Le belle parole

Dalle mie parti si è abbattuta una ondata di tempo tremendo come non si vedeva da decenni.  Mi sono svegliato con un gelo nella stanza della mia casa di contrada Monteamaro. Mi stringeva le tempie.

Fuori un chiarore strano. Sono abituato a dormire con le finestre non oscurate. Ho delle tende, ma bianche. Amo vedere la luce al mattino e svegliarmi nella luce. In casa ho scelto la stanza con le finestre più ampie ed esposta al sole del mattino per questo motivo .

Non c’era il sole, fuori non sembrava nemmeno opaco come quando è nuvolo da temporale. Entrava una luce morbida e chiara come l’ovatta.

C’era più silenzio del solito.

Ho sfidato il gelo mettendo il corpo fuori dal piumone . Mi sono messo in piedi e affacciato alla finestra piccola a forma di semicirconferenza che ho sopra la mia testa.

Neve dappertutto . Neve, neve. Non la spruzzatina vista nei rari inverni più rigidi che dopo un’ora si scioglie . Ce ne erano almeno 5 cm e dappertutto. Una coltre, come nei paesi di montagna.

Non so se accade a tutti ma la neve è una roba che mi ha sempre destato stupore. È come se la natura indossasse un abito elegante e tutti la stessero ad ammirare in silenzio, imbambolati.

Il silenzio della natura con la neve è favoloso, quasi fiabesco.

Vedere la neve a Monteamaro, contrada del profondo sud di una città di mare è un fatto straordinario.

Ho l’impressione che mi ritorni la faccia piena di meraviglia di bambino in quei momenti. Almeno la sensazione interna è quella.

Dopo un minuto di contemplazione sono tornato coi piedi per terra e mi è venuto in mente di non avere nè gomme da neve nè catene in auto.

Non sono proprio uno di quelli pronti agli imprevisti. Cerco di arrangiarmi nelle difficoltà. Qualche volta va male l’arrangiamento e maledico questo mio essere poco previdente. Vorrei darmi tante mazzate in quei momenti.

È una scelta penso. Tutto sommato , costi benefici, mi sta anche bene arrangiarmi un momento, piuttosto che essere previdente una vita.

Dovevo mettermi in auto per forza. Non avevo alternative.

La strada, una lastra di ghiaccio. Ho fatto i 6 chilometri che mi separano dalla città cercando di non dare nessun abbrivio all’auto, a non più di 20 all’ora.

Sulla strada parecchie macchine girate, qualcuno con le ruote nella cunetta bordo strada.

Gente che litigava e bestemmiava.

Poche cose ti danno serenità come quando vedi l’eleganza. Mi veniva da ridere perché vedevo in giro gente incazzatissima ed io avevo ancora in me lo spettacolo elegante di poco prima. L’incazzatura degli altri mi straniva.

Pensavo che è facilissimo parlar male mentre è così difficile dire delle parole gentili.

Capita spesso anche a me!

Stronzo! Cretino! Vaffanculo!

Chissà perché è più semplice schiaffeggiare che accarezzare.

Le donne in auto sono le più tremende. Non perdonano nulla.

Utilizziamo chi incontriamo come spazzatura e nemmeno ce ne accorgiamo.

L’eleganza mette tutti a posto invece. Non ho mai visto nessuno aggredire una persona che si comporta elegantemente. Lo star bene al mondo spiazza, perché siamo tutti dei disadattati sotto sotto.

L’eleganza inibisce e immunizza dalla miseria altrui.

Le belle parole che non diciamo rimangono dentro. Se rimangono dentro fermentano e vanno a male, ti fanno del male. Se riusciamo a farle uscire c’è una possibilità. Possono far piacere a chi ascolta, magari renderlo felice. La possibilità è quella cosa che ti allarga la vita. Nessuno te la può garantire lunga. Quanto larga possiamo essere noi a deciderlo.

Le belle parole che diciamo ci lasciano del soffice e del pulito dentro. Il soffice ed il pulito tengono lontano lo sporco e sopra si posano altre belle parole che possono uscire e moltiplicare le possibilità .

