Come un Salmone

Oggetto: Procedimento civile promosso da Ex Moglie nata a Paperopoli il XX/XX/XXXX nei confronti di Paperino nato a Paperopoli il xx/xx/xxxx. Minori Paperino AAAAA e Paperino BBBBB. G.I. Dott. Citto. N. xxxx/2016 R.G.

Con la presente si riscontra codesta A.G. in merito al lavoro effettuato con la coppia genitoriale meglio generalizzata in oggetto.

In data 23/08/c.a. la coppia genitoriale è stata contattata telefonicamente per fissare un incontro di mediazione finalizzato a verificare l’andamento o del diritto di visita durante il periodo estivo. Il sig. Paperino si è reso disponibile mentre la sig.ra Ex Moglie ha comunicato di avere altri impegni per la stessa giornata. Si è pertanto rinviato l’incontro alla prima settimana di settembre, ribadendo telefonicamente l’importanza di organizzarsi, introducendo la variazione contenuta nel diritto di visita che prevedeva che i pernotti dei ragazzi con il padre dovessero iniziare dal venerdì sera. La premura delle scriventi nel ribadire il rispetto del provvedimento è stata dettata dalla constatazione della contrarietà ad adeguarsi a tale determinazione da parte della sig.ra Ex Moglie esternata già a luglio, in occasione dell’udienza in Tribunale.

In data 05 settembre è giunta a questo servizio una mail da parte del sig. Paperino denunciando il mancato rispetto del suo diritto di visita, che si allega alla presente.

Ricontattati immediatamente entrambi si è fissato per l’08 settembre un colloquio congiunto. In detto incontro si è acquisito che i periodi di vacanze estive (ultima settimana di luglio e prima di agosto con la madre e seconda settimana e terza di agosto con il padre) sono stati vissuti serenamente dai ragazzi. Gli stessi, a dire della madre, solo verso fine agosto avrebbero accusato dei problemi di salute che, pur essendo in fase di miglioramento, non li hanno consentito di attuare il diritto di visita previsto con il padre; tale indisposizione ha portato, inoltre la madre anche a rimandare la visita di controllo dal dentista a cui sarebbero dovuti andare accompagnati dal padre.

Durante la seduta di mediazione è emerso da quanto riportato dal sig. paperino nella mail inviata al servizio risultava confermato dalla sig.ra Ex Moglie.

La signora descrive i suoi figli come ‘’ragazzi grandi e responsabili’’ e quindi liberi di scegliere, e che tale resistenza degli stessi ad andare con il padre non è determinata da una influenza ma piuttosto da un’assenza di comunicazione padre- figli.

Sulla scorta delle preoccupazioni sopra esplicitate si è proposto alla coppia genitoriale un intervento di mediazione intergenerazionale padre- figli finalizzato al miglioramento della comunicazione e relazione. Tale spazio non è stato, purtroppo, mai utilizzato per mancanza di autorizzazione da parte della madre.

La sig.ra Ex Moglie appare molto restia a qualsiasi intromissione esterna, coinvolgendo in questa sua convinzione anche la figura dell’ex marito, affermando che ‘’noi tre siamo sempre stati insieme e lui ora si vuole insinuare’’ parlando del suo rapporto con i due figli.

Lo spazio di mediazione è stato utilizzato per riflettere con entrambi circa l’importanza di abbassare i livelli di conflittualità interpersonale, focalizzando le proprie energie in un lavoro che possa dare continuità e stabilità alla relazione padre – figli, i quali avendo una età che li impegna maggiormente in attività extra scolastiche nelle ore pomeridiane, potrebbero vivere i momenti serali quali occasioni di incontro e confronto col padre.

Questo servizio a conclusione di tutto il lungo percorso con la coppia genitoriale, iniziato circa un anno fa, ha ribadito alcuni concetti su cui più volte ci si è soffermati, legati a come i ragazzi in età adolescenziale hanno ancora bisogno che vengano loro presentate, ma anche esigite, alcune regole di comportamento, perché per loro i valori sono rappresentati da modelli viventi, che li attraggono, non sono completamente interiorizzati e sono soggetti alle emozioni e ai vissuti nelle varie situazioni.

