Giro giro tondo….

Ed eccoci qua. Il buco nell’acqua sta prendendo corpo e sostanza. La spinta che mi mancava per mandare tutti a quel paese.

Il giudice ci manda in mediazione, avevo tante speranze.

Mi chiama Antonella per fissare l’incontro. Lo fissiamo. Mi sentivo bene.

Vengo a sapere che prima di noi Lorenza e Antonella si incontrano con gli avvocati. Mi avvisa Mario di essere stato convocato.

Ieri, al terzo tentativo, riesco a parlare con Mario. Volevo sapere come fosse andata.

Mario: E’ andata bene, abbiamo fatto un discorso generale, sulla conflittualità nella coppia. La vostra conflittualità è alta ed è il problema da risolvere. Ci hanno tenuto ad evidenziare che agiscono nell’interesse dei minori, che non remano né da una parte né dall’altra. Il loro unico obiettivo è restituire la serenità ai ragazzi attraverso la ricostruzione di un rapporto genitoriale meno conflittuale.

Ad un certo punto ho fatto una battuta. Forse bisognerebbe che ci fosse meno l’invadenza di fattori esterni. Ma non so se è stata colta. Mi riferivo a tua suocera.

Paperino: ahahahah… fattore è riduttivo nel caso, una offesa. Per questo non ti hanno capito.

 

Un discorso al contorno insomma, di quelli che si fanno per non parlare del problema, ho pensato. Sono rimasto fiducioso però.

Ho pensato ad un incontro formale, quasi di cortesia. E’ giusto non entrare nello specifico, mi son detto. Troppa grazia Sant’Antonio! Diceva mia nonna.

Oggi vado in mediazione. Arrivo dieci minuti prima dell’ora all’appuntamento. Mi fanno attendere.

Nella sala d’attesa c’è un ragazzino biondo. Lo guardo. Mi piacerebbe chiedergli perché sta lì, ha il volto troppo rabbuiato però. Non so come prenderebbe la mia invadenza.

Non ha lo smartphone tra le mani, cosa strana per un ragazzo della sua età. Mi sembra una immagine di venti anni fa. Vedere un ragazzino seduto in attesa, che non abbia infilato la testa in un cellulare è roba di altri tempi. Inizio a fantasticare sul motivo della sua presenza lì. Certamente ha problemi in famiglia. Certo che seduto da solo nella sala di attesa, testa bassa, mi fa grande tenerezza. Penso ai miei ragazzi e mi dico che è stato un bene non coinvolgerli direttamente in questo calvario. Ci hanno provato in tanti a metterli in mezzo.

Ex Moglie e Stiro con la richiesta di convocarli in tribunale.

Mario con l’idea di chiedere un supporto psicologico per loro.

Mi sono opposto fermamente a tutto e ne sono contento, anche se non so se abbia fatto bene in assoluto. So solo che mi sento meglio io, a non averlo fatto. Mi basta.

Suona il citofono, va a rispondere una ragazza e ripete ad alta voce: La signora Chiedialorononame!

Dopo un minuto sento la voce di Ex moglie che saluta. Entra nella sala di attesa

Exmoglie: Ciao

Paperino: Buongiorno.

Si stizza per il buongiorno, con faccia ironica.

Forse avrebbe preteso un ciao, penso.

Ma so che se avessi detto ciao si sarebbe stizzita per altro. Non ci faccio caso più di tanto.

Non ci parliamo, io seduto accanto al ragazzino e lei in piedi a fare su e giù per ammazzare l’attesa.

Finalmente spunta Lorenza, capisco che sia lei che Antonella sono impegnate in un altro colloquio. Lo hanno terminato, esce dalla stanza una donna con cui si salutano.

Ci fanno accomodare e ci chiedono di attendere un altro minuto.

Ci sono trenta gradi in città ma nella stanza insieme a me ed ex moglie circolavano i pinguini.

Arrivano. Lorenza si scusa per il ritardo.

Lorenza: Scusate ma dopo un’ora di colloquio avevamo entrambe dei bisogni fisiologici!