Se va male al peggio hai delle possibilità in più. Nel soffice stai comodo e riesci a trovare la pace con te stesso.

Ne ho dette poche di belle parole. Dirne è un modo per provare ad essere eleganti.

Mi muovevo in auto e questa idea mi affollava il pensiero.

Sono uno dell’opposizione per costituzione. Penso di essere diventato più gentile nel tempo proprio perché intorno vedo tanta arroganza e prepotenza.

È stato un modo per stare con gli indiani piuttosto che con i cow boy.

Da quando sono ragazzo non appena vedo che la maggior parte della gente pensa o fa determinate cose avverto un senso di fastidio. Diffidenza a volte. E’ come se il sentir o il far comune mi allertasse. E’ una specie di sindrome dell’alternativa la mia. Non mi ha mai dato buoni frutti, anzi.

A fare come fan tutti ci si guadagna nella maggior parte dei casi. La diversità mi fa star bene però.

Mi trovo sempre in minoranza dappertutto e questo comporta grande fatica in ogni cosa. Mi diverto di più però. Come diceva mia nonna dove c’è gusto non ci perdi . Mi piacciono le tendenze più che le mode. Una tendenza che diventa moda ha perso la sua originalità e la sua spinta positiva.

Mio padre avrebbe fatto 89 anni al giorno successivo.

Avevo mandato ai ragazzi un messaggio al giorno prima.

Paperino: Il nonno fa 89 anni domani. Chiamatelo per fargli gli auguri, gli fareste un bel regalo.

Il giorno del compleanno ho aspettato fino al pomeriggio, mio padre non mi ha riferito nulla. Non volevo chiedergli se avesse ricevuto una telefonata dai nipoti. Gli avrei ricordato un dispiacere nel giorno in cui avrebbe dovuto sentire solo calore.

A sera sono andato a prendere AAAAA dall’allenamento. Si sono allenati al coperto.

In auto ho incominciato a parlare del più e del meno.

Poi ho voluto chiedergli.

Paperino: Hai chiamato nonno AAAAA per fargli gli auguri?

AAAAA: No.

Paperino: Peccato, perché?

Alla domanda AAAAA si è oscurato in viso. E’ affiorata un po’ di vergogna.

Non lo avrei rimproverato.

AAAAA: (abbassando la testa e a voce bassa) Non ho il numero di telefono del nonno.

La risposta di mio figlio ha avuto lo stesso effetto di quando ti tolgono la crosta da una ferita che si sta rimarginando. Povero figlio mio. Provo ad essere positivo.

Paperino: Ah, allora lo chiamiamo adesso!

Metto il viva voce e compongo il numero. Risponde mio padre con la solita voce squillante.

Alla sua età ci si sente vivi con una telefonata.

Paperino: Ciao Papà.

Nonno AAAAA: Ciao!

Paperino: Sto con AAAAA, ti vuol fare gli auguri per il compleanno!

AAAAA: Ciao Nonno, auguri!

Nonno AAAAA: Ciao Bello mio, grazie! Che bella sorpresa. Dove stai?

AAAAA: Sto tornando dall’allenamento.

Nonno AAAAA: Quando vieni? Sai che casa mia è casa tua vero? Vienimi a trovare qualche volta!

AAAAA: si.

Nonno AAAAA: e BBBBB non c’è?

Paperino: No, è a casa. Poi ti chiamo anche con lui così ti dà gli auguri.

Nonno AAAAA: Grazie belli, grazie. Se venite facciamo una bella festa!

Paperino: Va bene papà, organizzeremo. Ci vediamo dopo.

Nonno AAAAA: Ciao!

AAAAA: Ciao.

Chiudo il telefono e dopo qualche attimo di silenzio vedo la faccia triste di mio figlio. Decido di parlargli. Penso alla scusa stupida che mi aveva trovato e quanto sia difficile per lui tutto quello che ha vissuto con la separazione.

Rimproverarlo non sarebbe servito a nulla.

Paperino: Hai visto come è stato contento il nonno? Non hai idea di quanto gli abbia fatto bene con la tua telefonata. Fare bene a qualcuno fa stare bene te e lui.

