La mediazione non s’ha da fare

Ex Moglie: Ciao, ho parlato con i ragazzi del percorso che dovrete fare tu con loro al centro di mediazione e ho consegnato loro gli inviti che le mediatrici mi hanno dato. Ma loro non ne sono stati contenti e non vogliono andarci e siccome è una cosa che riguarda voi e so che ad oggi non ne hai ancora parlato con i ragazzi ti chiedo di aiutarmi in tal senso e di parlargli. Grazie ( ovviamente ora sono a scuola)

 

Ci risiamo…ho pensato, ricevendo questo messaggio di prima mattina… mi sono stancato. Non ha capito nulla… o meglio non vuole capire e adesso cerca di pararsi il culo.

 

Paperino: Certo che ci provo , ma non mi ascoltano più ed è per questo la necessità di questo lavoro.Se non ascoltano neanche te, la situazione è davvero degenerata. Vedi, come ha detto il giudice, la mediazione non è nel mio interesse ma nell’interesse dei ragazzi . Sai che non mi ascoltano più . Io provo a chiedere loro . Lo faccio senz’altro, ma temo che come mi dicano che non gli frega nulla del diritto di visita, mi diranno che non gli frega nulla della mediazione. Mi auguro che tu riesca a farti sentire, altrimenti devo pensare che questo andazzo porta i ragazzi allo sbando. Come ti ho detto tante volte è molto pericoloso per due adolescenti.

Ex Moglie: Ma che sbando! Invece di ringraziare che hai dei figli d’ oro, educati, che vanno benissimo a scuola e fanno tanto sport e sono pieni di amici, quando ci sono ragazzini della loro età che sono veramente allo sbando. Pensa tu invece a cercare un canale di comunicazione, invece di parlare solo male come la volpe che non arriva all’uva . E li conosci che sono riservati! Buona giornata.

Paperino: Ascolta, ricordi il senso della mediazione? È quello di stabilire il canale di comunicazione di cui parli. Io ce la sto mettendo tutta. Occorre il tuo aiuto. É nel loro interesse. Dovresti mettere al centro questa di priorità e non le altre che menzioni. È davvero preoccupante che nemmeno tu riesca a farti sentire dai ragazzi. Ritengo la mediazione ancora più urgente.

Ex Moglie: Sai solo accusare e buttare la colpa sugli altri senza farti prima un esame di coscienza credo invece che cosi facendo, anzi non modificando il tuo pensiero non arriverai lontano.Nonostante tutti gli aiuti

 

 Oramai le scrivo solo per lasciare delle tracce. La speranza che qualche parola sia colta è svanita. Più tardi nella mattinata ho inviato un messaggio ai ragazzi, li ho invitati a cena. Mi spetterebbe cenare con loro al lunedì, ma non sono mai venuti né lunedì né gli altri giorni infrasettimanali stabiliti. Comunicato anche  alla signora.

 Paperino: Ho invitato i ragazzi a cena, assicurati che facciano i compiti prima, così sono liberi.

Ex Moglie: Certo….e comunque per la cronaca mi assicuro sempre, dipende solo dalla quantità. AAAAA è ancora a scuola, esce alle tre. Si sta preparando per le olimpiadi di matematica è stato scelto per farle. Chiamali anche.

Dopo qualche ora.

Paperino: Ho provato a chiamare i ragazzi anche, ma non rispondono.

Ex Moglie:AAAAA stava riposando, è tornato stanco da scuola alle tre e BBBB sta studiando per il compito in classe di matematica.

Non sono venuti a cena e non sono andati in mediazione.

Ho scritto questa lettera al mio avvocato e alle mediatrici.

