Le espressioni difficili

Prima di Pasqua, il giudice Citto ha emesso il suo provvedimento del piffero.

In sostanza la separazione è solo una questione di soldi. Ha ammesso come prove il fatto che la mia ex moglie lavori, ovvero i miei testimoni. Ha deciso anche di condurre approfondimenti sulla mia capacità reddituale, visto che l’altra parte mi attribuisce un reddito di 10.000 euro mensili. Quando approfondiranno mi farò delle risate. Dei ragazzi nulla. Anzi fatemelo gridare. Dei ragazzi un CAZZO DI NULLA!

Ad oggi non ho un diritto di visita. Ho quasi litigato con Mario. A novembre mi aveva detto che il giudice avrebbe emesso il provvedimento a breve. Poi, che probabilmente lo avrebbe fatto sciogliendo la riserva sulle prove testimoniali. Qualche giorno fa, Citto ha sciolto la riserva sulle prove testimoniali occupandosi esclusivamente degli aspetti economici. Mario mi ha detto che avrà valutato il fatto che io i ragazzi li stia vedendo. Il mio diritto di visita di fatto lo sto esercitando. Me lo ha detto per telefono, gli ho risposto male e mi ha invitato al suo studio.

Mario: ma che te ne fai di un provvedimento che indichi giorni e date se poi i ragazzi con te non vogliono stare?

Paperino: Ma che dici Mario? Ti rendi conto che io sto facendo una fatica immane a grattare minuti di permanenza dei ragazzi con me? Quel provvedimento mi serve.

Mario: e se poi non vogliono venire? Che fai ? Chiami i carabinieri?

Paperino: Lascia stare il dopo. A me serve, è un fatto psicologico. Può servire a far mollare la presa alla mia ex moglie e famiglia. Magari riesco a strappare solo un’altra ora! Ho diritto o no ad averlo sto provvedimento? Non capisco.

Mario: Ti perdono perché non sei avvocato. Il diritto non è per forza qualcosa di scritto. Tu di fatto lo stai esercitando. I tuoi figli li vedi.

Paperino: Ma voglio capire una cosa. Questo provvedimento ci deve essere o no? Lascia perdere che uso io ne faccia. Io ritengo che possa servirmi. A te chiedo se è mio diritto averlo o meno.

Mario: Il giudice potrebbe anche non emetterlo se ritiene che tu il diritto lo abbia acquisito di fatto.

Paperino: Io non capisco sai? A luglio il giudice ha disposto che frequentassimo il centro per la famiglia, ci ha affidato alle mediatrici per riattivare il mio rapporto coi ragazzi. Lorenza e Antonella hanno fatto una relazione prima dell’udienza di dicembre dicendo che sul diritto di visita non sono riuscite a farci raggiungere un accordo. Io credo che adesso la palla passi al giudice. Mi manca un pezzo. Chi è che decide questa cosa se non c’è accordo tra i coniugi?

Mario: Secondo me le mediatrici non dovevano interrompere il loro lavoro. Il giudice non aveva posto un termine. Aveva disposto che loro risolvessero il problema. Non so neanche perché si siano fermate. Da quello che scrive il giudice, pare che lui la questione l’abbia risolta così. Vi ha affidato al centro per la famiglia per ricomporre il rapporto padre-figlio. Non dovevano fermarsi. Poi se un terzo legge la relazione delle mediatrici sembra che tutto è a posto. Mica si colgono le sfumature che mi hai segnalato tu. E’ molto probabile che il giudice abbia considerato risolta la situazione.

Paperino: Risolta…. Va bene, ma adesso cosa posso fare? Non si può parlare col giudice?

Mario: No Paperino, col giudice un avvocato in assenza della controparte non parla. Nelle memorie, io la richiesta del provvedimento che regoli il diritto di visita l’ho fatta. Cosa ti posso fare se il giudice l’ha ignorata! Se gli vado a parlare rischio solo di infastidirlo ed avere un effetto opposto.

Posso scrivere al centro per la famiglia e chiedere che continuino il loro lavoro, se vuoi.

Paperino: Fai tu, fai qualcosa per favore, io non so più cosa dire.

Mi è venuta una rabbia incredibile. Le mediatrici mediano, gli avvocati si cagano addosso dei giudici. I giudici fanno i cazzi loro. Nel frattempo i miei figli diventano maggiorenni. Il solito rimpallo di responsabilità all’italiana. Mi sembrano tutti attori di un teatrino. Si sventolano sui giornali e nei congressi novità che nessuno applica. Questa maggiore attenzione ai figli e al loro rapporto col padre nelle separazioni è uno specchietto per le allodole che serve solo a qualcuno per mettersi in mostra. Politica squallida anche questa. Nei fatti, si mettono tutti col culo a parete.

Per fortuna avevo il viaggio a Catania con BBBBB al seguito della squadra di AAAAA. Mi è servito per non mangiarmi il fegato.

Sono stati cinque giorni bellissimi. AAAAA era con la squadra e come prevedevo non ci sono state tante occasioni per vedersi. Scambiavamo due chiacchiere e due sfottò dagli spalti. Noi alloggiavamo in un altro hotel.

Abbiamo noleggiato un pulmino a nove posti e siamo partiti con altri genitori con cui abbiamo condiviso la vacanza.

Sono andato a prendere mio figlio BBBBB da casa. E’ uscito con una valigiona più grande di lui. Avevo un’ansia pazzesca addosso. Volevo che tutto fosse perfetto in quei giorni e non sapevo che reazione avrebbe avuto lui, dopo tanto tempo.

E’ bastato poco per fortuna. Durante il viaggio siamo stati sempre insieme tranne un paio d’ore che ho dato il cambio alla guida e lui ha dormito.

La cosa più bella è rendersi conto che lui ha bisogno di me. Mi cercava in continuazione per darmi dei pugni sul braccio. Sta crescendo e voleva dimostrarmi che sta diventando forte. Sono stato al gioco e mi facevo dare dei gran cazzotti. Fingevo di provare dolore e scherzavo.

Qualche volta lo provavo per davvero perché esagerava con la forza ma era bello uguale.

Paperino: ou, papà si sta facendo vecchio!

Mi accasciavo fingendo dolore, poi ridevo gli tiravo un buffetto a sopresa.

Paperino: vecchio si, ma non mollo!

BBBBB: ma va, sei un rammollito!

E mi inseguiva per darmi un altro pugno.

Giochi da adolescenti maschi.

Rideva. BBBBB ha riso da matti, per tutta la vacanza. Quando sono in forma, per fortuna, le battute sceme non mi mancano. La compagnia poi è stata ideale. Ilario Leo e Francesco (allenatore di BBBBB tra l’altro) con le mogli. Tutti simpatici ed estroversi. Mi hanno fatto da spalla per tutto il tempo.

Io e mio figlio abbiamo finito per camminare abbracciati già dal primo giorno. Come due fidanzati.

BBBBB fisicamente è la mia fotocopia. Quando siamo insieme non si fatica a capire che siamo padre e figlio.

Sono diversi i miei ragazzi.

AAAAA è tirchio da morire. Prima di partire gli ho dato 50 euro e sono sicuro che a fine viaggio gliene saranno rimasti 49 in tasca.

BBBBB è un prosciugatore di ricchezze.

Gli avevo promesso che se fosse venuto in viaggio gli avrei comprato le nuove scarpe da calcio e un cd di un rapper in uscita il 13 aprile.

Alla fine gli ho comprato di tutto e meno male che i negozi per Pasqua e Pasquetta sono stati chiusi, altrimenti mi avrebbe ridotto in povertà.

Appena arrivati in hotel gli ho sistemato tutte le robe nell’armadio, poi è andato fare una doccia.

Mentre lui era in bagno, mi sono messo sul letto a pancia in giù. Dovevo spedire una e mail per lavoro. E’ uscito dal bagno, gli davo le spalle.

Mi è saltato addosso abbracciandomi. Glielo facevo sempre io quando era più piccolo e lo riempivo di baci. Lui si divincolava lamentandosi. Penso proprio che fosse il suo modo per dirmi che gli manco.

I miei amici intimi mi mandavano messaggi per chiedere come andasse.

Ho risposto mandando loro un foto di me e BBBBB abbracciati sotto l’elefante simbolo di Catania.

Le loro considerazioni:

– Chi è Paperino dei due?

– E’ come guardare una fotografia di te al liceo!

– Siete uguali!

Ce lo ripetevano sempre anche i nostri compagni di viaggio.

– E’ impressionante quanto vi somigliate.

Guardavo BBBBB, rideva sotto i baffi ed era contento.

Paperino: Si, mi somiglia, ma deve mettere qualche muscolo ancora!

Ed erano corse, pugni, schiaffi e calci, come due deficienti.

Poi finiva che lo abbracciavo e lo sollevavo.

BBBBB: Piano che ti viene l’ernia!

Paperino: Con tutta l’ernia ti sollevo ancora!

L’ho iniziato all’arancino, al cannolo, alla pasta alla norma, alle granite. Alle crespelle mi sono iniziato anche io, non le avevo mai assaggiate e sono squisite. Siamo stati a Catania, a Siracusa, sull’Etna.

Gli ho parlato di musica, di filosofia, di architettura, con leggerezza.

Faceva finta di non essere interessato. Dissimulava, perché poi ritornava sugli argomenti dimostrandomi di essere stato attento ai miei discorsi.

BBBBB è un casinista terribile. Gli ho messo a posto le robe in continuazione in camera.

Non gli dicevo nulla. Chissà quante volte avevo sognato di ripiegare un suo paio di mutande.

Anche a me mia madre rimproverava sempre di essere molto disordinato ed effettivamente lo ero. Negli anni per fortuna un po’ sono migliorato. Da ragazzo ero un vero disastro. Non lo facevo di proposito. Mi impegnavo anche, a mettere ordine. Durava poco. In breve, il casino montava nella stanza e non riuscivo più a trovare il bandolo della matassa. L’ordine mi piaceva tantissimo, ma non ci riuscivo a metterlo in pratica. Mi rimaneva in testa. Trovavo riscatto nei compiti della scuola. In quello riuscivo a tenere un ordine mentale almeno. Mi piaceva da matti risolvere le espressioni matematiche per esempio. Ci voleva ordine e metodo. Mi riusciva bene. Quando avevo davanti il mio quaderno a quadretti mi dimostravo che riuscivo a non fare casino.

Sotto sotto ero capace di mettere le cose a loro posto. Più lunghe erano le espressioni più mi piacevano.

Prima si svolgevano le moltiplicazioni e divisioni all’interno delle parentesi tonde. Poi le tonde si aprivano. Prima di sbottonare una parentesi, bisognava stare attenti al segno che c’era davanti. Se ci fosse stato un segno meno, andavano cambiati tutti i segni all’interno. A ripensarci oggi, trovo del sensuale nella cosa.

E via così, svestendo pezzo pezzo l’espressione con le sue parentesi quadre e le graffa, con pazienza e dedizione, fino a trovare il risultato.

Trovare delle semplificazioni agevoli tra numeratori e denominatori mi dava il segnale che fossi sulla strada giusta per la soluzione corretta. Era come se l’espressione approvasse il mio modo di svestirla.

Quello che non riuscivo ad essere fuori, mi veniva facile in testa e sul quaderno. Intorno il casino.

Così è mio figlio. In bagno, dopo che entrava lui sembrava fosse passato un tornado.

Lo spazzolino abbandonato sul piano del lavello. Le mutande per terra insieme agli asciugamani, le calze, il dentifricio senza tappo, le scarpe ai quattro punti cardinali della stanza. Mi faceva tanta tenerezza la cosa. Chissà se anche lui ha un qualcosa simile al mio quaderno a quadretti da qualche parte. Qualcosa che nonostante il suo casino lo faccia sentire capace di ordine. Queste chiavi di lettura mi mancano perché le scopri solo vivendoci insieme.

La madre lo chiamava cinque, sei volte al giorno. Erano gli unici momenti in cui si creava un po’ di gelo tra noi. Si allontanava dal gruppo e chiudeva la conversazione velocemente.

Era come quando nel bel mezzo di una soluzione di una espressione trovassi un denominatore di una frazione non semplificabile con il numeratore. Dovevo riprendere dall’inizio e verificare tutti i passaggi.

Per diminuire il suo disagio, ogni tanto ero io a chiedergli se avesse sentito la mia ex moglie.

Un po’ ha funzionato.

Di notte, mi svegliavo e stavo a guardarlo mentre dormiva.

Di giorno me lo sono abbracciato e baciato come fosse il mio orsacchiotto di peluche.

E’ stato bello. Molto.

Al ritorno, gli amici ci hanno lasciato a casa con il pulmino e l’ho riaccompagnato dalla madre in auto.

Ero triste. Sentivo che era dispiaciuto anche lui, come quando si lasciano gli amici alla fine di una vacanza estiva.

Non ho voluto appesantire il momento.

Paperino: E adesso quando ci vediamo?

BBBBB: Quando mi viene voglia di darti un po’ di mazzate.

Paperino: Va bene. Allora quando senti il bisogno, chiamami, vengo subito e mi faccio picchiare.

Non piangeva BBBBB, ma aveva la voce rotta.

Io non ho pianto solo per non rattristarlo.

Gli ho preso le valige dal portabagagli dell’auto. Lui le ha prese velocemente e se ne è andato senza guardarmi.

L’ho inseguito e sono riuscito a strappargli un ultimo bacio sulla testa, da dietro. Si è fermato un attimo poi ha ripreso a camminare.

Stranamente uno dei momenti più belli è stato quando gli ho preparato la valigia. La sera prima di ripartire. Gli ho ripiegato tutte le sue cose. Lui già dormiva beato.

Ci ho messo un bel po’. Non ero stato mai così meticoloso in vita mia. Come se stessi risolvendo un’espressione e avessi davanti il mio quaderno a quadretti. Mutanda per mutanda, calzino per calzino e ricomponendo il tutto se non trovassi la posizione giusta alle cose.

Magari, quando la aprirà a casa, vedrà pure lui che papà sa mettere ordine e le espressioni difficili le sa risolvere.

Il proprio sole

Stiro, l’avvocato di Ex Moglie è arrembante. E’ la terza volta che chiede a Mario di verificare con me se ci sia   la volontà di fermare la causa e provare a trovare un accordo.

Mario a sua volta gira la palla a me. Che facciamo?

Le strade sono due mi dice:

  • Attualmente il vento sta cambiando. C’è la volontà da parte del tribunale di allinearsi alle direttive della Comunità Europea in tema di separazione. Prevedono una serie di cose a favore dei padri. In caso di separazione, si divide al 50% un po’tutto. Doveri e diritti. E’ solo una piccola enclave del Tribunale a seguire questa linea però. I diritti sulla carta, in Italia, sono diritti sulla sabbia.

Potresti chiedere che ti sia data la casa, potresti chiedere che i ragazzi stiano il 50% del loro tempo con te, potresti rivedere l’assegno di mantenimento convertendolo in assegno di perequazione. Una volta che i ragazzi la metà del tempo stanno con te, dovresti provvedere direttamente al loro mantenimento. L’assegno diventa un conguaglio.

Perseguire questa strada, dice Mario, sarebbe solo una azione provocatoria però, conoscendo l’orientamento del Giudice Citto. Uomo di buon senso ed equilibrato, ma un po’ ancorato a vecchi schemi.

  • Cerchiamo di trovare un accordo, nel caso non credo potresti ambire a riduzioni di natura economica. Potresti chiedere un ulteriore aiuto al centro di mediazione e con dei patti chiari, contare sul fatto che i ragazzi stiano più tempo con te. Questo eviterebbe le lungaggini di una causa. Potresti ambire a qualcosa di meglio già nell’immediato e continuare a lavorare sul miglioramento dei rapporti in un clima divenuto più sereno, si spera. Se i patti non sono mantenuti, si fa sempre in tempo a ricorrere nuovamente al giudice. Se il contendere fosse solo denaro, si potrebbe dire : pochi maledetti e subito.

Perseguire la prima strada sarebbe confermare quello che ho chiesto dall’inizio, non conoscendo le norme, ma affidandomi al mio senso di padre. Dall’inizio mi è stato negato tutto, anche il senso di padre.

Perseguire la seconda strada significherebbe garantirsi nell’immediato un po’ di calma, sperando che il tutto possa consolidarsi e migliorarsi col tempo.