AAAAA: (Ha gli occhi lucidi) Si.

Paperino: Andiamo a pranzo con il nonno e festeggiamo va bene?

AAAAA: Ok.

Paperino: Vedi, alla sua età basta poco per sentirsi felici. Noi con piccole cose possiamo fargli un grande regalo.

Per il nonno voi siete la vita. E’ pieno di guai fisici ma con la tua voce si è infiammato come un ragazzino. Si dimentica che è vecchio. Visto che bella voce squillante che aveva?

 

Non posso pretendere di più dai miei ragazzi in questo momento. Quello che posso fare è solo riempirli di belle parole nella speranza che un giorno nella loro testa l’eleganza scacci la miseria. Dire belle parole alla loro donna, ai loro figli e a chiunque sarà loro intorno, li farà star bene al mondo.

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64 pensieri riguardo “Le belle parole

  1. E’ vero, a volte è più facile sgridare e criticare, che usare le parole per sottolineare le cose buone. sembra che basterebbe girare un po’ le frasi, eppure spesso non si riesce a farlo, siamo così abituati a parlare più di quello che non va, piuttosto che vedere la bellezza delle parole. Bello questo post!
    Buona serata
    Alexandra

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  2. Viviamo abbruttiti perchè piegati dalla faticadel quotidiano ma se viviamo con lo sguardo alzato allora scorgiamo la bellezza e il nostro animo puó riprendere l’eleganza che proviene dalla gentilezza, dalla cortesia, dal bene che l’altro , che il mondo rappresenta…

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  3. No , è un cammino, è una educazione, solo chi si lascia educare dalla vita impara, bisogna riconoscere che il bene è fatto per noi e seguirlo . Lo stesso Dante ha dovuto passare dall’Inferno per giungere alPurgatorio e poi al Paradiso, enigmatico del cammino della comprensione umana quando si lascia educare da una guida e da un amore.

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    1. Ahhhh… ci risiamo!!! Ahahah scherzo… Annamaria so come la pensi, anzi so in cosa credi. Chissà che un giorno ci approdi anche io, non mi ci vedo ma tutto può accadere. Un mio omonimo fu folgorato dalla fede e chissà che non possa accadere anche a me

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      1. Concordo . Si impara e dovremmo trasmetterla . È quello che intendevo . Io la sto imparando . Da studente mi chiedo perché ci venga naturale il contrario . Se ci pensi è piuttosto strano . Eppure abbiamo entrambe le capacità . Perché una viene naturale e l’altra dobbiamo impararla?

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  4. Perchè il cuore umano ha dentro una lotta, una lotta tra il bene e il male, una fragilità che lo rende cieco e limitato. Per questo ci vuole unaguida, un luogo, una comunità che aiuti ad imparare il bene, la famiglia è una di queste.

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    1. Le tue sono certezze certe. Forse te l’ho già detto: Mi colpisce quanto tu sia convinta di ciò che dici. Non è ironico ciò che dico . La tua certezza mi colpisce davvero , la sento vera. Quando ogni tanto mi metto a dieta capita che trasgredisco . Mi nascondo anche da me stesso e strafogo qualcosa. A te non succede mai di vacillare?

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      1. La certezza proviene da un avvenimento come quando tu scopri che l’acqua è bagnata e allora non potrai mai dubitare che l’acqua non sia bagnata. Ma anche la certezza è un cammino, e le circostanze sono talmente dure che ció che rimane è solo il giudizio e non un sentimento. Voglio dire che la fede è un atto della ragione che si fonda su un avvenimento accaduto e che viene giudicato. Il bene che tu sperimenti nel dedicarti ai tuoi figli , scoprire il valore della gentilezza, dell’educazione, etc etc , è un verificare in qualcosa che accade ció che poi è diventato un giudizio e quindi poi una certezza. Non so se sono stata chiara. ☺️

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  5. Hai un bel modo di scrivere, fossi in te raggrupperei i post che hai scritto in precedenza e li porterei da un editore. Stavolta il tuo post mi è piaciuto, non so quale sia il tuo stato d’animo attuale, ma sono sicura che dentro di te c’è voglia di vita e speranza e naturalmente di gentilezza.

