Il tempo nelle cose

Inizia la bella stagione e Monteamaro mette in mostra le grazie come una bella donna. Fiori, profumi, la campagna mette minigonna, smalto e tacchi in primavera. Si lascia guardare. Ho deciso di organizzare un barbecue domenica. Devo dilatare il tempo di permanenza dei ragazzi qui. Da solo non ci sono riuscito. Dopo aver montato il canestro gli ho reso la permanenza più piacevole, ma dopo pranzo mi chiedono di rientrare a casa. Come nelle battaglie provo con un diversivo. Ci provo invitando i loro amici. Si divertiranno. Ho invitato gli amici più stretti di AAAAA. Quelli del calcio, con i loro genitori .

Verranno quattro famiglie. Posto ce n’è e a me piace da matti fare l’ospite .

Ci stavo provando da un po’ a invitare qualcuno, ma con le partite di campionato alla domenica non era stato mai possibile. Domenica prossima riposano. Così Pina, madre di Matteo, ci aveva invitato al sabato, a casa sua, per mangiare la pizza. Visto il bel tempo perché non venite da me al giorno dopo? Ho replicato.

In questo periodo, dopo la separazione, un po’ tutti i genitori della scuola calcio mi hanno dato una mano. Quando i miei figli non mi parlavano mi davano le dritte sugli orari di allenamenti e partite, pagelle, colloqui. Molti dei ragazzi frequentano il liceo scientifico come i miei. Mi informavano . Spesso senza che chiedessi nulla. Sapevano e mi dicevano . Abbiamo fatto un gruppo su wazzap. Le altre mamme mi hanno adottato, facevano un gran tifo per me.

All’epoca non me ne accorgevo, devo aver fatto tenerezza ad ogni allenamento. Mi sono fatto un anno a guardare i miei ragazzi da dietro una rete, li   aspettavo che uscissero dagli spogliatoi per dire un ciao e non essere ricambiato. Si infilavano nella macchina dei nonni o della madre che mi guardavano in cagnesco come fossi stato uno stalker o un poco di buono. Poi me ne andavo.

Una di loro, quando ha saputo che dopo un anno mio figlio aveva accettato di vedermi, si è commossa, come fosse una cosa sua. Dovetti calmarla, sennò mi sveniva. A questo gruppo la mia ex moglie non rivolge la parola. La loro macchia era semplicemente il fatto che rivolgessero la parola a me.

Questa estate Pina ha tenuto qualche giorno mio figlio ed altri ragazzi alla sua casa a mare. Ha invitato i genitori a pranzo un giorno e per AAAA ha chiamato me. Ho capito che lo ha fatto soprattutto perché potessi trascorrere una giornata intera vicino a mio figlio.

In quella occasione la ringraziai e le dissi che non appena fossi stato nelle condizioni avrei ricambiato la loro gentilezza.

Quando ho fatto l’invito, c’erano tutte e quattro le signore e due dei papà. Si sono guardati. Hanno capito immediatamente il mio intento.

Ho bisogno di un altro po’ di aiuto, fare in po’ di calore nella casa in modo da far rimanere i ragazzi più tempo e con divertimento. Vorrei che la sentissero più casa loro come fino a due anni fa che scorrazzavano con i cugini intorno. Ancora oggi non parlano con i cugini con cui sono cresciuti. Non c’è stato bisogno di dire molto altro. Non hanno alienato solo me, ma tutto ciò che avesse attinenza diretta con me.

Ho guardato gli altri genitori, si sono guardati, ho sorriso un po’ imbarazzato. La mia richiesta era stata accolta a larghe intese direbbero in politica, senza parole. Francesca, la più pratica, mi ha tolto dall’imbarazzo. Tu pensa al vino, al resto ci pensiamo noi!

Mi sono sentito come accarezzato. Non sono abituato a manifestare il bisogno. Quando accade e ti aiutano è una gran bella sensazione.

In questi giorni un  tribunale ha pubblicato delle linee guida in tema di separazione.

La cosa ha dell’incredibile. In sintesi:

  • I ragazzi dovrebbero stare al 50% con ognuno dei due genitori, eventuali scostamenti dovrebbero essere giustificati da condizioni contingenti.
  • La casa rimane al proprietario. Sparisce il concetto di genitore collocatario.
  • Non si parla più di mantenimento. In sostanza dato che l’affido è perfettamente condiviso, le spese le hanno entrambi i genitori, si parla di assegno perequativo.

Le linee sottolineano che è un diritto dei minori vivere con entrambi i genitori.

C’è la legge del 2006 che sancisce queste cose, c’è la Comunità Europea che minaccia l’Italia per la non applicazione.

Considerata dal mio punto di vista la situazione sembra una barzelletta. E’ passato più di un anno e mezzo ed io oltre ad essere stato cacciato da casa, senza nemmeno la possibilità di riprendere le mie cose, non ho nemmeno un diritto di visita ancora.

Strano Paese il nostro.

Gli avvocati mi spiegano che una cosa sono le leggi, una cosa è la prassi.

Mi verrebbe di mandare tutti a cagare. Poi ci sorprendiamo se qualcuno impazzisce.

Purtroppo senza uomini, le regole sono carta da culo. O sono regole che valgono solo per i fessi come me.

Il barbecue mi ha fatto ricordare che Bernardo, il mio ex cognato mi aveva regalato un bel barbecue, da poter usare anche in casa. Era un compleanno.

Ho scritto a EX MOGLIE.

Mi daresti indietro il barbecue che mi ha regalato Bernardo al compleanno?

Nessuna risposta.

Il barbecue è una delle tante cose che sono rimaste al di là del muro.

