Sciabordìo dolce rumore

La solitudine fa bene all’animo ogni tanto. E’ un po’ come il digiuno, se fatto ogni tanto ti da grandi benefici fisici. Almeno così dicono. In questo periodo avrei bisogno anche di digiuno vero in realtà.

In questo momento mi sento solo, un po’ anche per scelta. Sento troppe stupidaggini intorno e anche una certa stanchezza nei miei confronti.

Basta quella mia di stanchezza, non posso caricarmi anche quella degli altri. Quindi me ne sto come una barchetta senza vela, senza remi, senza equipaggio che si lascia trascinare dalla corrente nella speranza di trovare una terraferma prima o poi. La tempesta è passata, rimane lo spettro del naufragio se non si trova almeno una isoletta.

Le acque della routine sono calme, unico rumore uno sciabordio interiore che mi ricorda di essere ancora in mare.

Una delle cose più belle del dormire in barca al riparo da tempeste è il rumore dello sciabordio sulla chiglia. Ti ricorda che hai una carcassa che ti protegge e soprattutto che galleggi. Non sei andato a sbattere su qualche roccia per fortuna.

Ci sono stati i colloqui a scuola dei ragazzi questa settimana.

Ho chiesto ripetutamente loro che giorno fossero e di avvisarmi quando li avessero programmati.

Ovviamente non mi è pervenuta nessuna informativa.

L’ho saputo tardi del giorno, ma non sarei nemmeno riuscito ad andarci per impegni di lavoro.

Ho chiesto a Ex Moglie:

Paperino: Ciao Ex Moglie non sono potuto andare ai colloqui. AAAAA so che non ha problemi, per BBBB ci sono problemi?

Ex Moglie: BBBBB quest’anno ha iniziato molto meglio. Lo vedono cresciuto, deve continuare così.

La sintesi e la generalità delle informazioni mi ha insospettito.

Non mi sono fidato ovviamente. So che quel trattore di AAAAA non ha alcun tipo di problema ma, BBBBB mi preoccupa.

Sono andato a farmi dare la password per il registro elettronico a scuola. Avrei dovuto farlo molto prima, ma meglio tardi che mai. Le password vecchie erano scadute.

Ci ho messo un po’ ad averla perché una era già occupata da EX Moglie. Hanno dovuto fare una variazione al sistema.

Finalmente dopo un paio di giorni di telefonate col tizio della scuola sono riuscito ad averla.

Mi sono collegato e con ansia ed ho aperto il registro elettronico di BBBBB.

Un paio di sette, un paio di sei e poi… Matematica 4, Latino un impreparato e due giustificazioni, Inglese 4.

Sono rimasto davanti al video per un po’.

Questo significa che sta crescendo e lo vedono più maturo? Mi sono detto.

Nulla, solo un po’ di sciabordio appunto. La rabbia è finita, se l’è portata la tempesta.

Poi la mente mi è tornata ai ritornelli classici di ex moglie, quando sventaglia sempre che ha dei figli educati e bravissimi a scuola. E’ un suo modo di dire che sono inutile, fanno bene anche da soli. Dovrà sventolare un’altra bandiera ho pensato.

Son bravi ragazzi per carità, ma lo sono tutti bravi i ragazzi.

Penso anche che BBBBB si sforzi per andare bene a scuola, altrimenti non avrebbe i sette e le sufficienze nelle altre materie. Avrebbe bisogno di una mano, vuoi per lacune sue, vuoi per altri motivi, in queste materie non riesce proprio. Erano le stesse in cui aveva problemi l’anno scorso.

Scrivo alla signora.

Paperino: BBBBB ha gravi problemi in latino, inglese e matematica, nasconderli non fa bene a lui. Io sono sempre disponibile e sarebbe un bel modo di stare insieme, studiando.

Oramai quando le scrivo qualcosa mi sento come quando al militare si buttava la bomba a mano. Ti mettevi dietro al muretto e contavi fino a tre perché esplodesse.

La replica di Ex Moglie: Tu sei sempre pronto a distruggere e parlare male dei tuoi figli, se ti interessassi veramente avresti contribuito a comprare i libri di scuola.

(Il fatto che i libri di scuola toccassero interamente a lei ancora non le è sceso) e a informarti giornalmente del loro studio e a parlarne quando sei con loro cosa che non mi risulta tu faccia. E comunque parla con loro, sabato sono con te.