Si è offerta alla coppia genitoriale la possibilità di individuare strategie condivise per evitare di ‘’ lasciar fare tutto, leggere tutto, vedere tutto, decidere i propri orari, permettere di rispondere in malo modo’’ da parte dei loro figli, al fine di scongiurare una manifestazione dell’abdicazione dei genitori alla loro funzione e al loro ruolo.

Discreti i risultati raggiunti rispetto ai presupposti da cui si era partiti, pur se la coppia, specie nell’ultimo periodo, si è orientata su obiettivi diversi da quelli in premessa, rendendo il percorso mediativo non più praticabile.

Il finale un po’ deludente dal mio punto di vista. Quando alla fine si dice che la coppia si è orientata su obiettivi diversi non si comprende cosa vogliano dire. Anche quel ‘’risultati discreti’’ è ovattante.

E’ venuta fuori una foto corretta della situazione in tutta la relazione, alla fine le mediatrici hanno ritenuto di abbassare il tiro, forse.

Avranno avuto le loro ragioni. L’ho fatta leggere ad altri, perché io di parte posso leggere ed interpretare di pancia. Era importante per me capire che sensazioni avrà il giudice semmai la leggesse. Il commento è stato: tronca, finale annacquato, si sono cagate sotto, non si sono volute esporre, fanno sempre così.

Tutta gente che fa il tifo per me, si aspettavano una sentenza più che una relazione. Temo però che anche il giudice, se miracolosamente leggesse queste pagine avrebbe la stessa sensazione.

Ma tanto è ed io ho solo da dire grazie.

Ho portato mio figlio AAAAA al dentista. Gli ho chiesto della lettera che ha scritto. Gli ho chiesto: Figlio mio, ma perché hai scritto che ti senti minacciato quando sei con me? Cosa ti ho fatto per farti sentire minacciato?

Piangeva AAAAA, piangeva e non aveva risposte.

E’ stato molto più straziante che leggere la lettera. L’ho rincuorato. Gli ho detto che non importava.

Sono stato alla sua partita, hanno stravinto e lui, ormai signore del centrocampo, ha fatto l’ennesima prestazione sontuosa. Mi hanno riferito che è venuto un osservatore a vederlo. Spero che non faccia il calciatore ma è sempre una gratificazione.

E’ bello come il sole AAAAA, ha cervello, carattere, capacità da vendere. Non capisco perché debba subire tutto questo. Proprio non comprendo.

A volte mi chiedo se è giusto il mio lottare.

Ma mi sento un salmone che risale la corrente per andare a deporre le uova. Il salmone, deposte le uova, muore. La fatica è davvero immane.

Non so perché stia risalendo la corrente come non si sa perché il salmone lo faccia. E’ la natura forse, sento i ragazzi in pericolo e non riesco a stare fermo.

Mi hanno abbandonato più o meno tutti. Si saranno stancati. Si è stancato il mio avvocato, il mio amico avvocato che mi ha aiutato, le mediatrici, quel che rimane della mia famiglia.

Me ne accorgo perché se chiedo aiuto, mi carambolano da qualche altra parte.

Anche il salmone perde per strada molti dei suoi compagni di risalita.

Inducono tutti alla rassegnazione ed al lavoro su me stesso come unico rimedio.

Mi dicono:

– Impara a ingoiare il boccone, non c’è nulla da fare se non cercare di lavorare da solo a ristrutturare il rapporto coi ragazzi. Ci vorranno anni forse, ma altro non si può.

– Stai tranquillo… vedrai… si sa che le cose vanno così quando ci si separa e tu sei pure un fortunato perché accade di molto peggio.

– Devi avere pazienza.

– Devi trovare la giusta empatia con i tuoi figli.

– Devi lavorare su te stesso.

– Devi sentire le tue emozioni e le loro emozioni, evidentemente hai un po’ di stitichezza emotiva anche tu.

Bene, signori della pazienza, delle emozioni, dell’empatia, della fede… permettetemi un grosso vaffanculo a tutti, con stima, affetto e gratitudine.

C’è una delinquente che fa violenza psicologica su dei minori, i miei ragazzi.

Ha un gruppo di pressione che lavora con lei, la sua famiglia.

