Un uomo di esperienza

Capisci che sei un uomo di esperienza quando te l’aspetti. È come se quello che di negativo ti può accadere lo senti arrivare da lontano.

Capisci che sei un uomo di esperienza quando sai che quelle che vinci sono solamente delle battaglie e sai che la guerra non si vince mai. La guerra fa solo sconfitti purtroppo.

Capisci che sei un uomo di esperienza quando le brutte cose non ti sorprendono più. Sono l’altra faccia delle belle cose e costituiscono un tutt’uno. Tu lo sai bene.

Capisci che sei un uomo di esperienza perché quando ti capitano le cose belle non voli mai troppo alto. Sei caduto tante volte e sai che più alto voli più male ti fai nel cadere. Voli basso, ti abitui.

Sei un uomo di esperienza quando capisci fino in fondo. Capire non è mai stata la strada per la contentezza.

Purtroppo gli uomini di esperienza non urlano, non spaccano, non reagiscono di istinto. Si irrigidiscono i muscoli, qualcuno a 47 anni ne è rimasto ancora. Si irrigidisce la mascella e digrigni i denti.

Ingoi e batti con frequenza le palpebre. Stringi i pugni e fai qualche passo. Apri e chiudi le mani. In genere io guardo il sole. La luce mi costringe a chiudere gli occhi. Ad occhi chiusi respiro meglio e mi rilasso. Preferisco star zitto in certi momenti. Se stai zitto è sicuro che non dici fesserie.

Il respiro è molto importante. Sarà che la tensione è come la pressione. Hai bisogno di sfiatare. Mi rilassa molto anche passare la mano tra i capelli. In testa ci sono tutte le terminazioni nervose.

Seduto no. Seduto non riesco proprio a stare. Forse per riuscire a stare seduto oltre all’esperienza devi avere anche maturità. Quella mi manca probabilmente, verrà coi capelli bianchi forse. Ancora sono quasi tutti neri.

Tornato dalle ferie con i ragazzi mi era capitato di leggere su internet il decalogo del genitore alienato.