Ci siamo salutati e hanno preso posto anche loro.

Solita stanza, solita disposizione precaria con le quattro sedie, senza tavolo.

Ci hanno chiesto l’aggiornamento della situazione, abbiamo parlato del diritto di visita disposto dal giudice.

Ci hanno chiesto di metterci con le sedie uno di spalle all’altro, in mano un blocco, con un foglio su cui era scritta una domanda. Dovevamo scrivere tre desideri. Cosa desideriamo dal coniuge separato.

Eccoci qua ho pensato. Lorenza avrà pensato ad una tecnica delle sue, roba moderna. Sono rimasto perplesso ma mi sono messo a scrivere.

  • Mi piacerebbe che la ex moglie acquistasse consapevolezza che per i ragazzi è necessario avere un rapporto con il padre.
  • Vorrei che i colloqui tra me ed ex moglie fossero meno conflittuali.
  • Vorrei che cessasse di ostacolare il mio rapporto con i ragazzi.

 

Abbiamo letto le risposte ad alta voce.

 

Lei ha scritto:

  • Vorrebbe che la smettessi con le accuse ed i giudizi.
  • Vorrebbe che fossi più presente come padre, che non usassi il lavoro come scusa per non essere presente.
  • Vorrebbe che fossi più puntuale con la comunicazione, faccio cose di mia iniziativa senza informarla.

 

Ci siamo girati con le sedie verso una parete della stanza. Le mediatrici munite di pennarello hanno scritto al muro i nostri desideri.

Ci hanno interrogato. Ad ognuno di noi due hanno chiesto di ricordare i desideri dell’altro.

Man mano scrivevano.

 

Lorenza : Paperino, a che desiderio corrisponde l’acquisizione di consapevolezza da parte di Ex Moglie?

L’ho guardata e le avrei voluto dire tanto: Lorenza, ma non te ne vai a fare in culo?

Invece…

Lorenza, a che desiderio corrisponde? A quello che ho scritto!

Lorenza: ma questo non è un desiderio, è più una mancanza.

Paperino: Il desiderio nasce da una mancanza. Se voglio diventare ricco è perché sono povero, mica perché sono ricco. Ti pare?

I miei coglioni avevano già cominciato a vorticare.

Credo che abbia percepito la mia stizza ed ha tagliato corto, facendo lei per me.

Vorresti maggiore collaborazione, giusto?

E’ andata avanti così, con le due mediatrici a tradurre mancanze in desideri. Antonella poi ci ha fatto una lezione sulle emozioni e come trattarle. Noi a guardarle.

Le emozioni sono la nuova religione del millennio. Si fanno anche i corsi per riconoscere le emozioni. Una moda travolgente come la brillantina anni settanta. Potevi non lavarti i capelli, tanto sotto lo stucco del gel non si sarebbe visto nulla. La brillantina era anche un po’ profumata tanto da nascondere il cattivo odore.

Rabbia, Dolore, Gioia sono i santi del nostro secolo. Se riconosci una emozione significa che la puoi gestire, quasi vincere un superenalotto per questi nuovi guru.

Ci sono proprio i fanatici delle emozioni in giro. Qui al centro di mediazione, ho capito che sono dei fedayn. Guai a mostrare perplessità su tutto ciò, potresti fare la fine di Giordano Bruno in Campo dei Fiori.

E io che ricordavo quando l’emozione era qualcosa di intimo e indescrivibile, tanto forte da non potertela ripetere neanche a te stesso.

Oggi si comunica invece. Perché nulla è se non è comunicato.

Se mangi un bel piatto ad un ristorante non è fondamentale gustartelo fino in fondo e godere del momento. La cosa più importante è condividere questa emozione con altri, postando la foto del piatto magari. Se non fai la foto e non condividi è come se quel momento non lo avessi vissuto. Comunico ergo sum, direbbe Cartesio ai giorni nostri.

Emozione è una parola magica ormai, tipo fastum gel, cura tutto e tutti.