Ho preso tempo. Il bivio richiede di rallentare e magari cercare delle indicazioni.

Mi sono consigliato con un po’ di gente, ho sentito molto me stesso soprattutto.

Sono andato a trovare maga Lorenza, la mediatrice che ci ha seguito da settembre a novembre e che mi ha aiutato a recuperare un po’ di rapporto coi ragazzi.

Il solito ufficio, la solita spinta positiva di Lorenza.

Le ho vomitato addosso in poco tempo tutte le novità e il dilemma in cui mi trovavo.

Mi ha spiegato i punti critici di entrambe le soluzioni.

La mediazione è fortemente caldeggiata dalle direttive europee e dal presidente della sezione famiglia del tribunale. In mediazione, loro possono continuare a seguire la coppia. Lei stessa o sue colleghe. Indipendentemente dal fatto che sia in presenza di un giudizio in corso o in presenza di una separazione di tipo consensuale. I ragazzi possono essere ascoltati una, due volte. Non è compito della mediazione risolvere dei problemi psicologici dovuti al trauma della separazione. Per quello dovrei chiedere l’assistenza di uno specialista, uno psicologo per esempio. Un intervento del genere può essere risolutivo ma anche controproducente nel rapporto con in ragazzi.

Lorenza: Ho preso il tuo fascicolo prima che venissi. Sei venuto per la prima volta un anno fa. Era il 22 aprile del 2016. Ti ricordi? Non vedevi i tuoi figli da qualche mese.

Paperino: Si che me lo ricordo.

Lorenza: Hai fatto dei passi enormi da allora. Dovresti essere contento.

Paperino: Lo sono, ma non basta. Adesso credo che la scelta della strada da percorrere sia importante.

Lorenza: Lo è, ma se ti conosco un po’, tu sai già la strada che devi intraprendere.

Noi siamo qua e sempre pronti a darvi una mano.

Ho sempre avuto un buon senso dell’orientamento. Figlio di topografo, ho avuto una grande familiarità con le mappe. In barca a vela ho sempre fatto il navigatore. Seguivo la rotta e davo indicazioni. Non mi sono mai perso, anzi, per essere precisi, ho sempre avuto tendenza a perdermi per poi ritrovare la strada. Ad un bivio ,prima di guardare le indicazioni, guardavo il sole. Capivo se la mia direzione giusta fosse est o ovest, nord o sud. La mappa mi serviva da conferma. Lorenza aveva ragione, so già dov’è il mio sole.

Purtroppo il bivio stavolta mi carica di responsabilità. Non è una scelta per me. Scegliere per gli altri mina le tue sicurezze. Se gli altri sono i tuoi figli, la scelta ti ingessa.

L’altra sera a cena con amici si discuteva su cosa è la morale. Mi sono ricordato di un paio di esempi del passato. Una tragedia di Sofocle, l’Antigone. Me la ricordo meglio delle altre perché in gita con la scuola, la vedemmo rappresentata al teatro greco di Siracusa.

Antigone, promessa sposa del figlio del Tiranno Creonte, decide di dare sepoltura al cadavere del fratello, violando una legge stabilita dal futuro suocero. Viene scoperta ed imprigionata. Si impiccherà. Al di là del dramma che continuerà con i suicidi del futuro sposo di Antigone, figlio di Creonte e della moglie del tiranno, il messaggio fondamentale della tragedia è che esiste un codice di leggi non scritte a cui un uomo istintivamente obbedisce.

Antigone fece un ragionamento molto semplice. I miei genitori sono anziani. Un altro fratello non lo avrò. Se non lo seppellissi non mi perdonerei per tutta la vita e non avrei un’altra occasione per prendermi cura di un fratello.

Seppellendolo, rinuncio al mio promesso sposo probabilmente. Ma un altro sposo potrei trovarlo.

E’ un bilancio crudo, come cruda è la morale. La morale è quella cosa che ti mette di fronte ad uno specchio senza filtri e convenzioni. E’ una cosa così intima che non c’è nulla di più odioso di chi cerca di imporre la propria agli altri.

Un altro esempio di morale, apparentemente diverso è l’epilogo della vita di Socrate. Uno grande davvero.

Fu condannato dai suoi concittadini perché accusato di empietà. Ai cittadini Ateniesi, se condannati, era concesso di esiliare per salvarsi alla morte. I suoi amici, Socrate era in carcere in attesa della pena, fino all’ultimo tentarono di convincerlo a fuggire.

Bevve la cicuta e morì, perché non poteva sopportare di dare un esempio cattivo ai suoi concittadini. Lui, che aveva speso una vita per spingerli a essere migliori.

Che esempio darei se fuggissi alla condanna che i giudici intendono infliggermi?

I due personaggi hanno comportamenti apparentemente opposti. Antigone obbedisce ad un codice non scritto, infischiandosene di una legge scritta dagli uomini. Socrate, pur sapendo di essere innocente, obbedisce alle leggi scritte dagli uomini.

Il filo conduttore per me è proprio la morale. E’ quel momento in cui quando davanti ad un bivio si cerca il proprio sole senza guardare le mappe. Seguirlo, ti fa stare in pace con te stesso e ti da la possibilità di non avere ripensamenti. Un uomo senza morale non ha un sole.

Tornato in ufficio ho scritto una e mail a Mario il mio avvocato.

Ciao Mario.

Procediamo con la causa. Nessuna consensuale.

Il tempo nelle cose

Inizia la bella stagione e Monteamaro mette in mostra le grazie come una bella donna. Fiori, profumi, la campagna mette minigonna, smalto e tacchi in primavera. Si lascia guardare. Ho deciso di organizzare un barbecue domenica. Devo dilatare il tempo di permanenza dei ragazzi qui. Da solo non ci sono riuscito. Dopo aver montato il canestro gli ho reso la permanenza più piacevole, ma dopo pranzo mi chiedono di rientrare a casa. Come nelle battaglie provo con un diversivo. Ci provo invitando i loro amici. Si divertiranno. Ho invitato gli amici più stretti di AAAAA. Quelli del calcio, con i loro genitori .

Verranno quattro famiglie. Posto ce n’è e a me piace da matti fare l’ospite .

Ci stavo provando da un po’ a invitare qualcuno, ma con le partite di campionato alla domenica non era stato mai possibile. Domenica prossima riposano. Così Pina, madre di Matteo, ci aveva invitato al sabato, a casa sua, per mangiare la pizza. Visto il bel tempo perché non venite da me al giorno dopo? Ho replicato.

In questo periodo, dopo la separazione, un po’ tutti i genitori della scuola calcio mi hanno dato una mano. Quando i miei figli non mi parlavano mi davano le dritte sugli orari di allenamenti e partite, pagelle, colloqui. Molti dei ragazzi frequentano il liceo scientifico come i miei. Mi informavano . Spesso senza che chiedessi nulla. Sapevano e mi dicevano . Abbiamo fatto un gruppo su wazzap. Le altre mamme mi hanno adottato, facevano un gran tifo per me.

All’epoca non me ne accorgevo, devo aver fatto tenerezza ad ogni allenamento. Mi sono fatto un anno a guardare i miei ragazzi da dietro una rete, li   aspettavo che uscissero dagli spogliatoi per dire un ciao e non essere ricambiato. Si infilavano nella macchina dei nonni o della madre che mi guardavano in cagnesco come fossi stato uno stalker o un poco di buono. Poi me ne andavo.

Una di loro, quando ha saputo che dopo un anno mio figlio aveva accettato di vedermi, si è commossa, come fosse una cosa sua. Dovetti calmarla, sennò mi sveniva. A questo gruppo la mia ex moglie non rivolge la parola. La loro macchia era semplicemente il fatto che rivolgessero la parola a me.

Questa estate Pina ha tenuto qualche giorno mio figlio ed altri ragazzi alla sua casa a mare. Ha invitato i genitori a pranzo un giorno e per AAAA ha chiamato me. Ho capito che lo ha fatto soprattutto perché potessi trascorrere una giornata intera vicino a mio figlio.

In quella occasione la ringraziai e le dissi che non appena fossi stato nelle condizioni avrei ricambiato la loro gentilezza.

Quando ho fatto l’invito, c’erano tutte e quattro le signore e due dei papà. Si sono guardati. Hanno capito immediatamente il mio intento.

Ho bisogno di un altro po’ di aiuto, fare in po’ di calore nella casa in modo da far rimanere i ragazzi più tempo e con divertimento. Vorrei che la sentissero più casa loro come fino a due anni fa che scorrazzavano con i cugini intorno. Ancora oggi non parlano con i cugini con cui sono cresciuti. Non c’è stato bisogno di dire molto altro. Non hanno alienato solo me, ma tutto ciò che avesse attinenza diretta con me.

Ho guardato gli altri genitori, si sono guardati, ho sorriso un po’ imbarazzato. La mia richiesta era stata accolta a larghe intese direbbero in politica, senza parole. Francesca, la più pratica, mi ha tolto dall’imbarazzo. Tu pensa al vino, al resto ci pensiamo noi!

Mi sono sentito come accarezzato. Non sono abituato a manifestare il bisogno. Quando accade e ti aiutano è una gran bella sensazione.

In questi giorni un  tribunale ha pubblicato delle linee guida in tema di separazione.

La cosa ha dell’incredibile. In sintesi:

  • I ragazzi dovrebbero stare al 50% con ognuno dei due genitori, eventuali scostamenti dovrebbero essere giustificati da condizioni contingenti.
  • La casa rimane al proprietario. Sparisce il concetto di genitore collocatario.
  • Non si parla più di mantenimento. In sostanza dato che l’affido è perfettamente condiviso, le spese le hanno entrambi i genitori, si parla di assegno perequativo.

Le linee sottolineano che è un diritto dei minori vivere con entrambi i genitori.

C’è la legge del 2006 che sancisce queste cose, c’è la Comunità Europea che minaccia l’Italia per la non applicazione.

Considerata dal mio punto di vista la situazione sembra una barzelletta. E’ passato più di un anno e mezzo ed io oltre ad essere stato cacciato da casa, senza nemmeno la possibilità di riprendere le mie cose, non ho nemmeno un diritto di visita ancora.

Strano Paese il nostro.

Gli avvocati mi spiegano che una cosa sono le leggi, una cosa è la prassi.

Mi verrebbe di mandare tutti a cagare. Poi ci sorprendiamo se qualcuno impazzisce.

Purtroppo senza uomini, le regole sono carta da culo. O sono regole che valgono solo per i fessi come me.

Il barbecue mi ha fatto ricordare che Bernardo, il mio ex cognato mi aveva regalato un bel barbecue, da poter usare anche in casa. Era un compleanno.

Ho scritto a EX MOGLIE.

Mi daresti indietro il barbecue che mi ha regalato Bernardo al compleanno?

Nessuna risposta.

Il barbecue è una delle tante cose che sono rimaste al di là del muro.

Quello, insieme al bimbi, regalatomi da mia zia. Lei aveva cambiato modello. Alla mia ex moglie non piaceva cucinare. La buona cucina è come il buon sesso. Ci vuole passione, inventiva , disponibilità e un buongustaio come commensale. In casa mancavano questi ingredienti, sia in cucina che a letto. Quando avevo un po’ di tempo, cucinavo ugualmente. Non doveva esserci lei in casa. Maniaca dell’ordine com’è, a vedermi spostare gli oggetti in cucina dava di matto. Un po’ di musica, un calice di vino, mi rilassavo parecchio. Mi rendevo conto che era come sbarbarsi, vestirsi di tutto punto per poi masturbarsi però. Dopo la breve goduria mi rimaneva lo stesso senso di frustrazione.

Non lo avrò indietro il barbecue, nemmeno il mio bimbi. Come tanta altra roba a cui sono affezionato. Lei non li usa, ma pur di non ridarmeli, li lascerà marcire in qualche scaffale. Dovrebbe definirsi furto una roba del genere. Potrei chiederlo con l’avvocato. Finirebbe come con l’orologio e un anello. Direbbe che non li trova. I vestiti me li ha resi dopo un anno perché voleva far posto nell’armadio, credo.

Pazienza. Appena possibile li ricomprerò . Non sono mai stato legato agli oggetti. Non ho mai collezionato nulla. Ho sempre usato, consumato e poi cambiato le cose. Mai conservato. Un po’ me ne dispiace. Trovo che saper conservare sia una gran bella cosa. Mi riesce con i ricordi, le forti emozioni. Con le cose, poco. A volte mi ricapita di trovare un oggetto dopo molto tempo. Magari l’ho messo in un cassetto qualche anno indietro e poi me ne sono dimenticato. Riprenderlo in mano mi procura un brivido in genere. L’intorno si ferma , mi rituffo nel tempo dell’oggetto ritrovato . Ci sono persone, luoghi, sensazioni. È incredibile come un oggetto possa contenere tutto ciò. Sembra di aver sfregato la lampada di Aladino, solo che invece del genio della lampada escano i bei tempi. Per questo invidio molto chi sa conservare con cura, mi sembra abbia così rispetto per il tempo che vive, da preservarlo.

Ne potrò ricomprare un altro di bimbi, ma non sarà lo stesso. Sono convinto che mia zia lo abbia cambiato solo perché voleva che io avessi il suo. Quando una roba mi piace, si vede. Lei se ne era accorta che guardavo quell’aggeggio infernale con voluttà.

Questo non si ricompra.

Con un po’ di fantasia, quando avrò il nuovo bimbi, potrò ricollegarlo al vecchio col pensiero. Potrei ricordare comunque tutte queste cose. Una roba alla Branduardi insomma. Il cane che morse il gatto che si mangiò il topo. Alla fine c’è sempre il padre che al mercato comprò.

La fantasia è il pronto soccorso del dispiacere.

Mr. Magoo

 

Domenica è stata la festa del papà. Ho portato fuori a pranzo AAAAA e BBBBB insieme a nonno AAAAA.

Mio padre non vedeva i nipoti da un po’ . Gli ho dato la notizia che saremmo andati al ristorante.

A Monteamaro è arrivata la primavera in pompa magna . Me ne accorgo all’alba dalla quantità di cinguettii che si sentono. Un concerto stamattina.

Ho lavorato un po’ al computer e poi verso le 9,30, quando mio padre è venuto a far colazione :

Paperino: ciao papà , auguri . Oggi è la festa dei papà .

Nonno AAAAA : ah, che bello . È la mia festa allora . Ma anche la tua!

Non stava molto in forma stamattina . Me ne accorgo perché fa uso del bastone . Più che una vera necessità mi sembra un modo con cui comunica che ha bisogno di assistenza.

Paperino : hai visto che bella giornata?

Nonno AAAAA: perbacco! Bellissima.

Paperino : ti va di andare al ristorante?

Nonno AAAAA: no

Paperino: perché?

Nonno AAAAA: non mi sento bene.

Paperino: che hai?

Rimane in silenzio.

Non avevo capito il suo malessere. In genere non è un fatto fisico. Quando sta così ha qualcosa che gli ronza nella mente. Stranamente però, il suo no per un attimo mi ha sollevato. E’ perché quando sto con lui e con i ragazzi ho addosso una tensione enorme. Loro rimangono taciturni più del solito e lui ci rimane male. Provo dispiacere.

Ma devo superare la cosa. Fa bene a loro e fa bene a lui. I rapporti se non si alimentano si congelano.

I vecchi si nutrono con la compagnia. Ci vuole, la solitudine ammazza le cellule più di una malattia.

Paperino: lo prendi un caffè?

Nonno AAAAA: non guasta.

Paperino: volevo portare i ragazzi con noi al ristorante.

Nonno AAAAA: AAAAA e BBBBB?

Paperino : si.

Nonno AAAAA: se ci sono loro, vengo!

Paperino: ma se non ti senti, facciamo un’altra volta.

Nonno AAAAA: no, magari sto meglio tra poco.

Si è ripreso. Appena ha sentito che avrebbe visto i nipoti si è ringalluzzito .

Paperino: va bene, allora prenoto .

Nonno AAAAA: si prenota .

Paperino: oggi provvedo io a galline e cane. Tu riposa.

Dare da mangiare a galline e cane è una sua incombenza. Glielo faccio fare perché si tenga impegnato e cammini un po’ all’aria aperta.

