Il disincanto

Il disincanto è quel momento in cui perdi la magia. È un po’ come quando ti rendi conto che non esista Babbo Natale. A memoria la prima volta che l’ho riconosciuto è stato quando frequentavo le scuole elementari e durante le feste recitavo le poesie a familiari ed ospiti. A Monteamaro c’è un grande tavolo nel soggiorno. A mia madre piaceva molto fare l’ospite e si pranzava in grande compagnia. Mi obbligavano a salire sulla sedia e declamare. Non ho mai sopportato troppo i riflettori ma secchione com’ero non potevo sottrarmi ad un dovere scolastico. La poesia si imparava per recitarla e la declamazione diventava come una interrogazione. Alla fine tutti applaudivano e mi regalavano dei soldi.

Ero contento. Non ero in età in cui avevo capacità di spesa. Con dei soldi a disposizione mi sentivo grande però. Mio nonno, il papà di mia madre era uno a cui piaceva fare un po’ lo spaccone. Davanti a tutti sventolò il bigliettone da 100.000 mila lire per regalarmelo. Parte consistente della sua pensione di impiegato delle ferrovie. Non mi rendevo bene conto del valore dei soldi ma sapevo che 100.000 lire erano una grossa cifra.

Sarei stato più che grande con 100.000 lire a disposizione.

Vidi nello sguardo di mia nonna che faticava a quadrare i conti, il peso della smisuratezza della cosa. Agitata di riflesso diventò mia madre. Erano troppi. Capì che quel gesto aveva generato un po’ di tensione. Mio nonno mi faceva ridere però e mi era piaciuto il modo in cui aveva impressionato la tavola. Gli altri ridevano anche. Mi sentii lusingato. Diedi i soldi a mia madre e smisi di curarmi della cosa. Mi rimase addosso un po’ di stranezza, forse imbarazzo per aver causato indirettamente un po’ di tensione. Poi, aggirandomi silenzioso per casa, in cucina vidi mia madre che ridava le 100.000 lire a mio nonno.

Da un lato la cosa mi sollevò, dall’altro mi diede la cognizione della finzione. Le emozioni sono il nocciolo della vita, il pezzo forte che aspetti dopo aver vissuto il contorno. Come il cuore di cioccolato del cornetto Algida. Ti mangi tutto il resto ma in realtà mentre mangi, pensi al momento in cui infilerai cialda e cioccolato in bocca e non potrai fare a meno di chiudere gli occhi e godere. È uno dei pochi momenti in cui hai la sensazione di aver raggiunto lo scopo. La fine della magia della vita è quando ti accorgi che una emozione è stata finta. Il disincanto è la fine di una emozione quando scopri che c’è il trucco.

Ti raffreddi perché era l’emozione a darti calore.

Con i ragazzi le cose rimangono stazionarie nessun passo avanti e nessuno indietro. Pranzano con me alla domenica. Rispondono in media al 50 % delle telefonate. Non richiamano mai.

Ci sono stati i colloqui di fine anno. AAAAA sempre come un treno. Il voto più basso che ha è un 8 allo scritto di italiano. Poi una sfilza di 9 e 10. BBBBB fatica sempre di più. Ha diverse insufficienze . Un paio pesanti, in italiano e inglese. A novembre durante i colloqui del primo quadrimestre avevo chiesto alla mia ex moglie di darmi la possibilità di far qualcosa per lui. BBBBB non accetta aiuto facilmente nei compiti e dopo la separazione non ha mai voluto che lo aiutassi più.

Ovviamente la signora negava le difficoltà del figlio.

Ex moglie: è solo un pochino lento hanno detto a me. Sono false queste difficoltà di cui parli.

Non c’è bisogno di essere ingegnere per capire che un quattro è un quattro.

Dovetti rassegnarmi al fatto che anche la matematica è una opinione a volte.