Quello, insieme al bimbi, regalatomi da mia zia. Lei aveva cambiato modello. Alla mia ex moglie non piaceva cucinare. La buona cucina è come il buon sesso. Ci vuole passione, inventiva , disponibilità e un buongustaio come commensale. In casa mancavano questi ingredienti, sia in cucina che a letto. Quando avevo un po’ di tempo, cucinavo ugualmente. Non doveva esserci lei in casa. Maniaca dell’ordine com’è, a vedermi spostare gli oggetti in cucina dava di matto. Un po’ di musica, un calice di vino, mi rilassavo parecchio. Mi rendevo conto che era come sbarbarsi, vestirsi di tutto punto per poi masturbarsi però. Dopo la breve goduria mi rimaneva lo stesso senso di frustrazione.

Non lo avrò indietro il barbecue, nemmeno il mio bimbi. Come tanta altra roba a cui sono affezionato. Lei non li usa, ma pur di non ridarmeli, li lascerà marcire in qualche scaffale. Dovrebbe definirsi furto una roba del genere. Potrei chiederlo con l’avvocato. Finirebbe come con l’orologio e un anello. Direbbe che non li trova. I vestiti me li ha resi dopo un anno perché voleva far posto nell’armadio, credo.

Pazienza. Appena possibile li ricomprerò . Non sono mai stato legato agli oggetti. Non ho mai collezionato nulla. Ho sempre usato, consumato e poi cambiato le cose. Mai conservato. Un po’ me ne dispiace. Trovo che saper conservare sia una gran bella cosa. Mi riesce con i ricordi, le forti emozioni. Con le cose, poco. A volte mi ricapita di trovare un oggetto dopo molto tempo. Magari l’ho messo in un cassetto qualche anno indietro e poi me ne sono dimenticato. Riprenderlo in mano mi procura un brivido in genere. L’intorno si ferma , mi rituffo nel tempo dell’oggetto ritrovato . Ci sono persone, luoghi, sensazioni. È incredibile come un oggetto possa contenere tutto ciò. Sembra di aver sfregato la lampada di Aladino, solo che invece del genio della lampada escano i bei tempi. Per questo invidio molto chi sa conservare con cura, mi sembra abbia così rispetto per il tempo che vive, da preservarlo.

Ne potrò ricomprare un altro di bimbi, ma non sarà lo stesso. Sono convinto che mia zia lo abbia cambiato solo perché voleva che io avessi il suo. Quando una roba mi piace, si vede. Lei se ne era accorta che guardavo quell’aggeggio infernale con voluttà.

Questo non si ricompra.

Con un po’ di fantasia, quando avrò il nuovo bimbi, potrò ricollegarlo al vecchio col pensiero. Potrei ricordare comunque tutte queste cose. Una roba alla Branduardi insomma. Il cane che morse il gatto che si mangiò il topo. Alla fine c’è sempre il padre che al mercato comprò.

La fantasia è il pronto soccorso del dispiacere.

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20 thoughts on “Il tempo nelle cose

  1. Quando la persona riscopre il cuore come motore della vita , come il luogo dove vivere all’altezza dei propri desideri allora avviene come una primavera, l’umano si risveglia, la passione per la vita e tutti i suoi aspetti , quindi dal mangiare, al lavoro, alla relazione, alla gestualità , tutto diventa importante . Mi piace la tua interiorità e come la esprimi. A me piace moltissimo il Bimby e l’ultimo modello é una fugata. Poi ci sono i forni alfapizza, che sono forni a gas o a legna per esterni, troppo bello…é ora di cambiare 😉

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    1. Il forno alfapizza mi manca! Se ci ricordassimo i sacrifici fatti dai nostri antenati per diventare la civiltà che siamo, almeno sulla carta, saremmo più uomini. Sarà che ho studiato troppo e questo sacrificio che gli altri hanno fatto per me io lo sento tutto. L’unico modo che vedo per ringraziare è far tesoro delle conquiste in termini di libertà, rispetto e amore per la vita in tutte le forme. Di errori ne faccio tanti anche io ma ho ben chiara qual è la via.

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  2. Io credo che anche gli oggetti abbiano una specie di anima. Racchiudono in sé i ricordi, le sensazioni, i sentimenti di chi li ha creati, di chi li ha donati e di chi li ha ricevuti. Una sorta di passaggio nei luoghi e nel tempo. Io mi sono staccata a fatica da una vecchissima lavatrice regalatami da una nonna borbottona

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      1. Sto cercando di capire come raccontare gli ultimi avvenimenti sloggati. Vorrei sdrammatizzarli come al solito ma fatico un po’. Niente di grave ma emotivamente rilevanti.
        Diciamo che finalmente ho qualche risposta e posso partire da là.
        Pensavo a voi Paperini da un pezzo 🙂

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  3. mi piace il mondo perchè c”è sempre qualcuno che ti accarezza anche solo con un pensiero. Il tuo club di fate madrine avrà percepito il mare magnum di sentimenti. I tuoi costruttivi. E quelli da sciacallo della ladydiferro. Niente di meglio che toglierle il giocattolino…che goduria. E comunque anche qui si tifa per te❤

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      1. può darsi …
        ma una persona se si comporta così non può essere solo stupida;
        una marionetta viene ‘pilotata’ ma dentro è ‘vuota’ perché se avesse anche solo un piccolo briciolo di dignità non si farebbe comandare a bacchetta in maniera così totale …

        il lato positivo della triste faccenda è che i tuoi figli sono stati ‘geneticamente’ risparmiati e non hanno assimilato nulla da tale genìa …
        ciao 🙂

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