Il passato e la maturità

Il passato è tanto tempo. La maturità coincide con la percezione dell’ampiezza passato. Nel futuro ci metti sempre un po’ di quello che è stato. Continuo a fare il papà sporadico, una sessantina di giorni all’anno. Vizio da ingegnere quello di contare tutto, per noi la qualità è misura della quantità  anche. Non ho più un rapporto pieno con i miei figli. Li vedo ogni 15 giorni al sabato a pranzo. Pranziamo insieme, poi ritornano a casa.

Vengono a dormire da me a notte. Sono abbastanza grandi ormai. Li prendo dopo che escono con gli amici, quasi sempre dopo la mezzanotte . Dormono con me. Cambio le lenzuola e cedo loro la mia stanza con il bagno.  Al mattino dopo in genere uno dei due ha una partita. Riaccompagno uno dei due a casa dalla madre e porto l’altro alla partita. Qualche volta stanno con me a pranzo anche alla domenica. Domenica dopo pranzo rientrano a casa dalla madre per fare i compiti.

A sera li chiamo ogni giorno . Quando chiamo spero sempre che non stiano scazzati o intenti a fare altro. Spero di  poter  scambiare due parole, sentire un mezzo racconto magari e non solo un ‘’niente’’ un ‘’boh’’ un ‘’ non so’’ da adolescente. Non sempre rispondono.

Mi sono adattato. Dicono che il tempo cambia le cose. In realtà sei tu che ti adatti alle cose nel tempo.

AAAAA è sempre molto bravo nello sport ed a scuola. BBBBB sempre problematico in tutto. Il loro standard non è cambiato.

Qualche giorno fa è venuto in Italia il miglior amico di infanzia di mio padre. Emigrò da giovane a New York negli Stati Uniti. Suonava la batteria con Renato Carosone. Fece  una tournèe ai Caraibi su una nave da crociera negli anni 50, si innamorò della cantante Newyorkese che lavorava con loro e non è rientrato più in Italia.

Negli anni si sono visti di tanto in tanto. Mio padre è andato un paio di volte a trovarlo negli Stati Uniti e lui invece periodicamente in Italia ci tornava e veniva a trovarci. Dopo aver lasciato le bacchette della batteria si era messo a commerciare vino Italiano per i ristoranti di New York.

Stavolta compiva 90 anni anche lui, come papà. Non veniva più da tanto, forse 15 anni. Come regalo ha chiesto al figlio ed alla moglie di poter festeggiare il compleanno nella sua Paperopoli con il suo amico di infanzia, nonno AAAAA. I 90 anni mio padre li aveva già festeggiati a gennaio.

E’ stato bellissimo. Si sono abbracciati ed hanno pianto. Le lacrime di un novantenne sono pure come quelle di un bambino ma molto più dense, perché cariche dell’amore di una vita. Sembrano arrivare a terra per aggrapparsi come radici e resistere ancora un po’, ancora un po’.

Ho cercato disperatamente di far assistere i miei ragazzi a questa festa. Sono riuscito a convincere AAAAA. Ho giocato un po’. Non gli ho detto che sarebbero stati presenti tutti i miei familiari. Lui ha ripreso i rapporti con me ma non con la mia famiglia. Quando in auto gli ho detto della presenza di tutti, voleva tornare indietro, mi è preso un magone enorme.

Hanno sdoganato parzialmente il mio peccato originale ma non quello dei miei.

Per fortuna sono riuscito a farlo ragionare ed ormai era in auto. Sarebbe stato difficile per lui dirmi di no , così rispettoso e diligente. E’ stato in silenzio per tutta la cena, tutti gli hanno fatto la festa, anche Gino, l’amico di nonno AAAAA nel suo italo americano simpatico.

Mia zia si è catapultata nell’angolo di tavolo vicino al nostro ed ha voluto sedersi accanto al nipote che non vedeva da tre anni. Lui con la testa nel telefono, bassa. Lei che lo guardava per tutta la cena senza farsi accorgere, con la coda dell’occhio . Ogni tanto non resisteva e lo accarezzava sulla spalla. Gli poneva qualche domanda a cui lui rispondeva con monosillabi.

Da quando AAAAA è nato fino a quando ha compiuto più o meno 5 anni lei ci ha preparato da mangiare qualcosa ogni giorno. Io passavo da casa sua a prendere un cestino . ‘’Tutto freschissimo e sterilizzato’’ diceva. In casa mia l’amore è sempre stato fatto di cose tangibili. E poi c’è che AAAAA fisicamente è un Guicciardini, il cognome di mia zia e mia madre. E’ identico a lei di viso.

Non mi è sembrato vero superare, anche se per poco questo muro enorme che si è creato.

BBBBB non è voluto venire. Ho chiesto aiuto alla madre, per convincerlo, senza alcun esito.

Al giorno dopo, mia zia con gli occhi lucidi mi ha detto: ‘’Sono felice di aver visto AAAAA, sai, alla nostra età oggi ci sei e domani non ci sei più, facendo una grossa risata come usa sempre.

Quanto si è fatto bello!’’. Paperino: Ahahaha… sì, si è fatto proprio bello… peccato per BBBBB, che non sia venuto. Si è fatto bello anche lui!.

Zia: Va bene! Non fa nulla… ci sarà un’ altra occasione, ne sono sicura. I ragazzi sono così.