È rimasto tutto inalterato a Monteamaro, da almeno trenta anni. Il tempo ha invecchiato un po’ tutto, ma le rughe non sbiadiscono ciò che ami. Sono in superficie, mentre ciò che ami lo trovi dentro. È come se ci ti ficcassi proprio dentro. Amore è quando entri in qualcosa, vai così in profondo che se ne devi uscire, fai fatica.

Tanti anni fa c’erano i nonni, mia madre, mio padre e noi quattro. Tanti zii e amici.

Ci siamo rimasti solo io e mio padre a Monteamaro. Non so perché dei quattro fratelli sia io l’unico ad amare questo pezzo di terra. Sarà che la casa ed io siamo coetanei. L’ha costruita mio padre, geometra. E’ del 1970, l’anno in cui sono nato, quarto figlio. Da ingegnere mi sono scervellato per trovare qualche difetto al progetto, ma non sono mai riuscito a pensare qualcosa che la migliorasse. Per me è perfetta, mio padre ha fatto il suo capolavoro. Mi fa pensare ad un operaio che per sfottermi una volta mi chiese:

‘’Ingegnere, quanti esami ti mancano per diventare geometra?’’

Il fatto che tutto sia rimasto uguale poi, aiuta i ricordi.

Dalla casa si prende una stradina che divide l’orto e il frutteto e si arriva in un piccolo spiazzo. A sinistra il pozzo, la cantina del vino e la baracca degli attrezzi. A destra il pollaio. Vicino al pozzo, separato da una siepe, il recinto di Ringo. Un tempo mio nonno ci teneva il maiale. Il pollaio mi ricorda gli esami di maturità per esempio. L’orale di greco l’ho ripetuto tutto alle galline.

Ringo a un certo punto mi ha distratto dall’amarcord. Ha fatto la solita sgroppata intorno al pollaio. Gli piace da matti spaventare le galline che saltano con un volo interrotto da una parte all’altra facendo un chiasso terribile. Le galline che corrono e tentano di volare mi fanno morire dal ridere. Ma se non mi fossi sbrigato sarebbero morte stecchite di crepacuore.

C’erano due belle uova grandi nelle cassette. Ogni volta è una sorpresa. Ci sarò andato migliaia di volte alle cassette delle uova, ma ogni volta quando mi affaccio mi viene una tensione sottile. Non trovarle mi guasta la giornata. Ieri mattina erano là, per fortuna.

Dopo aver fatto mangiare anche Ringo, sono stato a guardarmi l’orto al sole. Il sole primaverile ti scalda le ossa e ti da un gran senso di benessere. Sembra di stare di continuo sotto una doccia di acqua calda. Tornato in casa , mio padre era già pronto. Cravatta coppola e impermeabile. Si sta consumando con l’età, ma non molla.

Paperino: papà, dove vai?

Nonno AAAAA: andiamo al ristorante no?

Paperino: papà, sono le 10,30 .

Nonno AAAAA: tra quanto andiamo?

Paperino : tra un po’ . Ora è presto .

Nonno AAAAA: ah, allora mi metto un po’ al sole.

Paperino: ma oggi non viene la zia?

Nonno: no, non sta bene.

Ecco il suo motivo di malessere. Mia zia, sorella di mia madre, vedova anche lei, ci viene a trovare con una amica alla domenica a sera. Ha 77 anni ma è perfettamente autonoma. Ci aiuta con le cose in casa e poi si ferma a giocare a carte con mio padre e la sua amica. Li raggiunge anche l’altra sorella di mia madre che porta da mangiare e fanno una briscola in quattro. Cenano e dormono da noi. Lunedì sera tornano nella loro città. A mio padre fa un sacco di piacere. Quando non possono venire si incupisce. E’ così da ventotto anni anni, dal giorno che mia madre non c’è più. Il legame che la sorella maggiore aveva creato con le più piccole vive oltre la vita. Nelle mia famiglia si pregano i morti aiutando i vivi. E’ una sorta di preghiera laica.

La primavera in campagna ti fa sorridere, è ironica. Consiglierei a tutti di fare una passeggiata tra i campi quando va via il freddo. Il trasporto della natura è così forte che non puoi non sentirti bene e sorridere. Una questione di colori e profumi. Allo stesso modo l’ironia ti libera dai pensieri. E’ la primavera dell’anima.

Ci sono dei momenti in cui ti senti oppresso. A volte mi sembra di essere un canotto e qualcuno di pesante mi si siede su deformandomi la quiete tonda e gonfia. In quei momenti conviene aprire una valvola e lasciarsi sgonfiare un po’.

Anche chi prova a schiacciarti se ti sente un po’ sgonfio , desiste.

L’ironia è questa valvola speciale. Riempie di colori e profumi un momento grigio. L’ironia per me è una valvola di sicurezza, uno sfiato che mi fa sopportare i pesi . Riuscire a ridere di se e delle situazioni rende uno spirito libero e incomprimibile come un fiore che sboccia.

A pranzo è andato tutto bene. I miei ragazzi hanno toccato la fragilità di mio padre con mano.   Stenta a riconoscere i bicchieri in tavola perché sta perdendo la vista. Deve essere accompagnato per strada. Appena scesi dall’auto, mi sono distratto un attimo, aveva preso un’altra strada. Sono corso a riprenderlo. Sembra mister Magoo, un cartone dei miei tempi. I ragazzi hanno riso guardandolo con tenerezza finalmente. In questi due anni gli è stato dipinto come un cattivo il nonno. Non so in base a quale malsano sentimento. E’ una delle cose che mi ha ferito di più in tutta questa storia. Prendersela con vecchio che nella vita ha fatto solo bene è una cosa da incivili. Era funzionale a creare una muro forse, di là i cattivi, di qua i buoni. Forse serviva ad estirpare le radici dalla mia parte. Lo smonterò questo muro. Pezzo pezzo.

Barcollano

BBBBB ha rotto il display del suo telefonino. Mi ha chiesto di ripararglielo.

Ho preso il telefono a l’ ho portato a riparare. Me lo hanno consegnato, ho sbirciato su wazzap. Sarebbe stato meglio che non lo avessi fatto e mentre lo facevo sapevo che mi avrebbe buttato giù la cosa.

Sono vissuto con tre fratelli più grandi. Due sorelle ed un fratello per l’esattezza.

Ai miei tempi non c’erano i telefonini ovviamente, sono del 1970. Avevamo due telefoni in casa, uno nel soggiorno ed uno in camera da letto dei miei.

Le mie sorelle quando volevano parlare in maniera riservata si chiudevano in camera da letto per non essere ascoltate.

Ero noto all’epoca per la mia scarsa loquacità. Parlavo veramente poco e soprattutto mai dei fatti degli altri.

Mia madre, puntualmente, appena vedeva una delle mie sorelle appartarsi per telefonare sollevava il telefono del soggiorno per ascoltare.

Non era una donna impicciona, lo faceva per capire se ci fossero disagi o vizi di adolescenza.

Era una donna pratica ed il principio morale della buona educatrice superava il principio morale della discrezione.

Spesso mi trovavo a seguire l’operazione lato soggiorno. Seguivo come un faro di porto i movimenti di mia madre. Testa ferma, si muovevano solo gli occhi. Lei non si curava di me, spesso in casa facevo da tappezzeria. Sapeva che non avrei parlato, sapeva anche che non le avrei rivelato un segreto delle sorelle anche se l’avessi saputo. Tutankhamon mi faceva un baffo. Anche la mia discrezione era come un faro di porto, girava a 360 gradi.

All’epoca con i miei fratelli adolescenti, tra mia madre e loro, mi sembrava di assistere ad una grande giocata a guardia e ladri. Mi divertiva molto stare dietro le quinte e verificare stratagemmi e risultati delle strategie. Mia madre le beccava sempre, dilettanti.

Nel telefono di mio figlio, niente di che, solo tanta familiarità con i parenti della mia ex moglie. Quella familiarità che con me non hanno più, tanto meno con mio padre. Tutto sommato mi fa piacere che siano circondati da calore. Peccato che io sia alla finestra a guardare tutto questo calore e non possa più godere della intimità dei miei ragazzi.

Una piccola conferma solamente. Piccola per modo di dire. A capodanno la mia ex moglie non ha voluto che i miei figli stessero con me. Dovevano stare con lei mi disse.

Ho passato il Capodanno da solo. Da solo non sto male, mi basta un buon libro e un bicchierino per sentirmi a posto. Certo, in compagnia si sta molto meglio.

Ho scoperto che non sono stati con lei. Li ha lasciati da sua sorella con i miei suoceri. Lei è uscita, li ha raggiunti alle 10 del mattino dopo.

Ci saranno altri capodanno, spero.

Quando abbassi le aspettative riesci a contenere i colpi più duri. E poi cosa vuoi che sia quest’altra cosa, una ciliegina su una torta di merda.

In genere si dice non fare di tutta l’erba un fascio, ma se penso alla famiglia di mia moglie non saprei chi separare dal fascio. Chissà se riuscirò a dimenticare questo male.

Il corso degli eventi non è sempre lineare, anzi. Una delle cose più belle della vita è che quando sei giù, sconfortato, quando proprio non ti aspetti un cambiamento, il vento gira.

Può essere che con il vento sia spazzato anche il dispiacere.

AAAAA avrà un torneo a Catania nel periodo di Pasqua. Ho programmato di andare a vedere le sue partite con altri genitori . Non starò con mio figlio. Lui alloggerà con gli altri della squadra, in un altro Hotel . La società ha regole piuttosto rigide quando ci sono i tornei . Non vuole che i familiari stiano con i ragazzi . Li trattano quasi da professionisti . Un po’ esagerato per me, ma tanto è. Ho prenotato insieme ad altri e quando ho fatto la prenotazione ho preso una stanza doppia. In cuor mio speravo che BBBBB accettasse di venire.

L’ho crepato per oltre un mese durante il mio servizio taxi su e giù dai campi di calcio .

Paperino: e dai vieni!

BBBBB: noooo.

Paperino: ma perché, che hai da fare?

BBBBB: sto con gli amici.

Paperino: Madonna, stai una vita con gli amici. Ci divertiamo sai? Andiamo sull’Etna e ci spacchiamo di arancini e granite.

BBBBB: no, pa’. Non voglio.

Sempre così . Ogni giorno, rideva però. Quel sorriso mi lasciava uno spiraglio.

I tanti no mi stavano facendo perdere la speranza.

Poi c’è stata la presentazione delle repliche alle memorie in tribunale.

Per l’occasione ho tirato fuori dal cassetto la registrazione fatta la sera in cui sono andato via.

C’era la confutazione di tutte le accuse che mi muovono . Mi è pesato. L’ho fatto con la stessa malinconia di chi è costretto a vendere un pezzo di sè per necessità .

È incisa la disperazione dei miei ragazzi su quel file.

Non so se è stata la presenza di questa registrazione che faceva cadere tutto il loro castello accusatorio a muovere le acque.

Mi accusavano di aver colpito la mia ex moglie, di aver abbandonato la casa deliberatamente.

Nelle registrazioni lei ammette di avermi colpito per prima e non fa altro che dirmi ‘’vattene o ti denuncio’’.

Il fatto è che a valle delle repliche così ben argomentate da Mario è arrivato un segnale di resa dall’altra parte. Stiro ha chiamato Mario ventilando l’ipotesi di accordarsi. Nell’immediato mi ha avvisato Francesco, il mio amico avvocato ex praticante di Mario.

Francesco: ‘’Mario gongola per la telefonata. Credo che lui dovrà pagare te, non tu lui!’’ Qualche giorno dopo, inseguendo i suoi tempi, ho sentito Mario. Il primo pensiero che mi è venuto in mente è quello di ritornare ad un anno fa, a quando ci si incontrava per evitare la giudiziale. Posi una condizione. All’epoca i miei ragazzi non li vedevo nemmeno. Seduti al tavolo dissi: prima di parlare di qualsiasi cosa io voglio vedere i miei figli. Come se me li avessero rapiti e stessi mediando con i rapitori.

Seduti di fronte a me e Mario, al tavolo delle trattative c’erano : Stiro, Ex moglie e ospite speciale Lontanochepuzzate sorella di ex moglie. Trattavo con la trinità della supponenza praticamente.

La risposta fu corale: non siamo noi ad impedirlo, sono loro che non vogliono vederti.

Stiro aggiunse che ci aveva provato anche lui a parlare con AAAAA. Dal suo piedistallo sembrava dicesse: ‘’Persino io mi sono mosso per cercare di convincere un ragazzino’’. Irremovibile il ragazzo a suo dire.

‘’Te credo’’ pensai, ‘’con la faccia che ti ritrovi’’.

Quando parla Stiro sembra che parli Zaratustra. A che titolo abbia parlato con un minore, un mistero.

Ho il dono del silenzio in certi momenti. Parlano i miei occhi però, credo. In silenzio li guardavo. Uno per uno. Non aggiunsero parole. Li avevo messi a tacere guardandoli. Fu Mario a disinnescare la tensione.

La sapienza che tiene a freno l’impulso arriva con l’età e con le fregature accumulate. Una ventina di anni fa molto probabilmente non avrei dato a Stiro nemmeno il tempo di incominciare la frase. Il tempo passa per fortuna, perché venti anni fa avrei passato i guai. Non ne ho bisogno di altri, sono abbastanza saturo.

Paperino: ”Bene ”,aggiunsi, ” affidiamoci ad uno specialista. Se non siete voi ad impedirlo non è normale che dei ragazzi che fino a ieri andavano d’amore e d’accordo col padre da un giorno all’altro non vogliano più vederlo, non vi pare?”.

Si riservarono di pensarci, poi si dileguarono. Si è proceduto con la giudiziale.

È un anno è mezzo che assolvo ai miei doveri, di diritti nemmeno l’odore.

Come pagare le tasse nella speranza di vedere la pensione un giorno.

Adesso, per la seconda volta, viene di nuovo su una bandierina bianca dalla trincea nemica. Come mai? Paura? Troppa gente invitata a dichiarare il falso, smentita dalle registrazioni che ho presentato?

Il pregiudizio è una brutta cosa. L’ho imparato sulla mia pelle in tante circostanze. In quest’ultima ancor di più.

Se non avessi avuto la lucidità di premere il tasto del registratore quella sera, chi mi avrebbe creduto ?

Si crede alle lacrimucce di una donna che parla della violenza subita dal marito. Purtroppo la violenza sulle donne è un male antico.

Non si crede ad un uomo che ha subito insulti e violenza ed ha abbandonato casa perché non poteva sentire più i figli disperarsi. Questo è un male moderno invece.

Nessuno mi avrebbe creduto. Lei si era cucita addosso uno stereotipo. Aveva condito il tutto con la disperazione di vedova inconsolabile . Quasi un lutto.

Mi avevano cucito addosso uno stereotipo. Uomo violento e libertino.

Mio cognata aiutava la mia ex moglie nella propaganda. Difficilmente mi sarei potuto spogliare di quell’abito.

Solo, contro una famiglia di deviati mentali.

Certo ho fallito. In tutti gli anni che son rimasto in casa subendo e abbozzando sorrisi avevo promesso a me stesso che avrei sopportato, per i ragazzi . Ancora un po’ mi ripetevo. Ancora un po’ e saranno grandi. Temevo a lasciarli in mano a questi ipocriti . Volevo dare loro una morale diversa. Una chiave diversa per leggere la vita. La mia, quella di loro padre che hanno tenuto in un angolo e ancora non me ne capacito. La sento così diversa da quella della famiglia della mia ex moglie. Da adulti avrebbero potuto scegliere e magari darsene una loro di chiave, originale e diversa. Chi ama la libertà veramente, desidera la libertà degli altri come la propria. Con grande dolore mi sono reso conto a mie spese che è più semplice condizionare un ragazzo che insegnargli ad essere libero. Missione troppo alta la mia, per le mie capacità, forse.

La bugia è il miglior strumento per condizionare e ingabbiare. Lo si fa per tiranneggiare i popoli, figuriamoci con un ragazzino.

Ho sottovalutato il potere delle loro bugie.

Ci hanno messo poco a emarginarmi . È la prova più dura della mia vita per i nervi. In un momento difficile su tutti i fronti. Benzina sul fuoco .

I nervi hanno retto però. Oggi lo posso dire con una punta di orgoglio . Paperino ha retto facendo ricorso a tutte le sue energie e appoggiandosi a chiunque gli abbia fornito un appiglio.

