Si ritorna dalla Maga

E’ andata che le ha prese di santa ragione. Nella stanza, piccolina, siamo entrati in quattro. Io ex moglie, i due avvocati. Dietro ad un tavolo erano già seduti il Giudice Citto e una assitente.

Di fronte due sedie su cui abbiamo trovato posto io ed EX moglie.

Gli avvocati sono rimasti in piedi ai margini della stanza perché non c’erano sedie a sufficienza. Come fossero allenatori a bordo campo. Nell’attesa che il giudice aprisse il fascicolo e desse una lettura, pur di non guardare la mia ex moglie ho dato una occhiata ai due legali.

Stiro ha un aspetto british. Magro, molto magro, altezza media. Capello grigio cotonato pettinato all’indietro, con movimento della spazzola dall’orecchio a salire in diagonale. Viso puntuto con naso leggermente aquilino. Tutto al suo posto, sembra che sia uscito da una sala trucco. Vestito sempre in abito e cravatta, sembra che in sartoria abbiano fatto l’abito e poi ci abbiano messo lui dentro. Scarpe inglesi, testa sempre alta di quelli che hanno avuto la fortuna di non doverla abbassare mai nella vita. Sorriso impostato.

Ha quell’atteggiamento molto educato tanto da sembrare finto, anche nei movimenti non è mai scomposto. Il modo di parlare è molto simile a quello di D’Alema, molto pacato e controllato. Scandisce molto bene le parole, una qualità di chi filtra molto i propri pensieri. Di quelle persone che quando parlano non esprimono un concetto, trasmettono una verità. Nonostante abbia una certa età, credo oltre i settanta, ha la pelle liscia come se gli anni non abbiano lasciato solchi di sofferenza. Mi sembra un rettile. forse è stato un iguana in un’altra reincarnazione. Un rettile innocuo e gentile.

Se uscisse la linguetta dalla bocca ogni tanto, non mi sorprenderebbe.

Dubito invece, che gli sia mai uscita una parolaccia dalla bocca.

Anche Mario, il mio avvocato è piuttosto formale. Mario però riesce ad essere sgarbato con parole gentili e linguaggio da scuole alte. A ”fanculo” ti ci manda con l’espressione del viso più che con le parole. Te lo fa capire.

Anche Mario è sempre in abito e cravatta ma non è come un manichino, costruito per l’abito.

Si vede che fatica ad entrarci. Non è grasso ma è di quelli che per un piatto di pasta asciutta devono fare un’ora di corsa e tre Ave Maria. Ne so qualcosa.

Anche lui ha la testa alta ma sembra che sia per tenere il collo fuori dalla merda.

Lo vedi e si capisce che dentro scalpita. E’ lo sguardo da figlio di puttana che lo tradisce e che un manichino non ha. Poi Mario è nervoso, si muove a scatti, è scostumato nei movimenti. Il suo tono non è costante, ha alti e bassi. Se non lo conoscessi bene, direi che fa uso di cocaina. Modula e anche i suoi toni cambiano a scatti come si muove il suo corpo. Ti mette ansia solo a guardarlo. Mentre gli parli a volte guarda nel vuoto. Non è rimbambito. Non è che non gliene sta fregando nulla di quello che gli stai dicendo. E’ che ha già capito cosa gli vuoi dire ed è passato ad un pensiero successivo. In genere ti dà l’impressione non ascoltarti. Le tue parole sono solo funzionali a pensare quello che ti deve dire lui. Quando hai una discussione con lui non hai mai ragione, semmai accetta il tuo pensiero.

Il giudice è pronto. Inizio e parola a Stiro.

Ha esordito dicendo che la situazione è notevolmente migliorata, il padre vede i figli con continuità. Li porta agli allenamenti di calcio quasi ogni giorno e sta a pranzo con loro quando ritiene opportuno.

L’ho lasciato parlare.

Appena ha fatto una pausa…

Paperino: Le cose non stanno affatto così!

Il modo con cui l’ho detto deve essere stato piuttosto perentorio. Improvvisamente tutti hanno focalizzato l’attenzione sulle mie parole. Giudice compreso. Stiro messo in un angolo.

Sono piccole soddisfazioni.

Paperino: La situazione si è cristallizzata al momento in cui si è cessata la mediazione. I ragazzi è vero che li vedo ogni giorno, ma fatico a contattarli telefonicamente e non accettano di dormire da me. Hanno anche difficoltà a salutare i miei parenti. C’è ancora del disagio. Non è vero che posso pranzare con loro quando ritengo opportuno. Accade alla domenica e spesso vengono meno. Un’ora e poi mi chiedono di tornare a casa. Faccio da spettatore nella loro vita senza alcuna possibilità di fare veramente il padre.