 

Oggetto:                Procedimento civile promosso da Ex Moglie nata a Paperopoli il xx/xx/xx nei confronti di Paperino nato a Paperopoli il xx/xx/xx. Minori Paperino AAAAA e Paperino BBBBB – G. I dr. Fusi

 

Gentili Dott.ssa Drago e Dott.ssa Serse,

faccio seguito ai colloqui avuti presso la vostra sede durante i quali ho sottoscritto autorizzazione formale alla mediazione intergenerazionale, come da invito del Giudice Fusi.

Ero in attesa di vostra convocazione, trepidante attesa, direi. Mi sembrava una buona possibilità per risolvere un po’ di problemi con i miei ragazzi. Ci credevo molto.

Purtroppo lunedì mattina (20/11) ho ricevuto un messaggio da mia moglie nella quale mi veniva comunicato che i ragazzi non avessero intenzione di partecipare agli incontri.

Nel messaggio mia moglie mi ha riferito di aver dato loro una lettera di invito da parte vostra, ma che i ragazzi non volessero aderire.

La conversazione è avvenuta tramite messaggio. Ve ne allego copia.

In particolare mia moglie mi chiedeva di farmi parte attiva nel convincimento dei ragazzi.

Voi conoscete molto bene la mia situazione genitoriale.

Non so se avete avuto un incontro con lei, come è stato come me nei giorni scorsi.

Non so se le abbiate spiegato il senso della mediazione, ma ritengo di sì, conoscendo la vostra professionalità. La mediazione dovrebbe servire a riattivare una giusta comunicazione padre-figli che oggi non c’è.

Chiedere a me di provare a convincerli a frequentare il vostro centro, quando non riesco nemmeno a parlare al telefono con loro perché non rispondono, mi è parsa una provocazione.

Un po’ come chiedere ad un muto di spiegarsi a parole.

Come sapete, i ragazzi ormai non mi ascoltano minimamente, perché gli è stato inculcato che possano agire così.

Sapete anche che nei mesi scorsi, durante gli incontri presso la vostra sede, Ex Moglie mi accusava di non essere capace di avere un dialogo adeguato con i ragazzi, cosa che invece lei ha tranquillamente. Il tutto riconducibile ad una mia incapacità. Pare che lei invece riesca a convincerli e a farsi seguire in tutto e per tutto, tranne che nel riattivare il rapporto con loro padre. Strana singolarità.

Ad ogni modo, pensavo che la mediazione padre-figli potesse essere un momento per sciogliere anche questa questione, ovvero se questa specie di muro eretto nei miei confronti, derivi da mie carenze particolari.

Ero pronto come sempre, negli ultimi anni, a mettermi in gioco, convinto della assoluta necessità di continuare a fare il padre. Cosa che cerco disperatamente ormai da tempo.

Purtroppo anche questa volta ho intuito di dovermi scontrare con l’assoluta fermezza di mia moglie nel voler impedire qualsiasi tipo di buon rapporto padre-figli. Già in udienza reclamava l’inutilità della mediazione. ‘’Si vedono regolarmente’’ diceva, ‘’non capisco la necessità di vedersi con altre persone, per parlare’’.

Anche questa volta temo che i convincimenti di Ex Moglie, audizione dei ragazzi davanti al giudice e inutilità della mediazione padre figli diventino l’unico percorso disponibile.

Non si preoccupa dello stress che possa causare la comparsa in tribunale dei ragazzi perché finalizzata a ledere la mia figura. Cosa da cui lei trae evidente giovamento. Un percorso di mediazione che invece potrebbe riavvicinarmi a loro, nella sua visione, diventa un qualcosa di impegnativo e stressante per un ragazzo.

L’esperienza accumulata in questi due anni mi fa pensare che i miei figli continueranno a fare quello che lei pensa, avendo un assoluto controllo su di loro.

Andranno in tribunale e non verranno in mediazione, perché inutile, tanto una sera ogni quindici giorni, ci vediamo.

Come potrete leggere dai messaggi allegati, il nocciolo della questione è un evidente e persistente risentimento nei miei confronti che non cessa di emergere in ogni situazione.