Lascia perdere che ci sono i problemi della vita. L’importante non è risolvere concretamente il problema, ma individuare l’emozione che suscita. Il problema lo risolvi dentro di te se non lo puoi risolvere fuori. Stai a posto così. Così se muori di fame, non è importante mangiare un boccone. Fa più fico scrivere su un social che mangeresti una torta gigante, ti sazi allo stesso modo.

Mi piacerebbe fare così con una costruzione. Se un palazzo sta crollando, non è importante intervenire per scongiurare il danno, basta sentire il botto che fa. Se riesci a filmare il tutto poi, sei al non plus ultra.

Temo che sia la patologia del mondo virtuale in cui si è smesso di vivere le sensazioni, è molto più importante comunicarle e discuterne tutti insieme.

Penso che dalla mia faccia emergesse il disappunto.

Ad un certo punto Antonella mi ha chiesto che emozione avessi provato nel leggere i desideri di Ex Moglie.

Le ho detto con un po’ di malinconia e delusione: Stanchezza, sono stanco. E’ una emozione questa?

Ex moglie invece ha risposto che era stizzita. La sua emozione era il fastidio.

Ma va? Ho pensato. Una emozione nuova per lei.

Mi si è chiuso il cervello, non ho ascoltato più nulla delle minchiate che sparavano. Ho capito dove volevano arrivare. Praticamente secondo loro il percorso per stabilizzare il rapporto con i ragazzi passa attraverso lo smorzamento della conflittualità nella coppia.

Il discorso non fa una piega se ci fossero due persone ragionevoli di fronte. Un minimo sindacale almeno.

Ho pensato ai quindici anni passati in casa. A tutte le volte che abbozzavo un sorriso pur di non litigare. Le volte che ho provato ad imbastire un ragionamento per poi scontrarmi con un muro di stupidità legato con presunzione ed ignoranza.

Eppure, mi era parso che fosse chiaro che per Ex moglie le cose vanno bene se si fa come dice lei. Non esiste alternativa. Ma proprio non c’è.

La conflittualità nella coppia si abbassa se io obbedisco a tutte le sue richieste.

Paperino: I ragazzi alla domenica stanno con me

Ex Moglie: No, i ragazzi vogliono andare a pranzo dall’amico. Mica puoi spuntare all’improvviso quando ti fa comodo.

Paperino: Non c’è problema, faremo alla prossima domenica.

Ex Moglie: Sei un farabutto. Fuori dai coglioni, la devi pagare!

Paperino: Sissignora, sono un farabutto e sto espiando le mie colpe. Mi devi scusare per essere un farabutto. Perdonami.

Paperino: Sai, vorrei dare una mano a nostro figlio per i compiti.

Ex Moglie: Non te ne frega nulla dei ragazzi, ci sono i professori idonei a fare ripetizioni! Come fanno tutti. Lo manderemo a ripetizione.

Paperino: Si certo, sono un delinquente a pensare di voler aiutare mio figlio nei compiti.

Paperino: A Natale i ragazzi sono stati con te, magari a Capodanno stanno con me, che dici?

Ex Moglie: A Natale i ragazzi sono stati con me perché lo hanno deciso loro. A Capodanno vogliono stare con mio padre e mia madre, io uscirò. E’ una loro scelta. Chiedi a loro comunque, per me non c’è problema.

Paperino: Ma sarebbe carino che stessero anche con mio padre una volta.

Ex Moglie: Tuo padre è un pezzo di merda che non si è interessato mai a loro. Non lo nascondere dietro la vecchiaia, perché non regge.

Paperino: certo cara, hai ragione. Mio padre è uno stronzo, non merita nulla. Il fatto che è anziano e non vede è solo una scusa.

 

Adesso ci si mette anche Lorenza e le sue tecniche moderne a programmare di farmi fare lo spettatore nella vita dei miei figli. Magari mi chiederà di pagare anche il biglietto e renderà la cosa ufficiale. Pagheremo la Siae, tutto in regola.