  1. Iniziamo subito con il botto: il genitore alienante è un debole
    Al contrario di quanto si possa pensare, il genitore alienante, in fondo, è un debole. Il motivo è molto semplice: utilizza il figlio per distruggere la figura dell’ex partner e, così facendo, danneggia psicologicamente il figlio. Si nasconde dietro il figlio, mandando avanti lui nel conflitto.
  2. Il genitore alienante utilizza il figlio per soddisfare propri bisogni
    Il genitore alienante utilizza il figlio per soddisfare proprie esigenze personali. E’ concentrato sull’alienazione totale dell’ex partner per dimostrare di essere un bravo genitore. Il figlio gli serve per riempire i propri vuoti emotivi e alimentare il bisogno di riconoscimento: “sono un genitore responsabile”.
  3. Lasciate perdere le diagnosi del genitore alienante
    Smettetela di andare dietro a presunte ipotesi diagnostiche del genitore alienante “è un narcisista”, “ha un disturbo istrionico”, “è un borderline”, “è un antisociale” ecc. E’ una trappola: il genitore alienante attira la vostra attenzione su di sé così tralasciate la relazione con vostro figlio.
  4. Lasciate perdere il genitore alienante
    Non è lui/lei il vostro obiettivo. Il vostro unico obiettivo dovrebbe essere vostro figlio, concentratevi sulla relazione affettiva con lui, se ne avete la possibilità. Quando incontrate vostro figlio per il w.e. o negli incontri protetti, non parlategli male del genitore alienante, non rimproveratelo per il suo comportamento. E, soprattutto, evitate di audioregistrare di nascosto ciò che dice per poi portare queste “prove” in Tribunale: rimanete concentrati su vostro figlio. Buttate cellulari e registratori e cercate di sentire e carpire i suoi bisogni.
  5. Come faccio a concentrarmi su mio figlio se il problema è il genitore alienante?
    Il problema è la soluzione. Prendersela continuamente con il genitore alienante non vi avvicinerà a vostro figlio. Quando siete con lui non trattatelo come un bambino manipolato, ma come vostro figlio.
  6. Non abbiate paura di vostro figlio
    Spesso i genitori alienati hanno paura del figlio. Riprendetevi il ruolo di genitore, evitate di assumere con lui una posizione “down”. Vostro figlio vi sfida per testare la vostra sicurezza, per capire se si può fidare di voi.
  7. Finché ha rabbia, c’è speranza
    Finché vostro figlio prova rabbia nei vostri confronti, allora c’è speranza di ricucire il rapporto. La situazione diventa seria e preoccupante quando vostro figlio inizia a provare indifferenza nei vostri confronti e ad evitare qualsiasi contatto con voi, anche telefonico.
  8. Vostro figlio, in fondo, vi cerca
    Vostro figlio si è alleato con l’altro genitore perché lo percepisce più forte, più capace di gestire e difendere le sue fragilità durante questo acceso conflitto familiare. Quando vi incontra e parla male di voi o vi insulta non fa altro che richiamare la vostra attenzione. Non cadete nell’errore di dimostrare “lo vedete com’è manipolato?”. Invece, state su di lui, sul vostro rapporto “sento che sei molto arrabbiato con me…voglio che mi dici tutto quello hai…”: da una parte entrate in contatto con lui “sentendo” la sua rabbia, dall’altra gli inviate il messaggio di non avere timore di ciò che dice e di essere in grado di ascoltarlo e gestire le sue emozioni.
  9. Quando siete con vostro figlio, non fate le vittime
    Basta vittimismo. Fare le vittime davanti a vostro figlio per provocare una sua reazione di compassione è una strategia che non ha successo. Anzi, sortisce l’effetto contrario confermando a vostro figlio che siete passivi e deboli. Capita spesso che quando vostro figlio è con voi in casa risulti talmente antipatico e oppositivo da suscitarvi un sentimento di rabbia e una reazione espulsiva “quasi quasi lo rispedisco dal padre/dalla madre perché non ce la faccio a reggerlo”. E’ ciò che il vostro ex partner desidera più di tutto. Non fate il suo gioco.
  10. Mai smettere di lottare
    Non vi venga in mente di gettare la spugna. In ogni caso andate fino in fondo. Vostro figlio vi aspetta.

Direi che senza conoscerlo potrei averlo scritto io il decalogo, con il codice che mi sono dato in questa storia. Forse l’esperienza ti porta a fare i passi giusti anche quando non conosci il terreno in cui ti muovi. Come se fosse l’istinto ad averla acquisita.

Settimana scorsa avrei dovuto avere un incontro in mediazione con Ex moglie. Mi ha chiamato Antonella per fissare l’appuntamento per venerdì scorso. Ho dato come sempre la mia disponibilità. Ci avrebbero chiesto delle vacanze ma soprattutto volevano assicurarsi che venisse rispettato il programma di visite stabilito dal giudice. Da settembre i ragazzi avrebbero dovuto passare un week end su due con me, a partire dal venerdì sera fino al lunedì mattina. A ottobre dal giovedì sera.

Dopo un’ora ho ricevuto un’altra telefonata da Antonella. Mi è bastato vedere il numero per capire. Mannaggia l’esperienza.

Antonella: Sai, abbiamo contattato ex moglie, ma per questa settimana non può proprio. Dice di essere molto impegnata. Noi alla settimana successiva siamo in ferie, c’è la festa del Santo Patrono, ci dovremmo riaggiornare per vederci alla settimana dopo.

Paperino: Va bene, Antonella. Speriamo che il santo faccia la grazia almeno!

Antonella: Ahahaha, speriamo si. Però, ci siamo volute sincerare con Ex moglie che si rispettasse il programma stabilito dal giudice. Noi tenevamo soprattutto a questo.

 

Dentro di me, in quel momento, ho capito che il programma non sarebbe stato rispettato. C’era qualche giorno al fine settimana ancora. Ho evitato di pensarci nei giorni successivi. Dicono che se pensi troppo che una cosa vada male, poi va male per davvero.

Sono tornato ad Ikea è ho preso altra roba. A sera ho finito di montare scarpiere e cassettiere per accogliere i ragazzi con un po’ più di ordine.