Cerco di mettere al centro della attenzione l’importanza della presenza paterna per due adolescenti, ma ogni volta, come accaduto in passato, questa importanza è subordinata ad altre questioni: i compiti, lo sport, qualche compleanno di parenti o amici.

Tutte cose importanti, per carità, ma ritengo non preclusive di un rapporto con il padre. Mentre per mia moglie assolutamente prioritarie ed esclusive. Per lei un padre c’è ma, se c’è tempo. Come fossi un hobby o una attività ludico ricreativa. Dopo lo sport anche, e dopo il compleanno di qualche parente. Un padre ci deve essere sempre però, con il portafogli. Quando si tratta di comunicare delle spese, il mio ruolo diventa imprescindibile.

Esterno preoccupazioni circa l’autonomia decisionale lasciata a due adolescenti e mi viene risposto che la mia è solo invidia, come volpe che non raggiunge l’uva.

A queste argomentazioni oramai sono ahimè abituato, e direi prostrato.

So che dovrete fare una relazione al giudice. Qualora permanesse questa situazione e non si riuscisse a coinvolgere i ragazzi, vi prego di voler prendere atto che non ho alcuna responsabilità in merito.

Vorrei che fosse ben chiaro.

Nonostante la mia ormai scarsa autorevolezza con i ragazzi, come da richiesta di mia moglie, ho provato a contattarli per invitarli a cena e provare a parlare loro.

Mi spetterebbe oltretutto, come da provvedimento del giudice due sere a settimana dovrebbero stare con me, ma sono costretto a chiederlo come fosse un fatto straordinario. Non sono mai venuti in tutto questo tempo.

Lunedì ho inviato loro un messaggio, non ricevuta una risposta, ho provato a chiamarli telefonicamente. Non mi hanno risposto, come spesso accade. Dopo aver detto a mia moglie che non rispondevano, finalmente mi hanno risposto e mi hanno detto di non voler venire a cena con me per via dei compiti. Riproverò nei prossimi giorni, ma temo che la risposta sarà sempre la stessa, come avvenuto nei mesi passati.

Continuerò a cercare di fare il padre, per un dovere, un diritto, un istinto naturale di amore paterno. Non cesserò di sentirmi padre perché sono cose che non si dismettono ex lege, ma temo che ex lege debba cessare di assolvere alle mie funzioni. Temo di non averne la possibilità, perché, dall’altra parte, trovo un genitore sordo a queste tematiche e troppo rancoroso nei miei confronti.

Ho detto in udienza che sarei stato disposto anche a vivere nella casa con i ragazzi, alternandomi ogni 15 giorni con mia moglie.

Ne abbiamo discusso in mediazione di questa nuova occasione data dalle Linee Guida del Tribunale e mi pareva che anche voi la riteneste opportuna, in situazioni come la mia.

Io vivo in casa con mio padre e non capisco perché non possa fare altrettanto mia moglie, dato che la casa dei miei suoceri è molto grande e la vive già quotidianamente con i ragazzi. Pranzano lì quasi tutti i giorni al sabato e alla domenica.

Ma pare che la signora non possa stare dai genitori, invece io debba farlo, dato che con le spese di mantenimento che sostengo, non posso permettermi altra soluzione al momento.

Nel ringraziarvi come sempre per la disponibilità e la professionalità dimostrata, lasciatemi rimarcare che da oltre due anni, nel silenzio generale, si sta realizzando una violenza su due minori. Perché negare un diritto, è una violenza.

Io, non ne sono parte, perché da oltre due anni lotto da solo contro questa violenza.

Ho il dovere di denunciarlo con la civiltà ed il garbo che con orgoglio dico mi appartengano, ma che pare oggi costituiscano un handicap, e con l’amarezza di padre ormai alienato. Lo faccio oggi a voi e lo farò in udienza.

Con riconoscenza e stima.

