CTU o no?

Ecco parla e riparla… pensa e ripensa, sto pensando di chiedere una CTU.

Trovarsi di fronte ad un giudice che ti dice di comprendere la situazione, ti dice di rendersi conto che i tuoi figli vivano un grande disagio e aggiunge…”si, ma io cosa posso fare…” non è una cosa molto carina.

Mi ha fatto un po’ pena Fusi… mi è sembrato un uomo piccolo, senza spessore.

Allora se tu non ci puoi fare nulla giudicetto mio… io devo mollare?

Forse ancora non è il momento.

Quando decidi di far qualcosa devi mettere in conto due problemi, l’errore e la responsabilità.

Ho sbagliato tante volte che oramai mi stupisco quando di errori non ne commetto. Dicono che sbagliare serva a crescere. Saper gestire l’errore e la sconfitta è la capacità di assumere responsabilità. Si è responsabili quando si sa perdere in poche parole.

La vittoria la condividi, la sconfitta la vivi in solitudine invece. La solitudine della responsabilità è la solitudine di chi sceglie . E’ così che quando cominci ad assumere delle responsabilità coincide anche con il momento in cui non ti frega di ciò che pensano gli altri, sei solo con te stesso.

Se fino ad ora ho ricevuto tanti consensi, adesso con questa scelta ho determinato tanta perplessità intorno a me. Dei miei amici molti mi sconsigliano di andare avanti con la richiesta di CTU.

Forse è la scelta più rischiosa. In tanti dicono che sottoporre i ragazzi ad una perizia può essere fortemente controproducente nel rapporto con loro.

Ma ho terminato tutte le possibilità al momento. Mi rimangono due strade: accettare di continuare ad essere soggetto passivo nella vita dei miei ragazzi, mettere da parte quello di cui tutti si sono resi conto ma per cui nessuno fa nulla. Aspettare. Aspettare che loro crescano e si pongano i loro perché, se mai se li porranno.

Oppure chiedere l’intervento di un esperto. Se è bravo può riuscire a far tirare fuori la loro rabbia ed il loro dispiacere. Penso sia meglio che lo facciano ora piuttosto che farselo crescere dentro col timore che un giorno diventi mostro.

Mario, il mio avvocato non mi segue. Ho avuto un forte litigio. Lui pensa che io voglia fare l’avvocato o peggio che voglia dirgli come fare l’avvocato.

Non era d’accordo nemmeno a chiedere la condivisione della casa nella precedente udienza. La riteneva una richiesta improduttiva e negativa per la causa.

Non so che ha. Quello che percepisco è che per lui le cose debbano andare così. E’ una cosa abbastanza normale quello che accade e non vi si può porre rimedio. Credo che anche lui con la figlia avuta dal primo matrimonio non sia mai riuscito ad instaurare un rapporto. Forse ha un blocco psicologico per questo motivo.

Con lui ho esagerato. Gli ho dato del presuntuoso e l’ho ripreso su atteggiamenti che ha avuto in udienza. Per un narcisista ed esteta della professione come è lui credo sia il massimo dell’oltraggio. Quando voglio colpire so dove e come e stavolta Mario mi ha mandato a quel paese.

Alla fine della telefonata mi ha detto di cercarmi un altro avvocato. Gli ho scritto una e mail di scuse che spero accetti ma nel frattempo mi sto muovendo per cercarne un altro di avvocato.

Se dovesse mollarmi ne avrò bisogno.

Mi aveva chiamato Mario, qualche giorno fa. Lo avevo sollecitato io a sentire la controparte perché nonostante il giudice avesse caldeggiato la continuazione della mediazione tra me ed Ex Moglie, per l’ennesima volta la signora ha manifestato ritrosia.

Mario ha scritto a Stiro, il legale di lei: “Ti scrivo per riferire che il mio assistito ha chiesto più volte alla signora Ex Moglie di riprendere la mediazione e di attivarsi entrambi per favorire e riprenderla anche con i figli. Ad oggi non ha avuto alcun riscontro, ed anzi mi riferisce che la signora Ex Moglie ha condizionato in ogni caso ogni iniziativa al cambiamento dei mediatori, non intendendo rispettare l’indicazione del giudice sul centro della famiglia designato.

Mi sembra che vi debba essere uno sforzo importante per cercare di rompere il muro che si è creato; e ciò nell’esclusivo interesse dei figli.

Ti chiedo di farmi conoscere le intenzioni della Tua assistita, nella speranza che possa riattivarsi un percorso sempre più condiviso.

Cordialmente”.

Ciao,

Mario.

 

Stiro, quel viscidone, ha chiamato al telefono Mario, nessuna traccia scritta.

Stiro: Sai la mia assistita mostra difficoltà a proseguire il percorso di mediazione perché ha dei problemi con la dott.ssa Drago in particolare.

Mario: Che tipo di problemi?

Stiro: Ha le prove che il tuo assistito sia suo amico su Facebook e si scambino anche dei commenti.

