L’idea

E niente… pare che debba andare così. Le mediatrici di fronte alla impossibilità di mediare si sono ritirate. Non mi rimane che avere fiducia nell’ingiustizia.

Il giudice Citto se ne è andato, Corte di Appello. Hanno assegnato uno nuovo. Ho chiesto informazioni, pare che sia un giovane. Un certo Fusi. Di nome e di fatto sembra, almeno questo dicono. Per avere del giustizialismo in Italia occorre ipotesi di reato da prima pagina, corruzione o droga, odor di mafia sarebbe il non plus ultra. Offrire le copertine ai giudici è il viatico per una giustizia rapida e sommaria, con tanto di conferenze stampa. Altrimenti devi accontentarti della solita ingiustizia, con i suoi tempi. Aspetteremo che decidano, per sfogliare il fascicolo serve tempo.

Non è cambiato assolutamente nulla sul fronte ragazzi. Il tira e molla giovedì si, giovedì no è servito solo a consolidare che il sabato sera ogni 15 giorni dormano da me. Speravo di ottenere di più. Non è poco rispetto a prima, ma non è fare il padre.

Dormono è la parola esatta. Perché non cenano neanche con me. Al sabato escono con gli amici come è giusto che sia. Li vado a prendere al rientro, si mettono a letto ed al mattino dopo alle 7 accompagno uno dei due ad una partita. I nostri dialoghi avvengono in auto ormai.

Le loro partite di campionato, essendo categorie diverse, sono in contemporanea, alla domenica mattina. Riesco a vedere la partita di uno dei due. L’altro lo riaccompagno a casa e provvede ex moglie ad accompagnarlo al campo.

Rimane il pranzo domenicale. Se non hanno altri impegni come compleanni di amici.

Ero riuscito a morsi a convincerli a stare a pranzo con me almeno al sabato.

Ma anche questo sta sfumando. Sabato scorso avevo fatto spesa e tutto e poi sono venuto a sapere dei festeggiamenti per il compleanno della zia di mia moglie. Il compleanno di una zia di mia moglie non vuoi che si festeggi? Mi è stato comunicato da BBBBB che non sarebbero venuti.

Mi sono rotto le palle anche di scrivere a questa cretina. Però ho pensato di dover lasciare almeno traccia delle sue miserie.

Quindi messaggio.

Paperino: I ragazzi venivano almeno al sabato a pranzo nel weekend che mi spetta. BBBBB mi dice che non viene perché è il compleanno di tua zia Fatebenefratelli. Ti rammento che c’è un dispositivo di un giudice, anche se per te è carta straccia. Riferirò anche di questo abuso.

 

La risposta era scontata, d’altra parte non avevo scritto per avere una risposta.

 

Ex moglie: Ti rammento che questa è la volontà dei ragazzi e tu ti sei messo d’accordo con loro per accompagnarli alle partite settimana scorsa, nonostante non fosse il tuo weekend e nessuno ti ha detto nulla.

Sappi che nessuno avrebbe nulla da ridire se fosse il compleanno di qualcuno della tua famiglia e i ragazzi ‘’vorrebbero’’ partecipare. Ci sono circostanze e circostanze, gli abusi li fai tu, psicologici o almeno credi di farli.

Vorrebbero… ho letto l’omicidio del congiuntivo ed ho spento il telefono con un po’ di magone. Quell’omicidio mi ha dato molta tristezza, per il resto ho un callo enorme. E’ una serial killer di congiuntivi nonostante la laurea.

Effettivamente, al weekend che non mi spettava stare con loro avevo dato disponibilità ai ragazzi per accompagnarli alla partita.

Paperino: Io vi vengo a vedere comunque, se avete bisogno di un passaggio, fatemi sapere.

 

Per una strana coincidenza quella domenica giocavano in orari diversi e sono riuscito a vederli entrambi.

Mi hanno mandato un sms perché li portassi da casa al campo da gioco.

Durante la settimana non vengono mai. Il giudice Citto con le mediatrici avevano scalettato una serie di giorni in cui avrebbero dovuto almeno cenare con me. Figuriamoci. Telefono ogni volta, mi rispondono sempre che hanno da studiare e non vogliono.