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    1. Grazie Paola. Non attraverso un gran bel periodo. Penso che tu abbia ragione, credo di aver voglia di gentilezza . Vorrei resettare anche, sciogliere. Mi sento annodato.
      Quando ho cominciato a scrivere ero pieno di rabbia. Col tempo passa ma ti lascia il segno proprio come dei nodi su una corda. Ho un po’ di remore a fare quello che dici. Editore etc…Forse riuscirò a farlo quando tutti i nodi saranno sciolti. Scrivo da anonimo per salvaguardare i miei ragazzi. A me è servito scrivere e serve tutt’ora. Non so se loro capirebbero . Tu che dici?

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  6. Eh… piu facile parlare male e criticare…
    Qualche gg fa si era girata l’italia!!! Che strana la neve al.mare!!! Ma spettacolo !! Qui a roma nulla… ma sai che macello se avesse nevicato…
    Purtroppo ho perso un po di tuoi post… pero pur con le ritrosie e paure mi sembra vada meglio.
    Bel post questo..

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    1. L’eleganza è una cosa che ti rimane impressa molto pià della bellezza, non trovi? Una questione di portamento o comportamento in tutte le cose della vita. Mi piacciono molto le persone eleganti, sono molto più che belle secondo me.

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  7. Ne sono convinta!
    La bellezza alla quale mi riferivo è appunto la bellezza inteso in senso ampio e completo…la bellezza nei modi e nelle maniere, la bellezza di un saluto e una risposta gentile, di un gesto spontaneo e inaspettato. L’armonia e la delicatezza.

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      1. Io credo che se si ha la capacità di apprezzarle certe caratteristiche, allora si ha anche la capacità naturale di assumerle! Non penso tu abbia bisogno di esercitarti troppo!

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      1. Oddio… mi vedi sospettoso? Abbiamo tante cultura qui, quella buona e quella brutta che spesso prevale ahimè. Quella del sospetto mi viene meno in mente. A cosa ti riferisci in particolare?

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      2. soprattutto calabresi e siciliani sono sospettosi, e tendono a non raccontare le cose, a tenerle nascoste. Perchè non si fa, perchè poi la gente pensa male, perchè perchè perchè.
        E’ qualcosa che non mi appartiene, io sono limpida anche quando non dovrei. Però quando il mio amico me lo fece notare, non potei che dargli ragione: al sud tendenzialmente non sono limpidi, ti raccontano quel poco che basta e spesso niente del tutto.
        Credo sia un metodo di sopravvivenza, considerata la vostra storia, che però è diventato parte del vostro modo di vivere.
        Avendo un ex marito pugliese, e diversi cari amici del sud, credo di conoscervi piuttosto bene, non è il tipico giudizio da ignorante.
        Tale cultura c’è anche qui, si diffonde sempre di più, ma è meno parte del nostro tessuto più profondo.
        A mia opinione, ovviamente.

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      3. Con il tuo ex marito abbiamo in comune una cosa! L’olio d’oliva!!! ahahaha … Sono pugliese anche io. Mea culpa…
        Io sono un fortunato. Per lavoro ho girato il mondo in lungo ed in largo Italia e Isole comprese.
        Ti devo dire la verità, mi sono trovato bene ovunque presentandomi in punta di piedi e con il sorriso. Non ho mai nascosto nulla di me. Ho sempre avuto grande voglia di conoscere e sono stato appagato per fortuna. Ho stretto tante amicizie, mi hanno ben voluto aprendomi le loro case. Non ho fatto grande fatica.
        Mi sono arricchito tanto, per me conoscere culture diverse dalla mia è stata una vera ricchezza.
        Si, ho trovato alcune cose cozzano con il mio modo di vedere la vita, ma penso sia normale. Mi è piaciuto, l’ ho trovato bello e stimolante.
        Per questo motivo ho grande difficoltà a stereotipare i popoli.
        Sennò dovremmo dire che noi italiani siamo pizza e mandolino.
        Comunque non posso darti torto, certe abitudini sono comuni ai più in certi luoghi. Il far comune non è un luogo comune, esiste.
        La mia gente ha dei difetti, alcuni li vedo e forse ci sono anche degli altri oltre a quelli che vedi tu. Di alcune cose non me ne accorgo nemmeno, perchè ci sono cresciuto anche io con certe abitudini.
        Di questo della limpidezza di cui parli, per esempio, non me ne ero mai accorto. Tipo il siculo ” non so niente, non ho visto niente e se c’ero dormivo? ” ahahah … Può essere, perchè no. Ho degli amici siciliani davanti a cui posso solo inchinarmi però. Le persone penso che le vedi nel complesso.
        A me non turba, mi fa ridere la cosa. Ogni far comune ha i suoi metodi di approccio. Sta a te, se hai interesse trovarne la chiave.