Venerdì mi son svegliato presto, ho cambiato lenzuola e pulito il bagno. Non avrei fatto ritorno a casa prima di sera e volevo che i ragazzi trovassero tutto perfetto.

Alle 19,30 avrei dovuto portarli al dentista per un controllo. Poi li avrei fatti cenare a casa.

Al mattino mando un messaggio a Ex moglie:

Paperino: Oggi i ragazzi hanno visita al dentista alle 19,30. Li passo a prendere verso le 19 per il fine settimana .

Nessuna risposta.

Mi sono ricordato delle parole di Antonella che avevo rimosso dalla testa.

 

Dopo pranzo scrivo un sms a BBBBB ed AAAAA.

Paperino: Alle 19,30 dobbiamo stare dal dentista. Passo alle 19 da casa. Portate la borsa per il fine settimana.

BBBBB: Papà, siccome io ed AAAAA non stiamo bene, questa settimana vogliamo rimanere a casa.

Paperino: non è possibile.

BBBBB: Dal venerdì non voglio, e poi non mi sento bene.

Paperino: Non è possibile, starai bene a Monteamaro. Sono responsabile io di te e AAAAA da stasera a lunedì. Starò io con voi. Prepara le cose e non fare storie.

BBBBB: Io non vengo, preferisco restare a casa perché non mi sento bene.

Paperino: BBBBB, stai bene dai.

BBBBB: No

Paperino: Che hai?

BBBBB: Ho le placche alla gola.

Paperino: Che fai, non esci fino a lunedì?

BBBBB: Infatti, stanno venendo gli amici a casa, poi veniamo alla prossima settimana, dal sabato alla domenica.

Paperino: BBBBB, da venerdì, e da ottobre da giovedì. Così ha stabilito il giudice. E così si farà.

BBBBB: Che me ne frega del giudice. Io vengo dal sabato alla domenica.

Paperino: Stai facendo il bullo? Oggi ti passo a prendere.

BBBBB: No, non sto bene.

 

Eppure avevo seguito il decalogo. D’altra parte i codici di comportamento ci sono per chi subisce un abuso. Io addirittura il codice l’ho applicato senza conoscerlo, pensavo di non subire più? I miei ragazzi saranno abituati a fregarsene di quello che stabilisce un giudice.

E’ un vero peccato. Se ne fregano del giudice, figuriamoci di quello che dico io.

Eppure BBBBB è talmente cagasotto. Ma chissà quante volte gli sarà stato ripetuto che possono rifiutarsi di rispettare le disposizioni. Data l’età possono decidere loro. Lo ripeteva sempre in mediazione Ex moglie. Tra lei e suocera non avranno mancato di farglielo pervenire forte e chiaro come messaggio ai ragazzi.

 

Scrivo ad Ex moglie. Più per protocollo che per speranza.

Paperino: BBBBB sta facendo storie per venire a Monteamaro. Per favore intervieni anche tu.

 

Ci sono le domande retoriche, quelle che non hanno bisogno di risposta.

Ci sono anche le richieste retoriche, quelle che la risposta già la hanno.

 

Ex Moglie: Sono intervenuta, ma non vogliono venire da venerdì e poi non si sentono bene. Devo chiamare anche la dentista per spostare l’appuntamento.

 

Ma guarda, ho pensato. I desideri dei ragazzi collimano con quelli della madre. Era lei che non voleva dal venerdì. Ha cercato di evitarlo in ogni modo in tribunale ed in mediazione. Adesso loro confermano.

 

Paperino: Lo sai che lo ha stabilito il giudice, non ci sono possibilità alternative.

Staranno con me a Monteamaro e prenderò io cura di loro. Se stanno male da non poter uscire, facciamo prossima settimana. Ma che non escano da casa, se è vero.

Ricordati che decidono i genitori dove stanno i ragazzi. Non ricominciamo con la stessa storia. Il provvedimento del giudice va rispettato, non ci sono alternative. Non mi costringere a sporgere denuncia. E poi, se non stanno bene, non si invitano gli amici a casa.

 

Passano 10 minuti senza risposta. E’ il segnale che sta chiedendo alla sorellina come rispondere. Le sue risorse sono terminate qui.