Alla richiesta di consensuale ho risposto che ci devo pensare. Voglio prima vedere come prosegue con i ragazzi.

E’ il momento di alzare il tiro questo. Loro sono visibilmente in difficoltà. Non so cosa li preoccupi, ma si vede che barcollano. Mia cognata in ufficio mi ha tolto anche il ciao a muso stretto dell’ultimo anno e mezzo. Devo assolutamente capitalizzare questo vantaggio.

Ho mandato un sms alla mia ex moglie:

‘’Ho prenotato per andare al torneo di AAAAA. Ho preso una camera doppia nella speranza che possa venire anche BBBBB. Mi ha detto che vuole stare con gli amici ma vorrei che venisse.’’

Nessuna risposta.

Al giorno dopo, in auto, di ritorno dall’allenamento:

Paperino: allora? Vieni o no in Sicilia con me?

BBBBB non ha risposto, mi ha fatto un bel sorriso e non ha detto di no. Quando ride è ancora più simile a me.

Era il suo si.

Scricchiolii

Che dire… quando leggo gli scritti di Mario mi rilasso. C’è tutto. Mi ripaga degli inseguimenti che gli faccio. Tra i tanti grazie che devo al mio amico fraterno Francesco ci sarà anche quello di aver fatto pratica da questo mostro e di avermelo consigliato come avvocato. Mi appaga e poi non so come faccia a cogliere tutto quello che vorrei dire parlando per pochi minuti. Per preparare questa memoria, una mia mail e due mezze telefonate interrotte da un suo concitato… ‘’aspetta aspetta che ti richiamo’’ a cui non ha fatto seguito alcuna altra telefonata ovviamente. Ma se questi sono i risultati va bene così. Non so certo come andrà a finire, quello che so è che sono sereno per aver scelto le armi giuste e combattuto una battaglia senza violenza. Vorrei fosse così fino in fondo. E’ l’esempio che voglio lasciare ai miei ragazzi dopo che nella violenza me ne sono andato. Non sono solo per fortuna. Ho un gruppo di persone che da oltre un anno mi tiene su e mi incoraggia. Una muraglia che mi protegge e che mi fa sentire sicuro. Senza, sarebbe stato molto difficile. Da solo le guerre non le puoi fare. Chissà se potrò ricambiare con tutti. Se vado avanti è anche per il senso di responsabilità che mi impone lo sforzo dei miei amici per aiutarmi. Tra questi, anche i miei amici blogger. Sono qui per vincere, non perdo, al massimo esco sconfitto.
Stavo per pubblicare la memoria di Mario che è di seguito. Ma devo fare una aggiunta dell’ultimo minuto. Sono in treno. Ricevo una telefonata da Francesco.

Francesco: hai sentito Mario?

Paperino: no

Francesco: ha ricevuto una telefonata da Stiro 10 minuti fa.

Paperino: che dice?

Francesco: chiedono la consensuale….
 

 

TRIBUNALE CIVILE DI PAPEROPOLI

ILL.MO SIGNOR GIUDICE ISTRUTTORE = DOTT. CITTO

* * *

MEMORIA EX ART. XXX CO. X N. X

per

il sig. PAPERINO, con l’avv. Mario Arguti

-attore/convenuto-

nei confronti de

la sig.ra EXMOGLIE CHIEDIALORONONAME, con gli Avv.ti Stiro e Ammiro Sempretisi;

-attrice/convenuta-

nel giudizio civile iscritto al n. xxxxxxx

al quale è riunito il giudizio civile iscritto al n. xxxxxx.

aventi entrambi come oggetto “la separazione giudiziali di coniugi”.

* * *

Con il presente atto si formulano le richieste istruttorie di prova contraria che s’intendono sottoporre al vaglio dell’On.le Tribunale per l’ammissione.

Si eccepisce che la ricorrente chiede di sentire i testi citati su tutti i capitoli articolati, quando è evidente che le circostanze sono tra loro differenti e non possono essere conosciute da tutti.

Da ciò scaturisce l’inammissibilità di tutti i capitoli di prova.

· Sulla relazione extra-coniugale che Exmoglie Chiedialorononame addebita a Paperino – capitolo n. 1 articolato nella memoria XXX co. X n. X cpc depositata il 13.2.2017.

Si eccepisce l’inammissibilità del capitolo perché formulato in maniera generica, “intrattiene una relazione extra-coniugale”, e invece la prova di essa deve essere fornita attraverso fatti specifici da cui successivamente accertare un legame affettivo, sentimentale e materiale duraturo.

In caso di ammissione si articola prova contraria col teste Ing. Minnie di Topolinia sulle seguenti posizioni:

risponda sul capitolo n. 1 articolato da Exmoglie Chiedialorononame nella memoria xxx co. X n. X cpc depositata il 13.2.2017, che per comodità si riporta:

<< 1) sin dall’inizio dell’anno 2015 Paperino intrattiene una relazione extra-coniugale con l’Ing. Minnie di Topolinia >>;

risponda inoltre su:

a) << è vero che lei ha lavorato in qualità di ingegnere alle dipendenze dell’Ente Paperolese spa presso la sede di Paperopoli sino al gennaio dell’anno 2010? >>;

b) << è vero che durante il periodo di lavoro esercitato a Paperopoli lei ha svolto il ruolo di direttore dei lavori per conto del suo datore Ente Paperolese spa in opere stradali e infrastrutture da essa appaltate all’impresa Pensa spa con sede in Paperopoli? >>;

c) << è vero che in tali occasioni lei ha avuto rapporti professionali con il direttore tecnico della Pensa Spa , ing. Paperino, il cui compito era di seguire l’andamento dei lavori delle opere appaltate e di interfacciarsi con la direzione dei lavori? >>;

d) << è vero che in tali occasioni ha avuto modo di apprezzare le qualità professionali dell’ing. Paperino? >>;

e) << è vero che durante il periodo di lavoro esercitato a Paperopoli lei e l’ing. Paperino vi siete spesso scambiati pareri tecnici e amministrativi su questioni di lavoro di comune interesse? >>;

f) << è vero che dopo l’anno 2010 lei ha superato un concorso pubblico presso la Città di Topolinia, assumendo ivi servizio in qualità di ingegnere, e ha dato le dimissioni dal posto ricoperto presso l’Ente Paperolese spa? >>;

g) << è vero che dopo il suo trasferimento presso la Città di Topolinia lei e l’ing. Paperino vi siete sentiti saltuariamente per scambiare, a seconda delle rispettive necessità, pareri tecnici su questioni professionali affrontate per lavoro? >>;

h) << è vero che lei ha conseguito il dottorato di ricerca in ingegneria dei trasporti, è vice presidente regionale dell’Associazione Italiana degli Ingegneroni e che ha predisposto una notevole quantità di progettazioni e direzioni di lavori per la realizzazione di strade e infrastrutture in genere? >>.

I capitoli sopra esposti tendono a provare la natura e le ragioni dei rapporti professionali avuti con l’ing. Minnie, i quali chiariscono l’assenza di quanto semplicemente adombrato dalla ricorrente.

Sulle fotografie prodotte unitamente alla memoria xxx co. x n. x cpc depositata il xx.xx.xx

Nella memoria istruttoria di controparte non è espressa la qualità probatoria delle fotografie depositate e cosa esse dovrebbero tendere a provare.

Qualora la produzione sia da collegare all’allegazione generica di una relazione extra-coniugale, e pur chiedendo disporsi l’estromissione e comunque l’inammissibilità di essa perché pacificamente ritraenti situazioni del tutto normali (sono ritratti i due che camminano semplicemente su strada pubblica), si articola prova contraria volta a chiarire l’occasione della presenza dell’ing. Paperino e dell’ing. Minnie.

Si sottopongono le seguenti circostanze ai testi:

Boss Hulk di Paperopoli – lettere dalla (i) alla (r) compresa;

Minnie di Topolinia – lettere dalla (i) alla (aa) compresa;

i) << è vero che Pensa spa è aggiudicataria in raggruppamento con altre imprese della regione dell’Emilia Romagna , Mattoni spa, Cementi Spa, Ferro Spa, della gara di appalto indetta dalle Ferrovie Inritardo per la realizzazione dei lavori della linea ferroviaria della tratta Latte – Miele ? >>;

j) << è vero che nell’ottobre dell’anno 2015 le imprese aggiudicatarie stavano procedendo alla finalizzazione del progetto esecutivo? >>;

k) << è vero che Pensa spa è l’unica impresa locale del raggruppamento e per tale ragione si è fatta carico di risolvere i problemi legati al rilascio delle autorizzazioni e alle interferenze con gli enti proprietari delle aree interessate alla futura esecuzione dei lavori? >>;

l) << è vero che nella zona di Latte sulla strada denominata “Crocifisso” era sorta la necessità progettuale di verificare alcuni vincoli paesaggistici legati alla presenza di una dimora storica? >>;

m) << è vero che le attività di linea ferroviaria prevedevano la necessità di realizzare un sottopassaggio stradale e di risolvere le interferenze della circolazione stradale adiacente alla dimora? >>;

n) << è vero che per risolvere tali problemi sorse la necessità di interloquire con il responsabile del settore mobilità del Comune di Topolinia? >>;

o) << è vero che l’ing. Paperino, nella qualità di direttore tecnico della Pensa spa, aveva e ha il compito di seguire e risolvere tutti i problemi tecnici e amministrativi connessi alle pratiche necessarie per ottenere ogni assenso, autorizzazione e titolo per l’esecuzione delle opere, intrattenendo direttamente i rapporti con soggetti esterni e con gli enti interessati? ><;

p) << è vero che l’ing. Paperino contattò l’ing. Minnie per sapere se conoscesse il dirigente del settore mobilità del Comune di Topolinia, rappresentandole i problemi relativi all’appalto aggiudicato al raggruppamento d’imprese Pensa spa, Mattoni Spa, Cementi Spa, Ferro Spa e relativo ai lavori di linea ferroviaria della tratta Latte e Miele ? >>;

q) << è vero che l’ing. Minnie rispose di essere buona amica del dirigente ing. Battutapronta Felice e si offrì di accompagnarlo presso il suo ufficio? >>;

r) << è vero che poi l’ing. Minnie accompagnò l’ing. Paperino nel giorno in cui si recò a conoscere il dirigente ing. Battutapronta Felice, presentandolo e rimanendo presente al colloquio che i due ebbero? >>;

s) << è vero che le fotografie in cui si vedono camminare per strada l’ing. Minnie e l’ing. Paperino – che vengono mostrate al teste – sono state scattate nelle vicinanze dell’ufficio del dirigente ing. Battutapronta Felice, settore mobilità e trasporti del Comune di Topolinia?>>;

t) < è vero che tali fotografie sono state prese il giorno in cui l’ing. Minnie accompagnò l’ing. Paperino dal dirigente ing. Battutapronta Felice ? >>;

u) << è vero che, dopo il colloquio con il dirigente ing. Battutapronta Felice, l’ing. Minnie e l’ing. Paperino hanno fatto uno spuntino nella salumeria “formaggiocoibuchi” adiacente al parcheggio utilizzato per l’autovettura e poi hanno preso un caffè nel bar tabacchi che è visibile in una delle fotografie che vengono mostrate? >>;

v) << è vero che l’ing. Minnie riferì all’ing. Paperino che seguiva una pratica amministrativa per conto del suo ufficio di analoga complessità di quella riguardante l’appalto aggiudicato al raggruppamento d’imprese a cui partecipava Pensa spa e su cui il teste ha già risposto? >>;

w) << è vero che l’ing. Minnie propose all’ing. Paperino di effettuare un sopralluogo sulle aree interessate dai lavori della pratica da lei seguita, per rendersi direttamente conto dello stato dei luoghi e delle problematiche di interferenze con il traffico stradale? >>;

x) << è vero che tale pratica riguardava una convenzione per la realizzazione di un sottovia sulla strada provinciale Amatriciana? >>;

y) << è vero che i lavori ferroviari dovevano avere ancora inizio e che l’ing. Minnie e l’ing. Paperino fecero avanti e indietro più volte sulla strada, invertendo la marcia, per individuare il tracciato che ricavavano dal progetto? >>;

z) << è vero che la fotografia che in cui si vede una macchina bianca ritrae un tratto della strada provinciale Amatriciana? >>;

aa) << è vero che l’ing. Minnie e l’ing. Paperino hanno percorso la strada provinciale Amatriciana soltanto la volta in cui hanno effettuato il sopralluogo su cui il teste ha già risposto con riferimento alle precedenti domande? >>.

· Sul capitolo n. 2 articolato dalla ricorrente nella memoria xxx co. x n. x cpc depositata il xx.x.xxxx.

‘’sempre a far data dall’anno 2015, Paperino iniziava a non rientrare a casa all’ora dei pasti e a sparire per ore senza dare alcuna notizia di sè, neppure per telefono, e senza fornire, benchè richiestone, alcuna spiegazione alla moglie’’
Si eccepisce l’inammissibilità del capitolo perché formulato in maniera generica; si chiede ai testi, in buona sostanza, di rispondere non su fatti circostanziati per luogo e tempo bensì genericamente, appunto, su comportamenti indefiniti per quantità e per arco spazio-temporale.

Vieppiù è inammissibile la parte del capitolo “iniziava a non rientrare all’ora dei pasti” perché negativa; si chiede ai testi di rispondere in sostanza << se è vero che l’ing. Paperino non rientrava a casa all’ora dei pasti >>.

Si eccepisce l’inammissibilità e l’incongruenza della parte del capitolo “senza fornire, benchè richiestone, alcuna spiegazione alla moglie”, perché ininfluente rispetto al fine cui vorrebbe tendere la prova in quanto la ricorrente presuppone, errando, che il coniuge (nella specie l’ing. Paperino) sia un suo possesso e abbia l’obbligo giuridico di chiedere autorizzazioni per svolgere le attività quotidiane e correlativamente sia soggetto a un controllo continuo attraverso resoconti estemporanei, momento per momento, di ciò che sta compiendo o facendo. Una visione arcaica del rapporto matrimoniale, nei suoi aspetti affettivi e materiali, che non può trovare ingresso nel processo di separazione, in quanto dimostra in radice la vera origine del fallimento dello stesso rapporto e attiene piuttosto al venir meno degli elementi della comunione materiale e spirituale che fondano la domanda di separazione.

La formulazione del capitolo, in altri termini, costituisce una confessione della ricorrente sull’avere fatto venir meno il vincolo affettivo spirituale per la sua profonda convinzione di un rapporto di soggezione del marito a lei moglie nelle forme espresse nella domanda sottoposta ai testi.

Palese allora l’inammissibilità.

In caso di ammissione si chiede di essere ammesso a prova contraria sui seguenti capitoli col teste Boss Hulk di Paperopoli:

bb) << è vero che l’ing. Paperopoli segue per conto della Pensa spa i i lavori dei cantieri in corso, ha il compito di attendere e risolvere tutti i problemi tecnici che insorgono, intrattiene i rapporti con i direttori dei lavori e i collaudatori, si occupa della parte commerciale dell’impresa curando i rapporti con i clienti, i partner, i fornitori ed è responsabile delle offerte? ><;

cc) << è vero che per i compiti appena indicati l’ing. Paperino è spesso trattenuto in azienda, sui cantieri o in riunioni fuori sede con clienti e fornitori nell’orario, dalle ore 12.30 alle ore 14.30 circa, che solitamente è dedicato al pranzo? >>;

dd) << è vero che lei ha assistito più volte alle telefonate che l’ing. Paperino ha fatto a Ex Moglie per informarla degli impegni di lavoro che lo trattenevano fuori di casa durante l’orario del pranzo, dalle ore 12.30 alle ore 14.30 circa? >>;

ee) << è vero che lei ha assistito più volte alle telefonate che Exmoglie ha fatto all’ing. Paperino per sapere se il marito tornava a pranzo e che in molte di quelle circostanze l’ing. Paperino ha fatto presente di essere trattenuto dagli impegni di lavoro? >>;

ff) << è vero che Ex Moglie ha sempre conosciuto esattamente quali sono i compirti dell’ing. Paperino nell’impresa presso cui lavora? >>;

gg) << è vero che nel corso degli anni di lavoro dell’ing. Paperino presso la Pensa spa, e anche nell’anno 2015, Exmoglie le ha più volte detto di dispiacersi per il marito che spesso era costretto a trattenersi in azienda e fuori sede per gli impegni di lavoro durante l’orario del pranzo e anche che lo costringevano a fare ritorno a casa verso sera? >>.