Con buona pazienza mi riproposi:

Paperino: Non metto in dubbio che BBBBB sia bravo e studi, ma proprio perché bravo, forse deve imparare a studiare. Studiare è tra le poche cose che so fare molto bene, potrei dargli una grande mano. Non minimizzare i problemi.

Ex moglie: Non minimizzare tu l’impegno di un ragazzino. Non sai nulla, visto che ti sei interessato solo oggi.

Paperino: La situazione va affrontata e con urgenza fin tanto che sta all’inizio.

Ex moglie: Chi te lo impedisce di aiutarlo. Chiedi a lui se ne ha voglia. Non devi chiedere a me.

La solita risposta, chiedi a loro non a me. Come se i ragazzi possano essere in grado di decidere della loro vita.

Al primo quadrimestre i quattro erano diventati dei cinque in pagella. BBBBB effettivamente studia ma andrebbe seguito un po’ . Ha bisogno di una chiave e non riesce a tenere la concentrazione per molto.

Nei successivi mesi gli ho chiesto quasi ogni giorno come stesse andando. Mi ha sempre risposto: ‘’bene’’. Mi ha riferito di due o tre voti presi. Tutti sopra la sufficienza. Ho lasciato correre.

Arrivato il tempo dei colloqui di fine aprile le ho chiesto:

Paperino: Oggi vado ai colloqui di BBBBB. C’è qualche materia in cui ha difficoltà particolari? A me riferisce che va tutto bene

Ex moglie: Vediamo ora che andiamo. Non ho la palla magica. Certo non è un genio. Ma si impegna.

Paperino: Ha insufficienze?

Ex moglie: Alcune, ma a casa fa sempre i compiti. Vai e ascolta. Come mai te ne preoccupi solo oggi? Mah, ciao.

Paperino: A novembre ti ho detto di fargli fare i compiti con me ma mi hai risposto: ‘’chiedi a lui’’. A lui ho chiesto e non ha voluto. In questo periodo gli ho chiesto sempre se avesse insufficienze e mi ha risposto di no. Forse dovresti preoccuparti che dica bugie, come sono preoccupato io.

Ex Moglie: Non stare a fare il Santo. Se sei preoccupato per tuo figlio, vai e parli. Te ne ricordavi prima, io vado ad ascoltare e se c’è qualche problema si prendono dei provvedimenti. Ci sono le insegnanti che fanno ripetizioni.

Paperino: Mi potresti dire dove ha difficoltà? In quale materia? Posso fare tutte le ripetizioni di questo mondo a mio figlio. Religione, disegno, matematica, italiano, latino, storia e geografia.

Ex moglie: Per le ripetizioni ci sono le insegnanti apposite.

Non ha grossi problemi, solo italiano, un po’ inglese. Dobbiamo andare ad ascoltare per capire, poi si vede. Il padre si informa un’ora prima dei colloqui. Registra anche questo, così quando lo fai sbobinare risulta chiaro a tutti. Il padre si informa un’ora prima dei colloqui!

Ai colloqui ci sono andato. Lacune gravi in Italiano, Inglese, Latino. Specialmente agli scritti.

Non potrò fare granchè.

Non mi preoccupa che sia rimandato.

È una lezione anche quella. Non mi dispiace nemmeno delle bugie che mi ha raccontato sul rendimento.

È paradossale, ma nella mia situazione una bugia mi fa sentire un po’ di più papà.

Mi dispiace per quello che c’è dietro.

Per il trucco. Sono educati a far senza di me ormai, ma non perché sia meglio per loro, ma perché in questo modo si fa del male a me.

Che cosa dovrei fare? Continuo a rimbalzare su un muro di gomma. Faccio lo spettatore della vita dei miei figli. Ogni tanto mi è concesso fare il tassista e scambiare due parole. Il tempo passa. Sto perdendo gli anni più belli, forse i più importanti. Ma il problema è solo mio pare. Le istituzioni hanno stabilito che questo è lo standard.