Paperopoli 24/11/2017                                                                                                                              Paperino

 

Al giorno dopo mi arriva un messaggio di mio figlio AAAAA. E’ la prima volta che mi scrive.

Quando ho visto il suo nome mi si sono illuminati gli occhi. Poi ho letto.

AAAAA: Oggi io ho la partita contro la prima squadra alle 15, ma c’è l’incontro con le mediatrici. Puoi telefonare per disdire? Io non voglio andare.

 

Poveri figli miei. Adesso la signora fa parlare i figli con me perché io disdica l’appuntamento in mediazione, per accordi presi con lei.  Oltre ad essere stronza e cattiva è una gran vigliacca.

Io non sapevo la cronologia degli appuntamenti. Le mediatrici mi avevano solo detto che avrebbero fatto dei colloqui singoli con i ragazzi e che poi ci saremmo sentiti.

So adesso che al primo colloquio non si sono presentati. Ex moglie poi ha chiamato scusandosi e dicendo che aveva letto male il calendario degli appuntamenti. Figuriamoci in quale considerazione abbia l’impegno.

Ho comunque risposto a mio figlio.

Paperino: Non sapevo nulla della partita e nemmeno dell’appuntamento. Ti hanno chiamato loro? Con chi hanno preso appuntamento? La mamma mi aveva detto solo dell’invito. Comunque chiama tu stesso, sono molto gentili, chiedi di Lorenza Drago o Antonella Serse. Xxx xxxxxx questo è il numero. Se non hanno detto nulla a me dell’appuntamento sta male che chiami io. Chiama tranquillamente. Ti sposteranno l’incontro e lo fissi tu stesso in base agli impegni. Oppure va BBBBB al tuo posto.

 

All’incontro ci è andato BBBBB.

Ho solo saputo che era molto teso, perché ieri mi hanno convocato le mediatrici. Non molto altro.

Non vuole andarci più. Ha riferito che non capisce perché debba andare lì per parlare con me quando mi incontra regolarmente e può parlarmi senza la presenza di estranei.

Le parole di sua madre, stranamente. Mediazione finita prima di iniziare.

Adesso toccherà a AAAAA. Se ci andasse. Ma temo che la risposta sia la stessa.

Hanno trovato il modo di neutralizzare senza responsabilità, o meglio irresponsabilmente, la mediazione. E’ una linea studiata. Dettata da qualcuno che ne sa di queste cose. Per alienare ci sono i consulenti. Quelli che studiano le azioni e quelli che coprono con i coperchi delle pentole le schifezze.

Il clan ha deciso che questa mediazione non s’ha da fare. La linea è questa: i ragazzi vedono regolarmente il padre, non c’è bisogno che vadano in mediazione.

In tribunale si però. E’ opportuno che vadano. C’è da dimostrare che quest’uomo è un farabutto e saranno i suoi figli a dirlo.

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28 pensieri riguardo “La mediazione non s’ha da fare

  1. Purtroppo quel che diranno in tribunale farà più male a loro che a te
    Dovresti svuotarti della sensazione di rabbia e impotenza e farti paraspigolo…hai presente quelli con cui si attrezza casa quando i bambini sono piccoli e tutti i mobili sono un insidia per la loro capoccia?
    Fatti di gomma e proteggili dalle capocciate che, dando a te, distruggono loro
    Sorridi, avvolgili, amali senza ritegno
    Continua con la tua perseveranza e caparbietà
    Che sentano che tu ci sei sempre, nonostante tutto
    Un giorno torneranno da te

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  2. …ho esaurito il buon senso di madre di famiglia, a questo punto farei una cosa trasgressiva: togli avvocati, giudici e mediatori, azzera tutto e riparti come un padre che ama i suoi figli e ne subisce le assenze. Non so se cambierebbe qualcosa ma sicuramente risparmieresti soldi e tempo e chissa’ se i tuoi figli sentendosi meno pressati da estranei non comincino a guardare le cose in maniera diversa. Io farei cosi’. 😊