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      4. certo, ed ho sempre cercato le chiavi, trovandole spesso.
        Io sono veneta in ogni fibra, ma vedo i difetti dei veneti e mi van stretti anche loro, molto spesso.
        Solo che col tempo ho dovuto capitolare e ammettere che certi “luoghi comuni” sono realtà. Mio figlio fa più fatica di me a sopportare la famiglia di suo padre ed è razzistello, nonostante il suo DNA… però temo dipenda dal crescere nella città in cui sta crescendo, con certi stimoli.
        Un po’ alla volta si accorgerà che non è tutto bianco e nero come crede lui.

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      5. Com’è questa fibra veneta? Se è come sua maestà l’Amarone di Valpolicella per me è ottima!!! Non saprei dirti delle mie fibre, mezze sono della murgia barese, mia madre, mezze Salentine, mio padre. Baresi e Salentini non si tollerano molto, quindi dovrei avere le mie fibre in conflitto!!! ahahahah… scherzi a parte tuo figlio crescerà e avrà modo di conoscere il mondo. I ragazzi ormai si spostano con grande facilità. Gli auguro di ricercare le qualità nel prossimo piuttosto che i difetti e sarà certamente così. Vivrà felice perchè si sentirà a suo agio ovunque. Magari ad una certa età comincerà a mangiare pesce crudo e a sorseggiare un bianchetto… avrà preso il meglio da papà e mamma!

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      6. la fibra veneta? piccola!
        coriacea, introversa, a volte proprio gretta. Paolini dice che il nostro modello di vita è “due cuori è un capannone” ed è spesso vero. Solo che l’Italia soffoca una realtà di questo genere.
        I veneti sono gran lavoratori, spesso con prospettive ristrette. Ma, come dici te, i giovani si spostano di più e stanno cambiando.
        E poi ci son veneti e veneti… ci sono differenze sostanziali tra le varie zone, come per voi.
        Noi si preferisce il nero, Negramaro o Repasso che sia… non sottilizziamo! 😉

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  8. Bello questo post, ha un che di poetico. E’ vero, abbiamo tutti bisogno di eleganza e gentilezza, conosco un insegnante che propone proprio ai bambini e alle loro famiglie “I giochi della gentilezza”. Io ammetto, che mi sarei arrabbiata con i miei ragazzi se avessero evitato di chiamare il proprio nonno per fare dei semplici auguri, però è anche vero, che bisogna trovare strade alternative per accompagnare e indirizzare i propri figli. Noi genitori cerchiamo di seminare, qualcosa germoglierà, arriva sempre la primavera…anche se ci pare che si faccia attendere troppo

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  9. È vero, questo post è elegante, è poetico. Con l’affetto dei tuoi figli oltre all’attenzione per i dettagli probabilmente sta arrivando (o magari tornando) quella morbidezza data dal sentirsi amati. Assomiglia un po’ alla neve, lima e nasconde le parti vive, arrotonda e splende alla luce. Non sono così le persone innamorate?

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  10. ciao

    ottima scelta stare con gli indiani … 😉
    inoltre essere una pecora nera in un gregge di pecore bianche non è mica un difetto … anzi …

    quando si è giovani i nonni magari sono un “peso”, sono ingombranti, a volte imdigesti …
    poi si diventa vecchi e si vede tutto dall’altro lato dello specchio … e la “immagine” cambia completamente … ed indietro non si può tornare per correggere gli errori commessi 😦

    molto belle le tue ultime 3 righe … mi hanno emozionato … veramente 🙂

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  11. Armani…

    …sentono come te…sono una parte di te…..