· Sul capitolo n. 4 articolato dalla ricorrente nella memoria xxx co. X n. x cpc depositata il xx.x.xxxx.

‘’in data 21.8.2015, alla presenza dei due figli, Paperino, senza alcuna ragione, colpiva Exmoglie con un violento schiaffo ‘’
 

 

Si eccepisce l’inammissibilità del capitolo nella parte in cui si chiede ai testi di esprimere un giudizio su “senza alcuna ragione”, non essendo peraltro individuato ciò su cui i coniugi stavano discutendo.

Si chiede di essere ammessi a prova contraria sui seguenti capitoli con i testi Lontanochepuzzate (sorella) , Suonavuoto (padre), Parlosempreio (madre), Spic&span (colf madre), Vedigliasinichevolano (amica) , Gliuoministronzitutti (amica), Sempreadieta (amica), Ladoatutti (amica) , Schiava (colf madre), Zia Saffo (zia):

hh) << è vero che la sera del 21 agosto 2015 Paperino, rientrato a casa, si mise a preparare la cena per i figli AAAAA e BBBBB, come gli aveva chiesto Exmoglie, che era rimasta a lavorare nel negozio del fratello Misveglioalluna in Paperopoli alla via Lacomune n. 12? >>;

ii) << è vero che Paperino chiese conferma al figlio AAAAA se preferisse che la carne fosse cotta al sangue? >>;

jj) << è vero che Exmoglie rientrò a casa mentre Paperino stava servendo a tavola la carne al figlio e incominciò a sbraitare dicendo che c’era disordine? >>;

kk) << è vero che Exmoglie si recò in cucina dove Paperino era alle prese con la cottura della carne per il figlio BBBBB e, togliendo il piatto a AAAAA per cuocere ancora la sua carne, spinse Paperino spostandolo e gli urlò: “Togliti che non sai fare un cazzo? >>;

ll) << è vero che Paperino fece opposizione alla spinta con peso del corpo, tolse il piatto a Exmoglie e lo restituì al figlio AAAAA, e nello stesso momento Exmoglie gli sferrò con violenza uno schiaffo al volto? >>;

mm) << è vero che, dopo avere sferrato lo schiaffo, Exmoglie proseguì a urlare nei confronti del marito e gli intimò di lasciare la casa e di non ritornarvi più? ><;

nn) << è vero che a quel punto i figli AAAAA e BBBBB piangevano disperandosi; poi il primo fuggì in camera sua e l’altro rimase in cucina continuando a urlare? >>;

oo) << è vero che Paperino pregava Exmoglie di smetterla e ha continuato a farlo per oltre un quarto d’ora? >>.

· Sul capitolo n. 6 articolato dalla ricorrente nella memoria xxx co. x n. x cpc depositata il xx.x.xxxx.

‘’Exmoglie non ha mai svolto alcuna attività lavorativa, avendo convenuto con il marito che si sarebbe occupata in via esclusiva della cura e della gestione della famiglia e della casa’’;
Si chiede l’ammissione di prova contraria sulle seguenti posizioni col teste Boss Hulk :

pp) << è vero che Paperino ha spinto sempre Exmoglie a trovare un’occupazione? >>;

qq) << è vero che Paperino convinse Exmoglie a svolgere la pratica di dottore commercialista per poi iscriversi ed esercitare la professione? >>;

rr) << è vero che dopo poco tempo dall’inizio della pratica professionale Exmoglie la abbandonò dicendo che non si trovava bene? ><;

ss) << è vero che successivamente, dopo l’apertura del negozio del fratello Misveglioalluna, Exmoglie è andata a lavorare da lui? >>;

tt) << è vero che la Famiglia Paperino pranzava sempre dai genitori di Exmoglie, perché lei era impegnata sino alla tarda mattinata in negozio, senza avere la possibilità di tornare a casa per tempo e preparare il pranzo? >>.

· Sul capitolo n. 9 articolato dalla ricorrente nella memoria xxx co. x n. x cpc depositata il xx.x.xxxx.

‘’Paperino, oltre a percepire lo stipendio dalla Pensa Spa e a dirigere un cantiere edile in Albania, che gli assicura un compenso di € 10.000,oo mensili, ha in uso l’autovettura ed il cellulare aziendale, i cui costi gravano sulla società, e fruisce dei buoni pasto aziendali’’;
Si chiede l’ammissione di prova contraria sulle seguenti posizioni col teste Boss Hulk:

uu) << è vero che la Pensa spa esegue lavori ricevuti in appalto in un cantiere edile in Albania e che detti lavori sono seguiti dall’ing. Paperino in qualità di direttore tecnico dipendente della società? ;

vv) << è vero che il lavoro svolto dall’ing. Paperino nel cantiere edile in Albania rientra nei compiti ordinari a lui assegnati e nella retribuzione mensile contrattuale? >>;

ww) << è vero che l’ing. Paperino fruisce dei buoni pasto? >>.

· Sui capitoli inerenti alle vacanze articolati dalla ricorrente nella memoria xxx co. X n. x cpc depositata il xx.x.xxxx.

Prova contraria col teste Papero Hulk:

xx) << è vero che Boss ha sempre preso le ferie in agosto nella sola settimana di ferragosto? >>;

prova contraria col teste Suonavuoto Chiedialorononame (Padre):

yy) << è vero che Ex Moglie e figli hanno trascorso una volta le vacanze in dicembre-gennaio presso la casa dei genitori della prima nella loro multiproprietà nella Val Freddochesigela in Trentino Alto Adige? >>;

zz) << è vero che Exmoglie e figli hanno trascorso alcune volte le vacanze durante l’estate presso i genitori della prima nella loro multiproprietà nel villaggio Ecchiarostufattu in Calabria? >>;

aaa) << è vero che Exmoglie e figli hanno trascorso alcune volte le vacanze durante l’estate presso i genitori della prima (loro presenti) nella loro multiproprietà nella cittadina di Marina In Campania e che in tali occasioni Paperino ha accompagnato la famiglia e poi ritornato a lavorare, per poi raggiungerli solo nel fine settimana? >>;

prova contraria con i testi Fini Augusto e Salus Riccardo, Cosimo Avena, Francesca Papera :

bbb) << è vero che Exmoglie e figli hanno trascorso la vacanza ospiti sulla barca a vela di Bernardo, marito di Lontanochepuzzate, sorella di Exmoglie? >>;

ccc) << è vero che in tale occasione Paperino ha accompagnato la famiglia in Marebello e poi ritornato a lavorare? >>;

ddd) << è vero che Exmoglie, Paperino e figli hanno trascorso ogni anno le vacanze per due settimane a cavallo tra luglio ed agosto presso i genitori (loro presenti) della prima nella loro multiproprietà di Maresolevento in Terramia e che in tali occasioni Paperino ha accompagnato la famiglia e poi ritornato a lavorare, per poi raggiungerli solo nel fine settimana?>> (teste Cosimo Avena, Francesca Papera).

 

· Ulteriore inammissibilità della prova articolata dalla ricorrente.

Sul capitolo n. 3 articolato nella memoria xxx co. x n. x cpc depositata il xx.x.xxxx.

‘’a partire dal medesimo periodo, Paperino interrompeva ogni rapporto affettivo ed anche sessuale con la moglie, cui rivolgeva solo parole offensive ed ingiuriose e che allontanava da sè ogniqualvolta lei gli si avvicinava ‘’
 

Non par vero che tutti i testi citati, a partire dai familiari della Exmoglie e finire con le sue amiche, possano riferire sulla presunta interruzione dello “affetto” tra i coniugi e sulla mancanza di rapporti sessuali tra loro, a meno di ipotizzare prima la loro presenza quando ciò accadeva (mentre cioè i coniugi avevano tali rapporti) e dopo la loro continua presenza a casa, o in altro luogo, insieme agli stessi coniugi, così da “certificare” che vi era assenza totale e continuata di rapporti a causa della negazione del marito. Ciò, peraltro, presuppone che i testi abbiano assistito ai tentativi della Exmoglie di avere rapporti sessuali, i quali non possono che concretarsi in comportamenti inequivocabili da porre in essere davanti a soggetti estranei (si pensi solo alle amiche). E pensare il contrario – anche ai soli fini della valutazione sull’ammissione della prova – significa in sostanza ipotizzare che negli eventi amorosi o nei tentativi evidenti amorosi ci fosse la presenza di un nutrito numero di persone estranee alla stretta cerchia familiare, non potendo certo includersi figli (a tanto almeno non è giunta la ricorrente indicando sul punto anche loro).

Se può apparire sgradevole così argomentare per opporsi alla prova articolata, migliore riflessione conduce a mettere in evidenza che il diritto di difesa non può arrestarsi di fronte a spiacevoli tentativi di addossare responsabilità coinvolgendo soggetti del tutto estranei.

Il capitolo è inammissibile anche nella parte in cui si chiede ai testi di rispondere su “cui rivolgeva solo parole offensive ed ingiuriose”, perché la ricorrente avrebbe dovuto indicare con precisione quali fossero le parole proferite da Paperino e in quali circostanze di luogo e di tempo, per poter poi essere assoggettate alla valutazione giuridica sulla natura e qualità dei termini accertati.

Sul capitolo n. 5 articolato nella memoria xxx co. x n. x cpc depositata il xx.x.xxxx.

‘’subito dopo l’accaduto, Paperino abbandonava il tetto coniugale, senza farvi più ritorno’’;
Il capitolo è inammissibile perché l’espressione “abbandono del tetto coniugale” ha una valenza giuridica che implica l’accertamento sulla volontà di allontanarsi definitivamente dalla famiglia senza che vi siano giustificazioni plausibili.

La ricorrente chiede che i testi rispondano su di una loro convinzione, frutto di un giudizio maturato, e non su di un fatto specifico.

A prova contraria sui capitoli nn. 4 e 5 articolati dalla ricorrente nella memoria xxx co. x n. x cpc depositata il xx.x.xxxx, si produce e deposita: perizia di trascrizione registrazione audio del 27.2.2017 dell’arch. Messainpiega sui fatti accaduti la sera del 21 agosto 2015; file audio sui fatti sui fatti accaduti la sera del 21 agosto 2015, oggetto della perizia di trascrizione.

Paperopoli, 6 marzo 2017

avv. Mario Arguti

Poche idee… ma ben confuse

Devo dire che leggere le repliche dei Sempretisi mi conforta sulla scelta del mio avvocato.

Mario, non sarà uno ‘’ di grido’’, quando scrive si capisce.

Non sono un tecnico della legge, la subisco in genere, come molti. Ho un grado culturale discreto, ho letto qualche libro e fatto studi classici. Francamente non ho capito molto di quanto abbiano scritto. Eppure ho letto e riletto. Mi sembra di stare a leggere la ricetta di un medico. Magari il giudice è come il farmacista che comprende al volo i geroglifici del medico.

Per fortuna so di latino e capisco che ‘’ex adverso’’ significa ‘’al contrario’’. Gli piace molto ‘’ex adverso’’ a Stiro, l’avvocato di mia moglie. E’ amante dei termini difficili, una forma di autoerotismo ritengo.

Ovviamente contestano tutto. In particolare disconoscono le registrazioni e chiedono che non siano accolte come prova perché trascritte da un perito del tribunale con qualifica di architetto. Non ne saranno contenti come categoria i quasi colleghi architetti.

Ci sarà un nuovo teste, il fratello di mia moglie Mialzoalluna, titolare del negozio dove lei lavora.

Sarà chiamato a dire il falso e lo farà presumo. Ovvero che la sorellona non lavora da lui. Una cosa che sa tutta la città, ma vedremo. C’è un altro testimone con nome esotico, Francis. Chissà chi è e cosa testimonierà sul lavoro nel negozio.

Per citare un mio collega ai tempi del militare:’’ poche idee, ma ben confuse’’.

Poco comunque rispetto alle repliche di Mario che pubblicherò a seguire.

 

 

TRIBUNALE DI PAPEROPOLI

***

memoria ex art. xxx,co x,n. x,c.p.c.

per

Ex Moglie Chiedialorononame

Nata a Paperopoli il xx.xx.xxxx

Codice Fiscale : XXX XXX XXXXXX XXXX

Con gli avvocati Stiro e Ammiro Sempretisi

Contro

Ing. Paperino

Nato a Paperopoli xx.xx.xxxx

Codice Fiscale : XXX XXX XXXXXX XXXX

Con gli avvocati Stiro e Ammiro Sempretisi

Con l’avv. Mario Arguti

Nel procedimento civile rubricato sub n. xxxx/16 r.g.c.

Assegnato al

Giudice Istruttore: Dott. Citto

***

ILL.MO SIGNOR GIUDICE ISTRUTTORE = DOTT. CITTO

* * *

Ex Moglie , nel reiterare le eccezioni e le deduzioni, sia di merito che istruttorie, nonchè le difese e le conclusioni rassegnate nei pregressi scritti difensivi, insiste nella ammissione dei mezzi di prova dedotti ed articolati nella memoria ex art. xxx, c. x, n. x, c.p.c. in data x.x.2017, instando per la declaratoria di inammissibilità delle avverse richieste istruttorie e, segnatamente, della prova orale, per interpello e per testi, siccome ex adverso dedotta, perchè irrilevante ai fini del decidere, emergendo ex actis che tra il thema probandum, espungibile dal singolare contenuto degli articoli di prova capitolati dal resistente, ed il thema decidendum, desumibile dalle conclusioni da costui prese nei propri scritti difensivi, non intercorre quell’imprescindibile e impreteribile rapporto di funzionalità e di (inter)dipendenza che fonda il giudizio di ammissibilità delle istanze istruttorie.

In disparte la inidoneità, che è palese, delle posizioni ex adverso articolate a provocare la “confessione” della ricorrente su circostanze a sè sfavorevoli, evidente è – quanto alla prova per testi – la inammissibilità delle posizioni contrassegnate con i nn. 1), 2), e 3), che, oltre a non essere veritiere, sono assolutamente irrilevanti ai fini del decidere, giacchè Exmoglie collabora saltuariamente con il fratello Mialzoalluna, che è titolare del negozio “Il Tiretto”, sito in Paperopoli alla via Lacomune n. 12, ricevendone in cambio solo dei capi di abbigliamento.

***

La ricorrente si oppone fermamente all’accoglimento della istanza ex artt. 210 – 213 c.p.c., ex adverso avanzata e diretta ad ottenere l’esibizione in giudizio del contratto di locazione afferente l’immobile sito in Paperopoli al viale Capannina, che, avendo chiare finalità esplorative ed indagatorie, è destinata a sicuro rigetto, non potendo il giudice sopperire con (l’esercizio de)i discrezionali poteri riconosciutigli ex lege ai deficit probatori delle parti.

***

Con riferimento ai documenti ex adverso prodotti, è d’uopo rilevare la assoluta inutilizzabilità ai fini del decidere della “perizia di trascrizione registrazione audio del 10.6.2016 dell’arch. Anna Messainpiega” ex adverso allegata, giacchè, oltre ad essere stata eseguita da un architetto, che notoriamente non ha conoscenze specifiche nel campo delle audio-fono-registrazioni, è il frutto, come ammesso dal perito, di “una personale interpretazione” dei “toni” e del “parlato dialettale al fine di rendere chiaro il reale senso di quanto affermato di volta in volta”.
In ogni caso, la ricorrente, nel contestare e negare che le conversazioni telefoniche, trascritte nella perizia dell’Arch. Anna Messainpiega, siano mai avvenute, disconosce e nega, anche ai sensi dell’art. 2712 c.c., il contenuto delle trascrizioni (e la loro conformità a fatti realmente accaduti).