Seguirò quello che mi faranno fare, per carità. Ho chiesto io di tornare da loro, figuriamoci se adesso mi tiro indietro. Francamente pensavo di avere davanti persone più coraggiose. Invece continueremo a girare intorno al problema, perché nessuno ha il coraggio di metterlo in evidenza.

Giocheremo nella stanzetta, alla fine faranno la loro relazioncina stando attente a dire e non dire. Io avrò il mio bel biglietto in tribuna centrale per guardare ogni tanto i miei figli. Roba da Vip. Peccato, perché sarebbe stato il momento di affondare il colpo. Proverò da solo tra un giro tondo ed un altro.

Alla fine Antonella mi ha riproposto la domanda. Forse ha letto la mia insofferenza.

Antonella: Paperino, cosa ne pensi allora?

Paperino: Penso che sono ancora più stanco di prima.

Annunci

18 thoughts on “Giro giro tondo….

  1. Ti capisco…..però hanno ragione, se non cambia il clima tra voi due e non trovate una linea comune per il bene dei ragazzi ci sarà sempre guerra e i ragazzi si troveranno in mezzo alla disputa volenti o non volenti…..purtroppo la realtà è questa.

    Mi piace

  2. Ricordati che in guerra non vince chi ha ragione, ma il più forte.
    E te, sei in guerra. Una guerra del tutto simile a Palestina -Israele. Se la vuoi vincere devi attaccare, senza mezzi termini. Fregatene di chi vuol farti fare la pace, perché in mezzo a questa guerra ci sei tu, non loro. La pace si fa in due, come l’ amore. Da soli la fanno gli ebeti.
    Tira fuori tutto: grinta, unghie, coglioni, denti e complementi. Se non lo fai, “Stiro” l’ essere di plastica, ti fotte.
    E se perdi, cosa da mettere sempre in conto, pazienza. Hai combattuto per te, i tuoi figli, i tuoi valori e, ne esci a testa alta. Non mollare mai.

    Liked by 1 persona

    1. Ciao Walter. Se ci credo ovunque c’è battaglia mi metto in prima linea. I cagasotto che si facciano da parte per quanto mi riguarda. Se qualche volta sembro cauto e perché ci sono i miei figli di mezzo, non è paura. In altra situazione avrei fatto vedere i sorci verdi a tutti. Grazie, per l’incitamento, mi fa bene perché non sono arrabbiato. Sono incazzato nero!

      Liked by 1 persona

      1. Guarda che la paura è naturale, e non è affatto disonorevole. Va semplicemente affrontata.
        Te purtroppo sei in una situazione dove, se non ti difendi, ti ritrovi con una mano davanti e l’ altra dietro.

        Mi piace

  3. E’ incredibile che da un male, come la vostra relazione così conflittuale penso fin dall’inizio, siano nati però i vostri figli, proprio loro che tu non cambieresti con nessun altro al mondo. Allora questa relazione ha dentro un bene, che sono loro. Quando si discute dei figli , viene fuori invece il disagio della relazione. Se l’affido e’ condiviso, deve essere condiviso tutto, per legge e non per desiderio. Ci vuole una par condicio che tuteli entrambi. I figli seguiranno , perché sapranno che è così . Tante cose i nostri figli non vogliono fare, ma se gli diamo vinte tutte , siamo schiavi loro. Questo dovrebbe essere garantito.

    Mi piace

    1. C’è stato e c’è un abuso. Ma è un tabù. Mettono tutti la testa sotto la sabbia. L’abuso non è femminile e non è materno da letteratura. Se si dice lo si fa zitto zitto perché nessuno ascolti. Nessuno ha il coraggio di dire come stanno le cose, pur pensandolo. Le palle non sono un dono di tutti. Grazie a Dio mio padre me le ha lasciate in eredità e finché ne avrò, daró battaglia con o senza aiuto. Cercare di fermare questo abuso imputandolo alla conflittualità è come dire che chi subisce un abuso è in qualche modo complice . Che andassero a cagare tutti.