    ….se li aiuti….lo possono scoprire…..

    all’eleganza si contrappone la crisi…..ma a volte è la crisi stessa ad essere un eccesso di lucidità….

    non tutto è male o è bene…..dipende da come lo viviamo…..

    ….e tu stai insegnando loro a vivere….a diventare uomini….

    se il titolo è “eleganza” va bene……la fede nelle categorie non ti ha mai corrotto….un titolo lo possiamo dare senza timori…

    stacco

    in Sicilia non è mancanza di limpidezza….è solo pudore di ferire l’altro….un tentativo di “eleganza” degenerato nell’ipocrisia borghese…..

    ….io e mio fratello abbiamo dichiarato guerra a questo tratto della generazione precedente….
    ….e ci mandiamo a fanculo in continuazione….al grido di “le cose noi ce le diciamo in faccia”
    ….saremo migliori dei nostri padri?….mah…..speriamo

    ….speriamo di non fare danni….

    …io personalmente ho deciso di perdermi nel mondo…..almeno questo mese….

    in usa ho incontrato un veneto che mi ha raccontato messina meglio di come la conosco io….da Verona…. conosce tutti i paesi della provincia meglio di me….
    ….al “i cannoli si mangiano solo di inverno” mi sono inchinato…”maestro”

    …..le ferite suppurano in subculture…..si tratta solo di trovare dei buoni medici…a Verona ci sono Siciliani più di me (ciò)

    una cara amica di Padova….giovane, coetanea di mia moglie…..cittadina del mondo…..parla sempre di Milano..Milano….Milano….è solo l’effetto delle ferite….avrebbe bisogno di altro non di Milano….
    è solo che…..
    …a vivere ti fai male…..fa parte del gioco….e non saresti umano se non vivessi…
    …il punto è curare bene…..

    …..paperì mi dai il numero del tuo dottore? 😉 mi sembra uno bravo 🙂

    stacco

    casa è un polo magnetico…..ti da la direzione anche se non ci vai….

    ….casa è con te…sotto qualsiasi cielo (almeno per me è così)

    il prossimo passo per aaaa e bbbb potrebbe essere farli andare via, almeno per un periodo….

    …..Milano?….e se rilanciassi?…..fuori dall’Italia…..

    …..l’idea platonica di bellezza….non si può toccare….

    ….o forse sì?

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    1. Sono nella fase in cui fanno quello che dice la madre . Potrei dir loro qualsiasi cosa , senza l’avallo della madre non fanno nulla.

      L’altro giorno siamo andati a pranzo insieme, coi ragazzi . Due volte li ha chiamati in un’ora e mezza. Spero che fosse per controllare gli spostamenti e avere libera casa per l’amico . Altrimenti devo preoccuparmi più di quanto lo sono … quando torni in Italia ?

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    2. Non sapevo che non fossi limpido…
      Siculo, poi Sardo, poi Pugliese… da queste parti non limpido si dice trubbo…
      Poi ti sei andato a sposare una libanese… sei diventato trubbissimo… 🙂 meno male che ti separi sennò non ti avrei potuto guardare più per quanto sei diventato torbido…

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      1. …ho il sospetto che “ti trubbi” quando non curi bene le ferite, più che quando te le procuri
        :-)….temo sia il mio punto debole…
        …settimana prossima tocco le amate sponde…..ho già un programma in salita 🙂 (sai la novità)
        i ragazzi non sono stupidi….c’è un pezzo di te in loro…..senza l’aiuto della madre è più complicato….
        …rimane ancora spazio per fare (loro del) bene

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      1. Sì. Io sono “fortunata” perché sto in città, ma il morale, il morale, è forse il lato peggiore di tutto. Mi sento vittima di una sequenza di “piaghe” e vorrei tanto che fosse un brutto sogno, mentre è realtà

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