***

Nella denegata e non creduta ipotesi di ammissione della prova orale ex adverso articolata, Exmoglie Chiedialorononame, produce, in tempestiva contro-prova in ordine al contenuto della lettera inviatale dall’Avv. Mario Arguti in data 26.10.2015, la missiva datata 23.11.2015 a firma dell’Avv. Stiro Sempretiso, e chiede di essere ammessa alla prova contraria con i testi ex adverso indicati, che dichiara di fare propri e che dovranno essere sentiti sulle posizioni capitolate nella memoria ex art. xxx, c. x, n. x, c.p.c. in data x.x.xxxx, nonchè con i testi Mialzoalluna (fratello) e Ashish Francis (non so chi sia), domiciliati in Paperopoli, che dovranno essere escussi sulle posizioni di prova orale ex adverso articolate e sulle posizioni capitolate nella memoria ex art. xxx, c. x, n. x, c.p.c. in data x.x.xxxx.

***

Si depositano :

  • con attribuzione di numerazione progressiva –

lettera in data xx.xx.xxxx : avv Stiro Sempretiso- Avv. Arguti

Paperopoli 05/03/2017

Avv. Stiro Sempretiso – Avv. Ammiro Sempretiso

 

Pari e Dispari

In settimana sono stato da Mario con Francesco, il mio amico fraterno, avvocato anche lui. Abbiamo riletto le memorie dell’altra parte. Ci prepariamo.

Mario è incazzato nero. Il volto tirato e le labbra strette. Ci saranno scintille in udienza.

Li sbranerà tutti. Mi ha fatto impressione.

Mi ha chiesto di scrivere qualcosa sui punti che mi vengono contestati.

Nella e mail ho ribattuto punto per punto e l’ho mandata.

Avverto un senso di malessere. Ho fatto una cosa che non avrei voluto fare. Ho tirato fuori la registrazione della sera in cui sono andato via. Appartengo al genere delle persone pacate.

Io ed i miei colleghi pacati amiamo poco la ribalta. Abbozziamo sorrisi, offriamo il fianco. Subiamo per lo più. Non è una dimostrazione di debolezza, anzi. E’ un modo di affrontare la vita, in punta di piedi. Non ci piace il trambusto. A volte sacrifichiamo la presenza pur di non sentire chiasso. Azzittiamo per primi noi stessi, consapevoli che rumore genera rumore.

Noi pacati abbiamo una soglia molto alta dell’incazzatura. Ci incazziamo ma sappiamo contare fino a 10. Preferiamo contare che fare polemica. La polemica ci affatica ed è inutile. Sul risultato quasi sempre è irrilevante, se non dannosa.

Il problema è quando ci incazziamo. Significa che il livello di provocazione ha superato un limite molto alto.

Se a rompersi è un vaso ne uscirà un po’ d’acqua, qualche coccio si spargerà per terra. C’è da pulire, un po’ di fastidio. Se a rompersi è un serbatoio, il danno potrà essere maggiore. Si ripara. Quando si rompe una diga, sono guai seri.

In questo momento mi sento proprio come un invaso. La diga che ho creato scricchiola. Mi stanno facendo incazzare e conto a fatica. Strano per me che amo i numeri. Ho la necessità di riparare la falla perché esplodere non fa bene a nessuno. Non è quello che voglio soprattutto. Le poche volte che ho perso veramente le staffe, me ne sono pentito. Ci si perde sempre.

Se in una causa si tenta di proteggere il proprio portafogli, negando dei guadagni, non sarà una cosa corretta. Lo vedo come un tentativo di proteggere i propri interessi però. Mi pare naturale in qualsiasi persona. Lo farei anche io molto probabilmente. Ci sta che lei neghi di avere un lavoro, mi vuole spillare più soldi.

Non mi pare nemmeno tanto disdicevole tentare di dissimulare una propria responsabilità nell’alienazione del padre da parte dei figli. Nella sua mente lei non è responsabile. Io l’ho chiamata in causa per tutto ciò. Ci sta che uno si difenda secondo le proprie convinzioni.

E’ una causa, ognuno si difende al meglio che può.

Quello che mi sta facendo perdere la pazienza è l’insistenza nel dire menzogne sui fatti accaduti. Quella sera del 21 agosto 2015 cucinavo della carne per i ragazzi, lei era al negozio dove dice di ‘’non lavorare’’.

Rientrata in casa, già dava di matto. Era in escandescenze per motivi non precisati. Purtroppo accadeva spesso. AAAAA mi aveva chiesto la carne poco cotta, a lui piace al sangue. Così la avevo servita in tavola. Si scherzava, era una serata serena.

Arrivò lei in cucina sbraitando per il disordine, vide la fettina di carne e mi apostrofò.

Ex moglie: Non sai fare un cazzo!

Purtroppo ai suoi modi da principessa avevo fatto il callo, ma la rapidità del fatto, tra ingresso e offesa non mi aveva dato il tempo di entrare nel personaggio remissivo. Una maschera costruita in tanti anni di ricerca del quieto vivere. In genere a queste sue esplosioni replicavo con una battuta. Facevo finta di nulla. Deviavo.

Quella sera non ci ero riuscito.

Ero rimasto ai fornelli.

Lei prese il piatto di AAAAA con la fettina su, si avvicinò e mi spinse per mettersi al mio posto. La spinta aveva preceduto l’esclamazione.

Ex Moglie: Togliti!

Eppure avevo fatto tutto con tanta dedizione.

Avevo chiamato lei per sapere cosa prendere per cena. Ero andato nella macelleria preferita dai ragazzi e avevo preso delle bisteccone come piacciono a loro. Avevo cucinato con loro seduti al tavolo in cucina. La sua irruzione, una rovina.

Feci opposizione col peso alla spinta. Le tolsi il piatto e lo riposai sul tavolo.

Mi arrivò un ceffone in pieno volto senza che potessi proteggermi. Replicai d’istinto .

Da quel momento il finimondo. Urlava e con il telefono in mano diceva di voler chiamare i genitori, i carabinieri. Mi avrebbe fatto passare i guai se non fossi andato via. I ragazzi piangevano disperati. AAAAA si andò a nascondere in camera. BBBBB le chiedeva di non telefonare piangendo. Cercai di calmarla per un buon quarto d’ora o forse più. Impaurito, accesi il registratore del telefono. Almeno  si capisce che non sono stato io ad iniziare, pensai. Voleva denunciarmi a suo dire.

Questa la registrazione.

Ex moglie: Cafone maleducato, alzare le mani a… ricchione… alzare le mani ad una donna, non si fa.

Paperino: Le hai alzate prima tu le mani

Ex moglie (urlando): embè, ma tu sei un uomo, coglione, sei un uomo!

Paperino: la devi smettere di gridare.

Ex moglie (urlando): sei un uomo!

Paperino: La devi smettere di gridare, ci sono i ragazzi.

Ex moglie (urlando): io…non me ne frego un cazzo, ora grido!

Paperino: la devi smettere.

Ex moglie: Hai capito! (alterando la voce con voce stridula) non mi fare così, non mi fare così che fino a mo sei stato tu!

Paperino: la devi smettere, sei stata tu a iniziare anche a urlare.

Ex moglie: Si, si

Paperino: Non ti ricordi nemmeno, non ti ricordi nemmeno..

Ex moglie: Vattene che mi fa male l’orecchio, devi sparire, stronzo di merda. Mo’ mi hai rotto il cazzo. Vattene.

Paperino: La devi smettere.

Ex moglie: Hai rotto il cazzo!

(BBBBB piange)

Uomo: La smetti?

Ex moglie: Mi stai distruggendo, te ne vuoi andare?

Paperino: Ma vattene tu!

Ex moglie: No, io no.

BBBBB (piangendo): Basta no, non chiamare!

Ex moglie: Devo chiamare la nonna e il nonno!

BBBBB: Perché?

Ex moglie: Perché voglio che se ne va!

BBBBB (piangendo): ma perché? Basta!

Ex moglie: Perchè non lo voglio vedere, ci ha rovinato, stavamo bene, sono arrivata qua dopo 12 ore di lavoro, e devo continuare a lavare e pulire i cessi e stendere le tue cose! Hai rotto il cazzo a me e ai tuoi figli!

Paperino: e io cosa ho fatto? Sono stato a giocare?

Ex moglie: Ma che cazzo me ne fotte, basta, che me ne fotte!

Bambino (piangendo e gridando): No, basta!

Paperino: la smetti? La smetti?

Ex moglie: la smetti tu? La smetti.

Ex moglie: Per piacere te ne vai? Vattene, te ne vai?

Paperino: questa è casa mia anche.

Ex moglie: Ma che casa tua! (Sempre con il telefono in mano)

Paperino: e tu ti comporti in maniera educata!

Bambino(piangendo e gridando): Ma no perché?

Ex moglie: Chiamo alla nonna.

(Bambino piange)

Ex moglie:E basta, ma che cazzo piangete pure voi come delle femminucce?

(Bambino piange)

Ex moglie (rivolta a BBBBB, AAAAA nel frattempo si era rifugiato nella sua camera): A me ha dato lo schiaffo e voi piangete?

(Bambino piange)

Donna: Mamma mia guarda, non lo sopporto. Me ne posso andare io almeno?

Bambino: No

Ex Moglie: Un po’, un giro.

(Bambino piange)

Bambino: …Omissis

Ex Moglie: ah? Alla mamma che cosa stai piangendo?

(Bambino piange)

Ex Moglie: Ci deve fare andare la cosa storta ogni volta e spero …Omissis

Ex Moglie: Mangiatela tu quella carne cruda. Manco si taglia, la vuoi assaggiare? ah? sempre tu sei che si mette a rompere, se ti dico una cosa, te l’ho già spiegato.

BBBBB: non tengo più fame!

Ex Moglie: Tu mangi, ora basta, tu mangi.

Questa registrazione non la avevo fatta sbobinare al perito. Ci sono le urla disperate dei miei ragazzi e non me la sono sentita.

Oggi mi accusano di aver alzato le mani senza motivo, come se fossi un uomo violento. Mi accusano di aver abbandonato la casa deliberatamente. Non posso starci. A questo no.

Sono stato sempre appassionato di numeri. Ho imparato a far di conto prima che imparato a leggere. Ho conteggiato tutto della mia vita. Una passione insana e irrefrenabile. Avevo sei anni, frequentavo la prima elementare e nei pomeriggi in cui non avevo nulla da fare mi mettevo accanto ai miei fratelli più grandi che frequentavano il liceo scientifico.

Tentavo di ricopiare i loro compiti sul mio quaderno a quadretti.

Quel quaderno aveva una cosa particolare. Oltre alla scritta ‘’E’ un quaderno Pigna!’’ sull’ultima pagina aveva un quadrato magico, quello delle tabelline.

Imparai il quadrato a memoria, mia sorella me ne spiegò il significato.

Poi a scuola mi furono spiegate le moltiplicazioni per bene, quel quadrato me lo sono ingrandito con le tabelline fino a trenta.

Ancora oggi quando devo fare una moltiplicazione è quella immagine che ricordo e riesco ad avere una grande rapidità di calcolo. Ci sono rimasto affezionato per sempre a quel quadrato.

Tra i numeri ho avuto una predilezione per in numeri pari. Mi mettono meno ansia. Sarà che sono nato un giorno pari di un mese pari di un anno pari. Mi sembrano levigati, quelli dispari a punta invece, come le spine di una rosa.

Oggi se devo dare un valore alla verità, devo dire che è un numero pari per me.

Qualcosa che stabilisca un equilibrio assoluto. Tra gli uomini credo non esista . Quella che chiamiamo verità è solo una proiezione delle nostre convinzioni. È un concetto che deve essere dispari per esistere. Se io e te diciamo cose diverse, ci vuole un terzo, il dispari, che dia ragione ad uno dei due. Gli uomini dicono che il tre è il numero perfetto, in realtà penso che sia la perfezione che vogliono loro. Se dio esiste sarà certamente pari anche lui. Tre è il primo numero che stabilisce una verità, ma  tra gli uomini.

Chiedere giustizia significa chiedere disparità, quando la parità nella vita ci sembra negata.

Avrei voluto pareggiare in questa causa. Dare al perito le urla dei miei figli da trascrivere è un modo per far dispari. Non avrei voluto. Il giudice al novantanove per cento non ne terrà conto, almeno così mi dice Mario, il mio avvocato. Come tante altre cose la lascio qui, nel mio acquario. Magari servirà a pareggiare in futuro.

Le accuse

Vorrei ringraziare la lingua italiana che amo visceralmente per le sfumature delle sue parole.

Alcune parole della nostra lingua sono degli affreschi che nel significato raffigurano immagini, situazioni e stati d’animo. Mi piace pensare che la nostra lingua sia così perché si è formata nei secoli in cui i nostri grandi antenati insegnavano al mondo l’arte, la bellezza e tutte quelle buone cose per cui ancora oggi ci ammirano.

Alcune parole sono un condensato pieno e gustoso come una parmigiana di melanzane. Una di queste, ricchissima a mio avviso è ‘grottesco’. Il significato corrente è quello di ridicolo, non un ridicolo normale. Qualcosa di profondamente enorme, scavato nel paradosso che ti fa ridere ma ti lascia incredulo e inquieto allo stesso tempo, come sul ciglio di una voragine.

E’ con questo riso inquieto che commento la memoria di Stiro e Ammiro, i cari avvocati della mia ex moglie. (in blue i miei commenti)

TRIBUNALE DI PAPEROPOLI

***
memoria ex art. 183, co. 6, n. 2, c.p.c.
per
CHIEDIALORONONAME EX MOGLIE 
nata a PAPEROPOLI il XX-XX-XXXX
- codice fiscale : XXXXXXXXXXXX -
con l’Avv. STIRO E AMMIRO SEMPRETISI contro
ING. PAPERINO 
nato a PAPEROPOLI il XX-XX-XXXX
- codice fiscale : XXXXXXXXXXXXXX -
con l’Avv. MARIO ARGUTI
 nel procedimento civile rubricato sub n. XXXX/XX rgc.
cui è riunito il procedimento civile rubricato sub n. XXXX/XX. assegnato al
Giudice Istruttore : Dott. G. CITTO
udienza ammissione prove : XX-XX-XXXX

Le allegazioni svolte nella memoria ex art. 183, co. 6, n. 1, c.p.c. e, prima ancora, nella memoria integrativa ex artt. 709 co. 3 – 163 co. 3 c.p.c., rendono ultronea qualsiasi ulteriore precisazione e-o difesa e limitano l’oggetto di quest’atto alla mera “indicazione dei mezzi di prova e produzioni documentali”, che appaiono, all’evidenza, funzionali alla dimostrazione del(la fondatezza de)gli assunti della ricorrente e, nel contempo, idonei a minare alla radice gli assunti del PAPERINO sia sulle

Ist. n. X dep. XX/XX/XXXX

dinamiche che hanno caratterizzato la vita matrimoniale, sia sulla sua complessiva situazione economico-patrimoniale.

Sicchè, CHIEDIALORONONAME EX MOGLIE – nell’evidenziare che non ha mai inteso impedire, nè mai impedirà, ai figli di costruire un sano ed equilibrato rapporto con il padre, che, per il vero, con i suoi comportamenti burberi e autoritari ha allontanato i figli da sè – chiede:

Ho scritto molto in questo anno e mezzo descrivendo dei fatti attraverso i miei occhi. Non ho mai preteso di essere considerato obiettivo. E’ giusto che le qualificazioni sul mio carattere le facciano gli altri. Sottolineo ciò che mi sembra stridere con il mio modo di aver visto i fatti, accettando con non poca inquietudine e sofferenza che ci sia chi ha visto le cose in maniera così diversa da me. Sono definito ‘’burbero ed autoritario’’ con i miei figli e questa è la causa del loro allontanamento. La mia ex moglie ‘’non ha mai impedito’’ ai ragazzi di costruire un rapporto sano ed equilibrato con me.

a)- ammettersi l’interrogatorio formale di PAPERINO e la prova testimoniale con

1) CHIEDIALORONONAME LONTANOCHEPUZZATE (SORELLA)

La sorella della mia ex moglie lavora in azienda da me. Le passa tutte le informazioni sul mio conto.

Attualmente a lavoro abbiamo rapporti molto formali. Tempo fa andava in giro in azienda tra i miei colleghi con foto di altre donne, chiedendo se le conoscessero. Credo che l’intento fosse quello di individuare mie possibili amanti. Mi hanno riferito che sul mio conto dice che sono un violento e che ciò che si vede all’esterno è solo apparenza.