      Liked by 2 people

      1. Condivido, è un problema degli adulti essere assenti nella realtà , non prendere posizione,scegliere tra il bene e il male , così i nostri figli sono relegati al mondo del relativismo di tutto, diritti, doveri, relazione.

        Mi piace

  4. Capisco la tua stanchezza e la tua rabbia. è difficile arrivare ad un rapporto “civile” con chi invece non vuole mollare nessuna posizione e ha la presunzione di non sbagliare mai. In questi casi credo che non ci si debba comportare come in una battaglia, non serve l’aggressività, nessuno deve dimostrare di essere forte, virile ecc. ecc. Occorra una grande pazienza…infinita. Questa non è una guerra, ma una trattativa per arrivare ad un armistizio

    Mi piace

  5. Voglio farmi prendere da questa gelatina! Questa “nuova religione” sì sì ssì! L’emozione! Mi garba!
    PAPERINO FOR PRESIDENT!!
    Questo scritto altro che, è da condividere, è da, da, insomma, Condivido ergo sum!!
    E tu sei tipo le tre S :
    Sensibile
    Scherzoso
    Superlativo!!

    Mi piace

  6. se tu dici solo che sei stanco lei ha spazio per sguazzare!
    Forse Lorenza ed Antonella hanno una loro strategia: parla con loro e supportale. Sfrutta la mediazione…. La madre dei tuoi figli ha un lunghissimo percorso da fare, il fatto che tu sia più avanti non significa che è tutto a posto: le mediatrici devono farvi progredire parallelamente, o non se ne fa nulla. Ci hai pensato?
    Oppure sfrutta la decisione del giudice: ha deciso che devono stare con te di più. Punto. Imponi che venga rispettata questa decisione “superiore”.
    Pensavi di essere in dirittura di arrivo e invece ti sei accorto che non è così. Non puoi mollare, però.

    Mi piace

    1. Non lo dico solamente di essere stanco … sono proprio stanco … purtroppo quando sei in difficoltà puoi contare solo su te stesso. Oltre alle forze sembra che ti abbandonino tutti. Faró la seconda che hai detto! sfrutto la decisione del giudice. Ho poco tempo però . Tra 3 settimane ho l’altra udienza, poi cambia il giudice, Citto andrà via e si ricomincia da capo.

      Mi piace

  7. Sono due giorni che rifletto, tra Roma e Milano….l’alba meneghina alla fine ha portato una piccola schiarita
    Mi sembra che tu ad ex moglie non voglia parlare, solo spararle in testa: atto pietoso per la cessazione delle sofferenze di un animale ferito.
    E mi sembra comprensibile, dopo anni di aggressioni subite, di pazienza biblica applicata, di umiliazioni e offese. ….anche io le sparerei probabilmente.
    Certo però che il luogo adatto ad una esecuzione è il tribunale, non un centro di mediazione.
    Tutto bene quindi, solo un ultimo dubbio:
    Se ex moglie, con una pistola puntata alla testa da Lorenza, dall’altra maga, e da citto, finalmente rinsaviti e stufi di giocare al girotondo, e lei da questi accerchiata, alzasse bandiera bianca e concedesse un diritto di visita serio, alcuni giorni da te, possibilità di pernotto, colloqui scolastici e supporto didattico senza interferenze….e tutto quello che desideri in una resa totale. ..
    ….AAA e BBB sarebbero finalmente sereni?
    Un abbraccio
    Touch

    Mi piace

    1. Il problema non è restituire solo la serenità. Il problema è restituire loro un diritto, quello di avere un padre. Se non gli si restituisce un diritto è difficile costruirci sopra un progetto di serenità. Loro hanno diritto ad avere un padre, io ho il diritto e dovere di fare il padre. Se un diritto viene negato non è detto che non si possa essere sereni. Possono anche esserlo senza padre, non posso essere io a determinare questo. Io posso offrire loro la mia serenità che passa però dal riequilibrio della situazione. Con una situazione squilibrata non posso dare loro quello che potrei.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...