Dovrebbero stare un terzo del loro tempo con me se il diritto di visita fosse rispettato. Sommando il tempo dal giovedì al lunedì ogni quindici giorni e le finestre infrasettimanali previste nel dispositivo, il tempo con me sarebbe un po’ più del 30 per cento sul totale. Avevo ingegnerizzato anche il diritto di visita sulla carta. Sulla carta appunto.

Di fatto il diritto di visita attuale è un pranzo domenicale e una notte ogni quindici giorni. E che fa questa stronza? Si lamenta che li ho accompagnati in auto alla partita, perché di quello si è trattato, nel weekend non mio. Che poi, conoscendo il controllo che ha sulle loro vite, sarà stata lei a farmelo chiedere.

Ma basta. E’ inutile stare a rimuginare su questo. Ormai è una dato di fatto consolidato il suo atteggiamento. Ci vorrebbe una idea. Io non so più che fare al momento. Tergiverso.

Diventi maturo quando non hai più intuizioni ma idee. L’intuizione è la materia prima di estrazione a più basso costo che esista. L’idea invece costa. Per estrarla devi aver pensato più o meno a lungo e devi aver speso tempo per accumulare nozioni.

Proprio per questo per me è diversa dall’intuizione che mi pare più una roba caduta dal cielo, poco elaborata con la testa. L’intuizione è legata alla intelligenza, alla capacità logica di creare collegamenti rapidamente. Roba che hai. Non ti viene. È come se con l’elicottero ti portassero su una montagna. Per l’idea ti arrampichi a mani nude, ti fermi ogni tanto a prendere fiato e pensi sempre di aver sbagliato il lato di arrampicata.

È un prodotto formidabile però, perché è alla base della trasformazione delle cose.

Chi ha fede parlerebbe di creazione invece che trasformazione. A me piace parlare di trasformazione, perchè credo che tutto si trasformi, nulla si crea o si distrugge come diceva qualche buon vecchio fisico. E poi mi piace l’alchimia con cui le cose cambiano. Mi piace la chimica dell’evoluzione delle cose, è una reazione con stimoli incredibili.

L’idea serve proprio a cambiare. Sto cercando quella, ma sono un po’ a corto.

Mi piacerebbe avere il dono della superficialità. Il non essere superficiale è stato allo stesso tempo la mia più grande forza e il mio più grande difetto.

Però non so fare le cose senza riempirle. In questo momento non posso riempire un bel nulla per i miei ragazzi. Mi sono messo a riempire altro.

Ho imparato con l’età che le idee vengono quando fai tutt’altro. Mi è sempre successo così. Penso e ripenso alle cose e non trovo una soluzione. Metto in un angolo e dopo un po’ qualcosa accade.

Quindi mi sono messo a buttare la mia passione in politica e sul vino invece che darla al gabinetto. Lo spreco non lo ho mai sopportato. Frequento un movimento politico nella mia città, da qualche mese. Non lo avevo mai fatto prima.

Alla sera passo dalla sede e scambio due chiacchiere su come cambiare il mondo. Scrivo per loro adesso. Scrivo programmi politici e vomito idee. In uno dei rigurgiti insieme a qualche idea sul traffico e sulla spazzatura potrebbe uscire qualcosa di buono per ritornare a fare il padre. Chissà.

Ho sempre fatto il vino in casa, qui a Monteamaro. Con i pochi ceppi di uva che abbiamo. Ho una piccola cantina tutta attrezzata da mio padre. Dei quattro figli sono l’unico che ha ereditato la sua passione per il vino. Credo che inconsciamente attraverso la passione per il vino cercassi di rubargli la passione che ha messo in tutto. Da un anno con amici stiamo provando a fare le cose più in grande. Si è comprata della terra, sfruttando tutti i contributi possibili che in agricoltura son tanti. Ci siamo dati un nome e degli obiettivi sani. Agricoltura biologica, recupero delle tradizioni, solidarietà. Così abbiamo un orto sociale che facciamo coltivare ai ragazzi disabili, cerchiamo di rilanciare le tradizioni agricole in ogni modo, a partire dalle scuole. L’ultimo giorno di vendemmia abbiamo invitato una scolaresca a pigiare l’uva come si faceva tanto tempo fa. Io sono abbastanza vecchio da ricordarmele quelle feste. I bambini si sono divertiti un mondo. Ed è stato bellissimo.