Di discreto non c’è nulla in questa storia, io vedo solo merda.

Qualcosa me la devo inventare. Mi rendo conto che le uova sono mie e non posso chiedere a qualcun altro di portarle alla sorgente del fiume al mio posto. Ma io ci devo provare. Il 6 novembre c’è l’udienza. Vedremo.

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26 pensieri riguardo “Come un Salmone

  1. Hai ragione, purtroppo sono sottoposti a una pressione psicologica molto forte, tu all’opposto di lei, quando sei con loro cerca di essere comprensivo e di stargli vicino soprattutto psicologicamente facendo vedere che comprendi la loro situazione. Ormai sono in grado di valutare e capire dove sta il vero amore o solo il risentimento…tieni duro, un abbraccio!

    ________________________________

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  2. Finora sei stato leale, ma dall altra parte del muro è stato uguale?
    Sporcati le mani, sei intelligente e capirai, poi giocati i Jolly, perché a fine partita non ti servono più. Sai quali sono.
    E’ vero, sei solo, mentre dall altra parte del muro no, sono compatti. Ricordati che fai tutto per il bene dei tuoi figli, quello del padre (e della madre) conta poco o niente.
    Ma te, non mollare mai. Mai.

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      1. Mai parlato di delinquere, MAI; fai notare a chi di competenza che la “mogliera” lavora in nero. Sperando che questo blog, non lo legga l altra parte del muro.

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  3. Sei un eroe, e come tale solo. Noi uomini siamo soli. .. spesso. Non mi piace molto parlare di quello che scrivo ma se vuoi leggiti il mio “Questo è un uomo, identità, archetipi, essere maschi oggi ” e proponilo anche ai tuoi figli. Il tuo lottare è esempio prezioso per i tuoi figli e per noi maschi. Ti abbraccio.

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    1. Un caro abbraccio anche a te. Siamo maschi dici? Il maschio oggi deve essere super uomo, comincia a pesare. Forte sensibile, duro quando serve, serio ma divertente… ma che si sono messi in testa?????

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      1. Forse occorrerebbe ridisegnare lo standard di vita perché la maggior parte di noi risulta inadeguato alle aspettative. Se le aspettative fossero minori molti problemi non ci sarebbero. Più e veloce la vita, più tanti di noi segnano il passo perché non ce la fanno. Il problema è che più si va avanti più sembra aumentare la velocità. Ci sono i fuoriclasse probabilmente ma tanti rinunciano alla corsa ed è un peccato.

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  4. Il pianto di tuo figlio é segno del grande peso emotivo che avverte da parte della madre, con te forse , paradossalmente , i ragazzi si sentono più liberi e ti contestano più facilmente,con la madre sono degli agnellini. La legge , in questo caso, é l’unica possibilità di evitare tutte le mediazioni psicologiche che sono fallite. Spero che il giudice si affidi a questo più che alla reattività adolescenziale dei ragazzi. Il salmone ha una “ vocazione” che lo muove, anche l’uomo ha una “ vocazione” , ,che significa chiamata al destino, essere padri é risalire la corrente che ci si riesca o no. 🤗

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  5. Il giudice deve tutelare il diritto del padre così come é stato stipulato e se la madre non collabora è lei che dovrebbe essere ripresa e venire minacciata di perdere l’affidamento. Il tuo avvocato questo deve dire , di applicare la legge, i ragazzi si adegueranno e impareranno a fare le stesse cose organizzandosi diversamente.

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      1. I tuoi figli possono capire ed imparare, il pianto é un punto di sensibilità che vuol dire avvertire una piccola responsabilità , continua a parlare con loro. Sarebbe più semplice imporre e basta , ma credimi , anche dentro la normalità di una relazione familiare, la comunicazione può diventare difficile e mettere a dura prova la nostra autorevolezza .

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  6. La vita é più forte dei nostri pensieri ed azioni, mi riferisco alla tua ex moglie, non siamo definiti solo dai nostri antecedenti familiari, culturali , genetici e ambientali. Nei tuoi figli può scattare in qualunque momento una nuova consapevolezza e un nuovo desiderio , quello di avere un rapporto con il proprio padre, modello di riferimento e costitutivo della sicurezza di sè. Vedrai…

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