 

Mario mi aveva chiamato proprio per dirmi questa cosa ‘’tremenda’’. Mario non è un tipo ‘’social’’. Non ha nemmeno un account Facebook e non usa altro tipo di messaggistica se non gli sms classici. Sarà stato il modo viscido di insinuare qualcosa da parte di Iguana Stiro, fatto sta che l’ho sentito un po’ allarmato della cosa.

Paperino: Mario, sono tre anni quasi che frequento il centro di mediazione. L’ho frequentato prima da solo e poi con la signora. Quando lei è stata costretta.

Vuoi che non sia amico di chi mi ha restituito il rapporto con i miei ragazzi?

Certo che sono amico su Facebook della dott.ssa Drago e della Dott.ssa Serse . Ma mi sarò scambiato 5 commenti in tutto. Così come è accaduto con tutti gli altri amici che sono tantissimi. Non capisco cosa vuole dire la signora con questa rivelazione.

Mario ha tagliato corto e quando gli ho parlato della CTU è poi partito il litigio.

Due giorni dopo il mio amico Francesco con cui mi sono sfogato sulla cosa mi ha detto che non solo anche Stiro è amico su Facebook della dott.ssa Drago, ma Stiro è amico anche del giudice Fusi!

Dopo un paio di giorni, mi sono calmato ed ho cercato di chiarire con Mario, scrivendogli una mail:

Ciao Mario,

mi dispiace per l’equivoco sorto nella ultima telefonata.

Ti chiedo scusa se sono uscito fuori dalle righe, ma spero comprenderai che l’argomento per me è di vitale importanza. Ci sono i miei figli di mezzo.

Ti invio questa nota per spiegare delle cose che forse telefonicamente non sono riuscito a spiegare.

In merito alla circostanza riservata che mi hai riferito, ovvero che io abbia amicizia su Facebook con le mediatrici del centro per la famiglia, ti confermo che è vera la cosa.

Ho l’amicizia su Facebook con altre 400 persone circa.

Non so se questo possa costituire conflitto di interessi, anche perché mi sono premurato di controllare gli amici di Facebook della dott. ssa Drago e c’è anche l’avv. Stiro tra i suoi amici.

Stiro è anche amico del giudice Fusi. Pertanto non comprendo dove miri la cosa. O forse sono io che non intuisco il problema.

Ad ogni buon conto se la signora mia ex moglie è disponibile a continuare il percorso di mediazione, scelga lei una seconda struttura, purchè pubblica e gratuita ovviamente. Che io sappia non ci sono. Ma se ci fossero, ben vengano.

E’ ovvio che la mediazione tra di noi ha lo scopo di agevolare e normalizzare il mio rapporto con i ragazzi, se lei continua a prenderlo come un attacco alla sua genitorialità temo che qualsiasi sia il centro di mediazione approderemo ad un nulla di fatto. Io ci tenevo a continuare presso lo stesso centro perché è quello che mi ha garantito dei risultati. Il risultato dovrebbe essere l’obiettivo comune dei coniugi.

A proposito di conflitti di interessi valuta se è il caso di ricordare a Iguana Stiro che nell’ultima seduta di mediazione, qualche mese fa,  Ex moglie ha dichiarato in tono intimidatorio alle mediatrici di essersi recata da un certo Psicologo esterno per verificare che il percorso di mediazione intrapreso fosse condotto secondo i canoni.  All’incontro oltre al detto Psicologo era presente la moglie di lui, all’epoca dirigente del servizio da cui dipendono le mediatrici. La dirigente di riferimento delle dott.sse Drago e Serse.

Lo ha dichiarato alle mediatrici ed in mia presenza. Non è roba che ha tenuto riservata.

Francamente  accusare me di conflitto di interessi per  una amicizia su Facebook a fronte di tali tentativi di condizionare le mediatrici mi pare ridicolo. Ma forse mi sbaglio. A me non importa che tenti di condizionare le mediatrici perché non è una guerra tra me e lei, è tentativo di conciliazione semmai.

Venendo ai ragazzi, quello che vorrei chiarire è che io non ho alcuna pretesa.

Al telefono più volte mi hai detto che pretendo che il giudice decida per come voglia io.

Sono solo preoccupato per i miei figli perché ormai sono relegato ad un ruolo passivo e non credo che questo faccia bene alla loro crescita ed educazione.

In questi anni mi sono informato, ho letto, mi sono fatto delle opinioni su cosa possa significare questa situazione.

Il giudice ci ha manifestato la sua impotenza. Lo ha detto candidamente. Io però, da padre,  non posso rassegnarmi al fatto di sapere che i miei ragazzi vivano un profondo disagio, rimanendo semplice spettatore.

Voglio capire se c’è uno strumento per andare a fondo a questo disagio. Credo che una persona esperta, e non un giudice che non ne ha gli strumenti, possa valutare le radici di tale disagio ed eventualmente consigliare dei rimedi. Non so se si arrivi ad una  soluzione, però vorrei provarci.