Ho il sospetto, ma non prove, che mi abbia sottratto le buste paga dal cassetto. Non trovo le buste paga da gennaio a luglio. E’ la mente giuridica della famiglia, avvocato, di un anno più piccola della mia ex moglie. Per un periodo, da più giovane, si è frequentata anche con AMMIRO, figlio di STIRO. Ha scelto lei gli avvocati per la sorella. E’ affetta da sindrome bipolare ed in passato è stata in cura per questo motivo per tre volte. All’epoca, quando ha avuto grossi problemi psichici, nelle fasi acute della malattia, pensavo di averle dato una mano. A quanto pare è stata solo una mia illusione, visto l’accanimento attuale nei miei confronti. Si è assentata dal lavoro per molti mesi in due circostanze e mi sono messo a fare un po’ del suo lavoro. Ho cercato di non far sentire molto la sua assenza e mi sono speso perché non fosse licenziata. Devo aver fatto delle cose contro di lei perché oggi è tra le più accanite contro di me. Non me ne sono reso conto evidentemente. E’ sposata con Bernardo, un ricco ottico, molto noto in città. Bernardo ha una bellissima barca a vela ed è una persona molto generosa. Con lui condividevo la passione per la vela. D’estate portava in vacanza in barca i miei ragazzi e la mia ex moglie insieme a sua moglie e alla loro bella bambina. Due settimane nel mese di luglio. Io ho sempre fatto una sola settimana di ferie ad agosto e non riuscivo a stare con loro in quel periodo. D’estate è il periodo di massima produzione per l’edilizia. Se potevo li raggiungevo nei fine settimana ovunque fossero. Testimonierà del mio essere burbero e autoritario oltre che violento, presumo. Non so di che altro.

2) CHIEDIALORONONAME SUONAVUOTO (PADRE)

Suonavuoto, professore di educazione fisica in pensione. La voglia di lavorare gli è sempre saltata addosso. Ricco di famiglia, ha sposato Parlosoloio addolorata ancor più ricca di lui. Si sono conosciuti all’ISEF. Fiscamente un bell’uomo, mentalmente soprassediamo. A scuola era famoso per le sue avventure con le colleghe professoresse. Ma si sa, a scuola i ragazzi favoleggiano molto su queste cose. La sua vita gaudente pare sia cambiata nel momento in cui la moglie ha scoperto una sua relazione con la vicina di casa. Una ventina di anni fa, io non li conoscevo ancora. Da quel momento in poi, lei non lo lascia un attimo. Ad ogni secondo della loro vita, direttamente o indirettamente gli ricorda della colpa. Suonavuoto passa la giornata davanti al computer in cerca di un affare. Se acquista un televisore con 200 euro di sconto, dopo aver girato tutta la regione per trovarlo, si sente un gran business man. Fa finta di non sentire la moglie che lo chiama ogni cinque minuti, fin tanto che lei non esagera nelle urla. Gestisce il patrimonio familiare dato dalle due eredità, con oculatezza. Anche se il vero tirchio in famiglia è la moglie Addolorata. Quando sono andato via da casa, sicuramente su ordine di Addolorata, mi faceva in prima persona i pedinamenti per risparmiare sull’investigatore. Una volta l’ho beccato che mi spiava per strada. Ero con un amico, condivisi un po’ di grottesco con lui. E’ il braccio armato della famiglia. L’uomo d’azione, di pensiero non ce n’è molto.

3)PARLOSOLOIO ADDOLORATA (MADRE)

Addolorata Parlosoloio è anche lei professoressa di educazione fisica in pensione. E’ capace di parlare per ore senza una pausa. Un talento. La più grande spappolatrice di coglioni mai vista in vita mia. Figlia di un ricco imprenditore di una città vicina, ha conosciuto Suonavuoto, l’amore della sua vita, frequentando l’Isef. Si sarà innamorata del fatto che le sue parole facessero eco in lui, presumo. Si stanca con il pensiero, tanto che dovunque vada, ha necessità di sedersi sul divano e inondare di parole la stanza e le persone nella stanza, come se dovesse sfiatare. Da quando ha scoperto il tradimento del marito dice di essersi svegliata finalmente. Pare abbia capito la vita e il suo dolore. Per lenire lo squarcio di questo dolore, adesso lo segue anche al cesso e si è votata alla fede. Martella chiunque le capiti a tiro. Le sue collaboratrici domestiche dopo un po’ vanno via per sfinimento. Le insegue per tutta casa, parlandole nelle orecchie e le paga con una paga da fame considerando lo stress lavoro correlato a cui le sottopone. Pulizie e persecuzione uditiva.

I suoi figli sono il meglio che esista al mondo: bravi, buoni, corretti, ripete tipo carosello. Se qualche volta hanno dei problemi, e non sono poche le volte, è colpa delle amicizie o della sfortuna. Rimedia con la preghiera e qualche seduta sul divano a sfiatare.

Soffre di cuore da qualche anno. Temo che Suonavuoto voglia farla fuori. Con Bernardo (mio ex cognato) scoprimmo che quando litigano, spesso lui si avvicinava alle spalle di lei, quatto quatto. Con l’intento di farla spaventare urla uno ZA’ !!!!!!! Come si fa ai cani. Una delle scene più tragicomiche mai viste.

Addolorata è la comandante in capo del Clan, come arma di repressione domestica usa la sua capacità di schiacciare l’interlocutore con la quantità di parole. All’interrogatorio soffocherà tutti.

4) SPIK&SPAN GIUSEPPINA (COLF SUOCERA)

Giuseppina è una collaboratrice domestica di mia suocera, storica. Una donna forte e gran lavoratrice. Segnata dalla vita perché abbandonata dal marito, fuggito proprio con sua sorella in Inghilterra. Ha cresciuto una figlia da sola dovendo gestire non solo l’abbandono, ma anche il tradimento della sorella. Non deve essere stato facile. Adesso è nonna e nonostante questo la vedi sempre lavorare fino allo sfinimento fisico. Si accompagna con uomini poco di buono ma lei è una brava donna. Per un periodo è andata via da mia suocera. Non sopportava lo stress lavoro correlato. Poi ci è tornata, aumentando l’età probabilmente non trovava più facilmente impiego. Non so cosa sarà chiamata a testimoniare. Ho sempre avuto un buon rapporto con lei, scambi di battute, risate. Era abituata a fare battute con sfondo sessuale e per gioco le rispondevo a tono, cercando di smorzare il rozzo nel dialogo ma tenendole botta. Magari dirà che sono un maniaco, che ne so.

5) VEDIGLIASINICHEVOLANO Valeria (AMICA)

Valeria è una amica della mia ex moglie. I nostri figli hanno frequentato le stesse classi a scuola, fin dalle elementari. Il marito di Valeria, Siro è funzionario di banca, amico di mio fratello di vecchia data. Per anni ci siamo frequentati con le famiglie, uscivamo spesso insieme. La mia ex moglie, improvvisamente decise che Valeria fosse una stronza e che quindi andassero interrotti i rapporti. Nella sua filosofia andava cancellata tutta la genie dalle frequentazioni. Credo che non fosse stato gradito un commento su mio figlio AAAAA, questa la colpa. La sua pretesa era che io interrompessi i rapporti con Siro anche. Io me ne fregavo, lo frequentavo ugualmente, da solo. Se fossi stato dietro le paturnie di lei non avrei parlato più con nessuno. Siro chiedeva a me di intercedere, per far ragionare mia moglie. Vedeva Valeria in grande disagio per l’alienazione subita. Vai a spiegare che per il quieto vivere, ero costretto a nascondere i miei incontri con lui, altro che far da paciere. Doveva fargliela pagare a Valeria. Anche mio figlio dovette raffreddare i rapporti con l’amico. Quando sono andato via da casa si sono riavvicinate.

Sarà chiamata a testimoniare accusandomi di non aver fatto da paciere? Non so.

6) GLIUOMINISTRONZITUTTI ALESSIA (AMICA)

Anche Alessia è la madre di un compagno di scuola di AAAAA. Anche con lei e suo marito ci siamo frequentati. Testimonierà forse su un episodio specifico, credo. Forse racconterà di un giorno in cui diedi un buffetto ad AAAAA perché mi aveva risposto in maniera maleducata. E’ l’unica cosa che mi viene in mente. Sarà funzionale a dimostrare che sono un violento.

Terreno fertile perché Alessia è convinta che tutti gli uomini siano dei maiali. Il marito compreso, pover’uomo. Lui non si permette di fiatare in casa.

7) STOADIETA RINA (AMICA)

Altra amica di mia moglie. Per la serie ‘’chi la conosce’’. Calabresi, il marito è un militare. Un Marcantonio, lei cicciottella e bassina, perennemente a dieta per non sfigurare rispetto alla tartaruga di lui. Sono i genitori di un amico di BBBBB. Non ci siamo mai frequentati. Brava gente mi pare. Non so proprio cosa sarà chiamata a testimoniare.

8) LADOATUTTI MARIELLA (AMICA)

Amica storica della mia ex moglie. Veterinario , con l’ossessione per il sesso. Uscivamo insieme appena conobbi la mia ex moglie. Da quando ci sposammo è sparita dalla circolazione. Dopo anni si è sposata anche lei ed ha avuto due gemelli. Si è separata prima di noi. Credo si sia riavvicinata alla mia ex moglie per solidarietà e per antica amicizia. Una donna isterica come la mia ex, piuttosto affamata di uomini. Mai frequentata. La volgarità gratuita non mi piace. Su cosa esporrà? Ai posteri…

9) SCHIAVA MARTINA (COLF SUOCERA)

E’ la colf che ha sostituito Giuseppina nel periodo di ostracismo. Una sempliciotta un po’ alla buona. Separata anche lei, il marito a suo dire la maltrattava. Mia suocera diceva di averla salvata da una vita di basso profilo, emancipandola. Era diventata una schiava. Lavorava 12 ore al giorno per 100 euro alla settimana. Non è una esagerazione quella delle dodici ore. Arrivava alle sette del mattino ed andava via alle sette di sera. Qualche volta provai a dire a mia suocera che a mio modo di vedere assomigliava molto ad una riduzione in schiavitù.

Rispondeva che restasse così tante ore perché lenta. Lo ripeteva tante di quelle volte anche in presenza della donna che ad un certo punto cominciò a ripeterlo anche la poveretta.

Stanca uno straccio era solita ripetere:

‘’Eh, ci metto tanto perché sono lenta’’.

Da brivido.

Tutti residenti in Paperopoli, con

10) PARLOSOLOIO SAFFO

residente in ATTICOCONVISTAMARE (ZIA, sorella Suocera)

La zietta della mia ex moglie vive ora da sola nella città di origine della famiglia. E’ biologa ma anche lei insegna a scuola. Ha un attico bellissimo sul mare con una vista mozzafiato. Per tutta la vita si è occupata anima e corpo alla madre morta a 105 anni qualche anno fa. La zietta ha lo spirito da crocerossina. Se qualche volta è cattiva lo è come specchio della sorella Addolorata di cui è succube.

Zietta non tollera Suonavuoto. Lei ultra ricca è una della sinistra radical chic. Le piacciono le persone culturalmente elevate impegnate nel sociale. Mio suocero di elevato potrebbe offrire solo la statura. L’elevazione morale se mai l’avessero ipotizzata, se l’è giocata con tutta la famiglia alla scoperta del tradimento della moglie.

Zietta non ha figli ma stravede per i nipoti come è giusto che sia. Li giustifica per ogni cosa. A differenza della sorella Addolorata, a volte sta zitta ed è una persona molto generosa. Ho sempre pensato che fosse omosessuale ma che non avesse mai avuto il coraggio di vivere la sua omosessualità in pieno.

Sua sorella se la cosa fosse dichiarata farebbe almeno 150 Ave Maria al giorno per espiare il peccato familiare.

11) TELLYSAVALAS DENOIALTRI (investigarore privato), domiciliato in Paperopoli, sulle posizioni qui di seguito capitolate, da farsi precedere dal suffisso “se vero che” :

Non so chi sia. Ci sono delle foto mie come allegato. Credo che sia l’investigatore privato messomi alle costole da Addolorata e Suonavuoto.

Questi i testimoni, ma veniamo alle domande:

1)- sin dall’inizio dell’anno 2015, PAPERINO intrattiene una relazione extra-coniugale con l’Ing. MINNIE di TOPOLINIA;

2)- sempre a far data dall’anno 2015, PAPERINO iniziava a non rientrare a casa all’ora dei pasti e a sparire per ore senza dare alcuna notizia di sè, neppure per telefono, e senza fornire, benchè richiestone, alcuna spiegazione alla moglie;

3)- a partire dal medesimo periodo, PAPERINO interrompeva ogni rapporto affettivo ed anche sessuale con la moglie, cui rivolgeva solo parole offensive ed ingiuriose e che allontanava da sè ogniqualvolta lei gli si avvicinava;

Quello della relazione extra coniugale è il fattore determinante per la causa. Non so se sia utile dirlo, ma ho dormito sul divano e non ho più avuto rapporti con la mia ex moglie almeno dal 2006. Lo slittamento al 2015 credo sia funzionale ad argomentare la responsabilità di una relazione extra coniugale nella fine del matrimonio. Vale molto per l’addebito pare.

Falso anche che non rispondessi al telefono e che non andassi a pranzo a casa. A casa ci tornavo se fossi in ufficio. Mi capitava spesso di stare in giro per cantieri fuori città e non sarebbe stato possibile rientrare. Funziona così dal primo giorno di matrimonio.

4)- in data 21.8.2015, alla presenza dei due figli, PAPERINO, senza alcuna ragione, colpiva EX MOGLIE con un violento schiaffo;

Lo schiaffo l’ho ricevuto io, dopo una serie di insulti. Ho replicato, sbagliando certo, ma è un po’ diverso. Dettagli.

5)- subito dopo l’accaduto, PAPERINO abbandonava il tetto coniugale, senza farvi più ritorno;

Subito dopo l’episodio i ragazzi piangevano disperati e si rifugiavano in camera. Lei urlava col telefono in mano dicendo che mi avrebbe denunciato se non me ne fossi andato. Ho cercato di calmarla per mezz’ora. I ragazzi continuavano a piangere. Alla fine me ne sono andato. Non ho fatto più ritorno solo perché ho saputo che, con mio suocero, avevano passato la notte in ospedale per procurarsi la documentazione idonea alla denuncia. Lo dovrei ringraziare Suonavuoto. Inconsapevolmente mi ha reso un favore.

6)- EX MOGLIE non ha mai svolto alcuna attività lavorativa, avendo convenuto con il marito che si sarebbe occupata in via esclusiva della cura e della gestione della famiglia e della casa;

La ho spinta in tutti i modi a uscire da casa e trovarsi un lavoro. Speravo che potesse essere un modo per sfumare la sua aggressività. Per un periodo l’ho spinta ad andare da un commercialista, gratuitamente. Le dicevo: non importa se non ti pagano, ti fa bene distrarti col lavoro e non pensare sempre ai bambini. Lei è laureata in economica e commercio. Ha litigato anche là ed è andata via. Il commercialista non mi saluta più.

7)- EX MOGLIE collabora saltuariamente con il fratello CHIEDIALORONONAME ALBERTO, che è titolare del negozio IL TIRETTO sito in PAPEROPOLI alla via LACOMUNE 12, ricevendone in cambio dei capi di abbigliamento;

La collaborazione definita ‘’saltuaria’’ avviene dall’apertura del negozio, circa cinque anni fa. Ogni giorno della settimana, sabato incluso. E’ lei ad alzare la saracinesca.

8)- i canoni locativi afferenti l’immobile sito in Brindisi alla via CAPANNINA n. 1, che è stato donato a EXMOGLIE dai di lei genitori, vengono riscossi e trattenuti dal padre, CHIEDIALORONONAME SUONAVUOTO;

Questa è la roba più allucinante. Lei ha una casa, percepisce un affitto ma dichiara che i soldi li prende il padre che di tutto ha bisogno tranne che di quei soldi.

9)- PAPERINO, oltre a percepire lo stipendio dalla PENSA SPA e a dirigere un cantiere edile in Albania, che gli assicura un compenso di € 10.000,oo mensili, ha in uso l’autovettura ed il cellulare aziendale, i cui costi gravano sulla società, e fruisce dei buoni pasto aziendali;

Io sono dipendente. Percepisco un reddito da dipendente. Sono direttore tecnico di una azienda di costruzioni. Ho consegnato al tribunale la mia dichiarazione dei redditi. Questi 10.000 euro mensili mi hanno fatto sorridere nervosamente. Ho pensato alla difficoltà dell’azienda e di tutti i collaboratori che soffrono per gli stipendi che arrivano a singhiozzo.