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  3. Non ti mortificare, giá gli adolescenti non comunicano facilmente con i genitori , figurati con gli estranei. Oggi ad un Convegno sulla violenza di genere si é parlato delle problematiche psicologiche, comportamentali dei bambini ed degli adolescenti in rapporti familiari non sereni. E molto spesso il comportamento degli adolescenti é di omertà e di freddezza, come effetto di elaborati dolorosi anestetizzati. Allora il lavoro é lungo e paziente. Non ti scoraggiare…🤗

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  4. Ma il nostro compito é accompagnarli al loro destino e alla possibilità che possano vivere con passione, fiducia ed intensità la vita. La madre di un grande della Chiesa ,Santa Monica, ha vissuto tutta la vita nella speranza che il figlio potesse cambiare la sua vita cinica e sregolata e poi é successo che é diventato un santo, Sant’Agostino…

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  5. Anche mia figlia é stata molto ribelle rispetto molti aspetti della sua vita, contrastando anche le nostre indicazioni. Ora che é a Milano per studiare, ha cambiato spontaneamente la sua posizione e vive molto più vicino a noi che prima.

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  6. Caro Paperino, mi dispiace tanto che le cose siano evolute in questo modo. Vorrei avere la certezza che i ragazzi capiranno da soli con il tempo. Ne sono quasi sicura, in realtá; il problema é che la signora sta togliendo a loro il diritto di avere un padre e a te il diritto di vivere i tuoi figli. E queste cose il tempo non le restituisce. Però tu ti stai comportando da Padre al 100%. So che non consola, ma devi esserne fiero. Se potessi ti abbraccerei. Buon fine settimana, incrocio le dita affinché le cose si rimettano sui binari giusti al più presto.

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  7. mi ritrovo molto nel commento di szandri …
    ammiro la tua calma (dote che non mi appartiene) ma vedo che non porta frutti;
    e dire che occorre pazienza in questi casi serve a poco perché il tempo passa, è perso, non si recupera e loro diventano grandi (in una maniera poco armoniosa);
    come in una partita a poker (quando si riscontra la presenza di un ‘baro’) penso che l’unica soluzione sia ‘rovesciare il tavolo’ … forse sei giunto ad un punto in cui non ci siano tante altre soluzioni alternative a questa …

    ciao (e comunque coraggio) 🙂

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  8. capisco la preoccupazione di un padre che da lontano deve restare a guardare e sa che i suoi (ed anche di sua moglie che lui non ama) figli sono guidati da una donna cattiva, con il forte rischio che diventino come lei… ma non è tutto scontato, a volte avvengono fatti che risvegliano ed il risveglio può esere sorprendente. La vita è piena di sorprese.

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  9. tralasciando la rabbia dolorosa che mi saliva leggendoti, provo un forte senso di paura per il giorno in cui i ragazzi si renderanno conto di ciò che ti hanno fatto e di come siano stati manipolati da madre&co. quando prenderanno coscienza di tutto, sarà una batosta immensa per loro. tutti i loro punti di riferimenti (giusti e sani o sbagliati e insani, non è questo il punto) cadranno lasciando loro attorno un vuoto ed un dolore che solo tu potrai accogliere e aiutare a superare.

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  10. Mi dispiace tanto per te. I ragazzi si trovano in una situazione molto complicata, perché chiaramente influenzati in modo non positivo nei tuoi confronti. Secondo me dovresti continuare ad avere la pazienza che molto meritevolmente stai dimostrando. Proprio perché stanno crescendo, presto inizieranno a ragionare con la loro testa e verranno da soli a cercarti, ma solo se non insisti con la mediazione. Fa loro capire, come stai già facendo, che la tua porta è sempre aperta. Alla fine si renderanno conto che la negatività arriva da una parte sola. Si parla spesso degli ex mariti e delle loro nefandezze, ma quante ex mogli usano i figli come strumento di vendetta!

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