 

Ex moglie: Io ho spiegato ai ragazzi, ma dal venerdì non vogliono. Non possono essere obbligati, hanno l’età per comunicare e parleranno con il giudice. Poi si deve usare la coscienza, non è una guerra tra di noi. Poi fai come credi, l’importante è il bene dei ragazzi, non bisogna certo scioccarli. Poi non stanno bene. Poi magari parli tu con loro di persona e vedi.

 

Ci risiamo. E’ venerdì notte mentre scrivo. Trascrivo i messaggi, sono costretto ad alzarmi e respirare profondamente. Una cosa che ti insegna l’esperienza, è che l’esperienza non finisce mai.

Anche se ti trovi in situazioni già viste e riviste, spesso è come se fosse la prima volta.

Il vantaggio di una richiesta retorica è che non è necessario aggiungere altro alla risposta che già conosci. Ti permette di chiudere un dialogo senza essere l’ultimo a parlare.

 

Nel frattempo è arrivato il messaggio di AAAAA che confermava le volontà di BBBBB anche per sé. Anche lui sta male e non si sente di venire.

 

Chiamo Mario, il mio avvocato.

E’ in ufficio, lo vado a trovare. Gli ho chiesto se potessi sporgere denuncia.

Mario: no, non puoi fare nulla. Sono i ragazzi ad averti detto di non voler venire. Mi dispiace. Non puoi fare proprio nulla. Cerca di non incazzarti. Soprassiedi e non insistere. Alla udienza ne parleremo. Purtroppo devo dirti altro.

Paperino: Cosa?

Mario: Mi è giunta voce da un’amica che lavora ai servizi sociali che la dirigente si sta interessando al tuo caso. Qualcuno da parte di tua moglie deve averle fatto pressioni.

Paperino: si? Non mi sorprende. Che può succedere?

Mario: Può essere che faccia pressioni su Lorenza e Antonella. Tu ci hai parlato?

Paperino: no, mi hanno solo detto che Ex moglie si è rifiutata di vedersi settimana scorsa e che ci saremmo visti settimana prossima. Questa settimana l’ufficio è chiuso per la festa patronale. Lorenza non è una che si faccia intimorire. Hanno sbagliato indirizzo. Anzi, la cosa l’avrà fatta incazzare da morire.

Mario: Non lo credo neanche io, ma sono cose che danno fastidio.

Paperino: comunque, non credo che possano fare più nulla per me. Hanno fatto tanto già.

E come hai detto tu, non posso fare nulla. Non posso fare il padre. Pare che questo sia legale.

Non è così?

Mario: Cerca di stare tranquillo.

Paperino: Certo che lo sono, l’esperienza serve a questo. Non credi? Io un po’ ne ho fatta.

Tranquillo lo sono per davvero. E’ mezzanotte e mezza, mi passo la mano nei capelli e mi stropiccio gli occhi. Domattina, sveglia presto. Si vendemmia. Niente ti distrae come il lavoro fisico. Un delle cose che non mi è mai pesata è la fatica. Quasi quasi la adoro. Forse perché non ha bisogno di capire molto.

 

Al mattino sveglia presto e vendemmia. Mi vedo con mio fratello Hulk per il caffè e mi fa.

Hulk: Ieri ho visto AAAAA e BBBBB alla festa patronale.

Mi rabbuio probabilmente perché mi chiede cosa avessi.

Paperino: Niente, e che mi avevano detto di non poter stare da me perché non si sentivano bene. Spalleggiati dalla madre che addirittura ha spostato il dentista per dimostrare che stessero davvero male. Dovevano stare con me questo fine settimana. Pazienza, ho sorriso.

L’esperienza è come un peluche a cui abbracciarti quando ti vuoi consolare e non hai altro che te stesso.

26 pensieri riguardo “Un uomo di esperienza

  1. Occorre sempre aspettare, decantata “l’esperienza”, a mente fredda si valuta come procedere, purtroppo i ragazzi, figli come lo sono tutti i figli di questo mondo, approfittano di queste situazioni per fare ciò che vogliono, egoisticamente. Non credo che i tuoi ragazzi siano così succubi della madre, alla fine stanno crescendo, imparano dagli errori che fate voi genitori (anche in buona fede, per carità) per fare i cavoli loro, se la madre desse loro così fastidio, correrebbero da te. E’ una logica semplice, che fa male a noi adulti, ma ribadisco, tutti i ragazzi del mondo, a parità di condizioni, tendono a comportarsi allo stesso modo. Poi da adulti, da genitori, comprenderanno. Ci vuole pazienza…quante volte te l’avranno e te lo sarai detto?