L’unica dalla mia parte è la legge. Sentenze, congressi, nuove tendenze tutte a ribadire la necessità per un figlio di godere di entrambe i genitori. Ma a quanto pare è carta da culo. Gli attori interpretano a loro piacimento e tutto sommato se ne infischiano.

Mi sarebbe piaciuto fare il padre dei miei ragazzi. Quando lo sono diventato è stata la più grande magia vissuta. Oggi, sta diventando disincanto ed ho bisogno di sempre più energie per continuare.

Le forze cominciano a mancare. Mi sono ricoverato per una gastrite fortissima e a questi problemi se ne sommano tanti altri. Mi stanno incattivendo e cattivo non credo di essere mai stato. Non mi piace.

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29 thoughts on “Il disincanto

  1. E’ normale….con tutto lo stress che hai subito lo stomaco è il primo che ne risente, vedi di non ammalarti…devi avere cura di te, perché i tuoi figli hanno bisogno di te ora più di prima. Lo so che sei deluso, ma gli hanno fatto il lavaggio del cervello e hanno caratteri diversi, probabilmente B è orgoglioso e non vuole far vedere che ha bisogno di aiuto, perché si vergogna e non vuole deluderti. Fategli fare ripetizioni e vedrai che recupererà. Tu devi cercare di acquistare un po’ di serenità ora, hai fatto tanti progressi e andrà sempre meglio ma devi avere cura anche di te stesso!

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  2. Non credo che sarebbe diverso se fossi più presente con BBBB , tu hai scritto che eri una secchia e non te lo imponeva nessuno. Certo insistere sull’aiutarlo dopo i colloqui, è importante, ma c’è la sua piccola libertà che in qualsiasi condizione si esprime diversamente da te, da voi genitori. Coraggio, i nostri figli , sembrano non ascoltarci, ma poi improvvisamente cambiano…continua così 😊

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  3. bene, sei finalmente giunto alla fase di mezzo. Ora i casi sono due: o arriva al punto in cui decidi di fregartene di tutto e tutti, figli compresi, o incominci a capire che tutto quello che potevi fare lo hai fatto e allenti la presa ed incominci a vivere con piu’ leggerezza lasciando che le cose vadano come devono andare. Io suggerisco la due, non si puo’ cambiare il destino delle persone anche se sono i propri figli e piu’ si vive con leggerezza piu’ chi ti circonda lo avverte e ne viene contagiato 😊

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  4. Ciao

    a tutte le persone per bene non piace incattivirsi, e non parlo ovviamente dello scatto d’ira saltuario che ci sta in tutti noi …
    parlo di quella condizione che diventa poi ‘cronica’ …
    quindi capisco il tuo malessere;

    certo che (purtroppo) è una realtà che hai perso i loro anni migliori ma ormai non ci si può fare molto …

    devi sforzarti di non somatizzare troppo perché (e parlo anche per esperienza diretta) la salute in fondo è una sola;
    per lo stesso tipo di esperienza devo però ammettere che è molto più facile dirlo che farlo;

    ti auguro che tutto l’insieme di questa situazione possa migliorare,

    una ultima considerazione : tua moglie è proprio una stronza … 😉

    ciao

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      1. 👍 …pensa tu. Domenica avevano invitato me e i ragazzi per una giornata al mare a casa di amici di AAAAA. Mi avevano detto di si. Alla domenica a pranzo stanno con me ed è l’unico giorno in cui li vedo. Oggi mi hanno detto che non possono venire più perché devono festeggiare la festa della mamma. Altro che soffocatina ci vorrebbe.