Non ho mai guadagnato quei soldi in vita mia neanche lontanamente. Non so da dove sia uscita questa cifra. Ho pensato ad una provocazione. Altro non potrà essere. Voglio pensarlo per non dare di matto. Per una vita mi son sentito dare del pezzente. Ai miei figli soleva ripetere di fare il medico e non l’ingegnere, sennò avrebbero fatto la fine del padre.

10)- le riproduzioni fotografiche, che Le vengono esibite, sono state da lei scattate nell’ottobre 2015 presso IL LUOGO DI INCONTRI CLANDESTINI DI TOPOLINIA e ritraggono l’Ing. PAPERINO e l’Ing. MINNIE;

Questa sarà la domanda per l’investigatore. Ci sono 9 foto di me che cammino con una donna. Nessun gesto equivocabile, nulla più di una passeggiata in una zona centrale della città. Una sola foto ritrae la mia auto ma non si vede nessuno dentro. Non so che deduzioni abbiano fatto e che tecniche investigative abbiano usato. Non vedo l’ora di vederlo questo genio poliziesco.

11)- PAPERINO e EXMOGLIE erano soliti trascorrere, nel mese di agosto, le vacanze estive in Trentino Alto Adige o in Austria, alloggiando in alberghi a cinque stelle superior della catena SUPERLUSSO;

12)- quasi ogni anno, PAPERINO e EXMOGLIE erano soliti trascorrere le vacanze invernali in Calabria presso la multiproprietà di proprietà dei genitori di EXMOGLIE o in Trentino Alto Adige, alloggiando presso gli alberghi a cinque stelle superior della catena SUPERLUSSO;

Ho sempre fatto ferie per una settimana ad agosto. Durante l’estate i miei ragazzi e la mia ex moglie le passavano alle case di proprietà dei miei suoceri. Delle multiproprietà esattamente. Due al mare e due in montagna. Forse mio suocero ci aveva visto degli affaroni all’epoca.

A ferragosto usavo portare io la famiglia in vacanza. L’albergo superlusso a cui fanno riferimento in realtà è un quattro stelle. Aderivo ad una offerta della catena che consentiva di portare i ragazzi gratis pagando il prezzo di due adulti.

1900 euro una settimana all inclusive. Me lo potevo permettere. Non mi sembra una roba da magnati. Ma pare sia così.

Documenterò.

Una volta siamo andati in Francia. Volo Ryan air prenotato mesi prima, noleggio di auto low cost e hotel scelti con oculatezza.

Mi piace organizzare e penso di averlo fatto bene.

13)- in occasione dei ponti e delle festività pasquali, PAPERINO e EXMOGLIE, insieme con i figli erano soliti visitare una città d’arte italiana;

Sarà accaduto un paio di volte. L’arte eleva, non è servito a molto mi pare.

15)- PAPERINO e EXMOGLIE, sempre insieme ai figli, erano soliti trascorrere, nel periodo estivo, i week-end nella TERRAMIA, alloggiando in Hotel o B&B;

Anche questo è accaduto qualche volta, lo fanno sembrare come una abitudine. Ma va bene anche questo.

16)- EXMOGLIE provvede a mantenere, sostenendo una spesa di € 150,00 mensili, un cane di grossa taglia, di razza Labrador, voluto ed acquistato dal PAPERINO, che se ne è poi disinteressato.

Presi il labrador per affrancare i miei figli dalla paura per gli animali trasmessa dalla mia ex moglie. Un po’ ci sono riuscito. Lei non voleva che stesse in casa. Dopo mesi di veranda decidemmo di portare il cane nel giardino dei suoceri. E’ diventato il loro cane. Adesso ha 8 anni. Quando mi hanno rinfacciato di non pensare al suo sostentamento, nonostante fosse ‘’il mio cane’’, chiesi di poterlo avere con me a Monteamaro. I miei suoceri non vollero, adesso chiedono il mantenimento anche per lui.

b)- disporsi indagini per il tramite della Guardia di Finanza sulla effettiva capacità economico-reddituale e, quindi, contributiva, anche mediante accertamenti presso gli istituti di credito operanti su PAPEROPOLI, dell’Ing. PAPERINO, nonchè al fine di accertare il numero, la quantità ed il valore delle diverse partecipazioni societarie di cui il resistente è titolare e gli utili che gliene rivengono, di cui solo accurate informative con l’ausilio di un organismo pubblico e scientificamente attrezzato possono fornire validi elementi di valutazione e di giudizio.

Dirò che sono ansioso di esser rivoltato come un calzino dalla guardia di Finanza. Almeno la loro fame di danaro forse si placherà.

AVVOCATI STIRO E AMMIRO SEMPRETISI

Purtroppo non ho fiducia nella giustizia. Quella frase che sento ripetere in tv dai politici che finiscono indagati o arrestati mi pare una boiata. Ho fiducia in me stesso e sul fatto che sto qui e non mollo. Rintuzzerò colpo per colpo. 

Gli amici, i filosofi

 

In settimana dovrei poter leggere le prove testimoniali chieste da Stiro e Ammiro, padre e figlio, i cari avvocati di mia moglie. Cari per mio suocero che dovrà pagarne il conto.

E’ un periodo che sto molto in giro per lavoro. In settimana non riesco a vedere spesso i ragazzi. Mi mancano più del solito.

Venerdì sono stato a Roma. Ho finito una riunione alle 13 ed avevo qualche ora prima di partire per tornare a casa.

Ne ho approfittato per fare una passeggiata. Quando sono a Roma, se posso, lo faccio. Considero Roma una delle cose più belle fatte dall’uomo. Anche se bistrattata, come siamo bravi solo noi Italiani a fare, per me rimane la più bella città del mondo. Almeno di quelle che ho visitato. Non manco di passare dal posto a cui sono più legato. A Campo de’ Fiori c’è il ricordo del mio filosofo preferito.

Intellettualmente insofferente, cercava sempre l’alternativa. Era allergico a regole e fedi ed era innamorato del mondo. Credeva nella forza dell’uomo e nel suo furore nell’evolversi, nel migliorarsi. Mi piace molto.

Nel 1600 a Campo de’ Fiori fu arso al rogo Filippo Bruno che prese i voti da dominicano come Giordano. Il monaco di Nola scomunicato e poi condannato a morte perché pensava e non riuscì ad abiurare il suo pensiero. Nemmeno sotto la tortura dell’inquisizione.

Mi avvicino alla sua statua e la tocco. Mutuo il gesto da quello che fanno i devoti con le statue dei Santi. Conoscendo un po’ del suo pensiero, non sarà molto contento della ritualità che uso nel ricordarlo. Voglio tanto bene a questa figura che non riesco a trattenermi dal toccare il monumento. Ero tanto affezionato che BBBBB lo avrei voluto chiamare Filippo. Da accordi con la mia ex moglie, dato che il nome del primo figlio lo avevo scelto io, lo stesso di mio padre, il secondo è toccato a lei. A lei Filippo non piaceva.

Mi sto spegnendo ultimamente. Lo avverto e la cosa non mi fa stare sereno. Vedere la statua di Bruno mi ha dato un po’ di forza. E’ una statua che sembra inquietante. A me ricorda il suo pensiero e mi rinvigorisce.

Il 17 febbraio ricorre l’anniversario del giorno del rogo. Un passaggio in questi giorni era più doveroso del solito.

Fatto il mio salutino a Bruno, e presa la mia dose di energia, mi sono fatta una lunga passeggiata fino a stazione Termini. Roma va camminata perché la bellezza ha bisogno del tempo lento. Quando sono sovrappensiero, adoro camminare. Ho difficoltà a stare fermo se ho la testa in moto.

Mi metto sul treno che porta a Fiumicino. Trovo un bel posto di quelli con quattro sedili, due di fronte a due. C’è una presa per il computer. Ne approfitto per lavorare un po’. Mi allargo, occupo tre dei quattro posti, giacca, borsa, appunti e computer. Sbracato alla grande.

Poco prima della partenza, con la coda dell’occhio vedo che si avvicina un uomo, mette la borsa sul ripiano vicino alle mie sedie. Sembra che abbia proprio intenzione di sedersi vicino a me. Do una occhiata in giro e vedo che c’è tanto altro posto.

Proprio qua deve venire a rompere le scatole, penso.

Non lo vedo in volto, ha le braccia alzate che lavorano sul ripiano a sistemare qualcosa nella borsa. Gli coprono il viso.

Educatamente mi metto a sistemare lo spazio che avevo occupato disordinatamente. Gli faccio posto e ricompongo.

Sistemo tutto a testa bassa, un po’ infastidito.

Si siede di fronte a me. Lo guardo, mi guarda. Ci riconosciamo.

In meno di un secondo mi salta addosso e mi abbraccia.

Enzo: Paperino!!!!!

Nell’abbraccio mi cade tutto ciò che mi rimaneva sulle gambe, appunti, computer, borsa.

Ci stringiamo per qualche secondo e ci battiamo le mani sulle spalle con forza.

Enzo è il mio compagno di studi all’università.

Originario come me di Paperopoli, abbiamo studiato insieme.

Lui si è fermato a Milano, fa l’ingegnere lì.

Eravamo come sali e tabacchi all’università, abbiamo studiato gran parte degli esami insieme. Poi la vita ci ha separato, come accade a tanti.

Erano forse sette, otto anni che non ci sentivamo.

Dopo esserci abbracciati ci battiamo un cinque fortissimo, da far cadere le mani. Come se il tempo non fosse passato.

Paperino: Come stai vecchio mio!

Enzo: Bene! E tu vecchia baldracca?

Cazzo, non ci posso credere!

Paperino: pensa che quando ho visto uno che voleva sedersi qua ho pensato: ‘’ ma questo rompicoglioni proprio qua deve mettersi’’

Enzo: ahahahaha… che vuoi, sei sempre uno che tira!!!

Paperino: ma va a cagare! Che ci fai qua, torni a Paperopoli?

Enzo: Siiiii, non ci crederai, sto con una ragazza di un paese vicino. L’ho conosciuta ad un matrimonio di un amico e adesso sto andando da lei per il weekend.

Paperino: Uhmmmm… sento profumo di aranci finalmente….

Enzo: ehhhhhh….

Paperino: ahahahaha

Enzo: Che mi racconti?

Ci siamo raccontati un po’ della professione e un po’ della vita.

Enzo è il miglior ingegnere che abbia mai conosciuto. Lui ingegnere ci è nato, ha preso la laurea solo per costruire una teoria su ciò che già sapeva fare. Enzo non è il suo vero nome, nella nostra città c’era un meccanico che sapeva aggiustare tutto. Si chiamava così ed Enzo è diventato il suo soprannome per noi amici.

Ha un carattere allegro. Può cascargli il mondo intorno, lui il sorriso e l’allegria non li perde mai.

Per me, con la tendenza a filosofeggiare, è stato indispensabile ad orientarmi tra scienza e tecnica delle costruzioni. A lui forse piaceva il mio modo di guardare i numeri, come fossero persone. Ci siamo sempre stimati tanto.

Inevitabilmente il discorso è caduto sui ragazzi, sulla guerra della separazione e sulla mia situazione di padre a tempo.

Enzo: Mi dispiace per loro.

Paperino: Per chi?

Enzo: Per tua moglie e per la sua famiglia.

Paperino: perché?

Enzo: Perché tu sei come la goccia che scava la roccia. Li prenderai tutti per esaurimento. Moriranno tutti e rimarrai solo tu.

Paperino: ahahaha… stronzo. Le cose sono un po’ cambiate, Enzo. Sono cambiato anche io.

Enzo: Si, ma tu non mollerai. Quando ti metti una cosa in testa, non ti ferma nessuno. Tutto si sistemerà.

Paperino: Me lo auguro Enzo, me lo auguro.

L’incontro mi ha fatto un gran bene. E’ vero che sono stato sempre molto determinato. Negli ultimi anni mi sono perso un po’. Troppe cose andate male, molta stanchezza nervosa.

Ci siamo salutati con un forte abbraccio e con la promessa di vederci e sentirci.

Sabato sono stato a pensare al pranzo domenicale.

Giordano Bruno ed Enzo insieme mi hanno iniettato una dose di autostima di cui avevo bisogno.

Devo trovare il modo di far stare i ragazzi per un po’ di tempo in più, dopo pranzo. Me lo dicono tutti che è quella la strada per ora.

Domenica, come al solito, li ho presi alle tredici e li ho portati a Monteamaro. Stavano tranquilli, al giorno prima erano stati ad un concerto. Mi hanno raccontato tutti i dettagli.

Mentre preparavo, loro giocavano sul divano con il telefono.

Mi sono avvicinato e ho visto che giocavano ad un gioco di basket.

Paperino: Ma vi piace il basket?

AAAAA: Un po’, a scuola giochiamo spesso in palestra.

BBBBB: Molti miei amici ci giocano.

Per me è stata una illuminazione. Loro sono fissati con il calcio. Non avrei mai pensato che potessero appassionarsi ad un altro sport. A Monteamaro c’è un bel piazzale davanti a casa.

Se ci metto un bel canestro, li frego stavolta.

Ci mettiamo a tavola e …

Paperino: Stavo pensando di mettere un canestro nel piazzale, vi piacerebbe?

AAAAA: Si

BBBBB: Si

Paperino: Magari potreste invitare qualche amico, facciamo una grigliata e giochiamo a basket. Le giornate stanno migliorando, fuori, se c’è il sole si può stare.

Non rispondono. Il ni di questa volta mi pare molto più parente del si.

Un po’ ci ho giocato anche io a basket da ragazzo, me la cavo. Potrebbe essere un modo per stare insieme. Spazio per giocare a calcio non ce n’è, ma un canestro ed una partita di basket si potrebbe improvvisare bene.

Dopo il dessert

AAAAA: Andiamo?

Paperino: Si, che ne dite di passare alla Decathlon per vedere se ci sono canestri in vendita?

Avevo sbirciato su internet e ce ne è uno che sembra fare al caso nostro.

AAAAA: no dai, accompagnaci a casa, devo studiare.

Paperino: ma è un attimo, perderemo massimo una mezz’ora in tutto. Non sarà la fine del mondo!

Li trascino al negozio e troviamo il canestro che avevo visto su internet. Ha una zavorra robusta e anche le ruote per spostarlo. Quando fa cattivo tempo posso spostarlo sotto la tettoia.

Avevano la faccia contenta.

Paperino: Domani vengo a comprarlo.

Non dicono nulla.

La cosa mi ha galvanizzato. Ho trovato il filone giusto forse. Li ho immaginati già a fare la doccia in giardino con il tubo come facevamo quando erano più piccoli. Mi sono infiammato e ho riacquistato grande entusiasmo.

Sembra che le cose non accadano mai per caso. E’ un po’ che questa cosa dell’allungare i tempi del pranzo domenicale mi sta come un tafano al cervello. Non riesco a capire come questa idea non mi sia venuta in testa prima. Il fatto è che a volte rinunciamo alle nostre possibilità. La forza è nulla senza la fiducia che soffia. Per la fiducia a volte non bastiamo da soli. Gli amici ed i filosofi servono anche a questo.

Passare da Giordano Bruno ed incontrare il mio vecchio amico mi hanno acceso quel poco che è bastato ad approcciarmi con maggior fiducia ai miei ragazzi. La fiducia ha fatto il resto.

Al pomeriggio ho cercato in libreria qualche vecchio libro sul filosofo. Volevo leggere qualcosa, quasi fosse un ringraziamento. Purtroppo i miei libri sono rimasti tutti in casa dalla mia ex moglie. Non li ho chiesti indietro perché spero che un giorno possano interessare i miei ragazzi.

Ho digitato su internet: Giordano Bruno.

Ho letto un po’ ed ho ritrovato questa frase a cui mi ero affezionato.

 

“Che ci piaccia o no, siamo noi la causa di noi stessi. Nascendo in questo mondo, cadiamo nell’illusione dei sensi; crediamo a ciò che appare. Ignoriamo che siamo ciechi e sordi. Allora ci assale la paura e dimentichiamo che siamo divini”.

(G. Bruno)