Ex Moglie: Non è vero, li vede ogni giorno. Arriverà che vorranno dormire con lui. Per ora non se la sentono. Io non ho mai fatto nulla per ostacolare il suo rapporto con i figli. Evidentemente non riesce ad instaurarlo lui! Se volete possiamo sentirli direttamente i ragazzi. Così la finiamo con queste accuse!

Stiro: ( a supporto e conferma) Giudice, se ritiene possiamo sentire direttamente i ragazzi. Ci ho parlato anche io con loro e nonostante la giovane età sono maturi e determinati.

Come se il fatto che ci abbia parlato lui fosse garanzia di verità.

Mario pungente: Giudice, il collega dice che sono i ragazzi ad essere determinati, la madre dice che è il padre ad avere problemi. Sottoponiamo il padre ad una visita specialistica per capire se è vero che il problema è solo suo!

Citto è un uomo pacato, sembra il Mahatma Gandhi e lo ricorda anche nell’aspetto.

Si vede che non sopporta la baruffa e sta a disagio.

Il match è durato per un po’. Solite scaramucce. Lei a dire che il rapporto coi figli non riesco a crearlo io, io a rintuzzare.

Anche accuse per mio padre che ancora stento a comprendere.

Ex Moglie: Quando vanno a pranzo a casa sua nemmeno il nonno è sempre presente.

Paperino: Giudice, mio padre ha 90 anni, non vede nemmeno più tanto bene.

I ragazzi non lo calcolano molto e quando vanno via prova grande dispiacere. Qualche volta gli evito la sofferenza, specie se non lo vedo tanto in salute.

(Rivolto a lei). Ma la smetti di prendertela con un uomo vecchio? Ma lo capisci che quando vanno via è un dispiacere per lui?

Ex Moglie: Ognuno raccoglie ciò che semina nella vita!

Mi sono ammutolito, a quelle parole mi è montata la rabbia ed ho preferito tacere.

E’ stato meglio perché quello che ha detto è sembrato troppo anche al giudice. Si intuiva.

E’ stato Mario a dirimere la situazione. Ha i tempi lui. Ha piazzato la stoccata al momento giusto.

Mario: Signor giudice, io proporrei che si continui la mediazione familiare, visto che in precedenza ha dato buoni frutti.

Ci eravamo messi d’accordo al giorno prima che questo doveva essere il nostro obiettivo. Lo abbiamo centrato.

Citto ha concluso stranamente con tono perentorio, sembrava proprio un giudice: Signora, lei ha il dovere di collaborare. Lei ha il dovere di far si che i ragazzi stiano col padre.

Ma possibile che non riusciate a trovare un accordo su questa cosa? Lo dovete fare per il bene dei ragazzi.

Devono stare anche col padre!

Io vi risento al mese prossimo e convoco anche la dottoressa Drago del centro di mediazione. Al prossimo mese, voglio vedere che le cose siano sistemate!

Rivolto a me: Lei ha problemi a stare con i ragazzi durante la settimana?

Paperino: Giudice, nessun problema. E’ quello che chiedo da tempo.

Giudice: Che giorno preferisce?

Paperino: Uno qualsiasi, certo se fosse il venerdì, al fine settimana che stanno con me potrebbero fermarsi tre giorni di fila. Sarebbe comodo.

Giudice: Io fisso un fine settimana alternato, ed il venerdì pomeriggio. Ma sono cose che non dovrei nemmeno stabilire io. Dovete essere voi genitori a metterci un po’ di buona volontà e buon senso. Per il bene dei ragazzi.

Di seguito il provvedimento.

Udienza del xx/06/2017

Compaiono le parti personalmente ed i rispettivi difensori.

Il Giudice

Dispensa che in via provvisoria, Paperino, salvo diverso accordo, possa trascorrere il pomeriggio del venerdì con i figli dalle ore 16,00 alle ore 21 ed inoltre a settimane alterne le giornate di sabato e domenica dalle 10,00 o dall’uscita della scuola del sabato fino alle 21,00 della domenica.

Richiede al centro per la famiglia di Paperopoli di proseguire negli incontri di mediazione tra genitori in modo da individuare regole condivise per il periodo scolastico.

Fissa l’udienza del 10/07/2017 ore 11,30 per la comparizione delle parti e della dott.ssa Lorenza Drago del centro per la famiglia al fine di valutare la calendarizzazione sopra indicata.

Si comunichi al centro per la famiglia.

Il Giudice

Ritorniamo al centro di mediazione,  da Maga Lorenza. C’è da dare l’ultima spallata al muro di gomma e lei la magia me la può fare.

Ci spero molto.

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8 thoughts on “Si ritorna dalla Maga

  1. tecnicamente sono seduta composta sulla mia sedia alla mia postazione. apparentemente. in realtà, dentro, sto facendo contemporaneamente la hola, una standing ovation, la cheerleader, i salti mortali e i gestacci tipo TIEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE MA VIEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEENIIIIIIIIIIIIIIIIIIII
    ora mi contengo e continuo a lavorare.

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