Così come è divertente raccogliere le zucchine con i ragazzi disabili. Uno di loro quando mi incontra mi dà dei ceffoni fortissimi sulla spalla per salutarmi. Mai ceffone ho sentito più carico di affetto.

Ci siamo affidati ad una società di marketing. Faranno una campagna pubblicitaria sui social. Piccolo problema, nessuno di noi soci, tutti più grandi di me, ha un account su un social. Allora ho pensato che fosse il momento di farselo. Mi sono registrato su instagram e facebook. Non è mai troppo tardi ho pensato. Però non ce l’ho fatta a stare sui social per scrivere o condividere slogan del cacchio. Ho cominciato a fare una piccola rubrica sul vino. Sto studiando il vino. Un secchione è un po’ come il fumatore, lo rimane a vita. Quello che studio e trovo interessante, lo condivido. Ho chiamato questa piccola rubrica ‘’un po’ sul vino’’. Magari si riesce a diffondere un po’ di cultura sul vino. La cultura non è mai troppa, penso.

Il tempo passa. Io la passione non la perdo, la trasformo semmai. Anzi adesso la travaso come si fa col vino. La feccia che decanta la butti via ma è servita a dare i tannini al vino, quelli che conferiscono la resistenza nel tempo.

Tutti ne passiamo tante, prima o poi. Negli ultimi anni ne ho viste di tutti i colori e sul blog non le ho raccontate. Forse i miei occhi parlano di questo, allo specchio li vedo stanchi, ma sorridono ancora per fortuna. Aumentano le rughe ma aumenta il sorriso. E’ la consapevolezza di poter superare il difficile che ti fa sorridere gli occhi.

In uno degli ultimi colloqui con Lorenza e Antonella, al centro di mediazione, raccontavo di queste nuove passioni. Mi hanno chiesto, credo provocatoriamente: ma perché fai tutto questo? Soldi? Potere?

Riferito soprattutto all’impegno politico.

Mi è sembrata strana la domanda. Non ho mai fatto nulla né per soldi né per potere, solo perché mi piaceva. Ho avuto questa fortuna. E’ servito a chiedermi perché lo stessi facendo però.

Ho detto: no, né soldi né potere. Forse lo faccio per non pensare. Sarei dovuto essere stato più preciso. Avrei dovuto spiegare che è perché pensare ad altro fa venire l’idea.

Forse c’è un momento in cui bisogna pensare a capitalizzare quello che si ha. Ogni altro sforzo in una direzione diventerebbe vano.

Sono una persona estremamente pratica. Se mi rendo conto di non poter fare di più, non riesco a spendermi in quella direzione. Gli sforzi devono avere un minimo di possibilità. Se così non è, meglio pensare a recuperare energia per quando possano servire. Riempire di altro i vuoti.

Mi dispiace molto aver perso l’adolescenza dei miei ragazzi. Ma non si può tornare indietro.

Avevo conservato i discorsi da uomo per quando avessero cominciato a mettere i muscoli. Forse me li ritroverò quando i loro muscoli saranno più grossi dei miei.

Il piacere di fare il padre è quello di poter lasciare qualcosa di sé ai propri figli. A quanto pare non si può godere.

Passerò l’obolo mensile e continuerò ad incassare i loro no.

In questo caso lascerò il senso della sconfitta forse. Anche imparare a perdere è importante, a vincere sono capaci tutti. In attesa che venga l’idea provo a vincere qualche altra cosa.

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32 pensieri riguardo “L’idea

  1. Quello che stai facendo é bellissimo, sei un vero padre, non solo dei tuoi figli, ma anche dei giovani disabili che grazie a te e possono godere di un lavoro così appassionante e di veri amici come lo sei tu. Dovrebbe essere questa una delll’esperienze di alternanza scuola -lavoro che dovrebbe essere ambita dai docenti. Io penso che non sempre il male sia solo male, perché ti sta aprendo alla realtà, politica e non solo, sociale, della sussidiarietà , con le attività intraprese. È un patrimonio ed un bene per tutti noi . Grazie per questo. Anche per chi ha fede la vita é trasformazione, si parla di creazione solo dal punto zero… come ti trovo su Instagram o fb?