Del disagio se ne è accorto anche il giudice, perché ritieni che possa non accogliere la richiesta di CTU ? Lo ha detto lui davanti a noi tutti che si è reso conto della situazione.  Io di lasciarli nel loro disagio non me la sento e vorrei fare qualcosa. Una persona esperta che li ascolti ed eventualmente ascolti i genitori, potrà indicare quali sono le ragioni del disagio e indicare un metodo per uscirne. Almeno una richiesta la vorrei fare. Se poi il giudice dovesse scartare l’ipotesi, me ne farò una ragione.

Spero di poter chiarire di persona e di poter parlare serenamente delle varie opportunità appena possibile. Spero anche voglia accogliere le mie scuse intanto per quanto accaduto e per qualche parola di troppo.

Ciao

Paperino

Mi sono convinto a tentare  questo passo. Magari non me lo concedono ma sento di doverlo chiedere. E’ una decisione che ho maturato.

La possibilità di sbagliare mi fa sentire libero. Sei libero quando ti puoi permettere di copulare tra le lenzuola della tua coscienza con la tua indole, senza condizionamenti.

Con delicatezza o con forza a seconda dei momenti senza paura di farle male assecondando il suo desiderio.

Sto assecondando la mia coscienza e mi sento bene così.

Anche nel fango ho il sorriso del maiale quando ci si rotola.

La libertà è una conquista matura, il bene più prezioso a cui non si dovrebbe rinunciare. Ci sia arriva attraverso la conoscenza del mondo e poi di se stessi, sbagliando infinite volte, pronti a risbagliare.

 

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19 pensieri riguardo “CTU o no?

  1. Sono d’accordo con te, segui il tuo cuore, è lui la vera bussola. Si tratta di aiutare i ragazzi a superare il blocco e lo si può fare solo dedicandosi e non mollandoli mai. Tutti compiamo tanti errori, ma la vita ci riprende sempre , sempre, c’è nella realtà un quid che risponde alle nostre aspettative, senza forzare la nostra libertà. Sono con te , ciao 🤗

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  2. Quando si inizia qualcosa, bisogna arrivare sino in fondo. Questa è una situazione estremamente delicata, qualsiasi scelta ha, diciamo, un costo, un peso. Se posso dire, spiacevole lo scontro con l’avvocato amico o amico avvocato, non so se avrei mai scelto di far seguire una mia causa da un amico, grande il rischio di perderlo!

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  3. You sound liKe Nirvana My man
    “I liKe You I’m Not gonna crack
    I love You I’m Not gonna crack…”
    Always knew You were one of us homies
    Cool….
    Ps Can you Tell which Song are The lyrics from?

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  4. “Non so se questo possa costituire conflitto di interessi, anche perché mi sono premurato di controllare gli amici di Facebook della dott. ssa Drago e c’è anche l’avv. Stiro tra i suoi amici.Stiro è anche amico del giudice Fusi. Pertanto non comprendo dove miri la cosa. O forse sono io che non intuisco il problema.” Uh sì, mi sa che significa che loro possono tutto e tu no. E tutto quello che dirai sarà usato contro di te in tribunale. é proprio il caso di dirlo ….
    😦 mispiace non sanno che padre bello si stanno perdendo 😦
    p:s: tu occhio stai accuort… ricordati che quello che fai lo usano contro di te

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    1. Avrei dovuto avere udienza oggi. L’avvocato di ex moglie ha chiesto un rinvio per motivo di salute. Dopo lite furibonda sono riuscito a convincere il mio avvocato a presentare richiesta di CTU.
      Quindi alla prossima udienza che sarà fissata oggi col rinvio presenterò in richiesta di CTU per verificare il perché i ragazzi vivano questo disagio

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    1. Ciao! Grazie del pensiero. Si non sto scrivendo più. Forse durante queste vacanze scriverò un sunto di quello che è accaduto in questi mesi, per riordinare le idee nel cervello più che altro.
      Sto bene. La situazione è invariata. La richiesta di CTU finalmente è stata formalizzata ma solo il 6 luglio. All’udienza di aprile l’avvocato di EX moglie si è dato per ammalato e quindi c’è stato un rinvio di cortesia. Oramai sono un professionista in cortesie! 🙂
      Prossima udienza il 6 dicembre… AAAAA avrà 17 anni passati… va così.
      Anche i ragazzi stanno bene. E’ diventata routine che mi rispondano al telefono una su tre più o meno e che stiano a dormire da me un sabato ogni quindici giorni, salvo altri impegni. Ovviamente se saltano quel sabato e non per causa mia, che sono sempre disponibile, non si recupera. Il nuovo giudice ancora più accondiscendente del precedente verso questi atteggiamenti.
      Un abbraccio e grazie ancora.

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      1. Mi dispiace molto leggere queste cose. Spero che ci saranno delle novità positive, se non nell’atteggiamento dei giudici (che proprio non capisco) almeno nella percezione della situazione da parte dei tuoi figli. Un abbraccio!

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