Impara a rispettare gli altri e a non comparire quando ti è comodo solo denigrando e offendendo.

Credo alluda allo strappo sulla bandiera che sventolava, perché non capisco quale offesa le abbia fatto.

Riprovo con pazienza, l’importanza della cosa merita un altro lancio di bomba a mano.

Paperino: Senti, delle preoccupazioni per i miei figli non devi leggerle come offese. Mi rammarico solo perché potrei fare tanto per il rendimento scolastico ma non ne ho la possibilità. Ai ragazzi chiedo sempre ma, evidentemente, mi nascondono i voti non in linea con le aspettative. BBBBB mi dice solo delle sufficienze. Ti assicuro che chiedo ogni volta che sto con loro. Detto questo, la scuola non è una delle cose per cui possono avere autonomia di scelta. Io potrei aiutarli molto. Se fossi d’accordo senza affidarti alla loro autonomia di scelta, farei i compiti con loro nei giorni che dovrebbero stare con me. Gli farebbe bene scolasticamente e nel rapporto con me.

Ma che te lo dico a fa’…. Nessuna risposta….

La barca va… lo sciabordio è sempre lo stesso… ancora non si vede una riva, dovrò naufragare un altro po’.

Devo fare i conti con quello che posso fare. Non molto direi se non provarci ogni volta che posso. Che strano questo mondo che impedisce ad un padre di aiutare suo figlio. Ogni tanto ci penso e mi sembra una situazione surreale. Mi sembra di vivere una quadro di de Chirico in cui le persone sembrano intrappolate in un’altra dimensione. Tutto avviene in maniera statica e solo le ombre sembrano crescere più del normale.

La mediazione tra me ed i ragazzi caldeggiata dal giudice non è nemmeno iniziata. BBBBB al primo incontro individuale ha detto a Lorenza ed Antonella di non volerci andare, AAAAA non ha ritenuto nemmeno di farsi vedere. Il suo disinteresse lo ha manifestato lapidariamente per telefono. Le mediatrici, dal tono sicuro e lapidario hanno desunto che mi assomigli.

Mi hanno convocato qualche giorno dopo per informarmi e per darmi l’ennesima pacca sulla spalla. Ci siamo salutati e mi hanno confermato la loro disponibilità nei miei confronti, singolarmente però. Tornerò a trovarle prima di Natale per portar loro qualche bottiglia di vino che ho iniziato a produrre. Anche il vino nella botte, se mossa, emette uno sciabordio. Magari all’incontro dirò loro che ho portato un po’ del mio sciabordio.

Non so cosa relazioneranno al giudice. Le ho un po’ maltrattate alle ultime visite. Ero incazzato per la conclusione della relazione precedente, in cui affermavano che la coppia non fosse riuscita a mediare. Come se la responsabilità fosse di entrambe i coniugi. Quello che ho chiesto loro, anche mandando una mail è che io, in questi fallimenti, non voglio essere tirato in ballo. Sto accettando tutto ciò che accade con la massima civiltà a mia disposizione. Però che mi sia lasciata una traccia reale di ciò che succede. Va bene avere un atteggiamento neutro di mestiere ma che stavolta non dicessero che padre figli non sono riusciti a mediare. Non ho avuto nemmeno la possibilità di provarci.

Quello del mediatore è un altro mestiere che non potrei fare. Non sono mai riuscito ad essere neutro nella vita. Specie davanti a delle sopraffazioni. Penso che loro ne vedano tante con bambini coinvolti. Ci vuole un gran mestiere a rimanere neutri. Non è proprio nella mia indole.

Adesso arriva Natale, ho chiesto a sua eccellenza di dirmi quale delle due settimane di festività volesse con se i ragazzi. Per me è indifferente, sarei contento di stare qualche giorno di fila con loro, che sia dal 22 al 30 o dal 31 al 7 poco importa.

Mi serve saperlo giusto per organizzare gli impegni.

La sua risposta ovviamente la solita:

Concorda direttamente con loro, per me è indifferente.

Chissà se D’annunzio quando scrisse Isciacquìo, calpestìo dolci rumori pensasse a qualcosa tipo la mia barchetta.

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