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  2. Chi è sensibile, legge sempre con attenzione e un briciolo di tristezza le vicende che racconti.
    Con questo post viene spontaneo chiedersi: Perché non far curare a AAAAA e BBBBB l’ attività di promozione sui social dei “laboratori tannici”? Sicuramente sanno come fare. Forse (con un forse grande quanto un condominio) quando sono con te pensano. Non dargli questa possibilità, ma coinvolgili con quel prezioso scrigno che hai ereditato dai tuoi. Magari facendoli partecipare con la cura del prodotto. Chissà.
    Non mollare mai.

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    1. Non sai quante volte ci abbia provato. Ma niente… arriverà il momento… io lo so. Non so perchè, ma lo so. La differenza che io questa passione l’ho respirata, per me era un privilegio passare qualche ora con mio padre nel suo sancta sanctorum. Loro forse la leggeranno e ne sentiranno l’odore tra le pagine. La respireranno in maniera indiretta.
      Ho provato anche a ingaggiarli per la vendemmia a pagamento, o per qualche travaso di vino. Avevano sempre di meglio da fare.
      Non so cosa è, ma l’educazione è fondamentale. Io camminavo scalzo nella terra a 5/6 anni. Loro venivano presi in braccio per non sporcarsi i piedi sulla sabbia. Non mi sono imposto quando erano piccoli, volevo evitare discussioni tremende per ogni cosa. Appena accennavo qualcosa erano liti furibonde e offese . E’ sbagliato, ma è andata così ormai.

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  3. Bravo perché continui a reagire! Perché a fronte di un episodio così distruttivo hai la voglia, la forza e il coraggio di continuare a costruire! Non so se i tuoi ragazzi sono al corrente di tutto questo ma spero e mi auguro che al più presto lo condividano e ne vogliano far parte..il mio personalissimo parere rispetto a tutte le ultime ‘non evoluzioni’ è che purtroppo non ti stai solo scontrando con l’ottusità di tua moglie ma anche con l’indifferenza e superficialità tipica dell’età adolescenziale..per questo è tutto così complicato e per te poco satisfattivo..c’è da sperare che più in la i tuoi figli riescano a comprendere apprezzare e soprattuto desiderare tutto ciò che tu oggi stai offrendo loro senza riscontro..

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  4. È straziante leggere queste storie e lo è ancora di più pensare che ci sono situazioni che non si possono cambiare, che soltanto con il tempo (forse) si possono migliorare. Sono cresciuta con la “violenza verbale”, a tavola non si poteva nemmeno mangiare serenamente tutti insieme perché c’era sempre un litigio o una discussione accesa..i miei erano completamente incompatibili e nonostante ero piccola, quando hanno deciso di separarsi per me e mia sorella è stato un sollievo! Le mura di casa ormai sprigionavano soltanto ansia, angoscia e delle volte paura! Con il tempo i miei si sono “ritrovati” e dopo circa 7 anni sono ritornati insieme! Sarà che sono cresciuti entrambi, sarà che hanno capito che nonostante tutto si sono sempre amati…ma a noi resteranno per sempre impressi quei momenti di totale agonia . La cosa positiva è che i rapporti sono diventati più solidi con il tempo..crescendo si imparano tante cose e si può parlare apertamente di quello che è stato…Sarebbe bello se i tuoi figli un giorno avranno la possibilità di leggere questo tuo spazio, così si renderanno conto che padre straordinario hanno sempre avuto! Ti auguro il meglio e grazie di cuore per la visita!

    Roberta ❤️
    ⇨ imrobertastone.com

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  5. Amo il suo modo di scrivere… riesco a sentire il suo dolore tra le righe…
    Mi dispiace per la sua situazione e spero tanto che i suoi figli si rendano conto, prima o poi, di che padre meraviglioso hanno. Non tutti hanno questa fortuna..

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      1. Sei giovane… sono lusingato del tuo interesse e mi fa molto piacere la tua opinione. Hai un angolo di visuale diverso dal mio che ho fatto un po’ più di strada. Torna a dirmi la tua quando vuoi se ti va, te ne sarei grato

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