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      1. non sono del tutto d’accordo. vero che fanno quello che conviene, ma anche perché sono loro a dover sopportare gli umori della madre in casa la maggior parte del tempo e a sorbirsi eventuali sfoghi vittimistici prima, durante e dopo la loro permanenza nei week-end con te. come già ti dissi un anno fa o addirittura due, sanno che tu ci sei sempre e comunque e quindi cercano di tenersi buona la madre. non ricordo come te lo spiegai all’epoca, ma il principio è quello. in qualche modo, come le varie sindromi di Münchausen o Stendhal (le confondo, scusate) tendono a giustificare ecc. il proprio aguzzino. E perché non hanno ancora l’età per svincolarsi del tutto, non ne hanno il coraggio, in fondo sono giovani e la madre sicuro peserà sui loro sensi di colpa, e perché – indubbiamente – fa comodo stare con gli amichetti che non spostare uno zaino con la propria roba.
        Io la colpa la suddivido con 50% la madre, 25% AAAAA e 25% BBBBB. E mi sento generosa nei confronti della madre.

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  2. Su YouTube puoi vedere un video: L’avventura di Pinocchio, presentato da un prof di lettere Franco Nembrini, é molto bello e parla della figura del padre e del figlio…c’è la versione del meeting di Rimini che é un unico video, perché su TV2000 ha presentatato tutta l’opera in dieci puntate. Ti farà molto piacere sentire le sue parole…

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    1. Chi ha fede la cerca dappertutto. Collodi ha scritto una storia semplice. Per la gente, il successo della semplicità è inspiegabile …perché non fa altro che amplificare il proprio insuccesso . Da qui la necessità di trovare qualcosa di nascosto, di misterioso , un retropensiero. Capisco che è dura capire come un grande libro semplice possa avere il successo della Bibbia… ma rassegnatevi … !!! Ahaha poi per carità … i capolavori sono tali proprio perché trasversali… accontentano tutti. Ognuno ci trova un po’ di quel che cerca.

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      1. Mi spiace che hai colto solo il discorso generale di Nembrini che riguarda la metafora della vita , Colloidi era ateo ma cresciuto nella tradizione cristiana. Io volevo che sentissi invece come la relazione padre figlio non differisca dalle problematiche che tu affronti nella tua drammatica situazione. Come è invece è commovente il desiderio e la testardagine di Geppetto a non mollare Pinocchio nonostante tutto e come invece cambia Pinocchio nel tempo grazie a questa continua ripresa a talpunto da diventare il salvatore del padre. Credimi la religione non c’entra niente, è la vita vissuta nel bene che accumuna gli uomini. Buona
        Domenica

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      2. No , nel video che ho ascoltato non c’era tutto ciò . Infatti non capivo il nesso . Per 50 minuti Nembrini si sforzava di far intendere quanto collodi in realtà pur non dichiarandolo fosse cattolico e di quanto Mastro Ciliegia fosse un uomo senza Fede! Ahaha… la prossima volta mandami il link! Buona Domenica a te!

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  3. Lascia sempre aperta la porta di casa e del tuo cuore, l amore non si può imporre. Quando verranno sarà gioia per te e crescita per i tuoi figli che avranno avuto la forza di allontanarsi da un amore che ricatta. …

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    1. Concordo. E, ribadisco sempre il mio vecchio concetto, il giorno che i ragazzi prenderanno coscienza attiva (ora ce l’hanno insito ma non chiaro, è palese da come si comportano: sfidano il padre e assecondano la madre) di quello che è successo, di come sono stati usati e manipolati, di come la madre sia una donna con molti lati oscuri, per loro sarà una grande mazzata. E lì, di nuovo, Paperino ci sarà ad accoglierli e sostenerli, non contro la madre ma a cercare di superare il trauma coi ragazzi.

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