, andiamo a nanna.

 

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23 thoughts on “Dream on

      1. freddo si ma al massimo -4, ma neve posso dirla di vaerla vista, una spolverata che ho trovato l’altra mattina, quindi per me già basta 😉

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  1. Mi ha fatto ridere l’uscita di AAAA con i suoi cento amici da accompagnare perchè è molto simile alle situazioni in cui mi infila mia figlia di 18 anni che ogni volta mi fa fare il giro del mondo per accompagnare o prendere amiche …Mio figlio piccolo è poi simile al tuo BBBB , adolescente introverso che non vuol far sapere mai di sè e anche lui con i suoi amici e amiche alle prese con video e post… Il vero potenziale è il cuore, quello dei bambini, degli adolescenti, dei giovani è esplosivo, ma è un potenziale infinito che brucia dentro ciascuno di noi, tra le rughe dei nostri anni , pronto a ripartire ed andare controcorrente , cioè non dalla cima in basso ma dal basso verso l’alto…😜. Da me in Puglia è scesa la neve, è tutto imbiancato , il mio piccolo paese è diventato come i centri turistici più invitanti, una Cortina d’Ampezzo del sud. Dream on allora…

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    1. Si anche da me un po’ meno perché sono sul
      Mare forse. Non si vedeva tanta neve dai primi anni ottanta. Non siamo abituati, andando in giro sembra ci sia stata una guerra. Sono tutti rintanati in casa. Bello però , una volta ogni tanto non è male. Rompe la routine. Cortina sulle Murge allora! Dream on✌️✌️✌️✌️✌️

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  2. dinoccolato… pensavo questa parola recentemente e consideravo che è una di quelle che, purtroppo, viene usata poco: eppure se ne vedono tante di persone ‘dinoccolate’.
    io gongolo ogni giorno un po’ di più, leggendo i nuovi post. AAAAA mi fa simpatia e BBBBB tanta tenerezza. ce la stai facendo, Paperino, continua a tener duro che vai forte!!

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    1. Ciao Marianna , stare coi ragazzi è sempre bello . Una ventata di aria fresca . Durante queste vacanze ho fatto grandi dormite per fortuna dopo un periodo di notti un po’ insonni . È un periodaccio sotto tutti i punti di vista. Ma ci sarà chi se la passa bene ?

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  3. Ti capisco; non so se c’è chi se la passa bene, forse no. Ma alla fin fine forse sarà soltanto per chi ha avuto la fortuna d’incontrare persone che s’incastravano bene l’un con l’altra. ti lascio con questa bella frase :
    “È sbagliato pensare che l’amore sia frutto di una lunga conoscenza e di un tenace corteggiamento. L’amore è la sorgente dell’affinità spirituale e se tale affinità non nasce all’istante, non potrà svilupparsi nel corso degli anni e neanche delle generazioni.”
    Khalil Gibran

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  4. leggerti mi fa pensare che il mondo non è proprio una strada segnata. Era e continua ad essere energia in movimento. E le rughe, beh, da qualche parte le palline sono andate a saltare. Va bene anche così. Un bacio.

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    1. Ciao acciaio. C’è tanta roba nel mondo. Certe volte facciamo montagne dei nostri piccoli grandi problemi. Se ti astrai e li vedi nel mucchio ti sembrano nulla . Vero ? Mi piacerebbe avere sempre questa forza per dare la giusta misura a tutto . Poi però finisce che ci si perde e ci si affossa per le piccole cose . Si perde di vista il tutto che come dici tu si muove .

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  5. ….e per spiegare l’amore gira che gira siamo finiti in Libano…..

    ….sorvoliamo….

    paperì…se proprio devi orientarti con Mr. Steven Tyler (gloria a sua figlia) mentre attendi….la prossima volta scendi dall’auto e sali a prenderli a casa…
    ….hai visto mai che ti scappa un “love in a elevator” 🙂

    ….occhialuto?….ma che davero davero?

    io mi permetterei di ricordare che, come mi insegni, la meccanica classica è applicabile entro un determinato range di condizioni al contorno….

    ….poi si passa alla meccanica quantistica….o alla fisica relativistica….(a seconda)….ed è tutta una altra musica!

    gli vuoi bene, gli vuoi molto bene….è solo l’istinto che ogni tanto “svergola” ….io lo adoro perché mi ricorda una persona cara…..immaginati una “vecchia foto dal vivo”….

    … potessi ti darei un premio per “divertirsi con le stronzate rimane la cartina di tornasole di mascolinità.”

    …..siamo proprio così….
    ….esattamente così…..

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    1. Eh si… BBBBB fisicamente è identico a me… ogni tanto lo guardo e mi viene da ridere.

      Grazie del premio tesoro… ma hai deciso di rimanere oltre oceano?
      Non è che c’è posto per me da quelle parti????

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  6. ….più che altro è un desiderio quello di vivere a metà tra due continenti….
    …..vivo già così tra le città in Italia…..vorrei “ingrandirmi” 🙂
    quasi quasi organizziamo sta avventura insieme?

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