Solida mia zia. Una quercia. La solidità delle persone la vedi nei momenti più difficili. Lei li ha affrontati sempre con la stessa forza. Non so se in segreto si sia mai sconfortata ma non le ho mai sentito dire qualcosa di negativo. Mi sembra una di quelle catene di Trieste, messe lì per attaccarti quando soffia la Bora. Nelle piccole questioni ti sembrano eccessivamente rigide ma quando il vento soffia e soffia forte, non ti sembra vero di poterne disporre.

Io ho trovato dei surrogati quotidiani all’assenza di genitorialità. Mi sono fatto un account Facebook per scrivere qualche cazzata e pubblicizzare il mio vino. Ho ritrovato un paio di amici del Blog anche, che mi hanno scovato. Bello ritrovarsi dopo essere stati amici anonimi. Ho preso un bel cane, lo ho chiamato Ciro, un labrador nero. Quando torno a casa è bello avere qualcuno che mi salti addosso per la felicità. Apro lo sportello dell’auto, si infila sulle mie gambe e comincia a leccarmi . Adesso ha 5 mesi e mi ha distrutto un bel po’ di roba ma sono felice, mi mancava molto incazzarmi come educatore.

Mi sono dedicato anima e corpo alla politica. Coordino un partito di sinistra e governiamo Paperopoli, cercando di cambiarla. Sono prestato, non è per me la politica ma in questo momento serve più lei a me che io a lei.

A dicembre avrò la prossima udienza. Mi è arrivata una cartella della Agenzia delle Entrate.

Nel 2014 avevo portato la mia ex in detrazione nella dichiarazione dei redditi ed invece aveva un reddito. Percepiva già 5000 euro per l’affitto di un appartamento di sua proprietà, non ne sapevo nulla. Adesso pagherò sanzioni per 2014 e 2015. Quando nel 2016 ho scoperto e sollevato la questione al giudice, si è accontentato di sapere dalla parte che il fitto lo percepisce il padre di lei e non ha ritenuto di modificare le condizioni di mantenimento.

Probabilmente dopo 3 anni e mezzo cominceremo a parlare di questioni economiche nel dettaglio, dopo che mi hanno dissanguato. Ho anteposto io il problema dei figli a tutto e non mi dispiace di averne pagato le conseguenze. Era la profezia di lei: ‘’ti lascerò in mutande’’ e su questo come su tutto non si può dire che non sia stata determinata ed efficace.

Non so se la CTU richiesta come verifica genitoriale mi sarà accordata, qualora non fosse accordata, metterò una pietra definitiva sulla questione.

I figli ormai, dopo che il giudice laconicamente mi ha detto: ‘’ ma io che ci posso fare’’ sono un problema passato ed io ormai sono maturo, il passato è diventato sufficientemente ampio.

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20 pensieri riguardo “Il passato e la maturità

  1. Mi spiace per quello che stai passando, una ferita inguaribile…In un ‘epoca in cui la genitorialita è relativa, vedi l’utero in affitto , il genitore 1 o 2 , mi colpisce come non ci si renda conto che il legame tra figli e genitori ( madre e padre)é un legame inscindibile e quando avviene che si rompe , per qualsiasi causa e per tutte le parti , diventa un dramma. Un abbraccio ,Annamaria

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  2. Mi spiace molto, davvero, ma per quello che ho sentito nel tuo racconto… ti auguro che il passato diventi sufficientemente ampio da stufartene a tal punto dal lasciare il posto ad un presente felice ed un futuro ricco di sano amor proprio.

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    1. mainconia ….forse perchè è la sensazione che avverto di più. E’ una stupidità usare i figli ma avviene in tanti casi più o meno consapevolmente. La mia malinconia è per loro. Da padre uno vorrebbe dare il meglio che può ai propri figli e so che potrebbero avere molto di più.

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      1. Purtroppo le persone sono capaci dei più gravi errori, e questo è uno di quelli… ma vedrai che se non è oggi, un giorno i tuoi figli capiranno quanto avevi e quanto hai da dare loro 🙂

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  3. Quando leggo di padri che vengono allontanati dai figli in modo consapevole, freddo e irragionevole mi dispiaccio sempre.
    Provengo da un matrimonio disastroso (fortunatamente ampiamente superato), dove non avrei mai allontanato mia figlia dal padre, ma per ragioni che non ti starò a raccontare e per l’incolumità di entrambe, alla fine la strada è stata quella, sposata da assistenti sociali e tribunali vari.
    Non si può più nemmeno avvicinare a noi.
    Ed io avrei pagato oro affinché lui davvero lo facesse, il padre.
    In mia figlia, vedo a volte un punto di domanda che non avrà mai una risposta che la soddisfi abbastanza.
    Non abbandonare mai la speranza che qualcosa, un giorno, possa cambiare.
    I figli crescono e, anche se in ritardo, capiscono.

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    1. Non siamo né padri nè madri, solo persone diverse in situazioni diverse. È la semplificazione della legge e degli uomini di legge che ci infila in categorie , discrimina e diventiamo statistica in cui si perde un po’ il vero senso delle cose.

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      1. E su questo ti do ragione, ma noto purtroppo che è il mio genere che calca la mano in queste situazioni.
        Non so perché, ma le parole “Ti lascio in mutande”, l’ho sentita troppo spesso uscire dalla bocca anche di donne che conosco.
        Il che va a cozzare assolutamente con il mio modo di pensare, visto che ho rinunciato a qualsiasi tipo di mantenimento per me.
        Lui non da nemmeno quello per la figlia, ma questa è una cosa diversa.

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  4. A me dispiace tanto leggere di come si sono evolute le cose. E anche se da esterna non posso giudicare, beh penso comunque che una buona madre non dovrebbe mai fare questo ai propri figli. Un abbraccio!

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