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  5. Scusa ma ti viene in mente al liceo che il ragazzo non abbia metodo di studio? Ora è difficile che lo acquisisca. Dov’erano gli insegnanti alle medie?
    Poi… smetti di trattarlo da bambino. Parlagli chiaramente, fagli presente che se pensa di fare un piacere a sua madre facendo un dispetto a te… il dispetto lo fa solo a sè stesso.
    Davvero pensi che i tuoi figli siano troppo piccoli per capire cosa è successo tra voi? La guerra aperta che è stata scatenata?
    Suvvia! Sveglia!
    Tu cerchi di proteggerli facendo il buono, fingendo che sia tutto a posto, invece li lasci in balia di quella famiglia balorda costituita dai tuoi ex-congiunti!
    Chiama le cose col loro nome, soprattutto coi ragazzi.
    Li stai sottovalutando.

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    1. BBBBB è andato a scuola a 5 anni. Non ero d’accordo, lo vedevo ancora immaturo ma non c’è stato verso. A memoria un paio di litigi con lei che chiedeva a lui: è vero che vuoi andare a scuola? Diglielo pure tu a papà che vuoi andare a scuola! Si è portato dietro un po’ di lentezza nel fare tutto. È un po’ immaturo per il primo liceo. Penso di potergli trasferire entusiasmo per le cose che fa. Non è solo questione di metodo.
      No, non li metterò mai in mezzo ai problemi che ho Con la madre. Perché ? Perché sono un uomo, Ho un mio codice e non permetterò a nessuno di cambiarlo. Se non riuscirò a ricostruire il rapporto con loro, vorrei che rimanesse ben chiara l’immagine di un padre che ha combattuto con tutte le sue forze per proteggerli, tenendoli fuori dalla mischia. Se non lo apprezzeranno, pazienza. Saranno uomini diversi da me e forse migliori.

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  6. ma dove sta scritto che fare finta che sia tutto a posto non gli faccia vedere che è tutto uno schifo? Ma sono deficienti questi ragazzi secondo te?
    Non li devi mettere in mezzo, devi solo parlare con chiarezza. Delle cose come stanno. Dire la verità.
    Li vuoi fare sentire a disagio come ti sei sentito tu per quei soldi?
    Perchè loro non hanno tutto intorno una bella famiglia che gli fa fare le cose giuste in automatico come facevi tu.
    Tacere non è difenderli, è quasi abbandonarli. E’ metterli nella condizione di dover interpretare, senza avere gli strumenti per interpretare.
    E’ una vigliaccheria secondo me. Con la convinzione di fare una cosa coraggiosa. Loro non la vedranno la tua convinzione, vedranno solo che li hai mollati lì e ti diranno che non hai lottato abbastanza. Invece faglielo capire che stai lottando. Non devi essere offensivo verso la madre. Devi solo dire la verità. Essere molto chiaro. La verità rende liberi e non sono troppo piccoli per la verità.

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    1. Non so cosa ti spinge a pensare che faccia finta che sia tutto a posto. Io lo dico ai miei figli che mi mancano è che vorrei che stessero con me. Lo scrivo e lo dico.
      Non mi sento depositario di nessuna verità. Quindi non potrei raccontarla. La verità è che io sono loro padre e la mia ex moglie è la loro madre. Non voglio portare via i miei figli dalla loro madre nè convincerli che hanno una madre che è una cattiva madre. Questo giudizio sarà loro. E se proprio devo dirla tutta, non vorrei mai che pensassero di avere una cattiva madre. Per loro sarebbe devastante. Io voglio che sappiano di avere un padre che vuol bene a loro più di ogni cosa. Voglio che sappiano che io non rinuncerò mai ad essere il loro padre.
      Non mi sento un vigliacco. Per un anno non mi hanno parlato. Si rifiutavano di vedermi e se mi incontravano si giravano dall’altra parte. Io sono stato lì. Dietro le reti dei campi di calcio ad aspettare che finissero per avvicinarmi a loro e salutarli senza essere ricambiato. Sono andato sotto casa al mattino per dare il buongiorno quando uscivano per andare a scuola. Sono stato respinto ogni giorno. Ogni giorno ci ho riprovato. Ho scritto loro sempre, senza sapere se leggessero o meno perché non mi hanno mai risposto.
      L’ho fatto col sorriso . Non perché non avessi rabbia o sofferenza ma perché non ero arrabbiato con loro e mi bastava vederli per essere felice. Non è la verità che rende liberi, non la conosceranno mai. È la conoscenza che rende liberi. Che io e la loro madre avessimo dei problemi già lo sanno bene. Sanno bene anche che lei e la sua famiglia dicono male di me . Io voglio che sappiano loro chi sono. Ed io sono questo, non fingo. Quello che vedono.

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      1. La verità la devono sapere. Non che hanno una cattiva madre: chi sono io per giudicare. Ma che la famiglia della madre e la madre stanno gestendo molto male i loro rapporti con te e mettono in mezzo loro.
        Dovresti parlare con loro delle versioni che sono state loro propinate, e chiarire le tue di versioni.
        E lo so che sarebbe estremamente doloroso. Ma non credi che in fondo si sentano terribilmente in colpa, ma sono strattonati ed indotti a pensare male di te? Strattonati psicologicamente.
        Devi insegnarli che non è giusto essere sottomessi, devi insegnarli che le persone dobbiamo sempre valutarle per come si comportano con noi, non per quello che ci viene detto dagli altri, nemmeno se è la mamma. Devi insegnargli questo: a pensare con la loro testa, nonostante tutto. A me pare che la volontà ce l’hai ma sei troppo morbido e timoroso per essere incisivo. Non devi parlare male di lei, devi dirgli che forse qualcuno non ha detto le cose come stavano. Saranno loro col tempo a svelarti perchè non ti hanno parlato. Mi pare evidente che non è farina del loro sacco. Mi pare evidente che hanno subito una violenza enorme per essere indotti a questo e credo che l’unico che può sollevarli da quella sofferenza sei tu, ma non basta che gli sorridi.
        Scusami. E’ solo la mia opinione. E puoi ignorarla.
        Però mi pare che dirti vai così che va bene, porta pazienza, tutto ok… non serva a nulla. Io ho avuto una madre dura e per certi versi sono una madre dura. Credo che le madri come noi crescano meglio i figli, li svezzano prima, li rendono uomini. Soprattutto quando non c’è il padre a farlo. Tu hai avuto tuo padre che è un uomo tutto d’un pezzo. Chiedi a lui cosa farebbe. Lo so che ti sembra troppo fragile per questo, ma penso che ti stupirebbe.
        Con questo mi scuso comunque dell’invadenza.
        La tua situazione mi fa arrabbiare: è di un’ingiustizia incredibile.
        Scusa.

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      2. E’ un modo di vedere le cose … Al momento ho un’altra visione. Non voglio dire ai miei figli che qualcuno gli ha dato un quadro distorto delle cose. Credo che non capirebbero. Genererebbe confusione e disagio. I miei figli hanno bisogno di tranquillità. Non sarò mai fonte negativa. Ho bisogno di far vedere loro che sono sempre lo stesso. Lo stesso papà che hanno avuto per 14 anni. Ho necessità che si fidino di me . Per tutto questo ci vuole il tempo con loro. È un loro diritto , è un mio diritto . Non ho bisogno di dire ” vi hanno mentito”. Sarebbe come dire: loro sono cattivi e io buono. Non lo farò. Non devo confrontarmi con nessuno ai loro occhi. Devono capire che papà e mamma sono diversi e che papà vuol bene loro come sempre. Penso che è il modo migliore per farli riacquistare un po’ di serenità ed equilibrio.

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  7. Questi sono problemi reali… tutto il mio rispetto per la tua sensibilità e saggezza.
    Credici. I figli, poi, hanno anche il diritto di sbagliare, “nonostante” il nostro amore.
    Un abbraccio da mamma sempre in scoperta.
    Vicky

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  8. Apprezzati per quello che stai facendo,
    Te le sventolo io le 100mila lire 🙂

    Ogni tanto uno sguardo (disincantato) ai tuoi errori passati….ti aiuterà

    Ce la fai

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